PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO
CONTABILITA’ GESTIONALE E ORGANIZZAZIONE AZIENDALE
I SISTEMI DI AMMINISTRAZIONE E CONTROLLO
Le aziende sono organismi estremamente complessi. La loro sopravvivenza nel tempo dipende
dalla capacità di soddisfare una pluralità di interessi e attese di cui sono portatori soggetti
caratterizzati da funzioni sostanzialmente distinte, quali per esempio gli azionisti, i clienti, i fornitori,
i dipendenti, gli enti finanziatori e la comunità nella quale operano. La gestione e il coordinamento
di questa varietà di interessi ha nella gestione dell’informazione uno dei suoi momenti
fondamentali.
L’informazione è l’elemento unificante in grado di collegare le varie parti di un’organizzazione. La
parte più rilevante e consistente di tali informazioni viene ricavata da sistemi formali, caratterizzati
da regole di misurazione e rappresentazione definite.
Si tratta in particolare di Sistemi di Amministrazione e Controllo, il cui perno è costituito dal sistema
informativo contabile cui spetta la rilevazione e l’elaborazione dei flussi di informazione che
accompagnano le transazioni tra l’azienda e le terze economie con le quali questa viene in
contatto.
Il Sistema di Amministrazione e Controllo è quindi innanzitutto fondato:
• sul sistema di contabilità generale: costituisce la fonte primaria di informazioni utilizzate per
comporre una varietà di sintesi gestionali, principalmente per soddisfare i requisiti che regolano
l’informativa verso l’esterno, che ha carattere di obbligatorietà;
• sul sistema di controllo di gestione, primariamente volto ad alimentare i flussi di informazioni
destinati a quanti, a vari livelli della struttura organizzativa, e con diverse responsabilità, sono
coinvolti nella gestione aziendale. L’articolazione del sistema di informazioni che i manager
utilizzano a supporto dei propri processi decisionali e di management è assolutamente
facoltativa e risponde unicamente a fabbisogni interni di conoscenza e di pianificazione e
controllo della gestione.
Ne consegue che i manager si trovano nella condizione di dover valutare la rilevanza delle loro
esigenze in termini di informazioni facendo ricorso ad argomenti riconducibili all’analisi costi-
benefici: l’onere collegato alla produzione di particolari informazioni di prevalente o esclusivo
utilizzo interno e gestionale può essere giustificato unicamente alla luce del beneficio che tali
informazioni possono indurre nella qualità del processo decisionale; qualità che dovrebbe
potersi misurare in termini di miglioramento del risultato economico aziendale.
Uno dei fattori che maggiormente influisce sull’assetto dei sistemi di amministrazione e controllo è
rappresentato dall’insieme degli obblighi che regolano l’informativa economica esterna delle
aziende. Si tratta in particolare dei principi contabili che dettano i criteri di composizione e
rappresentazione delle sintesi di bilancio.
Vincoli che operano a rinforzo di quanto finora esposto con riguardo ai flussi di informativa esterna
sono collegati all’insieme delle normative che nei vari Stati sono state emanate a seguito degli
scandali finanziari che in anni recenti hanno coinvolto grandi imprese quotate.
Si tratta in generale di norme che richiedono alle aziende di tenere le loro registrazioni contabili in
modo dettagliato e preciso e di predisporre e mantenere un sistema adeguato di controlli interni,
ossia di procedure che consentano di proteggere e assicurare l’uso migliore dei beni dell’azienda.
Gli organi di controllo interno dovrebbero operare in modo da consentire l’evoluzione di tali
meccanismi di verifica, in modo tale da ridurre al minimo i rischi di errori, frodi e sprechi. In questo
quadro si giunge a prevedere analisi volte a stabilire se i manager stiano implementando le
politiche e le procedure specificate dai vertici aziendali.
• Il disposto legislativo che a questo riguardo opera negli Stati Uniti è costituito dal Sarbanes-
Oxley Act, emanato nel 2002, il cui dettato è stato ispirato dai fallimenti di aziende generati in
larga misura da scorrettezze contabili. In particolare tale legge impone una maggiore
supervisione sulle politiche e sulle procedure contabili aziendali da parte degli organi di vertice
dell’impresa, arrivando alla richiesta che un altro dirigente firmi una dichiarazione che certifichi
l’accuratezza dei rendiconti contabili e amministrativi.
L’impatto generale della normativa SOX, e delle altre normative governative, è controverso.
Molti manager infatti sottolineano che i costi aggiuntivi prodotti dalla SOX vanno ben oltre
qualunque possibile vantaggio in termini di maggiore sicurezza; per contro, un aspetto positivo
è che i manager, ora più che mai, devono acquisire profonda familiarità con i propri sistemi di
amministrazione e controllo. In generale, i cambiamenti che tali norme sortiscono sembrano
tradursi in controllo più rigidi e in sistemi di reporting maggiormente dettagliati e caratterizzati
da maggiore contenuto informativo.
• In Italia una norma per molti aspetti omologa alla SOX è rappresentata dalla “Legge del
Risparmio” che dispone modifiche in materia di corporate governance, di revisione contabile e
di intermediazione mobiliare, introducendo le relative sanzioni.
• Un altro dispositivo normativo importante è costituito dal Decreto Legislativo 231/2001, che ha
introdotto nell’ordinamento giuridico italiano il principio della responsabilità amministrativa delle
persone giuridiche in dipendenza di reato. Con tale decreto, la responsabilità dell’impresa si
aggiunge a quella penale della persona fisica che compie materialmente l’illecito. In particolare,
in base al Dlgs. 231/2001 l’ente non può essere chiamato a rispondere della realizzazione di
qualsiasi fatto costituente reato, ma solo della commissione di determinati reati e di specifici
illeciti amministrativi.
La realizzazione di uno dei reati indicati dal Decreto Legislativo costituisce dunque uno dei
presupposti per l’applicabilità della disciplina dettata dal Decreto stesso. A questo riguardo,
sussistono presupposti di natura:
oggettiva: attengono alla necessità che il fatto di reato sia stato commesso
o “nell’interesse o a vantaggio dell’ente” e da parte di uno dei soggetti indicati dal
Decreto.
soggettiva: il criterio del vantaggio attiene, invece, al risultato che l’ente ha
o obiettivamente tratto dalla commissione dell’illecito, a prescindere dall’intenzione di chi
l’ha commesso.
L’ente non risponde invece se il fatto è stato commesso da uno dei soggetti indicati dal
Decreto “nell’interesse esclusivo proprio o di terzi”.
Occorre inoltre che l’illecito penale sia stato realizzato da uno o più soggetti qualificati,
cioè “da persone che rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di
direzione dell’ente” o “da persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza di uno dei
soggetti apicali.
Le disposizioni del Dlgs. escludono la responsabilità dell’ente, nel caso in cui questo, prima
della commissione del reato, abbia adottato ed efficacemente attuato un Modello di
Organizzazione e di Gestione idoneo a prevenire la commissione di reati della specie di quello
che è stato realizzato. La responsabilità dell’ente, sotto questo profilo, è ricondotta alla
“mancata adozione ovvero al mancato rispetto di standard doverosi” attinenti
all’organizzazione e all’attività dell’ente: difetto riconducibile alla politica di impresa oppure a
deficit strutturali e prescrittivi nell’organizzazione aziendale. Qualora l’impresa non possieda
un Modello di Organizzazione e di Gestione, essa non potrà sfuggire alla responsabilità
amministrativa stabilita dal Decreto.
Le informazioni amministrative sono utili sia a soggetti esterni che a manager interni, ma spesso
queste due categorie di interlocutori richiedono tipi diversi di informazioni e le usano in modi
differenti.
• La contabilità generale produzione informazioni destinate a utenti esterni come azionisti,
fornitori, banche e autorità governative.
• Il controllo di gestione produce informazioni per i manager che operano all’interno di
un’organizzazione.
I sistemi di controllo di gestione hanno le seguenti finalità:
forniscono informazioni rilevanti per supportare i manager nella assunzione di decisioni
o economicamente più convenienti: si riferisce sia a decisioni di breve termine
(definizione della quantità di prodotto da produrre e vendere, il mix di prodotti da offrire
sul mercato, l’accettazione di un ordine speciale, l’eliminazione di alcuni segmenti di
attività, make or buy, definizione prezzi di vendita) che a decisioni di medio/lungo
termine (sviluppo e produzione di nuovi prodotti da collocare sul mercato, sostituzione
di immobilizzazioni obsolete, ingresso in un nuovo mercato, apertura di nuovi punti
vendita);
forniscono informazioni per supportare il processo di pianificazione e controllo delle
o organizzazioni aziendali: si riferisce al processo di pianificazione e controllo.
La pianificazione riguarda la definizione di obiettivi sia di lungo che di breve termine e
delle risorse necessarie per il loro raggiungimento. Nel piano a lungo termine tali
obiettivi riguardano le finalità strategiche che l’impresa intende perseguire. Nel budget
annuale essi sono dettagliati ed espressi in termini economico-finanziari per dare
un’indicazione dei risultati attesi per l’anno a venire. Tali risultato rappresentano uno dei
riferimenti importanti nel processo di controllo e di valutazione delle prestazioni.
Il controllo è il processo tramite cui un’impresa verifica che gli obiettivi definiti in fase di
pianificazione siano stati raggiunti. Tale verifica si realizza attraverso la comparazione
tra ciò che era previsto nel piano a lungo termine e nel budget, e ciò che è stato
effettivamente raggiunto. Tale comparazione costituisce il punto di partenza per
indagare le cause degli eventuali scostamenti dagli obiettivi definiti e, in questo modo,
valutare le prestazioni dei manager e riconoscere eventuali incentivi.
La progettazione dei sistemi di controllo di gestione si deve ispirare ad alcuni principi fondamentali:
1. necessario bilanciamento che deve essere salvaguardato tra il costo di produzione delle
informazioni e i potenziali benefici che tali informazioni sono in grado di produrre in termini di
miglioramento della qualità delle decisioni;
2. verifica della dimensione cosiddetta “pragmatica” dell’attività di misurazione economica, ovvero
degli impatti che le informazioni generate e diffuse nella struttura aziendale potranno avere sui
comportamenti dei vari attori coinvolti, a vari livelli, nel processo decisionale.
APPLICAZIONE NELLE AZIENDE DI SERVIZI E NON PROFIT
Caratteristiche:
• il lavoro costituisce di norma il fattore produttivo principale: l’elemento primario di costo è
costituito dai compensi, dai salari e dai costi relativi al persona e non invece dagli oneri
connessi alla disponibilità e all’impiego di strutture fisiche;
• il prodotto è difficile da definire;
• le aziende di servizi non possono conservare i principali fattori di produzione i propri prodotti.
Semplicità è la parola d’ordine per la progettazione di sistemi di controllo di gestione nelle aziende
di servizi e nelle organizzazioni non profit. Se si desidera che in tali organizzazioni le informazioni
vengano utilizzate, queste devono essere espresse in forma facile da comprendere. La
complessità tende a generare costi, che spesso superano i vantaggi ottenibili.
GESTIONE PER ECCEZIONI
Il sistema di controllo di gestione conduce alla formalizzazione dei piani e dei programmi che
vengono espressi in termini di budget. Un budget rappresenta l’espressione quantitativa di un
piano d’azione.
I budget possono anche essere di ausilio nel coordinamento dell’attività di funzioni e unità
organizzative diverse e per l’implementazione dei piani. Di fatto il budget rappresenta lo strumento
per disciplinare i processi di pianificazione attuati dal management.
Il sistema di controllo di gestione supporta e abilita sia l’attività di pianificazione sia quella di
controllo; in particolare esso si occupa di rilevare, misurare e classificare gli esiti del complesso di
azioni attuate dal management, e di produrre i rendiconti necessari per attivare il confronto
sistematico tra obiettivi e risultati, e produrre analisi degli scostamenti che consentono di verificare
le deviazioni dai piani e dai programmi.
I sistemi di reporting inducono a indagare in merito alle eccezioni, nel senso che aiutano a
focalizzare l’attenzione su quegli elementi di costo che risultano significativamente diversi da quelli
preventivati; in tal modo i manager sono posti nelle condizioni di allocare nel modo più efficiente il
proprio tempo e di poter intervenire o sulle attività di propria competenza al fine di conformarsi ai
piani, o per contro sulla struttura dei piani stessi. Questo processo prende il nome di gestione per
eccezioni, che significa concentrarsi sulle aree che deviano significativamente dal budget,
ignorando invece quelle aree gestionali che si presume si stiano sviluppando conformemente ai
programmi.
FATTORI DETERMINANTI LE CARATTERISTICHE DI UN SISTEMA DI CONTROLLO DI
GESTIONE
Approccio della contingenza: l’assetto del sistema di controllo di gestione per una data
organizzazione, e in particolare le sue componenti, dipende dal combinarsi di specifiche variabili di
contingenza; gli elementi che compongono il sistema devono risultare di caso in caso coerenti con
tali variabili.
Modulare le metodologie di pianificazione e controllo in relazione alle fasi del ciclo di vita
dei prodotti
Molte decisioni gestionali riguardano un singolo bene o servizio o un gruppi di beni correlati; per
tale ragioni molte delle informazioni prodotte dal sistema di controllo di gestione a supporto di tali
decisioni riguardano tale dimensione gestionale.
Per governare efficacemente la dimensione di prodotto o servizio, nei vari ambiti funzionali in cui si
articola il processo gestionale, i controller e gli altri manager devono partire dalla considerazione
del ciclo di vita, che fa riferimento alle varie fasi che caratterizzano l’evoluzione di un prodotto o un
servizio, dal concepimento e dal suo viluppo fino all’introduzione sul mercato, per giungere alla
maturità e infine all’uscita dal mercato.
Il sistema di contabilità direzionale deve supportare l’analisi economica dei costi e dei ricavi per
tutto il ciclo di vita di un prodotto o di un servizio. I confronti periodici tra costi e ricavi programmati
e i corrispondenti valori effettivi consentono ai manager di valutare la redditività di un
prodotto/servizio, riconoscere la fase in essere del ciclo di vita e conseguentemente orientare la
strategia competitiva.
Impostare l’attività di pianificazione e controllo rispetto alle fasi della catena del valore
Prendendo sempre a riferimento il prodotto o il servizio, che costituiscono l’oggetto primario di
analisi e valutazione economica che caratterizza molte decisioni di gestione, oltre al ciclo di vita, i
manager responsabili della gestione aziendale dovrebbero prendere in considerazione anche
l’insieme delle attività che l’azienda svolge per la progettazione e la messa a disposizione dei
prodotti o dei servizi che vende.
Qualunque sia l’attività svolta, tutte le aziende cercano di produrre merci o servizi utili, nel senso
che devono avere un valore per i loro clienti. La catena del valore rappresenta l’insieme delle
funzioni o attività aziendali che aggiungono valore ai prodotti o ai servizi di un’azienda:
• ricerca e sviluppo: generazione e sperimentazione di idee e soluzioni innovative
• progettazione di prodotti, servizi o processi
• produzione
• marketing
• distribuzione
• servizio clienti e funzioni di supporto
Il controller svolge un ruolo fondamentale in tutte le funzioni della catena del valore; il più ovvio è
nella fase di produzione, dove si misurano i costi relativi all’attività di fabbricazione, e diventa
cruciale tenere traccia in modo sistematico e continuo degli effetti generati dai programmi di
miglioramento continuo. I controller agevolano la pianificazione e il controllo dei costi attraverso
l’uso di budget e sistemi di reporting.
COLLOCAZIONE ORGANIZZATIVA DELLA FUNZIONE AMMINISTRATIVA E DEL CONTROLLER
Principali attività che caratterizzano la controllership:
• raccolta di dati ed elaborazione di informazioni;
• predisposizione dei documenti di reporting economico su cui si fondano i processi di guida e
controllo aziendale;
• interpretazione e analisi delle informazioni;
• coinvolgimento nei processi decisionali.
Posizioni di linea e posizioni di staff
Quando un’azienda cresce e aumenta la sua complessità organizzativa, deve suddividere la
propria attività in funzioni distinte, articolate orizzontalmente, poste sotto la responsabilità di
manager. In un’organizzazione di tipo tradizionale, questo processo si traduce in un aumento della
specializzazione e nell’individuazione di funzioni di linea e funzioni di staff.
• Manager delle funzioni di linea : direttamente coinvolti nelle attività di produzione e
commercializzazione dei prodotti o servizi dell’azienda; le loro decisioni portano direttamente al
raggiungimento degli obiettivi dell’azienda.
• Manager delle funzioni di staff : svolgono attività di supporto ai manager di linea fornendo loro
informazioni e supporto consulenziale.
Molte aziende moderne stanno abbandonando il tipo di struttura gerarchica a favore di
un’organi
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