CAPITOLO 1 – FAMILY HOME VISITING: FOCUS TEORICO
1. L’osservazione della relazione madre-bambino
Il modello di intervento del Family Home Visiting ha come punto cardine l’osservazione della relazione
madre-bambino, che rappresenta il punto di partenza che ha portato i genitori ad accettare nelle proprie
abitazioni l’intervento psicologico. Gli autori che hanno nella storia trattato lo sviluppo del bambino e la
relazione con l’ambiente sono Stern, Bowlby, Winnicott; le figure femminili più rappresentative sono Anna
Freud, Mary Ainsworth, Selma Fraiberg, Esther Bick, fino ad arrivare ai contributi più recenti di Beatrice
Beebe, Karlen Lyons-Ruth e Alicia Lieberman.
L’osservazione diretta del bambino ha rispolverato le nozioni sul primissimo sviluppo
infantile, facendo emergere due assunti fondamentali:
1. Un cambiamento di prospettiva nella considerazione del neonato da organismo inerte e passivo a
individuo dotato di specifiche competenze percettive, sensomotorie e interattive.
2. La focalizzazione della ricerca sulla diade madre-bambino che inizia ad essere come
interazione diadica a doppio senso, andata e ritorno del flusso interattivo.
Secondo Anna Freud lo sviluppo di buoni rapporti oggettuali consentono di legare l’aggressività e le sue
manifestazioni si riducono a quantità normali.
Secondo Selma Fraiberg, considerata la pioniera della psicoterapia genitore-bambino, era
necessario destrutturare il classico setting terapeutico. Il nuovo setting nelle abitazioni, ha
permesso di cogliere le situazioni di degrado, povertà, maltrattamento, il flusso dinamico
delle proiezioni e delle identificazioni proiettive della madre sul proprio bambino.
Per la Ainsworth, cofondatrice della teoria dell’attaccamento, era importante strutturare le
osservazioni; cosi nel 1978 ha creato la strange situation, che permette di cogliere il legame
del bambino con la madre e di individuare le differenze comportamentali nei modelli di
attaccamento.
Esther Bick inaugura la baby observation, uno strumento non solo di analisi ma anche di
formazione per gli studenti che intraprendono il percorso analitico.
Beatrice Beebe si sommersa sull’utilizzo della microanalisi dei filmati dello scambio faccia
a facciatra madre e bambino.
Karlen Lyons-Ruth è riuscita, osservando il flusso dinamico delle interazioni tra madre a
rischio psicosociale e depressivo che avevano subito violenze e maltrattamenti, a cogliere
le battute principali di quello che l’autrice definisce il trauma latente nel dialogo
relazionale dell’infanzia.
Secondo Alicia Liberman questo trauma può essere arginato facendo leva sugli aspetti
positivi delle esperienze relazionali dei genitori con i propri caregiver.
Le coordinate teoriche sui quali è stata orientata la costruzione del modello di intervento
di Family Home Visiting sono:
La teoria dell’attaccamento (Bowlby): ha il suo focus diretto sulla relazione madre-bambino e costituisce il
quadro concettuale alla base dei modelli teorici che sono
alla base del modello di intervento di Family Home Visiting.
La teoria transazionale dello sviluppo: si tratta del modello evolutivo proposto da Sroufe e colleghi, che
hanno messo in evidenza che il modo in cui il bambino
mostra di essere non è in funzione unicamente al bambino, ne unicamente all’ambiente, ma deriva dalla
combinazione tra caratteristiche dell’individuo e la sua esperienza.
La teoria ecologica (Bronfenbrenner): nella prospettiva ecologica relativa allo sviluppo infantile,
l’individuo è in continua interazione con l’ambiente che viene rappresentato dalla famiglia come unità
allevante primaria e dalle istituzioni che forniscono supporto alla funzione di genitore.
L’infant research: si tratta di un approccio recente che si basa sull’analisi
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microanalitica del flusso bidirezionale delle interazioni faccia a faccia tra madre e bambino.
A questi aspetti va sottolineato un aspetto organico; i geni forniscono il modello
strutturale per la formazione dei circuiti del cervello nello sviluppo dell’individuo.
Qualità dell’attaccamento e psicopatologia.
I caregiver che sono sensibili ai segnali del bambino, riescono a stabilire pattern responsivi
e attenti che modellano e rafforzano aspettative cognitive ed affettive, costituite da
corrispondenza reciproca e fiducia nelle interazioni. Questo permette ad esempio ai sistemi di risposta allo
stress di restare o tornare ai livelli normali rimanendo nell’area della tollerabilità, potenziando il tal modo il
livello di aspettativa e di fiducia verso la protezione del caregiver e gli schemi affettivo cognitivi ad esso
connessi. Le risposte allo stress possono essere:
Risposta allo stress positivo: è una parte normale ed essenziale di un sano sviluppo,
come ad esempio il primo giorno di scuola.
Risposta allo stress tollerabile: attiva sistemi di allarme del corpo come risultato di gravi difficoltà come la
perdita di una persona cara o un disastro naturale. I caregiver attenti e responsivi aiutano il bambino a
fronteggiare lo stress sviluppando un adattamento funzionale.
Risposta allo stress tossico: si verifica quando il bambino sperimenta una forte e
prolungata avversione come l’abuso fisico ed emotivo, senza un adeguato supporto da parte degli adulti.
L’attivazione prolungata dei sistemi di risposta allo stress può compromettere lo sviluppo normale
dell’architettura del cervello e di altri organi.
Una delle situazioni di interazioni più importanti tra madre e bambino è quella dell’allattamento; si tratta di
un momento di scambio, di conoscenza tra madre e bambino.
I bambini che sono stati allattati al seno nei primi 3 mesi di vita hanno ingerito un livello
di vitamine e ormoni che riflettono il ritmo circadiano della madre e sembrano maggiormente capaci di
stabilire modelli di sonno ed efficacia del sonno migliori.
Ci si chiede spesso perché alcune persone sviluppano delle capacità di adattamento per il
superamento di avversità significative e altre no. La risposta che viene da molte ricerche
sottolinea il fatto che i soggetti sani sono coloro che hanno avuto almeno in parte un
rapporto stabile e costante con la figura di attaccamento significativa. Questa relazione
deve essere protetta e supportata quando è in difficoltà. Il Family Home Visiting si colloca
proprio in questa prospettiva, per fornire sostegno alla famiglia potenziando le risorse già
presenti all’interno del nucleo familiare. La leva evolutiva che deve essere potenziata nei
genitori nell’ambito del programma di assistenza domiciliare qui proposto, è la resilienza,
che rappresenta il risultato di molteplici interazioni tra fattori protettivi nell’ambiente
sociale e sistemi biologici altamente reattivi.
Vulnerabilità e rischio
Un ambiente di cura caratterizzato da elementi di tossicità sia fisica che psicologica, come
condizioni socio economiche svantaggiate, scarso supporto sociale, ansia e depressione in
gravidanza, è considerato rischioso per lo sviluppo del bambino. È stato cosi elaborato una
intervista di rischio in gravidanza e una scheda di rischio in gravidanza, nella quale viene
rivelata la storia psichiatrica della gestante, legata ad ese
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