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Pedagogia del movimento e della corporeità

Introduzione

Lo sport ha una chiara valenza culturale; connessa alla sua valenza simbolica. È vettore di moralità; va oltre l'utilità. Negli ultimi anni: figura “dell'alleducatore” (educatore + allenatore). Promozione dell'educazione attraverso la pratica motorio-sportiva = sfida educativa di oggi. Concetti di benessere e di salute → Organizzazione Mondiale della Sanità: esercizio fisico = benefici per la salute.

Parte prima (orizzonti pedagogici)

Dagli ISEF alle scienze motorie

La metodologia dell'agire educativo: prendere sempre in considerazione il rapporto uomo e il suo corpo (vi è unità). → dal 1945 l'educazione fisica entra nelle scuole grazie al Fascismo (ONB = Opera Nazionale Balilla & GIL = Gioventù Italiana del Littorio). Durante il Fascismo: fondate Accademie di educazione fisica a Roma e Orvieto.

1° ISEF nasce a Roma (1952) prendendo il posto dell'Accademia della GIL (fondata dal fascismo), grazie alla Legge n° 88 (del 1958) ottenne il riconoscimento di grado universitario; successivamente ne nacquero altre in tutta Italia: Unicatt (Milano – 1964). → 1967 nasce il centro studi di Educazione Fisica femminile.

→ 1948 con la Costituzione, sanciti i principi dell'uomo: dignità – libertà – diritto e dovere all'educazione e all'istruzione. → Giovanni Gentile: Ministero della Pubblica Istruzione e promotore e artefice della riforma della scuola (1923), educazione fisica come educazione spirituale e formazione del carattere + sostenitore di portare l'educazione fisica al di fuori dalla scuola. → Rosmini: unità dell'educazione come rispecchiamento dell'unità dell'essere; dimensione irrinunciabile dell'educazione dell'uomo.

→ DM (Decreto Ministeriale) del 1979 a riguardo dell'educazione fisica recita: “l'educazione fisica concorre a promuovere l'equilibrata maturazione psico-fisica del preadolescente, un suo miglior inserimento sociale, uno sviluppo corporeo armonico”. → DM 270/04: ISEF scompare e nasce l'indirizzo di scienze motorie = corso con attenzione alle attività formative, preventive e adattate.

Il rapporto educativo vivo nell'educazione fisica e motoria previene, promuove e attiva processi formativi nella prospettiva di portare l'alunno verso relazioni naturali e serene con sé stesso, gli altri e il mondo al fine di ottenere una “competenza” motoria che si accompagna ad una maggior padronanza di sé stesso.

Occidente, corporeità e sfida educativa

La considerazione della corporeità permette di mettere a fuoco conseguenze dirette in merito all'avvaloramento della pratica sportivo-motoria e del suo utilizzo per la pratica educativa.

  • Grecia arcaica e classicità: Le nostre radici culturali si trovano nella Grecia: fisico considerato un tratto distintivo perché garanzia per il guerriero che affronta i nemici in battaglia. (Manifestato dalle statue dei Kouroi → corpi robusti e muscolosi). Nel V secolo in Grecia prende piede uno stile di vita più raffinato che ridimensiona la fisicità in favore della spiritualità (Platone); nei dialoghi platonici il corpo è presente, è elogiato, ma vale in ragione dell'anima che lo abita (e non per sé stesso) (la cura del corpo non riceve attenzione specifica). Pensiero di Aristotele: uomo è Sinolo di anima e corpo. Ellenismo (Plotino) svalutazione del corpo (e della sua cura).
  • Svolta con l'avvento del cristianesimo: Evangelizzazione, fede cristiana → fede nell'Incarnazione di Dio (ossia: Dio ha voluto assumere forma umana, acquisendo anche un corpo), e anche con l'avvento della reincarnazione/resurrezione del corpo. Dall'evangelizzazione proviene il riconoscimento del valore del corpo.
  • Umanesimo e modernità: Gli umanisti: tutti credenti, nella fede cristiana trovano l'ispirazione della loro pratica educativa. (Formazione pedagogica nel collegio → progetto educativo originale: studio delle “arti liberali”, cura del corpo e attività fisica) + celebre collegio quello di: Vittorino da Feltre. Contemporaneamente un altro orientamento prende forma: Cartesio → matematica per la certezza e l'evidenza (avvaloramento della matematica) e concezione meccanicistica della natura → da cui prese spunto l'educazione estetica di Schiller (romanticismo). Il positivismo: approccio descrittivo, il corpo è puro oggetto → Problema: trattare uomo come un oggetto con fraintendimento della sua identità e dignità.
  • Sfida odierna: Corpo umano non è pura fisicità obbiettiva ed impersonale; ma è il mio corpo (è personale) con i suoi legami: affettivi, cognitivi, identitari. Corporeità = corpo vivente, spirituale (espressione e strumento dello spirito). L'essere umano è duplice: esteriore ed interiore. (Esteriore = corpo, interiore = anima). Grazie al cristianesimo: il corpo non è estraneo all'anima, anima e corpo costituiscono l'unità e la sua libertà. L'essere umano è libero → sa scegliere per ciò che è all'altezza della sua dignità. Corpo → banco di prova della maturità che sa oltrepassare il livello strumentale al fine di non usare il corpo come veicolo di piacere ma come espressione di umanità accompagnata dall'azione buona. (L'essere umano non usa e né si lascia usare). Sfida di oggi che accompagna il corpo: riuscire a viverlo come corporeità; quando il corpo lo esibiamo come un oggetto l'abbiamo reso una “cosa” alla portata di tutti (tradiamo noi stessi e la nostra dignità). Educare il carattere = educare il controllo dei bisogni, il carattere non si costruisce attraverso lezioni teoriche ma con pratiche comportamentali. L'esercizio è fondamentale nell'educazione del carattere che passa sempre attraverso l'agire del corpo inteso come corporeità.

L'educazione della persona come risonanza incorporata

Implicazioni tra corporeità, identità personale e vissuti interiori

  • Corporeità e identità personale nelle prospettive contemporanee: Educazione volta a perseguire la sintesi unitaria tra corporeità e senso dell'identità personale. Cultura moderna d'oggi: difficoltà nella comprensione del rapporto dell'uomo con il proprio corpo, con il mondo e con Dio. L'avvento dell'homo technologicus impegnato nel costruire sé stesso secondo il modello della macchina (riduce il corpo a macchina). Il corpo rimanda ad una struttura complessa che intrattiene connessioni: sul piano biofisiologico, spirituale, emotivo, culturale. La corporeità come luogo centrale di formazione dell'identità personale (si sgancia dal concetto di Cartesio del rapporto dualistico: soggetto pensante completamente disincarnato → corpo visto come “gabbia” o “macchina” → concezione dualistica tra anima e corpo (separate) e non unitaria). Cultura di oggi: presenza di prospettive di carattere dualistico = concezione del corpo come realtà limitata e finita, libertà dell'individuo di farne ciò che vuole a proprio uso e consumo; sempre più oggetto di controllo e padronanza dell'essere umano. Età contemporanea → “polisemia del corpo” (Le Berton) nella società di oggi: corpo visto come materia da modellare a seconda delle esigenze del momento. Il corpo vale più come materia da utilizzare ai fini di gratificazione. Connesso al concetto di corporeità, affrontare la questione di “identità umana” e “identità personale”. Identità umana = è di tutti gli esseri umani, riguarda l'appartenenza dell'uomo alla specie. Identità personale = riguarda l'individuo singolarmente, richiama la dimensione relazionale e culturale della singola persona → la singolarità per essere concepita come tale serve: concetto di corporeità → solamente attraverso il corpo la persona è riconosciuta come “umana”: intenzionalità, responsabilità, libertà, limiti, imperfezioni (tutte connesse alla corporeità).
  • Fondamenti di una pedagogia della persona come essere incarnato: Corpo → matrice identitaria dell'individuo, dona un volto alla persona, vettore di comprensione del rapporto: uomo-mondo e incontro con l'altro. Corporeità → delinea la struttura della persona (ma non incorrendo in riduzionismi per identificarla solo cosa o solo un soggetto), punto di partenza per il percorso di scoperta e conoscenza della persona. Ogni atto dell'uomo rispecchia il carattere proprio della sua corporeità. Dire “siamo corpi” = fare riferimento ad un'umanità “tangibile” (un essere qui, in relazione con altri corpi). Corpo è: oggetto fatto di materia ed espressione di soggettività “incarnata”. Persona → “elaborazione incorporata” ed esposta di fronte a sé, agli altri e al mondo. Mounier → il corpo ci chiama ad esporci: con noi stessi, gli altri, il mondo; al fine di creare: relazione, evitando il rischio dell'isolamento. Educarci alla relazione col nostro corpo implica il riconoscimento della materia nella quale siamo incarnati e che ci costituisce. La persona è esposta al rischio di incorrere in ambiguità: ambiguità di intendere sé stessa come oggetto – ambiguità vissuta tra l'interno e l'esterno di sé – il corpo è: espressione di tutto il nostro essere.
  • Educare all'unitarietà tra rimandi al corpo e vissuti personali: Pedagogia: attenzione della persona come unità. La corporeità costituisce problema nei confronti della formazione dell'identità personale e della sua educazione, perché risulta vissuta tra 2 versanti: a) oggettività → percezione di avere un corpo come strumento b) soggettività → consapevolezza dell'essere il mio corpo. È importante: essere in grado di interiorizzare il ruolo che ricopre la corporeità ai fini della definizione dell'identità personale. Corporeità → sa sintetizzare: sia l'essere sia l'avere un corpo. (Marcel) “io sono in quanto sono anche il mio corpo, che sente, che patisce, che agisce,..” Attraverso il corpo l'uomo sente e vive la percezione della propria esistenza. I vissuti che accompagnano l'esperienza richiedono un'educazione in grado di armonizzare l'esterno e l'interno: il corpo e la mente → fine dell'educazione alla corporeità: stabilire armonia tra esterno ed interno della persona attraverso pratiche educative capaci di superare la visione riduzionista che identifica il corpo solo come qualcosa di manipolabile da esibire; al fine di raggiungere una corporeità unica, che contraddistingue la persona.
  • Educare la corporeità come spazio di formazione all'interiorità: Educazione → permette di “tracciare la mappa del mondo personale”. È nella relazione con gli altri che l'uomo sperimenta: la sua interiorità e la sua corporeità. Educazione alla corporeità è dato dalla persona come sintesi concreta di: corpo – mente – spirito → prospettiva dell'uomo intero (oltre ogni forma di dualismo → che rende l'uomo puro accessorio). Ogni forma di dualismo: lacera e indebolisce la “reale connessione corpo-anima” (autenticità dell'uomo). Il corpo non è in contrasto con l'anima ma è in rapporto con essa. È il rapporto anima-corpo che delinea quello che è l'uomo intero! Il processo di formazione personale implica: “un esprimersi dell'interiorità all'esterno e un desumere dall'esteriore l'interiorità”. Nel corpo l'anima si traduce nella corporeità, il corpo è simbolo vivente dell'anima. “Ciascun tratto, movimento e gesto del corpo, traduce l'interiorità dell'anima” (Guardini).

Corporeità e fragilità antropologica interrogano l'educativo

L'esperienza del corpo è un sapere evidente, come la sua vulnerabilità. La “ferita” mostra alla persona il suo essere corporeo e il suo essere limitato, quindi vulnerabile.

  • Corpo vulnerabile: Il limite ci accompagna, è iscritto nel nostro corpo. L'esposizione alla possibilità di un urto, ferita, azioni di altri su di noi genera vulnerabilità. Essa è nella natura del nostro essere. È tratto della componente relazionale dell'uomo. Cosa significa essere vulnerabili? “Nudità” ed “esposizione”. Nella vulnerabilità giace una relazione con l'altro, fatta di sensibilità in grado di sentire la sofferenza che lo pervade; modo personale in cui incontro l'altro al di là di qualsiasi mediazione sociale. Ciò deve essere tenuto conto dall'educatore, che si trova a educare un corpo che soffre, che cambia e si trasforma al fine di accompagnare il soggetto nella sua crescita.
  • Aver cura della vulnerabilità: CURARE = (dall'inglese: cure) tratta il corpo come oggetto. PRENDERSI CURA = (dall'inglese: care) tratta il corpo come soggetto. Sono entrambi bisogni di assistenza. Accompagnare la crescita passa attraverso un corpo a corpo, una vicinanza e una testimonianza. Così come l'educazione. L'educatore: a) è colui che sta/è vicino b) promuove la crescita (ex-duce) = estrae ciò che già c'è (di potenziale) nella persona. La persona ha bisogno di educazione perché all'origine ne è carente. L'esperienza della relazione educativa si basa sulla fiducia nella promessa di un futuro felice. Fiducia che può essere tradita e quindi di essere feriti (es. abbandono, non accettazione). L'interdipendenza tra le persone mostra un paradosso: siamo chiamati a dare fiducia perché vulnerabili, ma l'affidarci espone al rischio di essere feriti, rendendoci ancora più vulnerabili. (vedi grafico pag. 46)

Una pedagogia del legame, si fonda:

  • Costituzione di un sistema di fiducia
  • Empatia (sulla base di un corpo a corpo continuo)
  • Compassione (= capacità di fare esperienza con l'altro della sofferenza)

EMPATIA e COMPASSIONE sono alla base della relazione educativa con la persona vulnerabile. La vulnerabilità è dinamica e multifattoriale. (vedi schema pag. 48) La proposta pedagogica corporea volta al well-being è attenta all'incontro tra corpo-biologico e il corpo-vissuto, osserva la persona in relazione con la propria vulnerabilità, stimola adattamenti creativi e agisce per trasformare limiti in opportunità.

Educazione civica e sport

Un legame fondato sul riconoscimento emozionale. Il legame fra educazione civica e sport è molto stringente. La Carta Internazionale per l'Educazione Fisica e lo Sport (UNESCO – 1978): “l'educazione fisica e lo sport, dimensioni essenziali dell'educazione e della cultura, debbono sviluppare le attitudini, la volontà e la padronanza di sé e di ogni essere umano a favorire la piena integrazione nella società”.

Cita (nel primo articolo), evince; l'auspicio che ogni essere umano possa integrarsi pienamente nel contesto sociale costituendo un principio di cittadinanza indispensabile = partecipazione attiva e responsabile a livello individuale. Vi è intreccio tra: educazione civica – educazione alla cittadinanza – educazione allo sport.

  • Lo sport come “palestra di cittadinanza”: L'incidenza dello sport nell'educazione alla cittadinanza. Lo sport svolge una funzione aggregativa, genera appartenenza condivisa, può divenire un momento di condivisione; in quanto: luogo di accettazione di regole, criteri, condotta,... Lo sport con la sue regole è importante nel contesto di apprendimento. Giovanni Paolo I
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

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