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oggetto di controllo e padronanza dell'essere umano.

Età contemporanea → “polisemia del corpo” (Le Berton) nella società di oggi: corpo visto km

materia da modellare a seconda delle esigenze del momento.

Il corpo vale + km materia da utilizzare ai fini di gratificazione.

Connesso al concetto di corporeità, affrontare la questione di “identità umana” e “identità

personale”.

Identità umana = è di tutti gli esseri umani, riguarda l'appartenenza dell'uomo alla specie.

Identità personale = riguarda l'individuo singolarmente, richiama la dimensione relazionale e

culturale della singola persona→ la singolarità x essere concepita km tale serve: concetto di

corporeità → solamente attraverso il corpo la persona è riconosciuta km “umana”: intenzionalità,

responsabilità, libertà, limiti, imperfezioni (tutte connesse alla corporeità).

2. Fondamenti di una pedagogia della persona come essere incarnato:

Corpo → matrice identitaria dell'individuo, dona un volto alla persona, vettore di comprensione del

rapporto: uomo-mondo e incontro kn l'altro.

Corporeità → delinea la struttura della persona (ma non incorrendo in riduzionismi x identificarla

solo cosa o solo un soggetto), punto di partenza x il percorso di scoperta e conoscenza della

persona.

Ogni atto dell'uomo rispecchia il carattere proprio della sua corporeità.

Dire “siamo corpi” = fare riferimento ad un'umanità “tangibile” (un essere qui, in relazione kn altri

corpi).

Corpo è: oggetto fatto di materia ed espressione di soggettività “incarnata”

Persona → “elaborazione incorporata” ed esposta di fronte a sé, agli altri e al mondo.

Mounier → il corpo ci chiama ad esporci: kn noi stessi, gli altri, il mondo; al fine di creare:

RELAZIONE, evitando il rischio dell'isolamento.

Educarci alla relazione col nostro corpo implica il riconoscimento della materia nella quale siamo

incarnati e k ci costituisce.

La persona è esposta al rischio di incorrere in ambiguità:

ambiguità di intendere sé stessa km oggetto

– ambiguità vissuta trà l'interno e l'esterno di sé

il corpo è: espressione di tutti il nostro essere.

3. Educare all'unitarietà tra rimandi al corpo e vissuti personali:

Pedagogia: attenzione della persona km unità.

La corporeità costituisce problema nei confronti della formazione dell'identità personale e della sua

educazione, xk risulta vissuta tra 2 versanti:

a) oggettività → percezione di avere un corpo km strumento

b) soggettività → consapevolezza dell'essere il mio corpo

E' importante: essere in grado di interiorizzare il ruolo k ricopre la corporeità ai fini della

definizione dell'identità personale.

Corporeità → sa sintetizzare: sia l'essere sia l'avere un corpo.

(Marcel) “io sono in quanto sono anche il mio corpo, k sente, k patisce, k agisce,..”

Attraverso il corpo l'uomo sente e vive la percezione della propria esistenza.

I vissuti k accompagnano l'esperienza richiedono un'educazione in grado di armonizzare l'esterno e

l'interno: il corpo e la mente

→ fine dell'educazione alla corporeità: stabilire armonia tra esterno ed interno della persona

attraverso pratiche educative capaci di superare la visione riduzionisita k identifica il corpo solo km

qualkosa di manipolabile da esibire; al fine di raggiungere una corporeità unica, k contraddistingue

la persona.

4. Educare la corporeità come spazio di formazione all'interiorità:

Educazione → permette di “ tracciare la mappa del mondo personale”.

È nella RELAZIONE kn gli altri k l'uomo sperimenta: la sua interiorità e la sua corporeità.

Educazione alla corporeità è dato dalla persona km sintesi concreta di: corpo – mente – spirito →

prospettiva dell'uomo intero (oltre ogni forma di dualismo → ke rende l'uomo puro accessorio).

Ogni forma di dualismo: lacera e indebolisce la “reale connessione corpo-anima” (autenticità

dell'uomo).

Il corpo non è in contrasto kn l'anima ma è in rapporto kn essa. È il rapporto anima-corpo k delinea

quello k è l'uomo intero!

Il processo di formazione personale implica: “un esprimersi dell'interiorità all'esterno e un

desumere dall'esteriore l'interiorità”.

Nel corpo l'anima si traduce nella corporeità, il corpo è simbolo vivente dell'anima.

“ciascun tratto, movimento e gesto del corpo, traduce l'interiorità dell'anima” (Guardini).

CORPOREITA' E FRAGILITA' ANTROPOLOGICA INTERROGANO L'EDUCATIVO

L'esperienza del corpo è un sapere evidente, come la sua vulnerabilità.

La “ferita” mostra alla persona il suo essere corporeo e il suo essere limitato, quindi vulnerabile.

1. Corpo vulnerabile:

Il limite ci accompagna, è iscritto nel nostro corpo. L'esposizione alla possibilità di un urto, ferita,

azioni di altri su di noi genera vulnerabilità. Essa è nella natura del nostro essere. È tratto della

componente relazionale dell'uomo.

Cosa significa essere vulnerabili? “nudità” ed “esposizione”

Nella vulnerabilità giace una relazione kn l'altro, fatta di sensibilità in grado di sentire la sofferenza

k lo pervade; modo personale in cui incontro l'altro al di là di qualsiasi mediazione sociale.

Ciò deve essere tenuto conto dall'educatore, k si trova a educare un corpo k soffre, k cambia e si

trasforma al fine di accompagnare il soggetto nella sua crescita.

2. Aver cura della vulnerabilità:

CURARE = (dall'inglese: cure) tratta il corpo km oggetto

PRENDERSI CURA = (dall'inglese: care) tratta il corpo km soggetto

Sono entrambi bisogni di assistenza.

Accompagnare la crescita passa attraverso un corpo a corpo, una vicinanza e una testimonianza.

Così km l'educazione.

L'educatore:

a) è colui k stà/ è vicino

b) promuove la crescita (ex-duce) = estrae ciò k già c'è (di potenziale) nella persona.

La persona ha bisogno di educazione xk all'origine ne è carente.

L'esperienza della relazione educativa si basa sulla fiducia nella promessa di un futuro felice.

Fiducia ke può essere tradita e quindi di essere feriti (es. abbandono, non accettazione).

L'interdipendenza tra le persone mostra un paradosso: siamo kiamati a dare fiducia xk vulnerabili,

ma l'affidarci espone al rischio di essere feriti, rendendoci ankora + vulnerabili.

(vedi grafico pag. 46)

Una pedagogia del legame, si fonda:

costituzione di un sistema di fiducia

– empatia ( sulla base di un corpo a corpo continuo )

– compassione ( = capacità di fare esperienza kn l'altro della sofferenza )

EMPATIA e COMPASSIONE sono alla base della relazione educativa kn la persona vulnerabile.

La vulnerabilità è dinamica e multifattoriale. ( vedi schema pag. 48 )

La proposta pedagogica corporea volta al well-being è attenta all'incontro tra corpo-biologico e il

corpo-vissuto, osserva la persona in relazione kn la propria vulnerabilità, stimola adattamenti

creativi e agisce x trasformare limiti in opportunità.

EDUCAZIONE CIVICA E SPORT

Un legame fondato sul riconoscimento emozionale

Il legame fra educazione civica e sport è molto stringente.

La Carta Internazionale per l'Educazione Fisica e lo Sport (UNESCO – 1978):

“l'educazione fisica e lo sport, dimensioni essenziali dell'educazione e della cultura, debbono

sviluppare le attitudini, la volontà e la padronanza di sé e di ogni essere umano a favorire la piena

integrazione nella società”.

cita (nel primo articolo), evince; l'auspicio k ogni essere umano possa integrarsi pienamente nel

contesto sociale costituendo un principio di cittadinanza indispensabile = partecipazione attiva e

responsabile a livello individuale.

Vi è intreccio tra: educazione civica – educazione alla cittadinanza – educazione allo sport.

1 .Lo sport come “palestra di cittadinanza”:

L'incidenza dello sport nell'educazione alla cittadinanza.

Lo sport svolge una funzione aggregativa, genera appartenenza condivisa, può divenire un momento

di condivisione; in quanto: luogo di accettazione di regole, criteri, condotta,...

Lo sport kn la sue regole è importante nel contesto di apprendimento.

Giovanni Paolo II “Lo sport è gioia di vivere, gioco, festa” → capacità di stringere amicizia,

dialogo, apertura = ricchezza dell'essere → GRATUITA'.

Gratuità richiama un “carattere donativo” → partecipare ad un'attività sportiva x “ mettere a

disposizione” di tutti le proprie capacità e competenze; manifesta una ricchezza dell'essere.

Negli sport di squadra il soggetto si trova coinvolto attivamente, spinto dalla gratuità.

La VIRTU' (= l'azione eccellente) in ambito sportivo non è solo prestazionistica ma anke solidale e

collaborativa.

2. L'importanza del corpo nella pratica sportiva: alcuni spunti educativi:

La pratica sportiva non si esaurisce nella sola valorizzazione del corpo da un punto di vista atletico;

ma fa emergere “relazione fra corpi”.

Relazione ke nasce xk il corpo è attraversato da emozioni.

(emozione = ex moveo = venir mossi dall'interno).

Le emozioni sono delle reazioni fisiologiche a particolari situazioni k il soggetto stà vivendo e k gli

consentono di elaborare una risposta comportamentale.

La SINCRONIZZAZIONE EMOTIVA = indica la capacità di sentire e riconoscere le proprie

emozioni e quelle altrui ricercando e costruendo, attraverso il corpo, l'armonia k unisce i diversi

soggetti in uno sforzo comune (in questo caso sportivo). → genera un processo fortemente empatico

(k ha un forte impatto sull'educazione della cittadinanza).

3. Una proposta didattica fondata sul riconoscimento emozionale nella pratica sportiva a scuola:

L'ora di educazione fisica a scuola veicola messaggi educativi importanti per il processo di crescita.

Questo momento è km un esperienza di classe; dove ognuno ha i suoi ruoli; ma è un'esperienza

vissuta insieme. Le emozioni toccano tutti i partecipanti; emozioni k sentiranno e comprenderanno

tutti i partecipanti al fine di elaborare un piano d'azione x sostenere al meglio il fine comune.

LA DONNA E LO SPORT

DONNA E PECULIARITA' FEMMINILE

1. La sfida del “gender” nella cultura attuale:

Anni 60 / 70 → rivoluzione di “gender” ovvero: identità sessuale; rivendicando uguaglianza tra i

sessi.

Uguaglianza ha comportato (sul piano pedagogico) l'introduzione della co-educazione.

Co-educazione = pratica utile allo scopo di far conoscere reciprocamente ad entrambi i sessi,

favorendo comunicazione e interscambio.

La co-educazione xò non può favorire il “radicamento del proprio genere di appartenenza”, lo sport

invece si! La pratica sportiva (infatti) avviene dividendo maschi e femmine; favorisce il

radicamento nel genere d'appartenenza all'interno del gruppo monogene.

2. Sfida della “ideologia del gender” e verità antropologica del dimorfismo sessuale:

Il riconoscimento dell'uomo e della donna km persona pone l'esigenza di mettere a fuoco i profili

maschile e femminile.

L' ideologia del “gender” cancella il valore simbolico e antropologico del dimorfismo (distinzione)

sessuale. Senza la differenziazione non c'è identità ! È necessario distinguere l'identità maschile e

l'identità femminile (il radicamento del proprio genere) x orientare l'educazione e la comunicazione

tra i 2 generi e per esprimere l'originalità di entrambi.

Nella pratica sportiva la donna manifesta la sua originalità attraverso competizioni k, separandola

dall'uomo, evitano l'omologazione.

3. Sport, cultura e donna:

Lo sport a valenza culturale x 3 ragioni:

è un evento significativo simbolico

– ha sempre avuto una configurazione pubblica

– ha sempre avuto una valenza educativa

4. Al cuore dell'identità femminile:

La pratica sportiva ha condiviso l'affermazione della donna, del femminismo.

Si è trattato della rivendicazione dell'uguaglianza con l'uomo.

L'inserimento della donna nello sport, xò, ha saputo mantenere l'originalità femminile.

DONNA E SPORT: UN RAPPORTO DIFFICILE

5. Differenza diffusa:

Il considerare lo sport e l'agonismo innaturale x la donna ha ostacolato x secoli la partecipazione

diretta a competizioni sportive.

Solo negli ultimi tempi si promuove lo “sport in rosa”.

In Italia lo sport è spesso maschio, le famiglie ankora fanno distinzioni tra: sport maschili e sport

femminili. Ma lo sport deve essere x tutti senza distinzione di sesso, non esistono discipline x

maschi e discipline x femmine.

Ingresso della donna alle Olimpiadi di Amsterdam (1928).

6. I pregiudizi:

Pregiudizi k hanno accompagnato x anni il dissenso dello “sport in rosa”:

lo sport rende le donne mascoline e muscolose

– lo sport mette a repentaglio le funzioni riproduttive della donna

– lo sport femminile è ostacolato dal ciclo mestruale

– lo sport frusta e aliena la donna

Spesso lo sport femminile è considerato di serie B, anke dai media.

7. La fisiologia:

Le donne sono diverse dagli uomini morfologicamente e fisiologicamente (bacino + largo, vita e

spalle + strette, scheletro + fragile, ritmo cardiaco ++ veloce, muscolatura + sviluppata, tessuto

adiposo + pronunciato,..). Le donne in funzione del loro peso corporeo, possiedono tanta forza

quanta gli uomini e le loro capacità di lavoro anke.

9. Differenze tra maschi e femmine:

La differenza riguarda i 2 emisferi cerebrali.

In entrambi la parte sinistra è specializzata nel linguaggio e nelle funzioni logiche, quella destra è

specializzata nelle funzioni emotive, affettive, percettive.

I 2 emisferi sono collegati da un ponte di fibre nervose (corpo calloso) k consente ai 2 emisferi di

scambiarsi informazioni.

Il ponte nelle femmine è + voluminoso rispetto ai maschi, ciò comporta una maggiore interazione

tra le funzioni dei 2 emisferi ( = questo permette alla femmina di interagire meglio kn l'ambiente).

La femmina è + intuitiva del maschio xk il suo cervello è meno rigido.

Nei gruppi misti (minibasket, volley,..) a 7-8 anni le femmine sono meglio dei maschi dal punto di

vista motorio (+ mobili e coordinate), fanno amicizia + facilmente anke kn i maschi; i maschi

invece sono + aggressivi, scoordinati e impulsivi.

La femmina è + resistente agli stressi fisici, maggior mobilità articolare, equilibrio, paura del

contatto fisico, meno aggressive.

10. Retrospettiva storica:

Australia → pitture murali preistoriche k tramandano gesti atletici di donne (le pitture di Oenpelli a

Unbalania).

Nei reperti Cretesi ed Egizi → donne raffigurate in gesti inerenti: danza, contorsionismo,

equilibrismo.

Tracce di gesti sportivi le troviamo nell' Iliade e l'Odissea (quando Nausica gioca a palla kn le

ancelle).

Olimpia e i Giochi Olimpici

Prima edizione ufficiale Olimpiadi: 776 a.C (leggenda: Ercole crea Giochi Olimpici x ringraziare

Zeus) disputa unica gara: corsa. (no partecipazione donne).

Le donne non potevano assistere ai Giochi (unica ammessa era la sacerdotessa).

Kyniska nella gara delle quadrighe fu la prima donna a cingersi della corona dall'oro (97esima Ol).

Solo a Sparta lo sport x le donne non era vietato.

Roma affossò l'attività sportiva, si concentrò solo all'addestramento dell'esercito.

Una delle poche testimonianze italiane delle attività fisiche femminile lo troviamo in Sicilia, a

Piazza Armenia, nella Villa del Casale.

Il Cristianesimo

Concilio di Trento → la donna vista km opera del demonio.

La donna doveva nascondere le forme, le mani, il volto, i capelli.

Attività fisica x le donne era nulla. Attività fisica degli uomini: quella x l'addestramento militare.

L'Educazione Fisica fu proposta da Gianfrancesco I Gonzaga, k chiamò a Mantova: Vittorino da

Feltre, il quale aprì una scuola per l'educazione della gioventù: la “Cà Zoiosa”.

L'illuminismo

Ci si ri-interessa al movimento.

→ Rousseau kn l'opera: Emilio, ribadì il trionfo della scienza e della ragione, il ritorno della

purezza della natura, il bisogno di movimento e gli effetti dello stesso sull'organismo umano.

→ Adolf Spiess , iniziò a parlare di esercizio fisico per le donne, ma solo a corpo libero.

In Italia

→ Bagatta: istituì scuola di esercizio fisico nel Regno Lombardo-Veneto e lo imitarono in

Sardegna. Poco spazio riservato alle donne.

De Coubertin e le Olimpiadi moderne

Padre della ri-nascita dello sport e delle Olimpiadi moderne.

Sceglie Atene km sede della prima Olimpiade moderna (1896) solo maschile.

(definì illegale la partecipazione delle donne alle Ol).

Ammissione delle donne ai Giochi Olimpici nel 1928 ( Amsterdam ) dalla CIO (Comitato Olimpico

Nazionale).

Londra 2012 definita Olimpiade delle donne.

I giochi olimpici invernali

Chamonix (1924) la prima edizione

I giochi Paralimpici

Nati a Roma nel 1960.

1893 anno di riforme rivoluzionarie, portò ginnastica nei programmi scolastici x entrambi i sessi.

Torino aprì una scuola x maestre di ginnastica.

La Federazione Associazioni Sportive Cattoliche Italiane (FASCI)

1906 nacque Stadium: organo ufficiale della FASCI, compito di rappresentare le società ginniche e

sportive nate negli Oratori, Parrocchie e Istituti cattolici.

Il fascismo

Rinascita dell'Educazione Fisica e dello sport femminile.

1927 Opera Nazionale Balilla (ONB) compito di inquadrare le nuove generazioni nella loro

preparazione fisica e morale.

Prese piede l'educazione di massa x maschi e femmine.

La donna fascista necessita di un Educazione Fisica.

Diffusione dell'idea k l'Educazione Fisica è fondamentale x il miglioramento della razza.

A scuola la ginnastica torna obbligatoria.

Si parla (finalmente) di cultura fisica, di gare, di competizione, di agonismo.

Riforma Gentile → costruzione di palestre e campi.

1929 Roma → nasce: Accademia Fascista di Educazione Fisica x la formazione degli insegnanti di

Educazione Fisica.

Il Centro Sportivo Italiano (CSI) e il CONI

Con la caduta del fascismo le Accademie chiusero.

1944 nacque il CSI = ripresa attività sportiva.

1953 nacque ISEF a Roma, successivamente nel resto d'Italia.

PARTE SECONDA

CORPOREITA', CULTURA, EDUCAZIONE

SALUTE ATTIVA, BENESSERE E “ADVOCACY”:

Le attività di movimento promuovono il benessere della persona, la salute fisica e mentale,

prevengono le malattie, promuove relazioni sociali.

Carta di Toronto (2010) → sollecita tutti gli Stati a impegnarsi politicamente x valorizzare

l'importanza dell'attività fisica x il miglioramento della salute.

3 gli obbiettivi della “advocacy” (= insieme di azioni individuali e sociali volte ad ottenere impegno

politico x un particolare programma/obbiettivo di salute) :

1. migliorare la salute della persona

2. implementare la sostenibilità ambientale

3. aiutare il Sistema Sanitario a diminuire le spese dedicate alle cure mediche x patologie k

possono dipendere dall'ipocinesi

OMS (Organizzazione Mondiale Sanità) ha definito l'esercizio fisico km un potente strumento di

prevenzione delle malattie.

→ 30' di movimento al giorno sono sufficienti x diminuire la possibilità di sviluppare diabete di tipo

2, ridurre malattie cardiovascolari e rischio d'infarto, sviluppare tumori, demenza senile, contrarre

l'Alzheimer, fratture, incontinenza, asma.

Effetti: maggior mobilità articolare, elasticità, mantenimento e sviluppo capacità mentali e

memoria, diminuzione rischio depressione.

→ per stare bene: almeno 150' alla settimana di movimento (30' al giorno x 5gg) di cui 20' in 3 delle

5 giornate in modalità MVPA (intensità moderata) aggiungendo esercizi di mobilità, allungamento,

tonificazione.

→ attività motorie: importanti nello sviluppo e crescita del bambino, prevenzione e contrasto

all'obesità, sviluppo cognitivo e sociale.

→ Educare alla Salute = rendere le persone consapevoli delle conseguenze di comportamenti

influenti sulla salute → messaggi educativi focalizzati su: stili di vita duraturi !!

→ Istituzione scolastica + ASL sono uniche ad avere attribuiti x legge compiti di educazione alla

salute. “obbiettivo da raggiungere: promuovere stile di vita sano”

→ i bambini nel contesto scolastico devono apprendere km migliorare la propria salute, imparando

a conoscere il proprio corpo (in primis)

→ “BENESSERE” = SALUTE ATTIVA = acquisizione delle life skills (abilità psico-socio-

affettive k coinvolgono pienamente la corporeità e l'apprendimento) e abitudine ad una pratica

motoria giornaliera.

1. Diffondere una cultura del movimento:

Cultura del movimento e della corporeità = gestione intelligente del proprio corpo utile al benessere

fisico e mentale.

CULTURA = tutto ciò k è utile x arricchire l'essere e l'agire umano, tutto ciò k valorizza l'uomo.

2. Trasformare l'ambiente:

Programmazione urbanistica orientata verso la ricerca di spazi e aree verdi x recuperare rapporto

uomo-natura, x attività ludica e sportiva.

3. Scegliere politiche efficaci:

(Carta di Toronto) → politiche nazionali kn obbiettivo di incrementare i livelli di attività fisica

(urbanistica, extra-urbanistica, istruzione, mezzi di comunicazione,..)

4. Ri-orientare i servizi e i finanziamenti x dare priorità all'attività fisica

SALUTE ATTIVA = piena consapevolezza di tutti i fattori k portano l'uomo a sentirsi bene.

Assenza o insufficienza di attività motorie provoca ripercussioni negative su tutto l'organismo e la

personalità.

WELNESS = stile di vita attento ad un'alimentazione di qualità unita ad attività fisica, orientato

secondo 6 componenti:

a) benessere intellettuale

b) benessere morale e spirituale

c) benessere fisico-motorio

d) benessere professionale

e) benessere sociale

f) benessere emozionale → capacità di gestire le proprie emozioni

Goleman: raggruppa le principali emozioni in “famiglie emozionali”.

La loro conoscenza e il modo in cui si manifestano ci consente di poterle leggere x tentare di

controllarle, agendo sul controllo del sistema respiratorio o su tutte le tecniche di autocontrollo.

“Ruota del wellness” = importanza della persona in toto x prevenire le malattie andando a

rafforzare tutte le componenti dello stato di salute e del benessere. → questo modello è definito km

“ modo di vivere orientato verso la salute ottimale” (benessere di: mente – corpo -anima).

L'EDUCAZIONE DELLA CORPOREITA': dall'infanzia all'età adulta

1. Il corpo è:

Espressione visibile di tutto quello k c'è in ogni singola persona.

Educare la corporeità = educare la persona ad ascoltare i messaggi k il proprio corpo invia,

scoprendo la propria FORZA e i propri LIMITI. Permette di rinnovare continuamente l'immagine di

sé accettando il proprio corpo k si trasforma nelle varie tappe della vita.

Il bambino nel processo di sviluppo della sua motricità non impara solo gli SMB ma impara anke ad

“imparare” (= impara a conoscere le sensazioni del proprio corpo).

Prima l'attenzione era sul mondo interno (l'Io) km Freud, poi sull'inconscio kn Winnicott, ora

l'ambiente kn cui interagisce l'individuo assume ruolo significativo.

Adolescenza → cambiamento di status = dura battaglia kn sé stessi e kn l'ambiente circostante, alla

ricerca di un' identità.

Nel look personale, lo stile di un adolescente riguarda sempre il “Sè”, nel vestirsi ricerca il proprio

“Sè”; si immagina km vorrebbe essere e km vorrebbe essere visto dagli altri.

Il gruppo dei pari è l'ambito in cui l'adolescente fa ricorso x cercare di emanciparsi dal gruppo

famigliare. Il tempo passato kn i pari garantisce agli adolescenti la presenza di un'area di relazione

formativa significativa x la costruzione dell'identità.

2. Vivere la corporeità:

Cultura estetica (oggi, soprattuto nei giovani), il corpo è considerato merce; oggetto da manipolare,

esibire,.. giovani e meno giovani desiderano possedere un corpo perfetto, senza difetti (importanza

dell'immagine). Queste abitudini socio-culturali rischiano di divenire un pericoloso modello

educativo.

Educazione della corporeità = educazione della persona in tutto il suo essere, incentrata nel

riconoscimento, accettazione e valorizzazione del proprio “essere corpo”.

Oggi (xò) l'accettazione corporea è in difficoltà a causa delle immagini invadenti dei mass-media.

Gardner: pluralità di intelligenze presenti in diversa misura in ogni individuo.

Tra cui quella “corporeo-cinestetica” = capacità di usare il proprio corpo in diversi modi, x fini

espressivi e concreti (attraverso capacità: osservare – imitare – ricreare).

Sul piano didattico: permettere ai bambini di sperimentare e far propri concetti e abilità attraverso

percorsi pratici di lavoro k vedono il corpo assumere la funzione di tramite/filtro x l'acquisizione

degli apprendimenti (=imparare attraverso il proprio vissuto).

Mens sana in corpore sano?

E' necessario x crescere e divenire adulti il confronto kn il LIMITE.

Il corpo è misura del limite e quindi è possibilità di una relazione concreta.

Le relazioni multimediali (in rete) non creano relazione concrete (es. Hikikomori) → assenza della

comunicazione del corpo.

Obbiettivo: valorizzare la crescita sana ed equilibrata del bambino, valorizzando la comunicazione

corporea.

Attraverso il corpo il bambino parla e informa l'adulto di ciò k sente.

Educatori: consapevoli k bambini (durante processo di crescita) necessitano di STIMOLI affinchè

possano conoscere la realtà. (stimoli all'espressione della creatività personale, alla scoperta di sé,

interazione kn gli altri).

Il gioco è metodo/strategia x l'apprendimento.

È importante offrire ai bambini l'opportunità di essere creativi.

Il corpo ci parla:

= Sentire la motricità kn le emozioni; rappresentazione mentale di sé.

Molti sostengono k oggi la nostra civiltà è malata; a causa della separazione mente-corpo.

Perchè: tutta l'educazione tende a sviluppare l'emisfero sinistro dando importanza all'esercizio del

sapere, della conoscenza, della ragione, della memoria e la scuola è diventata la scuola

dell'omologazione. Il corpo a scuola non c'è, c'è solo la mente. (non dimentichiamo k l'uomo è

corpo e mente unite; si influenzano l'un l'altra).

Come educare la corporeità:

Fin dalla nascita il bambino possiede tutti gli organi necessari x compiere i movimenti.

Le capacità di adattare il gesto alle condizioni ambientali si basano sull'elaborazione k il proprio

corpo è in grado di effettuare in base alle informazioni k riceve.

Limitare le esperienze di movimento e di gioco in età infantile provocare la formazione di bambini

scoordinati e insicuri, e la scuola dovrebbe colmare questa lacuna.

(studi hanno dimostrato: molti esercizi e giochi hanno effetti positivi sulla capacità di

concentrazione, memoria,..).

L'attività motoria svolta regolarmente è elemento fondamentale della crescita psico-fisica.

Per il ragazzo far parte di una squadra gli permette di trovare rassicurazione, controllo, regolazione

delle pulsioni.

L'educatore fisico-sportivo: compito di comunicare kn il corpo al corpo dell'allievo, attraverso la

postura, gestualità, movimento, mimica, l'atteggiamento empatico,...

La corporeità e il benessere:

Società d'oggi km “epoca delle apparenze” → esteriorità ha acquisito importanza cruciale (cultura

del mostrare il proprio corpo, km chiave di acquisizione di successo).

Tutte le attività k educano alla corporeità fanno emergere l'importanza di avere un buon rapporto kn

il proprio corpo ad ogni età.


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DETTAGLI
Esame: Pedagogia
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze motorie e dello sport (Facoltà di Medicina e Chirurgia di Roma e di Scienze della Formazione di Milano) (MILANO)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher micheladelucca di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Mari Giuseppe.

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