La pedagogia speciale e l'educatore professionale in prospettiva inclusiva
Introduzione
Di fronte alla complessità dei contesti delle situazioni che gli educatori devono affrontare, non si può pensare di avere risposte risolutive “preconfezionate”: di fronte alle nuove fragilità occorrono risposte flessibili e non standardizzate.
Possiamo individuare 2 rischi particolari, legati alla professione di aiuto:
- Il rischio di privilegiare la ricerca del professionismo a quella della professionalità. Si tratta di concetti diversi:
- Professionalità = Complesso di qualità (quali la competenza, l’impegno costante, la scrupolosità, ecc.) che distinguono il professionista dal dilettante.
- Professionismo = Esercizio di un’attività come professione, quindi in modo continuativo, esclusivo e retribuito.
- Il rischio di ancorare le professioni di aiuto alle logiche dell’emergenza e del bisogno del momento, con la conseguenza che l’educatore professionale finisce per svolgere funzioni educative provvisorie e non invece una professione stabilmente strutturata. Sebbene sia inevitabile che le professioni d’aiuto abbiano a che fare con situazioni eccezionali, occorre trasformare questa caratteristica in occasione per creare una rete più stabile di aiuti e cure.
In generale, l’educatore professionale si deve collocare all’interno di un progetto educativo che tende al miglioramento delle qualità della vita individuale e collettiva. Qualsiasi sia il contesto in cui egli si trova a operare e le situazioni che egli deve affrontare, esse riguardano in ogni caso il confine tra salute e malattia, tra devianza e convergenza, tra educazione e istituzione, ecc.
Sergio Tramma, collegandosi alla figura “liquida” di Bauman, riflette sulla debolezza strutturale dell’educatore e la connota come tratto essenziale e salutare, e come punto di forza perché legata alla essenziale e costante apertura alle possibilità e ai significati e alla costante messa in discussione delle proprie finalità ed obiettivi.
Capitolo primo: Pedagogia speciale verso la cura educativa
Sebbene la particolare condizione biologico-sociale ed esistenziale delle persone con deficit ed in situazioni di handicap sia sempre esistita, il concetto di disabilità ha un'origine abbastanza recente. Storicamente sono individuabili differenti modalità di collocazione e di interpretazione delle esigenze formative dei diversamente abili.
La crescente interazione tra iniziative socio-pedagogiche, gli interventi legislativi e la riflessione teorica ha contribuito a delineare un autonomo statuto epistemologico della pedagogia speciale centrato sullo studio dei disabili e delle persone con “bisogni educativi speciali” e sulla progettazione di interventi volti all’inclusione e alla diffusione di un’antropologia del dialogo, della cura e della reciprocità.
L’obiettivo principale della pedagogia speciale è l’integrazione inclusione delle diversità, connesso al modello dell’identità plurale elaborato da Canevaro. Canevaro definisce l’identità plurale come una composizione di elementi, flessibile, aperta ad accogliere di nuovi e trasformare quelli presenti.
La pedagogia speciale è una scienza autonoma che studia i metodi più adeguati per rispondere ai bisogni educativi speciali di soggetti affetti da menomazioni, deficit o problemi di salute che possono produrre situazioni di disabilità. L’approccio tipico della pedagogia speciale consiste nell’individuare il problema, nell’interpretarlo, prospettando modalità d’aiuto in grado di promuovere integrativamente la personalità del soggetto in situazioni di handicap.
La pedagogia speciale parte dall’identificazione dei deficit (inteso come danno organico, irreversibile e da accettare), analizza il suo territorio d’indagine, le problematiche relative a soggetti con bisogni educativi speciali, allo scopo di prendersene cura e di ricercare funzionali strategie d’intervento progettuali, capaci di “ridurre l’handicap” e le situazioni ostacolanti l’effettiva partecipazione di tutti alla vita comunitaria.
ICF = Strumento di classificazione di natura multidisciplinare che racchiude una pluralità di saperi, conoscenze ed approcci interpretativi sulla realtà umana, che propone un innovativo modo di “leggere” i concetti di salute, di disabilità e una diversa concezione della vita e del mondo. L’interesse maggiore dell’ICF è rivolto al funzionamento, a capire come funzione un...
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