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Programmazione e controllo

Capitolo 1

Il management delle imprese deve assicurare un uso efficiente ed efficace delle risorse, per fare ciò deve disporre di informazioni utili per un apprezzamento economico delle scelte che è chiamato a compiere. Necessita di un sistema informativo amministrativo che produca informazioni economiche utili alla direzione, svolgendo un ruolo di supporto all'attività di governo dell'impresa. È riconducibile a 3 dimensioni:

  • Dati elementari disponibili: rappresentano i fattori in input del processo elaborativo.
  • Processi elaborativi: a questi devono sottoporsi i dati elementari. Comprende l'insieme organizzato di strumenti, procedure e risorse informatiche che trasformano gli input in output utili al management.
  • Informazioni ottenibili: output del processo elaborativo. Sono valori economici, selezionati e ordinati.

Processo elaborativo

La dimensione strumentale del sistema di controllo direzionale comprende metodologie di raccolta ed elaborazione dati secondo procedure organizzative e tecnico–contabili che sono condizionale dai supporti informatici che l'azienda mette a disposizione.

Sistema di controllo direzionale

Sistema che fornisce informazioni elaborate con il sistema informativo amministrativo a manager che sono coinvolti nella direzione dell'impresa. Per progettare un efficace sistema di controllo direzionale si impone l'adozione di un approccio situazionale. Questo si fonda sulla teoria della contingenza, secondo la quale non esiste un sistema di management valido in assoluto, ma bisogna considerare le finalità e i fattori che qualificano l'ambiente nel quale il singolo manager opera.

Per produrre informazioni utili per la gestione, necessita di strumenti a supporto dei processi di raccolta, elaborazione e rappresentazione di valori economici. La composizione e le caratteristiche strutturali e di processo di questa strumentazione discendono da alcuni fattori esterni e interni all'azienda nella quale il sistema di controllo è destinato a operare, cioè al grado di competitività del mercato di riferimento e alla complessità gestionale dell'impresa per cui il sistema viene progettato, a sua volta influenzata dalla complessità strategica e organizzativa dell'azienda stessa.

La contabilità generale e il bilancio di esercizio rappresentano gli strumenti elementari di controllo direzionale di cui l'impresa non può fare a meno di dotarsi. Si tratta di informazioni obbligatorie che devono essere prodotte per ragioni di natura civilistica e/o fiscale e per soddisfare esigenze di comunicazione verso l'esterno a gruppi di utilizzatori ampi e non necessariamente identificabili.

Oltre al bilancio di esercizio introduciamo procedure sistematiche di riclassificazione e di analisi dei valori di bilancio attraverso il calcolo di indici e flussi, per un apprezzamento continuo dello stato di salute dell'impresa.

Poi si possono integrare i sistemi di rilevazione della contabilità generale con quelli tipici della contabilità dei costi e della contabilità analitica.

Finalità

Supportare il management nell'attività di gestione e orientare i comportamenti degli operatori economici per favorire il conseguimento di obiettivi e di efficacia operativa. Le informazioni che produce un sistema di controllo direzionale possono soddisfare esigenze di:

  • Conoscenza:
    • Valorizzare alcune poste di bilancio
    • Supportare decisioni operative
    • Programmare l'impiego futuro di risorse e definire obiettivi
    • Controllare i livelli di efficienza e di efficacia operativa
  • Responsabilità:
    • Assegnare specifici obiettivi di carattere economico
    • Individuare vincoli e leve economiche
    • Valutare le prestazioni dei singoli responsabili e alimentare sistemi a supporto della gestione per obiettivi

Sistema di misurazione dei costi

Il costo di produzione può essere definito come il valore monetario delle risorse impiegate per la realizzazione dei processi di produzione economica messi in atto dalle aziende. La sua determinazione è assoggettata a un calcolo che impone l'attribuzione di un valore ai diversi fattori produttivi impiegati, i cui consumi richiedono di essere rilevati attraverso il ricorso a indicatori fisico–teorici. L'oggetto di calcolo del costo di produzione è il prodotto. Al fine di individuare gli oggetti di calcolo occorre procedere alla disaggregazione della combinazione produttiva generale di azienda in coordinazioni e/o combinazioni produttive parziali. Potrà essere rilevante calcolare il costo di produzione delle diverse unità produttive o delle differenti fasi in cui è possibile articolare il processo di trasformazione fisica.

Configurazioni di costo

  • Costi di produzioni completi: includono il costo di tutti i fattori produttivi utilizzati per realizzare un determinato processo produttivo.
  • Costi parziali: raggruppano solo i costi relativi ad alcuni fattori di produzione.

Le configurazioni di costo più diffuse fanno perno sulla distinzione tra:

  • Costo primo: valore delle materie prime impiegate per la realizzazione della produzione.
  • Costo diretto di trasformazione: valore di altri fattori diretti di trasformazione.
  • Costo diretto di fabbricazione: include gli elementi del costo primo e del costo diretto di trasformazione.
  • Costo variabile di fabbricazione: include in aggiunta, elementi di costo variabile di fabbricazione.
  • Costo variabile aziendale: include, in aggiunta, altri costi variabili aziendali.
  • Costo pieno di fabbricazione: include, in aggiunta, quote di costi indiretti fissi di produzione.
  • Costo pieno aziendale: include la valorizzazione di tutti i fattori produttivi, sia diretti che indiretti, variabili e fissi.

I procedimenti di calcolo del costo di produzione si differenziano in relazione a due fattori:

  • Natura dei valori prescelti per valutare il costo da riferire ai vari oggetti di calcolo del costo di produzione: si può scegliere tra 3 tipologie:
    • Valori passati: negoziati a suo tempo in operazioni di acquisto.
    • Valori attuali: relativi al momento in cui si procede al calcolo del costo.
    • Valori futuri: previsti o presunti.
  • Metodi di valorizzazione dei fattori produttivi utilizzati per l'attribuzione agli oggetti di calcolo dei singoli elementi che compongono il costo di produzione:
    • Metodo diretto: procedimenti fondati sulla misurazione e valorizzazione dei volumi dei fattori consumati o dei servizi impiegati nelle attività produttive oggetto di misurazione. Bisogna:
      • Individuare i fattori produttivi suscettibili di essere misurati nei volumi di impiego
      • Scegliere i criteri di misurazione dei volumi di fattori o servizi impiegati
      • Scegliere i criteri di valutazione dei consumi (LIFO, FIFO)
    • Metodo indiretto: procedimenti che si basano su ipotesi di calcolo rispettose del principio della causalità che lega il costo in questione all'oggetto di calcolo. È da riservare a quei fattori il cui valore non può essere trasferito all'oggetto in via diretta. Per essere trasferiti sui singoli oggetti di calcolo, occorre disporre di un fattore di collegamento, chiamato base di ripartizione. Quest'ultimo deve essere in grado di esprimere le relazioni di causalità che sussistono tra il costo che si desidera ripartire e gli oggetti di calcolo del costo di produzione. Il metodo impone di calcolare un coefficiente di imputazione, dato dal rapporto tra i costi che si intende trasferire sui singoli oggetti e il valore totale della base di ripartizione prescelta. È possibile scegliere tra:
      • Un unico coefficiente di imputazione
      • Coefficienti distinti in ragione della natura funzionale del costo oggetto di ripartizione
      • Coefficienti distinti in ragione della provenienza del costo all'interno di un sistema di rilevazione orientato ai centri di costo
      • Coefficienti distinti in ragione della natura del centro di costo
      • Coefficienti distinti in ragione della natura dell'attività che ha generato il costo

Scopi di calcolo del costo di produzione

  • Valutazione delle rimanenze
  • Supporto decisionale
  • Controllo dell'efficienza operativa

Classificazione dei costi alla base del costo di produzione

  • Costi diretti: sono riferibili in modo univoco al prodotto in questione. Il calcolo si concretizza nella valorizzazione dei consumi di ciascun fattore produttivo diretto impiegato per la sua realizzazione al costo medio di acquisizione dello stesso. Si parla di procedimento diretto di calcolo del costo di produzione.
  • Costi indiretti: la realizzazione di un prodotto può richiedere anche l'utilizzo di fattori produttivi strutturali utilizzati per la produzione di più prodotti. La relazione che si instaura tra questi fattori, i loro costi e il prodotto è di natura indiretta. Si parla di procedimento indiretto di calcolo del costo di produzione.
  • Costi variabili: i fattori produttivi, il cui consumo varia al variare dei volumi di produzione di un prodotto, sono all'origine dei costi variabili. Quando la variazione del costo totale è proporzionale ai volumi di produzione si è in presenza di variabilità lineare, cioè il costo variabile unitario è un valore costante. Possono essere calcolati utilizzando il procedimento diretto.
  • Costi fissi: si calcolano utilizzando il procedimento indiretto.
  • Costi fissi specifici: costi generati da fattori produttivi utilizzati per lo svolgimento di un dato processo produttivo.
  • Costi fissi comuni: connessi all'uso non esclusivo dei suddetti fattori.
  • Costi comuni: quando un fattore produttivo viene utilizzato in modo discrezionale per l'ottenimento di più prodotti. Con il procedimento indiretto è possibile ripartire il costo comune sui singoli output ottenuti.
  • Costi congiunti: quando un fattore produttivo vincola la quantità e il mix degli output ottenibili. La capacità produttiva non può essere utilizzata in modo discrezionale e i prodotti che escono da questo processo sono tra loro vincolati, congiunti.
  • Costi di prodotto: ci sono diverse configurazioni di costo di prodotto (dette prima) che concorrono alla determinazione del costo di produzione.
  • Costi di periodo: costi che non vengono allocati al prodotto. Vengono spesati nel periodo amministrativo di competenza.
  • Costi eliminabili: se la risorsa che genera il costo è impiegata per la realizzazione di un determinato prodotto, se il prodotto venisse meno, anche il costo viene meno. Esempio: costi fissi specifici.
  • Costi ineliminabili: esempio: costi fissi comuni.
  • Costi e ricavi differenziali: stime di costi e ricavi futuri che assumono valore differente nelle differenti ipotesi d'azione poste a confronto. Si tratta di valori cessanti e valori emergenti da mettere a confronto per calcolare il valore differenziale da utilizzare per individuare l'alternativa economicamente più vantaggiosa per l'impresa.
  • Costi e ricavi incrementali: sono incrementali quei costi che sorgono per effetto di un cambiamento nel livello di attività.
  • Costo marginale: misura il costo dell'ultima unità prodotta.
  • Costi sommersi: non subiscono modificazioni per effetto del cambiamento.
  • Valori rilevanti: tutti i valori differenziali.
  • Valori irrilevanti: sono riconducibili ai costi e ricavi che non subiscono modificazioni in differenti ipotesi alternative d'azione. Esempio: valori sommersi.
  • Costi figurativi: sono rilevanti in sede di apprezzamento dei redditi per particolari scopi. Sono:
    • Interessi calcolati sul capitale di rischio, sul valore dell'attività.
    • Compensi per l'attività dirigenziale della proprietà.
    • Affitti relativi a stabili o impianti.
  • Costi di breve periodo: connessi alla gestione corrente e all'utilizzo delle strutture produttive.
  • Costi di lungo periodo: connessi al cambiamento o a modificazioni strutturali.
  • Costi out of pocket: costi che fanno sorgere un debito verso terzi, destinato a tradursi in un esborso finanziario.
  • Costi contabili: costi che non hanno implicazioni di cassa.
  • Costi opportunità: mancati profitti.
  • Valore controllabile: quando un costo/ricavo può essere influenzato da un uso più o meno efficiente dei fattori posti sotto il suo controllo. Esempio: costi variabili e indiretti fissi.
  • Valore non controllabile: il contrario. Esempio: costi indiretti fissi.

Sistema di misurazione dei costi di produzione

Sistema che utilizzando particolari metodologie, valorizza le risorse impiegate nei processi di produzione e fornisce informazioni utili al management. Impone di operare precise scelte di progettazione e di funzionamento che possono riguardare aspetti di struttura e di processo dello stesso. La struttura richiama dimensioni relative a:

  • Articolazione delle informazioni riferite ai differenti oggetti di calcolo (articolazione orizzontale) e alle possibili configurazioni di costo (articolazione verticale).
  • Orientamento del sistema di misurazione di costi, con riferimento ai diversi scopi di calcolo del costo di produzione.
  • Assetto tecnico contabile, connesso alle diverse modalità di rilevazione e trattamento dei dati.

La dimensione di processo attiene alla natura delle informazioni raccolte ed elaborate e all'uso che di queste informazioni si fa all'interno di un'azienda.

Altri oggetti di calcolo

È possibile progettare sistemi di misurazione dei costi caratterizzati da differenti livelli di articolazione orizzontale in relazione ai diversi oggetti di calcolo del costo di produzione. Dopo aver identificato un preciso oggetto sarà possibile:

  • Selezionare i fattori di produzione che concorrono alla sua realizzazione e quantificare i correlati indici di consumo.
  • Indagare le relazioni che legano ciascun fattore all'oggetto prescelto e adottare il procedimento di calcolo più adeguato.
  • Individuare gli scopi precipui di calcolo del costo e adottare la configurazione di costo più idonea.

Capitolo 2

Costo unitario di prodotto

Per calcolare il costo unitario di produzione occorre definire la configurazione del costo di prodotto:

  • Direct cost: il costo di prodotto è costituito da soli costi diretti, la cui imputazione non necessita di alcuna base di ripartizione.
  • Full cost: il costo di prodotto è composto dai costi diretti e da quote di costi indiretti attribuiti utilizzando delle basi di ripartizione.

La configurazione direct cost è più semplice da calcolare e offre un'informazione più oggettiva rispetto al full cost che può assumere valori diversi a seconda delle basi di ripartizione utilizzate per attribuire i costi indiretti all'unità di prodotto. Secondo l'approccio del costo pieno, tutti i costi di produzione sono considerati costi di prodotto e come tali attribuiti all'unità di prodotto in quanto concorrono al valore della produzione. Secondo l'approccio direct cost i costi indiretti sono considerati costi di periodo e non costi di prodotto e come tali considerati costi di competenza dell'esercizio in cui sono sostenuti.

Imputazione dei costi indiretti all'unità di prodotto: metodo orientato alle risorse

L'impostazione tradizionale di attribuzione dei costi indiretti al prodotto si basa sulla ricerca di un legame di consumo tra i fattori produttivi e l'unità di prodotto. Tale legame può essere espresso in due modi diversi:

  • Tutti i costi indiretti sono attribuiti all'unità di prodotto utilizzando un'unica base di ripartizione.
  • Utilizzo di diverse basi di ripartizione. I costi indiretti sono raggruppati in classi omogenee di costi e per ciascuna classe si definisce un criterio di ripartizione appropriato. Tale procedimento si propone di conferire maggiore attendibilità all'attribuzione dei costi indiretti, differenziando opportunamente il criterio di imputazione secondo le caratteristiche delle classi di costo.

La scelta delle diverse basi di ripartizione è effettuata nel rispetto del principio causale, ossia individuando basi di ripartizione che siano espressione quanto più significativa del consumo delle risorse da parte dell'unità di prodotto. Due orientamenti:

  • Orientamento ai fattori produttivi: le singole voci di costo indiretto sono scomposte e aggregate per categorie omogenee di fattori produttivi: ammortamenti, lavoro indiretto ecc. A ciascuna categoria si applica una base di ripartizione in grado di rappresentare l'assorbimento dei costi da parte dell'unità di prodotto, al fine di evidenziare la relazione che lega ciascuna tipologia di fattore produttivo all'ottenimento del prodotto. Questo orientamento risulta adatto a contesti aziendali caratterizzati da un basso grado di complessità.
  • Orientamento funzionale: il criterio di fondo sul quale si basa l'orientamento funzionale è la separazione dei costi relativi ai processi di trasformazione fisica dai costi generali, relativi agli altri processi aziendali. Le classi di costo raggruppano le voci di costo indiretto su base funzionale e poi il costo complessivo di ciascuna funzione è imputato all'unità di prodotto. Ne deriva una struttura di costo di prodotto nella quale sono elencati i costi diretti e di seguito quote di costo riferite alle funzioni aziendali. Questo orientamento consente di semplificare l'imputazione dei costi indiretti all'unità di prodotto. L'aggregazione funzionale sostituisce la molteplicità dei procedimenti di imputazione dell'orientamento ai fattori produttivi con pochi criteri di imputazione applicati alle aggregazioni funzionali.
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Lucy95- di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Programmazione e controllo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Fissi Silvia.
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