I GOVERNI LOCALI NELLE DEMOCRAZIE CONTEMPORANEE (L. Bobbio)
Modelli originari e linee di evoluzione un’origine
Molte istituzioni del governo locale hanno più antica degli stati nazionali infatti
l’autogoverno delle principali città europee risale al medioevo.
Ancora oggi possiamo osservare alcune tracce di queste radici lontane ad esempio i
dell’Italia
comuni centrale continuano ad avere la loro sede principale negli antichi palazzi
comunali medievali.
1.I modelli originari
L’attuale del ‘700 fine dell’800.
configurazione dei governi locali va dalla fine alla
I moderni stati nazionali riorganizzarono i loro governi locali, dando ad essi regole e poteri in
modo più o meno uniforme su tutto il territorio nazionale. I governi locali furono riassorbiti
all’interno dei sistemi giuridici e politici dei rispettivi stati.
Alcuni modelli nazionali (francese e britannico) si diffusero in seguito alla conquista, alla
all’imitazione
colonizzazione o ad altri paesi in Europa, Africa, Australia e nelle due Americhe.
L’avvento dello stato sociale ha modificato il ruolo dei governi locali che sono diventati i
dei servizi ai cittadini in merito all’istruzione, alla sanità e all’assistenza. In
principali erogatori
seguito alla crisi dello stato sociale i governi locali sono state le prime vittime dei tagli della
spesa pubblica.
Gli studiosi che hanno comparato i sistemi di governo locale in diversi paesi hanno
osservato che essi tendono a raggrupparsi attorno ad un numero ristretto di famiglie.
Page e Goldsmith sono giunti alla conclusione che la principale linea di demarcazione corre tra
dell’Europa meridionale e i paesi dell’Europa settentrionale. Invece, Hesse e Sharpe
i paesi
individuano 3 modelli diversi che chiamano Franco, Anglo e Nord-Mitteleuropeo.
dell’Europa
Il modello Franco corrisponde al modello meridionale di Page e Goldsmith. Il
modello settentrionale è suddiviso in 2 gruppi che hanno connotati diversi: il modello Anglo è
tipico della Gran Bretagna, degli Stati Uniti e di altri paesi anglofoni (Nuova Zelanda,
dell’area
Australia); il modello Nord- Mitteleuropeo è caratteristico germanofona e dei paesi
all’interno dell’ultimo gruppo il modello germanico da
scandinavi. Altri autori distinguono
quello scandinavo.
Gli studiosi, in ogni caso, concordano nel classificare in un’unica famiglia i sistemi di governo
dell’Europa meridionale che sono sistemi organizzati attorno alle linee guida introdotte
locale
dalla rivoluzione francese e da Napoleone.
Il modello francese-napoleonico è il più compatto e il più esportato nel corso della storia.
Il modello napoleonico
2.
Il modello francese viene chiamato napoleonico anche se le sue basi furono gettate già un
dell’avvento al potere di Napoleone.
decennio prima
Nel primo anno della rivoluzione gli stati generali crearono la nuova rete dei governi locali
fondata su 2 livelli principali: il dipartimento e il comune.
Dopo le vicissitudini del periodo giacobino e termidoriano, il sistema venne riproposto e
Napoleone con una legge che istituì i prefetti ed eliminò l’elettività
modificato da dei consigli
comunali.
In seguito alle conquiste napoleoniche il sistema fu applicato ai paesi caduti sotto la
dominazione francese (Italia, Spagna, Belgio, Paesi Bassi, Renania, Westfalia).
dell’America
Attraverso la Spagna esso si diffuse nei paesi latina, attraverso la Francia nei paesi
dell’Africa nord occidentale e fu adottato da altri stati mediterranei come la Grecia e la Turchia.
L’accentramento
2.1
L’aspetto che viene più sottolineato è l’alto grado di accentramento. La figura chiave è quella
del prefetto = un alto funzionario di carriera nominato dal governo centrale, che rappresenta lo
stato centrale in tutti i dipartimenti in cui il territorio nazionale è suddiviso. Egli ha il compito di
nell’ambito
coordinare tutti gli interventi pubblici della circoscrizione ed esercita controllo sui
comuni esaminando le loro deliberazioni per verificarne la legittimità e ha il potere di
nominare i sindaci.
Quindi il prefetto è nello stesso tempo il rappresentante dello stato centrale, il capo di un
governo locale e il controllo dei governi locali minori.
è molto simile a quello dell’ancien régime
Tocqueville osserva che il centralismo napoleonico
ma bisogna ricorda che il centralismo rivoluzionario aveva caratteri e motivazioni diverse
dall’assolutismo in quanto la rivoluzione si era proposta di eliminare i
da quello messo in atto in nome dell’uguaglianza dei cittadini e della prevalenza
corpi intermedi tra lo stato e i cittadini
degli interessi generali della nazione sugli interessi particolaristici di singole comunità.
La democraticità
2.2 sistema francese è l’attenzione posta sull’autogoverno delle comunità
Un secondo aspetto del
locali.
Con i decreti del 1789 viene istituita una rete di istituzioni comunali autonome: ogni città e
villaggio ha diritto ad avere un proprio consiglio comunale elettivo ma la democrazia comunale
infatti l’elettività dei consigli comunali sarà soppressa e poi
vedrà vicende alternate; alla fine dell’800 sotto la terza
reintrodotta più volte per essere definitivamente ristabilita
repubblica.
L’uniformità
2.3
Il terzo aspetto del sistema francese-napoleonico è la sua ispirazione razionale e ugualitaria.
I rivoluzionari francesi abolirono gli statuti speciali e i privilegi di cui godevano città e regioni e
l’intero territorio nazionale fu riorganizzato secondo un unico piano. Esso fu suddiviso in
circoscrizioni territoriali i cui confini furono tracciati artificialmente in modo che da tutti i punti
del dipartimento fosse possibile raggiungere il capoluogo in una sola giornata di viaggio a
cavallo.
Il principio dell’uniformità si estende dai dipartimenti ai comuni. Ogni comune ha la stessa
non c’è differenza territoriale delle aree urbane e di quelle rurali, l’unica
organizzazione e
eccezione è la città di Parigi che è direttamente sottoposta al controllo dello stato centrale
attraverso il dipartimento della Senna.
L’intreccio tra stato centrale e governi locali
2.4 l’intreccio l’amministrazione l’amministrazione
Il quarto aspetto è tra dello stato e dei governi
L’amministrazione
locali. statale dispone di propri apparati periferici, dislocati sul territorio
che gestiscono in loco su direttive del centro servizi di interesse nazionale (strade, scuole,
lavori pubblici).
Nello stesso ambito territoriale operano 2 tipi di amministrazioni diverse:
1. I servizi deconcentrati dello stato
2. I governi locali
Queste 2 strutture sono intrecciate tra loro.
Il prefetto rappresenta lo stato centrale in periferia ed è a capo di un governo locale. Il sindaco
svolge una doppia funzione:
dell’autonomia comunale
• Rappresentante
• Rappresentate dello stato centrale e in questo caso è tenuto a rispettare le direttive del
governo centrale
3. La fortuna del modello napoleonico
Per le sue caratteristiche il sistema napoleonico si presentò come un modello di organizzazione
territoriale forte e compatto.
Nel processo di trasformazione dalla Francia ad altri paesi ci furono diversi adattamenti
e correzione. I dipartimenti francesi furono denominati province (Italia, Spagna, Belgio e Paesi
Bassi), distretti (Portogallo), commissari del re (Paesi Bassi) e nomarchi (Grecia).
Il prefetto perse il ruolo di regia e di coordinamento di tutti gli interventi pubblici e assunse la
gestione dell’ordine pubblico ma con pochi poteri sulle iniziative degli altri organi
funzione di
decentrati dello stato.
Nel 1990 il giurista Vandelli ha confrontato il modello originario con i suoi esiti in 6 paesi
europei, la sua conclusione è che il modello originario è stato corretto e modificato ma la sua
struttura di fondo non è stata cambiata profondamente. Con la nascita dei governi regionali
seconda metà del ‘900 in Italia, Francia,
nella Spagna e Belgio è stato introdotto un potente
fattore di squilibrio in un sistema tradizionalmente basato su 2 livelli di governo locale: il
dipartimento e il comune; ma la nascita del terzo livello regionale non ha alterato il precedente
ordinamento.
Grazie al confronto di Vandelli possiamo notare che:
• Sono stati ridimensionati i poteri dei prefetti
• Le province sono state messe in discussione ma sono state mantenute
• La frammentazione dei comuni è stata superata
modelli non napoleonici
I.
I sistemi di origine non napoleonica possono essere raggruppati in 3 famiglie: la famiglia
anglosassone, quella centro-europea e quella scandinava.
dall’impostazione
Questi sistemi che non derivano francese-napoleonica sono molto diversi
presentano 2 aspetti che li distinguono dai sistemi dell’Europa meridionale:
tra loro ma
Il grado di uniformità è minore
1. Il ruolo dei governi locali è più esteso
2. c’è un’opera
La minore uniformità deriva dal fatto che nella storia di questi paesi non stata di
razionalizzazione come quella avvenuta nella Francia rivoluzionaria.
l’organizzazione
Ancora oggi in molti paesi rimane una differenza tra territoriale delle aree
urbane e delle aree rurali; ma allo stesso tempo i governi locali svolgono un numero maggiore
di funzioni, infatti alcuni servizi, che nei sistemi napoleonici sono riservati allo stato centrale,
sono affidati alla cura dei governi locali.
Il «self-government» britannico
5.
La Gran Bretagna arrivò tardi a razionalizzare il proprio sistema di governo locale, infatti ciò
avvenne con i Local Government Acts del 1888 e 1895.
Nelle aree rurali venne impostato un sistema di governo locale a 2 livelli, basato su contee (1°
livello) e distretti (2° livelli) che erano distinti in rural districts e urban districtsa. Nelle grandi
aree urbane, invece, fu istituito un unico grande livello di governo: la contea urbana che
svolgeva le funzioni tipiche della contea e quelle del distretto.
Tale sistema resse fino alle riforme degli anni ’70 del ‘900 che accorparono d’autorità i livelli
comunali d’Europa.
di base riducendone il numero e creando i più grandi governi
L’autogoverno
5.1 ‘800
La razionalizzazione di fine aveva ereditato dal periodo precedente una concezione ampia
dell’autogoverno locale e la formazione dello stato britannico aveva percorso una strada diversa
da quella della monarchia francese. Entrambi i paesi erano dotati di forti governi centralizzati a
Londra e a Parigi ma la monarchia britannica aveva lasciato mano libera alle élites locali
nell’amministrare le proprie città e le proprie campagne. Quindi lo stato britannico si
il meno centralizzato d’Europa.
presentava come
l’Inghilterra
Inoltre, non ha mai avuto un sistema prefettizio e il controllo sui governi
locali è svolto a distanza dai ministeri situati a Londra.
I governi locali costituiscono il principale terminale operativo per l’attuazione delle politiche
che vengono impostate o definite a Londra.
La sovranità del parlamento
5.2
L’ampia sfera di autonomia dei governi locali in Inghilterra è contraddetta da un altro principio
fondatore dello stato britannico: la sovranità del parlamento. I governi locali britannici sono
“creature parlamento”
del il quale può modificarne i confini e le strutture, aggiungere o togliere
competenze, dare o tagliere risorse finanziarie. I governi locali britannici dispongono di una
competenza speciale, essendo soggetti alla clausola ultra vires cioè ogni loro iniziativa deve
essere autorizzata da una legge nazionale.
Ancora oggi gli studiosi britannici sostengono che il rapporto che lega i governi locali al
governo centrale è un rapporto di agenzia o di
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