Cognizione ed empatia nell'autismo
Introduzione
Dalla teoria della mente a quella del "cervello maschile estremo" - Simon Baron-Cohen. In questo testo viene preso in esame cos'è l'autismo infantile, come si manifesta e quali possono essere le sue cause. In particolare viene ripresa la "teoria della mente" o detta anche "teoria della cecità mentale" elaborata da Premack e Woodruff, secondo la quale il bambino già a partire dai 4 anni ha la capacità di immaginare gli stati mentali altrui. Questa teoria viene applicata all'autismo infantile e rielaborata fino a giungere all'ipotesi di un'altra teoria coinvolta, ovvero "la teoria del cervello maschile estremo", ideata dallo stesso autore del testo. Accanto a questo, egli ci propone un esperimento da lui stesso condotto e l'elaborazione di una sua nuova teoria: "La teoria dell'empatia-sistematizzazione".
Autismo infantile
Per prima cosa l'autore ci spiega cos'è l'autismo infantile e quali sono i suoi sintomi: è un grave disturbo dello sviluppo che interessa circa 4 bambini su 10.000 e che ha come sintomo principale un deficit della comunicazione verbale e non verbale. Il bambino in questo caso avrebbe quindi una grave compromissione della capacità di comprendere l'ambiente sociale e interagire con esso (l'incapacità di sviluppare relazioni sociali normali), indipendentemente dal quoziente intellettivo posseduto. Infatti, sebbene la maggior parte dei bambini con autismo presenti anche un ritardo mentale, ciò non è sufficiente a spiegare il loro deficit sociale. Infatti, oltre ad esserci bambini con autismo con quoziente intellettivo nella norma, ci sono anche bambini con ritardo cognitivo ma senza autismo, come quelli con sindrome di Down.
Caratteristiche dei bambini con autismo
- Nella primissima infanzia, rispetto al normale, i bambini presentano una scarsa frequenza di attenzione congiunta (due o più cose insieme).
- Presentano meno gioco di finzione o, in alternativa, un tipo di finzione limitato a schemi basati su regole.
- Non capiscono l'inganno, quindi tendono a credere che tutti dicano la verità e possono rimanere sconvolti dall'idea che gli altri potrebbero dire cose diverse da quelle che pensano.
- Non sono in grado di capire che cosa potrebbe offendere i sentimenti altrui e quindi cosa è meglio dire.
- Hanno difficoltà nell'interpretare le espressioni di un'altra persona osservandone lo sguardo per dedurre cosa pensa o prova in quel momento.
Primo articolo sulla teoria della mente nei bambini con autismo
Il primo articolo in cui veniva presentata la teoria della mente nei bambini con autismo risultò importante per dieci motivi:
- Prima di allora non esisteva una spiegazione chiara di tipo cognitivo delle difficoltà dei bambini con autismo nello sviluppare relazioni sociali né del loro disinteresse verso la fantasia (in particolare i giochi di finzione che compaiono intorno ai 2 anni).
- Ci si è resi conto che possedere una teoria della mente è essenziale per l'interazione e la comunicazione sociale, altrimenti i comportamenti degli altri disorienterebbero, apparirebbero inspiegabili e addirittura minacciosi con la logica conseguenza che il bambino con autismo si ritira in se stesso ed evita l'ambiente sociale.
- Rendendosi conto che la teoria della mente non dipende dalle capacità cognitive generali, si è ipotizzato che essa sia un aspetto distinto, modulare, della cognizione umana.
- Questo a sua volta ha fatto pensare sia a una base genetica per la teoria della mente sia che essa possa essere il prodotto di milioni di anni di evoluzione umana.
- L'idea di un'evoluzione di una teoria della mente ha spinto gli studiosi a chiedersi se la teoria della mente fosse presente anche negli scimpanzé, ottenendo però dagli studi esito negativo.
- L'aver poi ipotizzato l'esistenza nella mente di un modulo relativo alla teoria della mente ha avuto come conseguenza quella di dargli un volto attraverso strumenti di scansione funzionale del cervello per poterla localizzare in un'area specifica del cervello (in uno studio: corteccia orbitofrontale; in uno studio seguente: corteccia prefrontale ventromediale sinistra).
- L'idea di un deficit della teoria della mente ha spinto a considerarne le implicazioni a livello educativo: infatti, se un bambino con sviluppo tipico può aver bisogno di insegnamenti particolari per acquisire e sviluppare una teoria della mente, un bambino con autismo potrebbe invece richiedere interventi educativi speciali, molto individualizzati, per raggiungere lo stesso obiettivo.
- La considerazione che all'età di 4 anni un bambino con sviluppo tipico, a differenza di un bambino autistico della stessa età...
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