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Angelo Lascioli

Handicap e pregiudizio. Le radici culturali,

Studio di: pregiudizio sull’handicap, sua origine, possibili vie per il suo superamento

attraverso l’educazione.

Parte prima: il Pregiudizio. Siamo tutti “non vedenti”

Il potere del pregiudizio

Il pregiudizio è un “potere” agito-subito: chi lo agisce, lo subisce anche in forma di

riduzione della possibilità di comprendere la realtà; chi lo subisce, lo agisce anche portandone

il peso.

Il pregiudizio è anche una forma del “non vedere”, maschera che la ragione confezione per

sé stessa o per l’altro.

Uno sguardo alla letteratura sul pregiudizio

Definizione classica di pregiudizio: giudizio anticipato, frettoloso che produce

infondate/errate convinzioni.

Suo errore: In realtà:

l’opinio

- il pregiudizio è confuso con -> Il pre-giudizio è rinvio a ciò che viene

praeiudicata, ragionamento inconsistente prima del giudizio, alle strutture di

perché non fondato su fatti/logica ma su distorsione del senso (sfondo di senso) su

idee a priori cui poggia il ragionamento.

- il pregiudizio consisterebbe -> Non è solo un problema del pensiero

semplicemente nel non aver riflettuto conscio; si estende a inconscio (sfugge al

abbastanza e la soluzione nel correggere i controllo), modi d’agire, atteggiamenti e

modi cui si arriva al giudizio, insegnando a travalica la stessa soggettività, in quanto

pensare più lentamente… processo tanto individuale quanto

sociale.

Letteratura che indaga i fattori individuali connessi:

- Psicologia sociale e Allport: prodotto dell’interazione tra sistema mente e sistema

sociale con fine economicità o allontanamento di ciò che fa paura perché ignoto.

- Psicologia dinamica: l’orientamento psichico del soggetto, determinante inconscia e

arcaica spiega la resistenza cognitiva al nuovo.

- Dollard: teoria frustrazione-aggressività (spostamento della frustrazione dalla fonte

effettiva a una più debole).

- Adorno e il concetto di personalità autoritaria: centrale l’educazione.

Letteratura circa i fattori sociali implicati:

- Sherif: conflitto e emulazione tra gruppi

- Cox: fattori utilitari e materiali del contesto (come la divisione del lavoro)

- Rose: il disagio sociale (senso di colpa, insoddisfazione) viene riversato su capri espiatori

- Rokeach: incongruenza delle credenze (percezione che gli altri non abbiano le nostre

stesse credenze)

- Tentori: il pregiudizio opera una semplificazione della realtà in due poli: consueto e

diverso.

+ Aspetto rappresentazionale (ipotesi che sia una forma di rappresentazione della realtà)

idola mentis:

indagato da filosofia e in particolare Bacone (concetto di errori che si

interpongono tra il conoscente e l’oggetto da conoscere).

+ Problema del Linguaggio. Habermas: La realtà va concettualizzata, il medium linguistico ne

determina le forme rappresentazionali. Ogni limitazione al linguaggio quindi è minaccia per la

comprensione della realtà.

Azione coordinata di pregiudizi e stereotipi sociali

Stereotipo: nucleo cognitivo del pregiudizio, immagine/schema mentale stabile che dà vita

ad un meccanismo rigido di valutazione. Funzioni: esprime una parziale verità, orienta il senso

di appartenenza/identificazione e di distinzione.

Stereotipo e pregiudizio sono complementari. Paragonandoli ai meccanismi

d’articolazione figura-sfondo; il pregiudizio è lo sfondo che impedisce alla razionalità

di scoprire la fallacia dello stereotipo (figura) in quanto le ragioni con cui esso si

costituisce non sono rinvenibili in esso perché dipendono dal pregiudizio.

Il pregiudizio: una bugia “necessaria”?

Bion: il falso, la bugia, il pregiudizio sono costrutti mentali la cui esistenza deriva dall’azione

del pensatore che nega/distorce il vero. Il pensatore è logicamente necessario per la bugia. Al

contrario la verità non ha bisogno del pensatore per esistere. Per sottrarsi al pregiudizio, al

pensatore è richiesto un atto di umiltà, accettare la propria inutilità e farsi interprete del vero.

Pregiudizi e schemi mentali

Abbiamo bisogno di dare senso alla vita. L’uomo tende naturalmente verso soluzioni globali

dotate di senso.

Il processo con cui diamo un senso è condizionato, primo tra tutti dalla nostra

percezione. Il “Gioco del quadrato o dei nove punti” aiuta a capire come le leggi

della percezione agiscano sull’interpretazione della realtà, chiudendo lo sguardo

dentro un orizzonte limitato.

Di conseguenza anche le possibili soluzioni di senso si riducono e spesso, le uniche

percepite possibili, sono quelle che tralasciano uno o più punti, e cioè che implicano il rifiuto o

lo “scarto” di altri esseri umani.

Tuttavia, la consapevolezza di ciò offre possibilità di libertà e azione. La soluzione consiste nel

sottrarsi al processo di condizionamento per poter sviluppare prospettive libere da quei limiti

che esistono solo nel pensiero (realtà) e logiche integranti lo scarto.

Parte Seconda: Le radici culturali. La cultura dello scarto

Radici del pregiudizio sull’handicap; il cui compito è nutrire (far sorgere e crescere) e

trattenere (mantenere).

scarto

Lo culturale

La “cultura dello scarto” fa riferimento a un’errata interpretazione del significato di

frammento e di integrazione che provoca un perverso meccanismo di scarto e rifiuto

dell’alterità. frammento all’intero, dell’intero,

Ogni essere umano è rispetto l’umanità. In quanto parte

frammento dell’intero

ogni possiede e rinvia al valore ma è anche espressione di un ulteriore

valore, quello della propria unicità. frammenti

Nella cultura dello scarto, l’integrazione dei viene concepita come l’eleggere un

frammento

qualsiasi particolare a metro e misura del tutto; ogni che vi si differenzi viene

dell’intero.

quindi scartato dalla percezione In particolare, il pregiudizio sull’handicap è azione

frammento

di scarto, di disintegrazione di quel che è l’umanità di chi ha un handicap.

frammenti

In realtà anche i scartati hanno in sé intero il valore di ciò a cui appartengono e<

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/03 Didattica e pedagogia speciale

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