1. INTRODUZIONE AI SISTEMI DI CONTROLLO DI GESTIONE E
ALLA LORO PROGETTAZIONE
EVOLUZIONE DELLE IMPRESE
In passato le aziende erano dei trasformatori: prendevano degli input, li modificavano/lavoravano e li
trasformavano in output (vendite).
Il contesto era che nel tempo i volumi di vendita andavano tendenzialmente ad aumentare, ossia l’azienda
aveva un buon prodotto che metteva sul mercato e qualcuno lo comprava.
come faccio a fare un buon prodotto?
La domanda principale da porsi era quindi:
Oggi l’azienda deve ancora garantire un’adeguata gestione dei processi produttivi di trasformazione degli input
in output, ma deve confrontarsi anche con aspettative, bisogni, richieste dei clienti e deve tener conto
dell’ambiente competitivo in cui opera. quale strategia seguire e quali azioni intraprendere per sopravvivere
La domanda principale da porsi è quindi:
e vincere sul mercato?
Una strategia sarà tanto + di successo quanto + l’azienda riuscirà a soddisfare bisogni e aspettative dei clienti,
a generare vantaggi competitivi e a produrre risultati economici e finanziari positivi.
CONCETTO DI CONTROLLO DI GESTIONE
Il significato del termine “controllare” può essere riassunto in due gruppi:
- in un primo caso può voler dire riscontrare, verificare, dominare, regolare, tenere a freno, limitare
- in un secondo caso può voler dire pilotare, governare, regolare, guidare.
Controllare vuol dire quindi guidare le decisioni aziendali verso obiettivi definiti.
→
TIPOLOGIE DI CONTROLLO
1. Steering control, basato sulla previsione dei risultati e sulla correzione della direzione di marcia prima della
conclusione della stessa (es. correzione di rotta di un’astronave);
2. Yes-no control, basato su una serie di verifiche atte a verificare gli steps di avanzamento (es. controllo
qualità di semilavorati lungo il processo produttivo);
3. Post-action control, basato sulla misurazione dei risultati ad azioni concluse, sul confronto degli stessi con
lo standard e sulla definizione di azioni correttive (es. budgeting).
COME PROGETTARE UN SISTEMA DI CONTROLLO DI GESTIONE
(MODELLO DI AMIGONI)
Modello a 4 aree:
A) ANALISI DELLE CARATTERISTICHE D’IMPRESA E D’AMBIENTE
VARIABILI ELEMENTI DETERMINANTI STRUMENTI DI ANALISI OBIETTIVO CRITICO
Complessità strategica o - Stazionarietà: - Modello delle 5 forze di Porter: Adattamento
ambientale pochi cambiamenti e facilmente 1. concorrenti (rivalità tra imprese all’ambiente
prevedibili esistenti) economico
Ossia il grado di - Dinamicità: 2. prodotti sostitutivi (minacce di
discontinuità della cambiamenti in una direzione prodotti sostitutivi) + aumenta la
gestione e dell’ambiente definita e previsione della stabilità 3. potenziali entranti (minacce di nuovi complessità strategica,
in cui l’impresa opera del cambiamento entranti) + aumenta il
- Discontinuità: 4. fornitori (potere contrattuale) fabbisogno di
cambiamenti improvvisi e disordinati 5. clienti (potere contrattuale) adattamento
e impossibilità di prevedere il loro - Analisi SWOT
comportamento futuro - Matrice BCG
Complessità organizzativa - Prodotti - Organigrammi Integrazione
o strutturale - Canali distributivi - Funzionigrammi organizzativa
- Tecnologie - Processi aziendali
Ossia il grado di - Investimenti - Canali distributivi + aumenta la
complessità strutturale - Aree di risultato - Matrice mercati/prodotti/servizi complessità
dell’impresa e dei suoi - Aree di responsabilità - ASA (Aree Strategiche di Affari) organizzativa, +
rapporti con l’ambiente - Caratteristiche struttura aumenta il fabbisogno
organizzativa di integrazione
IMPRESA SEMPLICE IMPRESA COMPLESSA
Indistinta STRUTTURA ORGANIZZATIVA Articolata
Supervisionare RUOLO DEL MANAGEMENT Decidere
Limitate e semplici TECNOLOGIE PRODUTTIVE Molte e complesse
Pochi e simili PRODOTTI Molti e differenziati
Pochi e uniformi MERCATI Molti e diversi
Omogenea e prevedibile CONCORRENZA Variegata e poco prevedibile
B) IDENTIFICAZIONE DELLE VARIABILI CHIAVE DA CONTROLLARE
Tra le variabili chiave da controllare vi sono i Fattori Critici di Successo (FCS), ossia quelle variabili dal cui
operato dipende in via quasi esclusiva il raggiungimento degli obiettivi dell’impresa e quindi del suo successo.
Indicatori di successo reddituale: Indicatori di successo competitivo:
- ROI (ritorno sul capitale investito) - quota di mercato e quota di mercato relativa
- reddito operativo/fatturato - grado di copertura e di penetrazione
- margine di contribuzione/fatturato - confronto tra fluttuazioni generali e aziendali della
- tasso si rigiro del capitale investito e del circolante domanda
- parametri di costo rispetto ai concorrenti - qualità dei clienti
- fatturato per addetto… - potere contrattuale con clienti e fornitori…
C) DEFINIZIONE DELLE CARATTERISTICHE DEL SISTEMA DI CONTROLLO DI GESTIONE
Numerosità dei livelli di aggregazione delle
1. ARTICOLAZIONE informazioni economico-finanziarie
Tipologia delle aggregazioni e loro connessione con
2. RILEVANZA l’attività decisionale dei diversi organi
Rapporto tra quantità di informazioni rilevanti e
3. SELETTIVITA’ irrilevanti
Tendenze a privilegiare certe tipologie di eventi e
4. ORIENTAMENTO informazioni (il sistema può essere orientato ai fattori,
ai risultati, al passato o al futuro)
Numerosità e tipologia degli obiettivi economico-
5. RESPONSABILIZZAZIONE FORMALE finanziari e delle connesse aree di responsabilità
Grado di predefinizione con regole e procedure delle
6. RIGIDITA’ PROCEDURALE caratteristiche formali del sistema
Tipologia di impiego della gestione per obiettivi
7. STILE DI CONTROLLO economico-finanziari
Intervallo temporale tra il verificarsi di un evento
8. PRONTEZZA interno di impresa o esterno d’ambiente e la
segnalazione dei suoi effetti economico-finanziari
D) SCELTA DEGLI STRUMENTI DEL CONTROLLO DI GESTIONE
Gli strumenti del controllo di gestione variano a seconda della complessità (ambientale e strutturale) dell’impresa
e degli obiettivi e caratteristiche del sistema di controllo.
(BASSA) COMPLESSITA’ STRUTTURALE (ALTA)
Impresa semplice Impresa complessa
Contabilità Contabilità Contabilità Contabilità Contabilità per Contabilità
Stazionarietà
(BASSA) generale industriale a industriale a per centri di centri di per progetti
Costi Costi costo risultato e di e per
consuntivi standard investimento funzioni
Budget
Sintesi di Budget
Sintesi di degli
esercizio operativi
esercizio investimenti
parziali rigidi
annuali
AMBIENTALE Tecniche di Sintesi di Programmazione
Budget
Dinamismo analisi esercizio a lungo termine
operativi
economico- parziali o a 2 cicli
flessibili
COMPLESSITA’ finanziarie infrannuali Pianificazione
a 3 cicli
Contabilità
per Contingency Pianificazione
l’inflazione Planes strategica
Discontinuità Simulazioni Simulazioni
economico- economico-
(ALTA) finanziarie finanziarie
globali parziali
LA DIMENSIONE ORGANIZZATIVA DEL CONTROLLO DI GESTIONE
STRUTTURA DEL SISTEMA DI CONTROLLO DI GESTIONE
Il sistema di controllo si basa su: Esso (se funziona) genera
Esso riceve in input Struttura organizzativa poi un output sintetizzato in:
diversi elementi: Distribuzione delle responsabilità organizzative Efficienza direzionale
Fattori organizzativi nell’azienda
Struttura tecnico-contabile Motivazione
Fattori umani Strumentazione utilizzata per il funzionamento del
sistema da un punto di vista di “contabilità di Morale
Fattori sociali controllo”
Processo di controllo
Fase in cui gli obiettivi prefissati derivanti dalla
programmazione vengono confrontati con i dati
effettivi
Il controllo di gestione non è quindi solo l’insieme di tecniche specifiche, ma è la scelta di una politica aziendale
che risponde ad esigenze organizzative, cioè a:
1) chiarire obiettivi specifici ai responsabili
2) chiarire le responsabilità conseguenti a rendere attuabile un processo di delega
3) dare un significato “motivante” alle responsabilità presidiate
4) favorire un dialogo efficace ma preciso fra i vari livelli di management
5) riflettere su cause/effetti specifici a monte e a valle (coordinamento)
6) sviluppare sistemi e modelli decisionali basati su capacità di elaborare e valutare particolari classi di info
7) essere valutati “anche” su responsabilità e risultati oggettivi
CONTROLLO DIREZIONALE E CONTROLLO OPERATIVO
CONTROLLO DIREZIONALE (O
MANAGERIALE) CONTROLLO OPERATIVO
Processo attraverso il quale il Processo volto ad assicurare che
CARATTERISTICHE management influenza il gli specifici compiti siano portati
comportamento dei membri a termine in modo efficace ed
dell’organizzazione affinché le efficiente
strategie siano implementate
Attività su cui è incentrato Operazione complessiva Transazione o compito singolo
Intervento del giudizio Relativamente ampio; decisioni Relativamente ristretto; si basa su
soggettive regole
Natura della struttura Psicologica Razionale
Natura dell’informazione Integrata; soprattutto dati In relazione all’operazione; spesso
finanziari; approssimazioni sono no finanziarie; precise; spesso in
accettabili; info future e storiche tempo reale
Persone principalmente interessate Dirigenti Capi (o nessuno)
Attività mentale Amministrativa; persuasiva Segue degli indirizzi (o nessuna)
Disciplina di base Psicologia sociale Economia; scienze fisiche
Orizzonte temporale Settimane, mesi, anni Giorno dopo giorno
Tipi di costi Direzionali Industriali
LE PRIORITA’ DEL CONTROLLO DI GESTIONE
INTERPRETARE ORIENTARE
(trarre dalle info (capire in quale
ALTA raccolte delle direzione andare,
riflessioni per sia riguardo alle
orientarsi nel scelte interne che
COMPLESSITA’ mercato) esterne)
STRATEGICA INTEGRARE
VERIFICARE (riaggregare le
(verificare di aver
BASSA informazioni
rispettato gli all’interno
obiettivi prefissati) dell’azienda)
ALTA
BASSA COMPLESSITA’
ORGANIZZATIVA
IL CONTROLLER E SUA EVOLUZIONE
- Figura che si occupa del controllo manageriale
- In genere in staff all’Alta Direzione o nell’area Amministrazione e Finanza
- A supporto di tutte le funzioni aziendali
Inizialmente assumeva un ruolo di “beans counter” (conta fagioli), in seguito si è evoluto in una sorta di analista
dei costi, ossia è diventato un soggetto che supporta l’azienda nel governare e monitorare i costi, infine è
diventato un analista del business, ossia un soggetto che supporta l’azienda nel muoversi nel business.
Sfide del controller:
- riuscire ad incorporare al meglio la dimensione strategica - impatto delle tecnologie IT
- relazione con tutta l’azienda - relazione con Data Analyst (Big Data)
IL CICLO DEL CONTROLLO DI GESTIONE
PIANIFICAZIONE STRATEGICA
Definizione degli obiettivi di medio-lungo
termine e individuazione delle risorse per
conseguirli
CONTROLLO DIREZIONALE
Verifica il raggiungimento degli obiettivi di PROGRAMMAZIONE
breve termine e supporta la definizione di (budget)
azioni correttive
CONTROLLO OPERATIVO
Verifica la realizzazione delle singole attività AZIONE
2. CONTABILITA’ GENERALE E CONTABILITA’ ANALITICA
(CO.GE)
CONTABILITA’ GENERALE
Sistema finalizzato alla rilevazione della dimensione economico-finanziaria delle operazioni di gestione, sulla
base di rilevazioni svolte secondo un ben preciso metodo (partita doppia).
È orientata prevalentemente verso la comunicazione esterna.
(CO.DI)
CONTABILITA’ DIREZIONALE (di cui fa parte la CONTABILITA’ ANALITICA)
Insieme degli strumenti finalizzati a rilevare, organizzare e interpretare le informazioni economico-finanziarie
rilevanti per la formulazione di strategie aziendali, la pianificazione, il controllo e l’impiego efficiente delle risorse.
Supporta le decisioni del management.
(CO.AN)
CONTABILITA’ ANALITICA
La contabilità analitica è una parte della contabilità direzionale, in quanto elabora informazioni relative a
specifici oggetti della gestione o aree dell’organizzazione.
FUNZIONI FONDAMENTALI DELLA CO.AN
2. SUPPORTO 3. PROGRAMMAZIONE E
1. MISURAZIONE 4. VALUTAZIONI DI
INFORMATIVO NEI GIUDIZI CONTROLLO DI
DELL’EFFICIENZA BILANCIO
DI CONVENIENZA IN GESTIONE
SITUAZIONI DECISIONALI Es. determinazione dei
Efficienza è la capacità Per: La determinazione e costi dei prodotti in
di produzione di un - determinare il prezzo dei l’analisi dei costi rimanenza,
dato ammontare di prodotti costituiscono elementi determinazione quote di
beni/servizi con il - scelte di “make or buy” informativi fondamentali ammortamento beni
minimo impiego di - scelte di eliminazione di per definire gli standard pluriennali
risorse linee di prodotto o unità necessari al sistema
operative budgetario.
- valutazione e confronto Le determinazioni (vedi esercizi)
tra le redditività delle consuntive costituiscono
diverse linee di produzione la base per il confronto
con i preventivi e l’analisi
delle cause delle
variazioni
CONFRONTO CO.GE E CO.AN
CO.GE CO.AN
Misurazione del reddito e del Rielaborazione dati di costo e
Scopo capitale di funzionamento ricavo per decisioni di controllo
Classi di interesse esterne Organi interni di gestione aziendale
Destinatari risultati all’azienda (strumento di (strumento di gestione)
informazione)
Forme di svolgimento Partita Doppia Diverse*
Riferimento temporale dei dati Consuntiva Preventiva e consuntiva
Si concentra su costi, ricavi,
Rileva i fatti esterni (relazioni tra
Estensione spaziale dei dati risultati parziali (anche interni
azienda e terze economie) all’azienda)
Quando c’è una manifestazione Al momento del consumo e
Momento della rilevazione numeraria ottenimento risultati
Parte dai costi e ricavi per Natura,
ma poi li riclassifica per
Classificazione Costi e ricavi per Natura Destinazione e secondo altri criteri
utili per le decisioni
Obbligatorietà Obbligatoria Non obbligatoria
Grado di analisi Analizza situazione generale Analizza singole parti
Si concentra solo su costi e ricavi
Ampiezza delle rilevazioni Rileva tutti i costi e i ricavi relativi alla gestione caratteristica
Grado di precisione Massima (certezza e congruità) Minore
Tempestività Relativa Massima
Valori Numerari Diversi
(salvo rettifiche a fine anno)
Conclusioni (come si chiama) Financial accounting Management accounting
Per quanto riguarda i costi vi sono:
- Costi comuni alle due contabilità, con tempi e modalità diverse (acquisti + variazione rimanenze - consumi)
- Costi neutrali (presenti solo nella CO.GE), oneri per l’azienda che non possono essere considerati costi di
es. sopravvenienze, penalità
produzione ( )
- Costi figurativi (presenti solo nella CO.AN), costi per i quali non si ha un’uscita monetaria ma che possono
es. interessi di computo, rischio imprenditoriale, ammortamento
essere rilevanti nella valutazione economica (
beni già ammortizzati )
Inoltre: ANALITICA
GENERALE Fornisce dati di partenza per le elaborazioni analitiche
(costi e ricavi) CONTABILITA’
CONTABILITA’ Restituisce dati per il bilancio (ad es. per valutare le
rimanenze, determinare le quote di ammortamento,
valutare costruzioni in economia)
FORME DELLA CO.AN*
SISTEMA DUPLICE MISTO (diffuso)
CO.GE e CO.AN sono completamente separate, usano strumenti diversi: CO.GE usa partita doppia, mentre CO.AN
è in forma libera.
dalla CO.GE si ottiene il risultato economico di periodo, dalla CO.AN si ottengono risultati parziali
→
Pregi: adattabilità della CO.AN ad ogni obiettivo di calcolo dei costi, esprime diverse configurazioni di costo o
risultati intermedi
Difetti: - mancanza di collegamenti con la CO.GE
- difficoltà di controlli sulla correttezza delle rilevazioni intermedie
SISTEMA DUPLICE CONTABILE (il + diffuso)
CO.GE e CO.AN pur essendo separate con proprie serie di conti, utilizzano entrambe la partita doppia.
la CO.AN si avvale della partita doppia perché i valori sono classificati in un duplice aspetto:
→ - per natura (conti di collegamento con la CO.GE)
- per destinazione (conti specifici aperti ai magazzini, ai fattori elementari, ai centri di costo, ai lavori
in corso, ai risultati parziali)
Pregi: - consente verifica dei dati della CO.AN
- consente controllo della partita doppia
Difetti: - complessità e rigidità
- i consumi devono essere valorizzati agli stessi prezzi di carico della CO.GE e gli ammortamenti
seguono stessi criteri della CO.GE
- diversamente è necessario introdurre dei conti “delta” per le quadrature
SISTEMA UNICO CONTABILE BILANCIANTE (poco diffuso)
Vi è completa fusione delle rilevazioni in un unico sistema contabile per la determinazione del risultato
economico e per determinare costi, ricavi e risultati economici analitici.
Pregi: nessuno
Difetti: - appesantimento delle scritture con ritardi nelle rilevazioni
- l’utile d’esercizio non deriva dal confronto tra costi e ricavi di competenza ma dalla somma di
variazioni al netto
- il sistema non può essere applicato alle aziende in genere che devono calcolare il reddito come
differenza tra ricavi e costi di competenza (solo parzialmente superabile con conti di rilevazione e conti
di imputazione)
- ESERCIZI –
VALORE DI RIMPIAZZO E AMMORTAMENTI PREGRESSI
AMMORTAMENTO =
- ripartizione di un costo pluriennale su più esercizi (competenza economica)
- riduzione del valore del bene in conseguenza del suo utilizzo nel corso dell’esercizio
- acc
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