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mondo fisico, sociale e culturale.

Ma con ciò sorge una domanda: (nel rapporto tra mente e cervello)

“si trattano di zone k si attivano xk “provocate” da un pensiero, oppure sono esse, in quanto attività

cerebrale, a causare il mio pensiero?”

E' difficile realizzare un legame univoco fra una specifica area della corteccia e una funzione

cognitiva corrispondente; xk vi è un coinvolgimento ad attivazione di + aree.

La spiegazione sul funzionamento cerebrale è determinante nel comprendere il suo funzionamento;

ma xò non può tradurre adeguatamente quello k ognuno prova in sé e x sé (dolore, emozioni,..).

Il “processo di auto-comprensione” non si può ridurre solo alle dimensioni descrittive, ma anche a

quelle metacognitive e spirituali: io posso misurare l'intensità di una particolare emozione

(mappatura cerebrale), ma mi sfugge come la stia vivendo “dal di dentro”. Questo xk il corpo non è

solo oggetto di indagine esteriore, ma anke un luogo di incontro del soggetto con se stesso →

questo ci fa capire l'importanza dell'azione educativa (ke porta a creare relazione interpersonale nel

soggetto k si ha davanti).

L'azione educativa offre al soggetto la possibilità di comprendere in forma consapevole: ciò k

realmente si è, e ciò k si vorrebbe essere.

NEURO-FISIOLOGIA DEL LIBERO ARBITRIO E VIRTU'

Libert → esperimento “potenziale di prontezza”

ricavò: il crescere dell'attività elettrica precede la volontà cosciente, ovvero: attivazioni neuronali

precedenti la consapevolezza e la volontà medesima dell'attore, in sostanza: l'azione non era +

libera.

Sosteneva che il soggetto aveva: “libertà di veto”; ossia la possibilità x il soggetto di bloccare l'atto

k compie nel tempo k intercorre tra: l'attivazione cerebrale spontanea e la consapevolezza dell'atto.

(libertà di veto = capacità di poterci fermare prima di scegliere) → legata alla capacità di:

autocontrollo.

Il “prender forma” dell'essere umano avviene anke kn la capacità di “porsi dei limiti” e la

capacità di “resistere” alle spontanee seduzioni k ci si presentano ogni giorno.

Questa capacità di “inibizione e limitazione spontanea” = è significato di una garanzia educativa,

pertanto, non possono essere acquisite queste capacità se non vi è una crescita educativa di base!

Tutto questo è legato al fatto k vi è una: “libertà decisionale”, ke non può essere ridotta solo ad

un'azione semplice, ma racchiude in sé complessità e ricchezza k coinvolgono diverse aree cerebrali

ma sopratutto scale valoriali presenti nei soggetti stessi.

NEURO-ETICA E VIRTU' EDUCATIVA

(ETICA = ethos = carattere = comportamento → identifica la morale

disciplina che studia i fondamenti razionali che permettono di assegnare ai comportamenti umani uno status

deontologico, ovvero distinguerli in buoni, giusti, leciti, rispetto ai comportamenti ritenuti ingiusti, illeciti,

sconvenienti o cattivi secondo un ideale modello comportamentale (ad esempio una data morale).)

E' chiaro k sia essenziale: avere una conoscenza approfondita del cervello per comprendere la

moralità. Con la scoperta dei neuroni specchio si è potuto rilevare k: EMPATIA e EMOZIONI

MORALI hanno una specifica attivazione cerebrale specifica. (Damasio).

Studi sulle aree cerebrali hanno affermato k l'uomo di fronte a una scelta, la può compiere in

maniera:

personale → legati all'emotività e morale→ attivazione rapida

– impersonale → legati al lavoro, scopo → attivazione lenta

quindi si deve parlare di cervello come: “sistema di aree emotive/cognitive”.

La neuro-etica ha evidenziato il ruolo del cervello nell'acquisizione da parte del soggetto di

particolari abilità sociali e comportamentali.

ALCUNE CONSEGUENZE PEDAGOGICHE:

1. sapere k una risposta comportamentale è associata ad una particolare attivazione cerebrale

non è di x sé significativo, lo diviene nel momento in cui il soggetto COMPRENDE il suo

PROCESSO DECISIONALE acquisendo auto-comprensione.

2. Agire in senso virtuoso presuppone la scelta nell'azione, ma soprattutto la consapevolezza di

essere diventati delle persone MIGLIORI

3. “personalizzazione” k il soggetto svolge durante la sua esistenza attraverso l'AGIRE, tale

fatto è strettamente legato alla capacità di possedere PLASTICITA' CEREBRALE e l'

ottenere influenze dall'ambiente circostante. Ed ha influenze differenti tra soggetto e

soggetto

4. rivalutazione del concetto di “responsabilità”, ovvero: vigilare sulle scelte ke intraprendo e

sulle conseguenze ke possono provocare.

5. (la più rilevante) E' k la pedagogia non deve introdurre alcuna finalità generale alla

sperimentazione scientifica; ma deve concentrarsi sulla finalità educativa k, grazie agli studi

scientifici, può essere incentivata, arricchita e promossa.

Ovvero: creare un dialogo proficuo fra: ciò k la pedagogia sostiene e ciò ke la scienza ci

dice sulla tematica della: COMPRENSIONE DELL'ESSERE UMANO, entrambe ci dicono:

“l'essere umano ha estrema complessità e multiformità ke esclude una rigidità di pensiero e

di azione” → il nostro rapporto kn gli altri avviene in termini “ETICI”; motivo x cui è

importante affrontare il tema delle EMOZIONI k emerge nell'azione educativa, e del

contributo incisivo ke queste danno x la crescita della persona.

CAPITOLO QUINTO

EMOZIONI E VIRTU' IN PROSPETTIVA EDUCATIVA

Il contributo emozionale è essenziale nella pratica educativa, in quanto ogni RELAZIONE

INTERPERSONALE non può escludere una “coloritura emotiva”.

E' grazie all'incidenza dell'azione virtuosa (attraverso l'educazione) ke il mondo emotivo dell'uomo

prende forma e consistenza; in particolar modo durante la sua crescita.

Il vissuto emotivo è molto importante in quanto delinea il rapporto interpersonale: educatore-

educando e il rapporto personale: uomo ha incessante desiderio di auto-comprensione.

La composizione intrinseca del mondo emozionale non è così semplice e lineare (Eugenio Borgna).

Consideriamo:

LE ARTICOLAZIONI DELLA VITA EMOTIVA

i SENSI VITALI → = vari modi del senso di benessere/malessere in cui si annuncia il

• proprio stato globale (dicono km stò), comprendono anke le sensazioni di mancanza o

soddisfazione verso un determinato bisogno corporeo (sete,..)

gli UMORI o gli STATI D'ANIMO → = disposizione o tendenza del soggetto a reagire

• prevalentemente secondo una definita modalità emotiva al flusso delle situazioni ambientali.

Costituiscono una risposta globale e generale, ma poco precisa e definibile dato k non sono

legati dall'intervento di un oggetto determinato, (non hanno oggetto determinato). Sono

modi di essere, colorazioni dell'esistenza umana nel suo insieme. (es. l'angoscia; mentre la

paura no xk si relaziona sempre ad un oggetto specifico)

l'EMOZIONE → = improvvisa alterazione di stato affettivo k costituisce una risposta

• involontaria e reattiva a eventi o situazioni dotati di qualità, valore positivo o negativo

(deriva da “ex moveo” = muovere dall'interno); sono eventi k accadono in noi e

rappresentano delle vicissitudini interiori

SENTIMENTO → = è una disposizione del sentire k comporta un “consentire” o un

• “dissentire” più o meno profondo all'essere di ciò k la suscita.

E' una stabilità provocata da un'intenzionalità durevole nel soggetto (da non confondere kn

emozione ke invece è una forma + breve, la quale è: vettore d'azione impulsiva)

le PASSIONI → = sollecitano continuamente in noi quel centro decisore k chiamiamo “io”.

• Sono forme concrete ke assumono il volere di una personalità strutturata, e il profilo + o –

durevole delle sue decisioni. E' chiaro k in esse vi è un solido legame tra: volontà e

decisionalità.

LE EMOZIONI VISTE IN PROSPETTIVA NEURO-SCIENTIFICA

Indagine neuro-scientifica ha evidenziato quelle aree cerebrali coinvolte nel processo di formazione

delle emozioni, dando luce anke alla risposta comportamentale ad esse legate.

Indagine centrata su: quei processi cerebrali k avvengono “inconsapevolmente” nel soggetto,

quando esso, durante i suoi processi adattativi, sviluppa determinati comportamenti k le emozioni

influenzano ed incentivano.

Spiegazione neuro-scientifica:

Es. la paura → uno stimolo emotivo esterno (un oggetto x es) viene elaborato immediatamente dal

TALAMO, una parte di esso invia informazioni grezze all'AMIGDALA ed una parte alla

CORTECCIA VISIVA (ke rimanderà all'amigdala). Vi sono quindi 2 vie x definire la risposta

emotiva alla paura:

strada veloce (bassa): talamo → amigdala = risposta emotiva veloce, immediata, a volte non

– adeguata

strada lenta (alta): talamo → corteccia sensoriale → talamo = risposta più accurata e precisa

l'AMIGDALA influenza anche le diverse tipologie di memorie, indispensabili x l'apprendimento di

particolari risposte emotive.

(questa è una delineazione dei processi cerebrali coinvolti durante il sorgere delle emozioni).

Il sorgere di alcune emozioni è davvero fondamentale x comprendere il mondo esterno, al fine di

scegliere le azioni + consone a seconda delle circostanze e delle situazioni. L'emozione è quindi

decisiva x la crescita dell'essere umano! Sono così decisive x preparano il soggetto all'azione

comportamentale. Ecco xk si sostiene ke le emozioni “irrompano” nella vita, spingendo l'essere

umano a compiere determinate azioni.

Apprezzare l'importanza del corpo: luogo di espressione del mondo emozionale, il corpo “dice

qualcosa di me e ciò k stò vivendo”, è l'emozione stessa k prende forma attraverso il corpo.

(correlazione CORPO-EMOZIONE).

Aver chiari i meccanismi neurali di quanto il corpo stia vivendo potrebbe consentire una + proficua

comprensione del processo di crescita; la complessità di questo momento si evince anke

dall'interrelazione fra: processi biologici e influenza ambientale; entrambi caratterizzano la

maturazione dell'essere umano nella sua singolarità.

EMOZIONI E COMPRENSIONE PERSONALE

Le emozioni non sono solo il carburante k alimenta il meccanismo psicologico di una creatura

ragionante, sono parti altamente complesse del ragionamento di questa creatura.

Connotazioni peculiari dell'emozione:

sono in RELAZIONE (about) a qualcosa → hanno un oggetto

– l'oggetto è INTENZIONALE → esso appare nell'emozione nel modo in cui lo

– vede/interpreta la persona k prova l'emozione stessa (l'oggetto racchiude un modo di vedere

e un modo di come lo si comprende)

le emozioni non implicano solo un modo di vedere quell'oggetto ma anche delle

– CREDENZE riguardo ad esso → le “credenze” sono essenziali nell'analisi emotiva xk

esprimono il valore personale ke diamo all'oggetto o alla situazione

il significato educativo dell'emozione è molto forte:

consente di generare una relazione in cui ogni educatore sa di dover correre un rischio: il

– “rischio di comprendere” il peso delle emozioni k il rapporto inter-personale suscita di volta

in volta

esporsi alle emozioni k l'educando può provocare nel rapporto inter-personale genera una

– dinamica precaria ed instabile, derivante dal fatto ke: l'educatore sente (a volte) il peso

specifico della propria inconsistenza; avvertita nel momento in cui l'educando manifesta

un'emozione negativa k si ripercuote poi sulla sensibilità emotiva dell'educatore, se invece

l'emozione ke si riversa è positiva si realizza una sensazione gratificante nell'educatore

Da ciò si deduce k in prospettiva educativa il ruolo svolto dalle emozioni è determinante.

Le emozioni sono caratterizzate da VALORE e INTELLIGENZA

QUALE INTELLIGENZA?

L'intelligenza emotiva

(Mayer): “la vita emotiva è una sfera k può essere gestita kn maggiore o minore abilità, e richiede

un insieme di competenze esclusive” → è risorsa preziosa x l'auto-coscienza e auto-controllo

personali, è incentivo x lo sviluppo e la crescita dell'uomo nel comprendere se stesso e nel suo

relazionarsi kn gli altri.

Educare all'affettività (nell'ambito del contesto scolastico) consentirà di dirigere in modo equilibrato

e consapevole la propria esistenza, ciò è legato alle competenze della vita emotiva.

Ma per comprendere a pieno il senso della proposta di: “educare all'affettività” è necessario rifarsi

a concetto di “intelligenza” ossi Gardner.

LE INTELLIGENZE MULTIPLE

Gardner → considerazione dell'intelligenza umana, o meglio: delle intelligenzE umanE.

Non tutti siamo uguali, differenze in merito a: processi di apprendimento, stili cognitivi (STILE =

si riferisce al modo in cui a una persona piace fare qualcosa, ABILITA'= si riferisce al grado di

bravura kn cui una persona sa fare qlcs), processi di elaborazione delle informazioni,..

G. identifica le seguenti intelligenze: linguistica, musicale, logico-matematica, spaziale, corporeo-

cinetica, personale (intra o inter personale)

intelligenza intra-personale → si concentra sugli aspetti interni del soggetto: emozioni e sentimenti,

quello k prova interiormente (personale)

intelligenza inter-personale → si concentra verso l'esterno; abilità di rilevare e fare distinzioni fra

gli altri individui: stati d'animo, temperamenti, motivazioni, intenzioni

Entrambi i tipi di intelligenza sono essenziali nella vita e x la crescita.

G.: “le intelligenze non devono essere concepite in termini elogiativi, l'intelligenza non ha solo una

connotazione positiva, non deve necessariamente essere usata x fini buoni” → G. definisce

“intelligenza emotiva” come “sensibilità emotiva” → la quale non implica solo l'essere una

persona buona e corretta, ma una persona può usare questa sensibilità x manipolare, ingannare, o

suscitare odio.

Dal punto di vista pedagogico, è possibile trasformare questa sensibilità emotiva (negativa) in una

sensibilità emotiva positiva e quindi in un comportamento virtuoso ?

LA RELAZIONE FRA EDUCAZIONE E SENTIRE EMOTIVAMENTE

Il “sentire” costituisce una risorsa preziosa nella vita di ciascuno, consente all'essere umano di

“connotare kn un certo valore: quello k sta vivendo, provando, percependo”.

Il “capire” è legato all'attivazione del “sentire”.

Educazione del SENTIRE = saper educare, riconoscere e fare ordine nei riguardi della “sensibilità

emotiva” (comprendente: stati d'animo, emozioni, sentimenti,...), questa educazione del sentire è

concepita come ORIENTAMENTO, attenzione e valorizzazione del vissuto emotivo e sentimentale,

ke se non adeguatamente ascoltato provoca le “emozioni perdute”. Saper comprendere il senso

dell'esistenza deve essere preceduto prima dalla capacità di intercettare, comprendere, ascoltare

quello k sento interiormente e poi potrò educare.

Non bisogna reprimere il “vissuto emotivo” pensando di poter appianare pacificamente le

turbolenze interiori, ma lo devo comprendere per capire il proprio interno (IO).

LA TRASCENDENZA DELLE EMOZIONI

Borgna: “ le emozioni sono molteplici nelle loro connotazioni tematiche, ma l'elemento comune a

ciascuna di esse è il fatto k ci portano fuori dai confini del nostro io e ci mettono in contatto kn il

mondo delle cose e delle persone” → = cuore pedagogico del contributo emozionale.

Le emozioni consentono di sporgersi oltre gli steccati dei meri accadimenti privati poiché sono

espressioni di incontri inter-soggettivi, connotati di un certo valore.

L'emozione mi informa sempre di una distanza k coinvolge me ed il mondo, e k la stessa relazione

emotiva non elimina quanto stabilisce: è il mondo o la persona ke irrompe nella mia soggettività x

creare un legame emotivo, una relazione.

Nell'emozione sono continuamente portato “fuori di me”, poiché ciò ke avviene in me non si

esaurisce in me, ma ha senso se si apre al valore k l'altro da me riveste x la mia esistenza. La

scoperta di questo “vissuto interiore” mi appartiene certamente.

es. paura di perdere una persona = la paura non implica solo il considerare l'emozione di x se stessa,

ma a ki l'emozione si sta riferendo: ossia alla relazione kn l'altra persona.

Le emozioni non muovono solo dall'interno, ma attraggono dall'esterno → è quello k accade

quando riconosco un'emozione k sta avvenendo in un'altra persona e k mi coinvolge in questa sua

emersione. Es. riconosco la paura nel volto di una persona e mi attivo x aiutarla.

L'emozione crea apertura ed accoglienza verso l'altro → es. quando vedo una persona sorridere,

(testimonia gioia) rispondo al sorriso = mi apro verso l'altro grazie al riconoscimento emozionale

(condivisione dell'emozione).

Il riconoscimento emotivo avviene grazie alla virtù

EMOZIONI E VIRTU' EDUCATIVA

che tipo di emozioni cerca oggi l'essere umano?

RICRCA DELL'EMOZIONE SHOCK E SENSO EDUCATIVO

emozione shock = momento di eccitabilità generalizzata ma fugace, senza alcun legame duraturo k

possa impegnare i partecipanti in futuro.

In questo tipo di emozione il soggetto esce da sé incontrando l'altro = si origina un legame inter-

personale velocemente ke altrettanto velocemente si deteriora (scompare).

In questo tipo di relazione si ricerca l'incontro e la condivisione kn l'altro, ma x scopi e interessi

individuali. Quanto invece l'incontro è accompagnato dalla virtù educativa, si realizza un'esperienza

relazionale autentica.

L'azione virtuosa permette di sfruttare quella comprensione immediata degli eventi k l'emozione

genera: mi incentiva e mi sostiene, mi accompagna nel processo decisionale; ma non mi dice come

agire in senso virtuoso.

Bisogna “cogliere” il valore k l'emozione riveste nella mia formazione (formazione = tentativo di

ciascuno di apprendere sé stesso, di ri-prendersi in mano e darsi una direzione). → comprensione

inter-personale.

A fronte di questo: l'educatore deve intercettare il bisogno e le richieste d'aiuto = incontro

interpersonale + evento educativo, in quanto l'altro viene compreso nelle sue dinamiche interiori e

le sue emozioni.

Le emozioni → non costituisce solo una reazione istintiva, ma anke: una richiesta.

es. nella tristezza non esprimo solo un particolare stato d'animo; ma anke un “appello” al mondo.

L'educatore deve saper cogliere e rispondere a questo appello con la cura: la vicinanza, la

condivisione → empatia dell'educatore verso l'educando.

EMPATIA = è la capacità di comprendere a pieno lo stato d'animo altrui, sia che si tratti di gioia, che di dolore.

Empatia significa "sentire dentro"[1], ad esempio "mettersi nei panni dell'altro", ed è una capacità che fa parte

dell’esperienza umana.

CAPITOLO SEI

L'EMPATIA COME FONDAMENTO DELL'AZIONE EDUCATIVA

Le emozioni ci mettono in relazione.

EMPATIA → occupa un posto di rilievo nell'ambito della relazione d'aiuto, non presuppone un

generico “mettersi nei panni dell'altro, o un provare i suoi vissuti”, ma l'azione empatica è

essenziale x “valorizzare la portata educativa” → concetto introdotto grazie alla scoperta dei

neuroni specchio.

LA SCOPERTA DEI NEURONI SPECCHIO E LA NATURA DEL COMPORTAMENTO EMPATICO

Cervello umano: possiede meccanismi di “risonanza”, determinati circuiti si attivano: sia quando

siamo noi a manifestare un determinato comportamento, sia quando assistiamo all'esecuzione dello

stesso comportamento da parte di un'altra persona (questo avviene grazie all'attivazione dei neuroni

specchio nell'osservatore).

Il sistema dei neuroni specchio determina così uno “ spazio d'azione condiviso ” (ecco xk

osservando un'azione si riesce a riconoscere l'intenzionalità), ci consentono di anticipare il proseguo

delle azioni degli altri creando una comprensione dell'azione altrui in forma immediata.

La comprensione degli stati emotivi altrui dipenderebbe da un meccanismo specchio in grado di

codificare l'esperienza sensoriale direttamente in termini emozionali → “come se fossimo noi a

viverle” → determina: capacità dell'essere umano di entrare in sintonia kn l'alterità.

La prospettiva dei neuroni specchio è utile x definire alcune risposte fisiologiche ke si attivano

spontaneamente durante l'osservazione di particolari comportamenti.

Significato educativo delle azioni empatiche: richiede sempre sforzo di comprensione k presuppone

inter-relazione! E non si esaurisce nell'immediato/fisiologico.

L'EMPATIA COME ESPERIENZA DEL “LIMITE”

Comprendere il significato educativo del processo empatico (Stein) = “ricerca del senso della

parola” il quale offre contributo x comprendere a fondo la relazione inter-soggettiva.

(Prefisso “ein” = andare dentro, ma anche divenire un tutto kn essa.)

nell'empatia ci si “apre” all'altro, si gettano le basi x una relazione autentica, ma la distanza fra i

soggetti permane; anche se va via via assottigliandosi sempre più.

Empatia = ricerca di “equilibrio stabile” fra: alterità del vissuto altrui e la mia capacità di apertura

verso tale mondo, attraverso la modalità di: comprensione emozionale.

Grazie all'atto empatico: si creano condizioni esistenziali di apertura e di incontro, k consentono di

generare spazio di comprensione, indispensabili x l'azione educativa.

EMPATIA E UNIPATIA

Empatia non implica il “dover rivivere” il vissuto altrui nello steso modo; non coincide con:

UNIPATIA, ma si realizza una completa identificazione fra i vissuti dei soggetti coinvolti.

Empatia → si entra in relazione con l'altro, ma non si verifica fusione o sovrapposizione fra i

soggetti coinvolti, rimane distinzione tra i 2 sogg. Il soggetto ke incontra (empatico) sperimenta la

capacità di avvertire le emozioni dell'altro.(la capacità di comprensione, k deriva dal fatto di essere

in grado di: accogliere se stessi x poter permettere l'esplorazione altrui).

IL VALORE EDUCATIVO DELL'ATTO EMPATICO

L'educatore si identifica in una costante attenzione e comprensione del vissuto altrui, sapersi

decentrare e superare il proprio egocentrismo nei riguardi delle problematiche altrui; l'attenzione del

vissuto di ki ho davanti diventa così essenziale x me!

“educatore scultore” = premuroso nel realizzare la sua opera d'arte

L'empatia permette di affacciarsi sull'interiorità altrui → è banco di prova x lo stesso

educatore, è alla base di ogni sano processo relazionale.

ANDARE OLTRE L'ETICHETTA

L'empatia consente di poter oltrepassare quel processo di “etichettamento” kn cui siamo soliti

definire e approcciarci alle cose ed agli eventi. Si è convinti grazie all'etichetta di sapere tutto

sull'altro.

L'empatia non scivola in questo meccanismo riduzionistico ke porta una comprensione oggettiva

interpersonale, non omologa, non standardizza.

L'empatia è: comprendere tutto ciò k si genera e svolge nella relazione interpersonale. Il gesto

empatico è “trasfigurativo”: va al di la delle categorizzazioni, non ha nessuna classe di riferimento,

non nasce sulla base di un interesse pratico, non si collega al ceto sociale o altro...

LA DIFFICOLTA' NEL GENERARE LEGAMI, OSSIA LA DIFFICILE RICERCA DEL SENSO

DEL NOI

L'empatia è quasi sempre definita come quel processo di condivisione delle emozioni. Ma non è

detto ke questa proposta di “condivisione emotiva” sia sempre accolta in modo favorevole.

La “ relazione educativa” ha in sé la forza: “liberativa”: sprigiona quelle potenzialità di

rigenerazione k ognuno ha in sé.

Tuttavia può accadere ke l'altro decida di non voler condividere il proprio vissuto, chiudendosi in

forma ermetica. In questo caso si percepisce: disagio esistenziale.

E' quindi indispensabile durante il processo empatico comprendere il disagio altrui, porgendo la

propria presenza senza invadere l'intimità personale ke il soggetto custodisce. L'empatia non può e

non deve fare braccia forzatamente in questa intimità.

L'empatia è esperienza di: donazione, vicinanza, presenza.

Ne consegue: l'empatia non è solo una relazione interpersonale educativa, ma anche una relazione

interpersonale k deve accettare la sfida della libertà e quindi anche del possibile rifiuto e

dell'inganno.

L'EMPATIA COME VIRTU' E IL SUO SENSO ETICO

L'empatia deve essere virtuosa, in quanto l'empatia matura è l'esito di un'educazione autentica.

Il senso della virtù empatica si coglie in questi 2 orientamenti:

1. si esprime kn la capacità di “ entrare in relazione ” = totale disponibilità e apertura all'altro.

2. Intuire, durante la relazione, “ il limite k devo rispettare x non invadere l'intimità altrui ”

L'empatia non corrisponde solo a “tendere la mano all'altro” ma anche a riconoscere quando

“bisogna arrendersi”.

Attraverso l'atto empatico si può manifestare: il PERDONO

CAPITOLO SETTE

IL PERDONO COME NUOVA FRONTIERA EDUCATIVA DEI RAPPORTI INTERPERSONALI

Ha forte incidenza nella crescita educativa.

È un'esperienza kn cui tutti gli essere umani (kn diverse gradazione) devono confrontarsi nelle

relazioni interpersonali.

IL PERDONO E LE SUE CARATTERISTICHE PECULIARI

Perdono → richiede tempi e spazi propri (un perdono frettoloso corrisponde a non essere un

perdono autentico).

La “richiesta di perdono” rivela un lavoro interiore dove si è disposti a “rimettersi in gioco”.

Anche colui k riceve la richiesta di perdono intraprende un lavoro interiore, un lavoro k richiede

tempo, xk “fatica a perdonare” (=difficoltà a superare emotivamente quanto si è subito).

Nel momento in cui si è disposti a perdonare, si è disposti anke a rinunciare, perdere, sacrificare

qualcosa; in quanto l'atto ricevuto in precedenza deve essere estinto, ma non offre nessuna garanzia

x il futuro. In più ki perdona perde il suo “privilegio” di persona offesa.

Perdono non va confuso kn “clemenza” !!!

Il perdono non si può “disinteressarsi” di colui al quale è destinato.

Il perdono e la richiesta di perdono sono 2 momenti ke legano “inscindibilmente” il destino di

almeno uno dei 2 esseri umani.

Il perdono costituisce un' esperienza inter-personale forte.

Il perdono genera: capacità ricreativa e rigenerativa, apre nuovi scenari, cambia il volto delle nostre

relazioni umane, schiude nuove possibilità.

Esigenza di essere perdonati = è un'esigenza universale → unica in grado di poter portare:

“creazioni nuove” verso nuovi orizzonti.

OFFESA, PERDONO E ATTI PASSATI

L'offesa → compiuta da una persona nei confronti di un'altra determina: rottura dei legami di ogni

rapporto. La rottura ke avviene in un rapporto ha 2 significati:

1. esprime un “taglio netto” nel legame interpersonale: recisione del legame da parte di ki

subisce l'offesa, xk vuole allontanare la minaccia k l'ha fatto soffrire e gli ha recato dolore

2. allontanare completamente da se quanto accaduto è impossibile: il “taglio netto” esprime

una ferita k xò (xk avvenuta) ritorna a farsi sentire nei meandri della coscienza.

La “necessità del perdono” provoca l'esigenza di una ricomposizione: “riannodare i fili della nostra

esistenza diventa allora l'impresa educativa eccellente”: xk implica un andare alla radice delle

tensioni interiori causate dalle offese, ovvero: andare alla radice di quelle discontinuità k ankora nn

si è voluto risolvere.

Esperienza del perdono = forte valenza sociale → apre la possibilità di un nuovo cammino

(relazione) inter-soggettivo.

CHE COSA TRASFORMA VERAMENTE L'ATTO DI PERDONARE?

Potenza del perdono è: saper trasformare il contributo dell'azione passata in un'esperienza di

rinnovamento.

Il perdono xò non può cancellare l'evento; in quanto realmente accaduto, ma ha la capacità di:

trasformare un atto passato in una “possibilità di nuovo inizio” ke da quell'atto può generarsi (sa

cambiare le cose).

Ma è sempre possibile perdonare? (anche l'imperdonabile?)

E' SEMPRE POSSIBILE PERDONARE?

Uno dei principi essenziali legati alla richiesta di perdono: la dichiarazione di colpevolezza

dell'offensore; l'assunzione delle responsabilità.

Richiesta di perdono → porta ad un profondo esame coscienziale, diventa richiesta di “riallacciare i


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DETTAGLI
Esame: Pedagogia
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze motorie e dello sport (Facoltà di Medicina e Chirurgia di Roma e di Scienze della Formazione di Milano) (MILANO)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher micheladelucca di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Mari Giuseppe.

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