IL BUDGET D’AZIENDA
Il budget aziendale è un sistema di obiettivi quantificati e riferiti all’esercizio successivo.
E’ un’attività di programmazione volta a tradurre in termini operativi il disegno strategico
dell’impresa.
Essendo un programma operativo ,il budget è qualcosa ben diversa dal semplice modello di
previsione.
Il modello di previsione- è volto a conoscere anticipatamente quello che potrà accadere nel futuro
riguardo all’impresa , avendo però un comportamento passivo ,senza una concreta volontà di
influenzare gli eventi futuri.
Il programma- invece, basato sulla definizione degli obiettivi, implica la precisa volontà di incidere
sugli andamenti attesi.
Ciò però non vuol dire che in fase di programmazione non si possa far uso alle previsioni ,le quali
comunque mantengono un ruolo strumentale nella formulazione degli obiettivi.
-LE CARATTERISTICHE DEL BUDGET AZIENDALE
1) La globalità. Il budget deve investire l’impresa nella sua interezza ,e in particolare ,tutte le
aree funzionali, tutti i livelli organizzativi e tutte le risorse impiegate. Cioè, ogni aspetto sotto
cui è osservabile la gestione d’impresa è coinvolto dalla tecnica budgetaria.
2) Articolazione per centri di responsabilità. Il budget non si limita a fissare obiettivi da
raggiungere riferiti solo all’intera impresa, ma tali obiettivi vanno frazionati in funzione delle
competenze dei vari centri responsabili ,creando un relazione diretta tra obiettivo e
responsabilità del capocentro.
3) Articolazione su periodi infrannuali.
-Fissare obiettivi infrannuali indica in modo più preciso il “cammino” che ogni responsabile
deve compiere.
-Fissare obiettivi infrannuali assicura un più tempestivo controllo concomitante e una più
efficace “correzione” .
4) Il budget deve essere quantificato e tradotto in termini economico-finanziari .
- Gli obiettivi cosi quantificati sono più chiari e non interpretabili in modo soggettivo.
- Assicura il consolidamento tra i vari budget settoriali
- Si diffonde in tutte le aree funzionali e a tutti i livello organizzativi una “mentalità”
economica.
Però ,attenzione , tale mentalità non deve essere estremizzata. Ciò vuol dire che ,se i
responsabili prestano attenzione solo alla “dimensione economica” della gestione, possono
trascurare altre dimensioni e altre variabili non economico-finanziari, che però possono
essere sempre fattori di successo o insuccesso per le impresa. (la qualità, la flessibilità, la
tempestività ,etc) Quindi in budget tranne gli obiettivi economico-finanziari si affiancano
anche obiettivi fisico-tecnici e qualitativi.
-LE FUNZIONI DEL BUDGET , Il budget è un :
Strumento di programmazione. Traducendo gli obiettivi strategici (in sede di
pianificazione) in programmi operativi, il budget diventa un’importante funzione di guida per
il manager, il quale ora non viene lasciato a decidere da solo, ma dispone in modo evidente
cosa deve raggiungere nell’arco dell’esercizio .
Strumento di coordinamento delle varie unità organizzative dell’impresa tramite un
sistema integrato e gerarchizzato di obiettivi e sotto-obiettivi. (esempi: l’attività produttiva
deve essere coordinata con l’attività commerciale ; l’attività di approvvigionamento con
entrambe; etc)
Il coordinamento gioca un ruolo importante perché elemina i possibili “vuoti di
responsabilità” o “duplicazioni di funzioni” .
Strumento di controllo. Il sistema di obiettivi del budget è espressione del desiderato
livello di efficienza ,di economicità e di equilibro finanziario. Pertanto tali obiettivi diventano
parametri con cui confrontare i risultati raggiunti al fine di verificare il livello di “performance
“ conseguito.
Però , tale attività di controllo non deve aver luogo senza previa analisi critica della validità
del budget.
Strumento di valutazione. L’assegnazione degli obiettivi ed il controllo del grado di
raggiungimento permettono alla direzione dell’impresa di valutare le performance raggiunte
dai vari manager.
Strumento di motivazione. Il budget coinvolge in modo più o meno diretto non solo i
responsabili dei centri ,ma tutti i subordinati. Per questi motivi , il budget stimola un
comportamento positivo di miglioramento continuo delle proprie prestazioni.
Questo però è possibile solo se esiste un coinvolgimento totale dei membri
dell’organizzazione in fase di programmazione, cioè ogni soggetto dovrebbe essere
chiamato a contribuire alla formulazione di quegli obiettivi sui quali sarà poi responsabile.
Ed anche, se esiste un sistema di incentivi che spinga gli individui ad operare attivamente
al raggiungimento degli obiettivi prefissati.
In mancanza di ciò il budget potrà invece diventare un strumento di costrizione. Ciò accade
quando il budget è imposto “dall’alto” .
L’ITER FORMATIVO DEL BUDGET AZIENDALE
Il budget aziendale presenta una architettura complessa che riflette la struttura organizzativa
dell’impresa.
Le fasi della sua costruzione, seguendo un criterio logico , sono :
1. Si parte dagli obiettivi strategici ,in sede di pianificazione.
2. Dagli obiettivi strategici si giunge agli obiettivi generali del budget, i quali appaiono più
“coerenti” e “strumentali” . Tali obiettivi generali devono essere quantificati in termini
economico-finanziari e sono riferiti all’impresa nel suo complesso. Esempi di tali obiettivi
generali sono : ROE e ROI .
Tali obiettivi generali ,vengano poi suddivisi in sub-obiettivi, più analitici e riferiti a diverse
aree di responsabilità dell’impresa.
3. Costruzione dei vari budget settoriali, ossia dei programmi operativi dei singoli centri di
responsabilità dell’impresa. Si redigono quindi, il budget settoriali- commerciali, di
produzione e degli approvvigionamenti. Questo si fa dopo aver sviluppato prima un piano
integrato di produzione-vendite-scorte, quantificate in termini fisici e volto ad armonizzare le
esigenze e le potenzialità di ogni funzione interessata.
4. Al contempo, si redigono gli altri budget settoriali riferiti agli altri centri di responsabilità
dell’impresa : R&S ,amministrazione, gestione del personale, direzione generale, etc.
,qualificabili come strutture centrali.
5. I budget settoriali sono supportati e integrati da due budget “intersettoriali” ; quelli degli
investimento e quello di personale.
6. Una volta costruiti i budget settoriali e intersettoriali , si procede ad un consolidamento dei
medesimi, al fine di disporre di una visione unitaria e sintetica di tali programmi. Il risultato è
quindi il budget globale d’azienda o master budget , il quale viene articolato in tre parti :
-budget economico
-budget finanziario : suddiviso in budget fonti/impieghi e budget di tesoreria
-budget patrimoniale
7. Una volta che il programma è completo e prima della sua approvazione si procede alla sua
verifica, al fine di controllare (controllo antecedente) la sua idoneità e congruenza in
rapporto agli obiettivi generali di budget.
N.B:
1. L’iter formativo del budget non va inteso in senso cronologico, in quanto il coordinamento dei
vari budget e la coerenza, nel loro insieme con gli obiettivi d’impresa impone un processo
interattivo. Sono quindi necessari numerosi “ritorni di informazioni” o “modifiche” prima di giungere
alla definitiva stesura del programma.
2. Il budget è solitamente redatto negli ultimi mesi dell’anno.
3. Il budget è modificabile in corso dell’anno , qualora gli andamenti del mercato e dell’ambiente
facciano risultare gli obiettivi in esso contenuti non più realistici. Però questa modifica non deve
essere troppo frequente. Continui cambiamenti del budget inducono i soggetti a perdere la loro
fiducia sul programma.
quindi , la soluzione migliore è di tenere una posizione intermedia, ossia di intervenire con
modifiche solo quando gli andamenti del mercato e dell’ambiente hanno un rilevanza tale da
invalidare per intero il programma. Nel caso opposto ,non ci sarà alcuna modifica.
-GLI “ATTOR”I DEL PROCESSO BUDGETARIO
Prima di tutto occorre dire che ,per quanto riguarda l’individuazione degli attori del budget , non è
configurabile un modello ottimale valido per tutte le imprese. Inoltre, non si deve ritenere che
l’attività di budgeting o, più in generale il controllo di gestione (CdG) sia un’attività svolta da un
organo aziendale. Il controllo di gestione è un’attività diffusa in tutta l’azienda ,è un “modus
operandi” che riguarda tutti gli individui dell’organizzazione.
Comunque, con riferimento ad un’impresa con struttura multifunzionale ,si possono individuare tre
gruppi di organi coinvolti direttamente nel processo budgetario :
1) Il comitato di budget , composto dal direttore generale e dai manager di area funzionale,
è l’organo che sovrintende l’intero processo (traduce il disegno strategico in obiettivi e fa
l’approvazione finale del programma rendendolo operativo)
2) I manager del area funzionale sono i protagonisti del processo, i quali procedono alla
formulazione del programma, ossia traducono il sistema degli obiettivi generali in obiettivi
specifici per ogni unità organizzativa.
3) Il controller è un organo di staff dell’area amministrativa che ha il compito di gestione del
processo e di supporto dei confronti dei manager operativi. In sintesi il controller :
-progetta , e se necessario modifica il budget
- fornisce un supporto informativo ai manager in fase di formazione del programma, dopo
collaborano al coordinamento e consolidamento dell’esso.
- in fase di controllo concomitante, redigono i “report” dove sono evidenziati gli
scostamenti tra obiettivi e risultati.
-I COSTI PER IL CONTROLLO BUDGETARIO
Il controllo di gestione si caratterizza sempre più come controllo sui costi. Ciò non solo perché tutti
i centri di responsabilità dell’impresa sono centri di costo , ma anche perché ,oggi più che mai, la
capacità dell’impresa a contenere e ridurre i propri livelli di costo è un elemento decisivo per il
successo dell’impresa.
Le informazioni sui costi sono presenti in ogni momento del controllo budgetario. E proprio sulla
base di questi costi vengono operate delle valutazioni economiche necessarie per la formulazione
del programma e poi dopo per l’analisi degli scostamenti e l’analisi sui costi effettivamente
sostenuti.
Quindi, nasce l’esigenza di affiancare al budget un sistema di contabilità analitica che sappia
analizzare ,classificare ed elaborare i costi secondo alcuni criteri ,i quali sono :
Costi parametrici (o tecnici) sono costi riferiti a quei fattori produttivi per i quali è possibile
determinare a priori, la quantità fisica del fattore necessaria per ottenere un certo volume di
output. Sono programmati mediante il ricorso ai costi standard.
Costi discrezionali sono costi riferiti a quei fattori produttivi , i quali non hanno alcun
legame diretto con il volume di output. Quindi la loro programmazione si basa su scelte
personali e soggettive. (es, costi di pubblicità, per la formazione del personale ,etc –
operano in un limite di 12 mesi)
Costi vincolati sono costi non gestibili a livello di budget ,in quanto sono decisi già in fase
di pianificazione strategica. Sono cioè costi legati soprattutto alla struttura dell’impresa. (es,
ammortamenti, costi degli impiegati e dirigenti ,etc –operano su un arco di tempo
pluriennale)
Una altra classificazione distingue i costi in :
Costi controllabili; Con riferimento ad un centro di responsabilità saranno qualificabili
come controllabili non tutti i costi imputati al centro , ma solo quella parte di essi sui cui il
capocentro può intervenire.
Costi non controllabili; sono la parte restante dei quei costi ,riferiti sempre ad un specifico
centro, sui cui non si potrà intervenire da parte del capocentro (responsabile).
IL BUDGET COMMERCIALE
Il budget commerciale costituisce l’asse portante del piano integrato di produzione-vendite-scorte,
e quindi dell’intero sistema budgetario aziendale. I risultati economici dell’azienda sono
strettamente legati alle vendite ,e quindi, tutte le altre attività aziendali sono condizionati dalle
potenzialità commerciali dell’impresa. Cioè in funzione della capacità di collocamento sul mercato
del proprio output, l’impresa potrà definire i propri programmi di produzione ,approvvigionamento
,investimento etc.
Il budget commerciale ,presenta un’ articolazione complessa in connessione alle multiplici variabili
che condizionano l’attività di vendita di un’impresa ,tra i due più importanti sono :
a) Aree di attività. L’area commerciale costituisce un tipico “centro di ricavo” ,dove il
responsabile assume la responsabilità sia per la realizzazione di prefissati volumi di
vendita, e quindi ricavi , sia per il sostenimento di certi livello di costo. E quindi il
programma commerciale sarà suddiviso in :
- budget delle vendite;
-budget dei costi commerciali e distributivi.
b) Centri di responsabilità. Il budget commerciale si suddivide in sotto-budget in quanto sono i
centri di responsabilità in cui si scompone la funzione commerciale dell’impresa. ( E’
frequente vedere come la funzione commerciale con al capo il direttore commerciale ,si
suddivide in aree geografiche di vendita- es, Italia settentrionale ,centrale etc. )
Tranne questi due variabili considerate ,il budget commerciale si può articolare anche in base ad
altri variabili (parametri) come ad esempi: categorie di clienti o canali distributivi.
Gli obiettivi del budget commerciale, sia di vendite che di costo, sono articolati per periodi
infrannuali.
1-BUDGET DELLE VENDITE.
Il budget delle vendite ha lo scopo di fissare gli obiettivi di vendita ,sia in quantità che in valore, che
l’impresa tende a realizzare nell’anno di budget.
La costruzione del budget delle vendite costituisce la fase più critica dell’intero processo
budgetario.
Il budget delle vendite non è solo il primo budget settoriale ad essere costruito ,da un punto di vista
logico , ma costituisce anche un punto di riferimento e condiziona le scelte di programmazione che
hanno luogo in altre aree funzionali dell’impresa. Quindi errori nel budget delle vendite si riflettono
con effetti amplificati anche sulle altre attività aziendali.
Gli obiettivi di vendita non devono essere né ottimistici ,né pessimistici , ma in quanto più possibile
reali e coerenti con le potenzialità dell’impresa e del mercato.
A tal fine ,significativa è la disponibilità all’interno dell’impresa di informazioni sia “esterni “
(ambientali e di mercato) che “interni” all’impresa (capacità produttiva, la disponibilità del
personale, tecnologia e le risorse finanziarie etc )
Formulare il budget delle vendite richiede la soluzione di tre problemi strettamente interconnessi :
-definizione delle vendite in quantità;
-definizione dei prezzi di vendita;
-definizione del più conveniente mix di vendita.
Ciascuna di esse non può essere risolta in modo autonomo rispetto alla altre.
LA DEFINIZIONE DELLE VENDITE IN QUANTITA’
Questo passo consiste nella definizione di obiettivi in termini di quantità fisiche di prodotti da
collocare sul mercato nell’anno di budget.
Perché è importante?
-La conoscenza delle quantità fisiche si vendita serve per lo sviluppo dei programmi di produzione
e di approvvigionamento.
-Il dato quantitativo è più oggettivo di ogni altro , ad es : il fatturato.
-La definizione delle vendite in quantità si fa sulla base delle informazioni esterne, le quali devono
essere rielaborate tramite :
a) tecniche empiriche
b) tecniche basate su elaborazioni statistiche e su indagini di mercato.
-TECNICHE EMPIRICHE
Le tecniche empiriche sono basate sul parere dei “commercialisti” o venditori, dove ogni venditore
deve formulare per ogni prodotto della gamma, una previsione circa le vendite che ritiene di poter
realizzare nell’anno successivo. Si fa uso di apposite schede.
Tale tecnica si presenta come un processo empirico e soggettivo con punti di forza e di debolezza.
punti di forza :
-informazioni dirette; i venditori interfacciano continuamente con i clienti e quindi percepiscono
direttamente gli “umori” e le “tendenze” di mercato.
-bassi costi e praticabile da qualunque impresa.
punti di debolezza :
-sottostima dei valori; i venditori temendo di poter trasformare le proprie previsioni in obiettivi di
vendita da raggiungere, sarà portato a sottostimare tali previsioni, al fine di assicurarsi di certo
“margine di sicurezza”.
-TECNICHE BASATE SU ELABORAZIONI STATISTICHE E SU INDAGINI DI MERCATO
Tali tecniche si basano su informazioni storiche sottoposte ad appropriate elaborazioni statistiche i
quali sono :
1) TREND. Il trend costituisce la tendenza di lungo periodo di un determinato fenomeno.
Studiare il trend delle vendite vuol dire analizzare lo sviluppo nel tempo delle medesime.
Poi si procede a proiettare la curva che lo descrive nel futuro, ipotizzando che le future
vendite mantengano il trend del passato.
L’applicazione del trend presuppone la disponibilità di una serie storica di dati circa
l’andamento delle vendite riferite ad un arco di tempo plurienn
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