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Intento e azione nella progettazione educativa

La logica della progettazione formativa

Un disegno che anticipa e prepara

Progettare è un'attività intelligente, tipicamente umana, è una sorta di intelligenza collettiva. Anche per costruire gli artefatti semplici gli esseri umani hanno bisogno di anticiparne mentalmente funzioni e forme. L'uomo vede in anticipo, il progetto infatti è anticipazione del possibile. Occorre passare dalla sintesi all’analisi, cioè dal disegno dell’artefatto al disegno delle sue singole componenti, del loro funzionamento e delle risorse necessarie a mettere in atto il processo di costruzione. Complementare all'analisi è la valutazione delle possibili alternative di scelta in vista di una decisione. Nelle caratteristiche del modo in cui saranno prese le decisioni rientra il criterio della razionalità.

Nell'anticipazione è presente l'atto della descrizione, ovvero il rappresentare la realtà mediante la parola, una realtà che viene descritta prima di farne esperienza. Mentre il disegno fa uso del codice iconico, la descrizione ricorre a quello alfabetico. Non si tratta di codici alternativi, ma complementari nella progettazione. La descrizione ha un ruolo fondamentale per formulare gli obiettivi. La preparazione è l'atto di disporre una cosa per l'uso a cui è destinata. Dopo aver descritto cosa voglio ottenere devo anche disporre le condizioni e le risorse necessarie alla sua costruzione.

Progettazione e progetto, un circolo virtuoso

L'inizio del processo è costituito dall'analisi dei bisogni formativi. I processi vengono distinti dai prodotti: un processo si conclude con un prodotto sulla base del quale viene innescato un altro processo. Nella lingua italiana il progetto è il prodotto della progettazione, mentre la progettazione è l'insieme dinamico delle azioni che portano al progetto. Si tratta di un circolo virtuoso, di un processo che alterna momenti di azione a momenti di relativa stasi che preparano la transizione ad azioni successive. È possibile sottoporre a valutazione il progetto allo scopo di decidere se finanziarlo o meno. Tale azione valutativa produce un feedback che può influire sullo svolgimento dell'azione realizzativa stessa.

Promettere nell'incertezza

Tuttavia l'anticipare non dà la certezza che l'artefatto finale sia proprio uguale a quello descritto nella promessa. Le scelte che si fanno in sede di progettazione possono anche essere assolutamente razionali, tuttavia qualsiasi scelta effettuata inizialmente può perdere la sua efficacia, la sua razionalità, a causa delle variabili.

Ambienti, interfacce e razionalità

Simon ha messo in relazione l'artificiale con l'attività progettuale: l'artificiale, cioè gli oggetti e i fenomeni prodotti dall'uomo, non dati in natura, viene visto come il prodotto della progettazione. L'artefatto può essere visto come il punto di incontro tra un ambiente interno, cioè la materia e il modo in cui l'artefatto è costruito, e un ambiente esterno, cioè le condizioni in cui esso opera. Un progetto formativo deve quindi contenere la descrizione del risultato che si vuole ottenere con l'azione formativa, ma anche l'illustrazione dell'organizzazione e del funzionamento dell'insieme delle azioni che portano a quel risultato.

Quale criterio guida per elaborare un progetto ben fatto? La razionalità delle decisioni, cioè compiere la scelta che consente all’ambiente interno di adattarsi a quello esterno e di ottimizzare il risultato. Razionalità limitata → reale condizione umana di valutare le possibilità. Razionalità olimpica → condizione del decisore di valutare l’intera gamma delle alternative a disposizione, al momento e in futuro.

Incertezza e flessibilità

Nel campo delle scienze sociali la molteplicità delle variabili in gioco conferisce all’attività progettuale un notevole grado di incertezza; oltre agli attori coinvolti sono presenti altre variabili: ambiente, quantità, qualità, dimensione temporale. Il progettista non può mai considerare definitive le decisioni che prende durante l’azione progettuale. Visto che il progetto deve rispondere in maniera efficace a un bisogno, bisogna raccogliere il maggior numero di informazioni perché il progetto sia il più possibile responsivo.

La progettazione formativa tra sistemi, modelli e schemi

Controllo, feedback e valutazione

Il controllo è un'attività di sorveglianza di un determinato sistema con finalità di regolazione, che si attua manipolando le sue grandezze in ingresso. Tutti i processi che in qualche modo vengono automatizzati hanno bisogno che al loro interno venga attivata una funzione di controllo. La ricerca in campo psicologico e pedagogico ha prodotto significative esperienze basate sul concetto di controllo, come il Mastery learning, che si basa sul presupposto che sia possibile portare tutti gli studenti a conseguire buoni risultati. L'azione didattica coerente con questo assunto si organizza spezzando il corso, o l'argomento, in segmenti più piccoli che si concludono sistematicamente con un controllo. Solo al termine delle unità si propone agli studenti una prova che riassume tutte le conoscenze e le capacità acquisite.

Cruciali sono le azioni di recupero/compensazione che ogni prova di valutazione formativa consente di realizzare; infatti attraverso le valutazioni intermedie il docente è in grado di agire per far recuperare gli studenti. Questo meccanismo produce il feedback, cioè sia gli insegnanti che gli studenti ricevono delle informazioni riguardanti quel processo di studio. Il concetto di feedback è fondamentale in tutti gli approcci alla progettazione flessibile. Se si vuole che l'azione progettuale risponda a tutte le specificità/esigenze che emergono nel corso del tempo dall'azione progettuale.

Modelli di progettazione formativa

È difficile parlare di un modello di progettazione, esistono tanti modelli, molto diversi tra loro. L'approccio più rispondente alle esigenze di oggi è quello della progettazione adhocratica, pragmatica, situazionale e contingente. In altre parole, ogni contesto richiede un suo approccio alla progettazione. La soluzione è adattare un metodo generale ad un caso particolare.

Un modello di sintesi

Lipari effettua un’analisi comparativa su 14 approcci progettuali messi in atto in diversi contesti: formazione professionale in ambito agricolo, formazione dei docenti, formazione professionale in ambito manageriale, addestramento militare. Tale sintesi è sia empiricamente valida e si conclude con un modello di sintesi essenziale e semplice. L’autore ha analizzato i diversi modelli tentando una classificazione in base ad elementi chiave: analisi del contesto, analisi dei bisogni, definizione degli obiettivi, valutazione. Le differenze maggiori sono per l’attenzione nei confronti dei quattro elementi-chiave e per la concezione stessa della metodologia progettuale.

I due casi limite sono l’addestramento militare e l’approccio dialogico-discorsivo di Lanzara utilizzato per la formazione all’interno delle organizzazioni complesse. Lipari propone un continuum con agli estremi i due casi limite. Il modello dell’addestramento militare possiede ai massimi livelli le caratteristiche di razionalità, standardizzazione, rigidità, sequenzialità e reificazione. Il modello dialogico è invece spontaneo, ha bassi livelli di standardizzazione, completa flessibilità e casualità. Gli altri modelli possono essere collocati sul continuum a seconda della vicinanza o lontananza dai due poli. Lipari propone una prospettiva progettuale equilibrata: approccio adhocratico → legame tra componente del sistema e meccanismo di feedback: in particolare dalla preparazione si passa alla realizzazione e alla valutazione, le tre azioni di feedback sono tra preparazione e realizzazione, da valutazione a realizzazione, da valutazione a preparazione. Secondo Lipari il processo si svolge preparazione → realizzazione → valutazione, queste sono anche chiamate azioni tecniche, al cui interno possono scattare dei meccanismi di feedback.

Evoluzione dei modelli di progettazione formativa

I modelli progettuali che hanno dominato la scena in gran parte della seconda metà del secolo scorso erano basati sulla teoria della comunicazione. Per i modelli progettuali tradizionali l'apprendimento era considerato sostanzialmente come una trasmissione dal fuori al dentro. La progettazione formativa aveva come compito quello di ottimizzare questa trasmissione e l'apprendimento che ne derivava. Le premesse teoriche e le esperienze pratiche che portarono alla diffusione dei primi modelli di progettazione formativa si svilupparono durante la seconda guerra mondiale quando un nutrito gruppo di psicologi fu chiamato a condurre ricerche e a definire principi in base ai quali costruire corsi e materiali didattici per le forze armate americane. Il campo di cui ci stiamo occupando è instructional design, progettazione formativa, che riguarda la comprensione, il miglioramento e l'applicazione dei metodi di istruzione. L’istruzione è un insieme di cinque attività: progettazione, sviluppo, realizzazione, gestione, valutazione.

Per i contesti del sistema dell'istruzione, le teorie e le pratiche del curricolo sono di fondamentale importanza: Dewey ne parlava all'inizio del secolo scorso. Nicholls lo vede come sistema, i suoi elementi costituenti, contenuti metodi obiettivi e valutazione, sono interconnessi. Nella teoria del curricolo è determinante il ruolo degli obiettivi formulati in termini di prestazioni attese. Taba e Nicholls rivedono il modello tradizionale introducendo una nuova fase, che rende il modello decisamente più situato, l'analisi della situazione. Nell'approccio classico alla progettazione, al centro del sistema troviamo anche la valutazione. Alcune critiche hanno messo in dubbio l'efficacia e la legittimità delle prove oggettive di valutazione, specialmente quelle basate su un uso intensivo dei test. Prese di mira anche la lontananza delle prove oggettive dal mondo reale e la frammentarietà delle conoscenze/abilità cui esse fanno riferimento.

I contesti della progettazione educativa e formativa

Alcune classificazioni

Non è possibile trattare il tema della progettazione formativa senza affrontare in modo adeguato la questione dei diversi contesti a cui essa si rivolge e nei quali si sviluppa. Per farlo ci serviremo di due approcci.

Formali, non formali e informali

  • Formali: si caratterizzano per intenzionalità formativa e valutazione certificata e globalmente condivisa.
  • Non formali: si caratterizzano anche loro per l'intenzionalità formativa, tuttavia sono privi di una valutazione certificata e globalmente riconosciuta.
  • Informali: sono quelli che non possiedono nessuna delle due caratteristiche primariamente menzionate, cioè non hanno né l'intenzionalità formativa né il rilascio di valutazioni certificate e legalmente riconosciute. Si tratta di tutte quelle occasioni inconsapevoli di apprendimento che per contatto e per osmosi con un determinato ambiente determinano comunque nelle persone delle vere e proprie trasformazioni, degli apprendimenti informali.

Poiché abbiamo sostenuto che l'apprendimento informale è privo di intenzionalità formativa, ne conseguirebbe che il rapporto tra la progettazione formativa e i contesti di apprendimento informali sia di fatto impraticabile. Tuttavia, poiché uno degli oggetti della progettazione è anche la valutazione degli apprendimenti, non si può affermare che la progettazione formativa e l'apprendimento informale siano del tutto indipendenti l'una dall'altro.

Istruzione, educazione sociale e formazione professionale

L'altro approccio che impiegheremo per presentare i diversi contesti educativi e formativi è quello della descrizione dell'esistente. Tre saranno i contesti che prenderemo a riferimento: il sistema di istruzione, gli interventi educativi in ambito sociale e la formazione professionale. Istruzione, educazione e formazione sono tre termini che identificano contesti che si differenziano sul piano normativo, per gli scopi e per l’organizzazione e gestione.

I tre contesti, struttura, ambiti di intervento e implicazioni progettuali

Il sistema educativo di istruzione e formazione

Secondo la classificazione internazionale ISCED dell'Unesco, i sistemi di istruzione dei diversi paesi che aderiscono all'organismo internazionale si articolano in 8 livelli: educazione dell'infanzia, primario, secondario inferiore, secondario superiore, post secondario non terziario, terziario a ciclo breve, terziario a ciclo lungo, terziario tipo Master o equivalenti, terziario tipo dottorato di ricerca o equivalenti.

Il sistema educativo italiano dell'istruzione e della formazione comprende: scuola dell'infanzia, primo ciclo dell'istruzione, secondo ciclo dell'istruzione, istruzione superiore, educazione e formazione continua dei giovani usciti dal sistema di istruzione e degli adulti. L'istruzione obbligatoria ha la durata di 10 anni, dai 6 ai 16. La progettazione assume nel contesto italiano caratteristiche particolari per via dell’organizzazione centrale; tuttavia il contesto della progettazione presenta un certo grado di strutturazione quindi la pratica progettuale ha un margine di manovra più ristretto.

L'educazione sociale

Gli ultimi trent'anni hanno visto la crescita esponenziale dei servizi di tipo sociale, educativo e riabilitativo. È possibile individuare alcune tipologie di azione tipiche di questo settore, in particolare: nei cicli di vita personale e sociale delle persone, nei disagi dentro le strutture sociali e nei cicli di cambiamento – innovazione delle strutture dinamiche sociali e culturali.

Alcuni autori distinguono: servizi residenziali, servizi domiciliari e servizi territoriali. Diversamente da quanto accade nel sistema di istruzione, nel contesto dell'educazione sociale lo spazio di manovra della progettazione è decisamente più ampio: nel sistema di istruzioni molte variabili sono assegnate a livello centrale, nel sistema dell'educazione sociale la progettazione ha il compito di assegnare il valore ad un numero molto più alto di variabili. Inoltre il quadro di riferimento dal punto di vista normativo è di tipo locale. Altra peculiarità del sistema educativo sociale è la sua territorialità, e la conseguente conoscenza approfondita del territorio che diventa cruciale durante la fase progettuale.

La formazione professionale

Per formazione professionale si intende, in generale, il percorso di formazione che si deve intraprendere per accostarsi ad una professione. Si parla di formazione professionale iniziale se questa è rivolta ai giovani che si accostano per la prima volta al mondo del lavoro. Si parla di formazione professionale continua se il percorso formativo è rivolto agli adulti che sono stati esclusi dal mondo del lavoro e intendono riqualificarsi. In concreto, gli studenti, dopo aver concluso la scuola secondaria di primo grado, possono assolvere l'obbligo di istruzione attraverso un percorso di istruzione e formazione professionale di competenza regionale che rilascia una qualifica professionale. La formazione professionale ha come riferimento soprattutto i processi produttivi e quelli di innovazione, che hanno una dimensione che può essere nazionale e, in alcuni casi, sovranazionale.

Per un lessico della progettazione

La progettazione come ricerca

La progettazione ha subito negli anni una notevole estensione semantica. Al di là di ciò rimane un'attività fondamentalmente unitaria, orientata all'invenzione e realizzazione di artefatti complessi che possono essere un oggetto o un servizio. In questo senso la progettazione può essere intesa come un'attività esplorativa e costruttiva volta alla ricerca, alla definizione e alla soluzione di un problema.

Il progetto non è un programma

La prima distinzione che è utile affrontare è quella tra programma e progetto. Fraccaroli e Vergani definiscono il programma come lo schema generale di un intervento indirizzato ad affrontare un problema. È il documento più generale che proviene dal centro e che ha valore prescrittivo per tutte le scuole. Oggi tale termine è associato al concetto di piano, ovvero a un insieme di obiettivi strategici per la realizzazione di un'idea. La programmazione didattica invece può essere letta come l'insieme delle azioni finalizzate alla pianificazione del processo di insegnamento – apprendimento in prospettiva curricolare. Rispetto alla programmazione, la progettazione, invece, si caratterizza per essere un concetto con una forte connotazione ideativa e creativa; può essere intesa come una determinata modalità di pensare ed agire, all'interno di un campo specifico in cui sono visibili scopi, risorse e vincoli.

Cosa si intende realizzare

La progettazione si caratterizza per essere una metodologia funzionale al raggiungimento di precisi obiettivi, ovvero ciò che ci si aspetta in concreto di ottenere con il progetto. Obiettivo: ci si può riferire a qualcosa di molto astratto o a qualcosa di molto specifico, ambiguità risolta mediante l’uso di due termini: goal → affermazioni generali; objective → affermazioni specifiche. Importante distinzione perché mentre i primi non sono empiricamente verificabili perché connessi alla sfera dei valori, i secondi possono essere ri...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/03 Didattica e pedagogia speciale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sara92p di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Progettazione nei contesti educativi e formativi e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia o del prof Cecconi Luciano.
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