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Pedagogia cristiana come pedagogia dell'essere

Introduzione

Pedagogia intesa come: “scienza dell'educabilità umana”. Scopo del libro: ricostruire il nesso tra pedagogia e fede cristiana. La pedagogia (esprimendosi come scienze dell'educazione) si confronta con le scienze.

La pedagogia cristiana in un mondo complesso

La pedagogia cristiana permette di costituire:

  • Fermento di crescita nella comunità degli uomini
  • Motivo di rinnovamento culturale
  • Dialogo culturale e interculturale

(In questo libro si tratta) il percorso pedagogico ispirato alla fede cristiana che intende porre in evidenza fermenti di cultura educativa, fruibili anche da prospettive differenti (anche da chi non aderisce ad essa, ma introduce il concetto “comune” di: essere).

Confessionalità e laicità

Tradizionalmente si tende a contrapporre la “confessionalità” con la “laicità”.

Confessionalità = è espressione di una fede, orientata ad oltrepassare il “dato” fenomenico. Può essere riconosciuta come ispirazione di cultura; perché espressione di un carattere peculiare dell’“umano”.

Laicità = ha un carattere più intersoggettivo perché passibile di argomentazione razionale. (In questo libro) → prospettiva della “pedagogia cristiana” con matrice di un'elaborazione pedagogica che concorre all'educazione dell'uomo (sulla comune laicità).

Il cristianesimo, una fede che è fermento di cultura

La fede nell'incarnazione e nella resurrezione connota il cristianesimo rispetto alle altre religioni. Il cristianesimo si inculturò nel mondo pagano valorizzando la cultura muovendo dalla fede. Agostino: il cristiano sa trarre dalla filosofia (e dalla cultura) pagana gli elementi che possono essere ripensati nell'ottica della fede (avvaloramento delle “ragioni”).

Vi è la necessità di argomentare il “Portato umanistico” della rivelazione cristiana: “Per conoscere l'uomo, l'uomo vero, bisogna conoscere Dio, e per conoscere Dio bisogna conoscere l'uomo buono” (Paolo VI). → Dio, in Cristo: oltre a manifestare se stesso, svela anche pienamente l'uomo all'uomo. → Orientamento promosso dalla Chiesa italiana. (Proporre con coraggio la persona di Gesù Cristo e il suo messaggio).

Oggi, quasi nessuno obietta che: la civiltà occidentale è il risultato (anche, ed in misura significativa) dell'inculturazione cristiana. (→ Per questa ragione cardinale Martini: studio della Bibbia nella scuola).

Cultura cristiana e nichilismo

Nichilismo = indica la dottrina che suggerisce la negazione di uno o più aspetti significativi della, esistenza senso valore etico verità, l'umana è priva di, scopo, e la è incomprensibile, la vita stessa è senza senso. “Se Dio è l'essere, cosa “è” tutto il resto?” Il nichilismo ha portato ad un concetto di “nullificazione di Dio”, a vedere Dio come: esistenza apparente, nulla. (Per alcuni).

La Scolastica (con san Tommaso) invece: la “creatura” (in quanto creatura) vive, è dotata di capacità ed attività propria. Il mondo esiste, e quindi testimonia che il positivo soverchia il negativo (nichilismo), in quanto: il mondo è stato creato, e quindi voluto e non può tornare nel nulla !!

  • La metafisica nichilista: ha favorito il prevalere dell'essenzialismo, che riduce l'ente al suo concetto, svincolandolo dall'essere (cioè dalla concreta esistenza).
  • La metafisica tomista (invece) è: avvaloramento dell'essere (non è a carattere riduzionistico).

Perché l'essere? Il richiamo dell'“originario”

L'avvaloramento della realtà come un “dato” positivo permette di introdurre il concetto che: “la cultura è espressione peculiare dell'essere umano”. L'uomo interviene culturalmente sulla natura; la trasforma. La tecnica costituisce la più appariscente manifestazione di questa disposizione trasformativa che è tipica dell'essere umano. (Tecnica = espressione che intende l'originario).

L'uomo d'oggi va incontro al problema di “fatica di vivere”, l'educazione è iniziazione alla vita: comporta il riconoscimento del “positivo” e del “negativo” → quest'ultimo va superato, dato che lo scopo (dell'educazione) è: l'incremento della capacità di vivere. Serve quindi un adeguato intervento educativo di fronte alla “fatica di vivere”.

L'essere e la crisi della metafisica

Nel nichilismo, elemento di facile riconoscimento: negazione/riduzione dell'essere. L'affermazione del nichilismo comporta: il rovesciamento della tradizionale priorità dell'essere sul nulla: alimenta quindi la “fatica di vivere” → questa situazione sente anche l'influenza della crisi della metafisica, cioè della sfiducia nella capacità dell'intelligenza umana, e, (Heidegger) la metafisica non permette di incontrare l'essere ma lo conduce alla sua oggettivizzazione (quindi a tradirlo).

Diverso per il concetto di metafisica di Aristotele e Tommaso: che oltrepassa l'accostamento fenomenico (dell'essere) alla realtà, senza esaurire l'indagine sull'essere.

Cos'è l'essere?

Aristotele con l'espressione “essere” intende identificare la condizione comune agli enti che, ciascuno secondo il proprio profilo, esistono. Ogni esistente é: unità, verità, bontà, bellezza. Ma la realtà è anche “differenza” (A. insiste su questo).

A: essere = sinolo di materia & forma. Con Tommaso la filosofia dell'essere passa da: avvaloramento (A.) a incremento dell'enfasi sull'atto d'essere”. La metafisica di Tommaso sull'essere assume come oggetto di analisi e indagine: “l'atto di esistere” (e non il concetto di esistenza) → la pedagogia dell'essere si ispira a questo concetto; “valorizza la vita” → sottolinea l'esigenza che l'educazione si esprima come: rapporto tra soggetti vivi e attivi che crescono in modo diverso a seconda delle proprie configurazioni. → Riconoscimento: originalità dell'essere → cultura dell'essere = cultura dei fini, e solo secondariamente: cultura dei mezzi.

Fine” = origine “Mezzo” = modalità attraverso cui il fine concretamente si esplicita. Pedagogia dell'essere = pedagogia dei fini.

Pedagogia cristiana

Richiamo all'“essere”. Culmina nell’incarnazione di Cristo, che è “Via, Verità, Vita”. Avvalora il concreto “esistente” → l'“essere” = è atto d'amore. L'“atto d'essere” è inteso come risultante dell'atto creatore di Dio. (Introdotto questo concetto già da Tommaso d'Aquino → con la sua filosofia dell'essere*)

* Filosofia dell'essere T.A = l'esistenza non è solo correlata alla “forma” espressa nell'“atto”; ma all'“atto d'essere”). Avvaloramento dell'essere = categoria portante dell'interpretazione della realtà. Il libro è diviso in 2 sezioni:

  • 1a) Ricognizione storica condotta all'interno di una parte del neotomismo pedagogico
  • 2a) Ricomprensione del concetto di pedagogia cristiana muovendo dall'ispirazione tomista

Prologo

Rivelazione biblica, fede cristiana e approccio al tema dell'essere. L'esegesi tradizionale di Es 3,14 (esodo 3,14)

*Esesi = è l'interpretazione critica di testi finalizzata alla comprensione del significato.

L'incontro con la cultura greca

La Bibbia non può essere accostata come se fosse un testo filosofico; la Sacra Scrittura ha influito sul pensiero occidentale. Es 3,14 → dialogo tra Mosè e Dio. Incontro tra cultura ebraica con quella greca. Indica la “personalità” di Dio (Dio è il Vivente → persona e creatore, dotato di capacità ed intenzionalità). (Dio non è solo il principio; ma anche il creatore, non è solo il Bene; ma anche il Padre).

L'influsso platonico e neoplatonico

L'esegesi di Filone rappresenta l'anello di congiunzione fra: ebraismo ed ellenismo. Di Dio l'uomo coglie essenzialmente che “è” cioè la sua sussistenza assoluta. In questo “è” divino troviamo il riconoscimento platonico: dell'eternità, come peculiarità di Dio. L'eternità è un connotato attribuito al divino, nella concezione di Platone.

Nel concetto di “immobilità della sostanza divina” (connotata nella teologia platonica) si ritrova la conferma del concetto di Motore Immobile di Aristotele (Dio = sostanza eterna ed immutabile).

Dalla patristica alla scolastica

Es 3,14 → per l'interpretazione patristica e scolastica sottolinea l'immutabilità di Dio. Immutabilità divina posta in antitesi alla mutabilità del creato. Agostino → porta attenzione alla “dottrina della creazione”, riflettendo (tramite la Bibbia) sul mistero dell'origine del creato.

Per A. la “sussistenza divina” è all'origine del creato (ne costituisce la radice esistenziale): Dio “è” ed esiste, il creato esiste solo in ragione di Lui. Nella Scolastica: attribuito a Dio il carattere dell'autosufficienza e dell'essere. La tradizione cristiana: attribuisce a Dio l'eternità (dottrina dell'incarnazione).

L'eternità divina nella concezione greca e il Dio biblico-cristiano

La dottrina ebraica della creazione: la dottrina della creazione è sconosciuta alla dottrina classica, la differenza è rappresentata dal concetto di “materia”. Il Dio biblico è visto come artigiano che opera, plasma (attraverso la sua azione) la materia (il creato). (Solo che Dio è in grado di creare dal nulla, al contrario del demiurgo=artigiano).

Prospettiva ebraico-cristiana: Dio crea per amore, dà la vita e ama l'ente creato → l'atto della creazione pone Creato e Creatore l'uno di fronte all'altro. (Visione innovativa rispetto a quella greca).

Lo specifico apporto cristiano

“Il Dio Trinità”: il Dio cristiano è intimamente relazionale: Padre, Figlio, Spirito Santo sono in relazione tra loro (sempre). → Dio è “relazione sussistente”, è eternità, è identità senza essere uniformità. “L'incarnazione del Verbo” → cristianesimo: riconoscimento in Cristo dell'incarnazione di Dio.

Il concetto più semitico di “essere”

Oltre l'orizzonte greco: concetto di “verità”: la verità non è data una volta per tutte, ma deve continuamente dar prova di sé. La verità rimanda al libero comportamento di una persona; che attraverso il suo agire, dimostra di meritare fiducia.

Un Dio “agente”

Il Dio biblico “agisce” e mostra il suo “essere” nella “fedeltà”, testimoniata dal suo operare. Il suo “essere” si esprime nel suo “agire” come una “forza” che interviene nel mondo. Dio convoca l'uomo a un dialogo autentico. L'“essere” che sta a cuore alla fede biblica non è statico ma è: l'essere in relazione.

L'essere divino in Tommaso

Pone “l'essere” al vertice, fa prevalere l'“atto” dell'essere sulla forma.

La prospettiva aristotelica

Genesi del movimento (vita) ha al vertice (la origina): Motore Immobile. (Per Aristotele). Dio = è il Primo Motore Immobile → che esercita sulla realtà. Il Motore Immobile è “atto puro” = ente più perfetto in assoluto, che presenta un “dinamismo” perché tutto tende ad esso. Per Aristotele: la sostanza coincide con l'individuo (sinolo).

Tommaso e l'essere

L'ordine della verità coincide con l'ordine dell'essere”. Pone come priorità il concetto dell'esistenza concreta. L'esistente esiste in forza dell'atto di Dio creatore. Perché una cosa “sia” non è sufficiente sia atto; ma anche che il Creatore le conferisca la “Vita”. (Dio → conferisce: l'atto d'essere). E comporta un rapporto stretto tra: Creatore e Creatura. Creatore: conosce singolarmente le Creature.

  • Metafisica Tommaso → l'atto coincide con “l'atto d'essere”
  • Metafisica Aristotele → l'atto coincide con “la forma”

Dio di Tommaso: è il Creatore, è vita, dona l'esistenza (dà la vita), si interessa delle creature. Dio di Aristotele: pensa a sé medesimo.

La domanda sull'essere

Dall'essere all'essenza: “Che cos'è l'essere?” → Tommaso: ricerca continua; animato dalla convinzione che “fra tutte le cose l'essere è la più perfetta”. Per Tommaso: l'esistenza di qualcosa non dipende solo dalla sua attualità, ma anche dalla volontà divina che l'ha chiamata alla vita. Con l'avvento della modernità: “essenzializzazione” → della metafisica: uomo crede di possedere la natura, conferisce all'uomo una condizione di autonomia. Introdotta l'ontologia = scienza globale dell'essere (la metafisica generale) che tratta l'uomo come “oggetto” d'indagine.

Capitolo primo (parte storica)

Tomismo ieri e oggi

Tommaso d'Aquino (il Dottore Angelico) ha cambiato il modo di concepire la scienza ed il rapporto della Chiesa con il mondo. Ricerca di una “koinè” (origine) atta a permettere la comunicazione tra soggetti di diversa provenienza geografica, culturale, ideologica,...

La laicità della conoscenza

La conoscenza dipende dall'intelligenza dell'essere umano

  • a) il positivismo intende la conoscenza come modalità

Avvaloramento della creazione

Attraverso la quale l'uomo si appropria del mondo. L'avvaloramento della creazione è stato praticato allo scopo di conciliare: fede e ragione. Il riconoscimento della laicità della conoscenza significa: aprirsi sulla realtà in forza della propria (e naturale) configurazione. Tommaso ha dato il via allo sviluppo delle conoscenze sperimentali e delle scienze umane.

  • b) → Aristotele concepisce la scienza come conoscenza delle cause; cioè dei principi: è possibile una conoscenza certa a partire da proposizione evidenti (i principi) che permettono di inferirne altre (le conseguenze).

La teologia come scienza

Tommaso utilizza questa concezione: attinge dal concetto aristotelico di scienza per accreditare la teologia. Teologia = come scienza argomentativa che affonda le sue radici nella fede (opera divina nei principi, ma umana nelle conclusioni/conseguenze).

L'avvaloramento della natura

a) → (=la gnoseologia realista chiamata anche teoria della conoscenza, è quella branca della filosofia che si occupa dello studio della conoscenza.) Tommaso ritiene il “conosciuto” realtà distinta dal “conoscente”. La ragione costituisce un carattere “naturale” dell'essere umano, che lo porta a scrutare oltre la natura stessa. (Avvaloramento della facoltà conoscitiva umana). Per Tommaso la conoscenza = consiste nell'assimilazione del conosciuto da parte del conoscente, la quale viene a partire dall'esperienza sensoriale.

  • b) → Tommaso attribuisce alla fede: autonomia.

Il naturalismo

La ragione = organo di comunicazione universale. Il “naturalismo tomista”: le cose sono buone, intime, strutturate a causa della loro derivazione: “dalla Bontà di Dio”.

Il riconoscimento della soggettività

Il pensiero tomista apprezza l'azione soggettiva (cioè personale) dell'uomo; scaturisce da qui l'avvaloramento: lavoro, commercio, tecnica, il primato del logos (parola). L'anima non è completamente assorbita nella materia → da ciò: avvaloramento dell'azione umana → avvaloramento della soggettività

Valorizzazione della storicità

Tommaso nutrì interesse per la storicità e la condizione mondana: esso nasce da un casato di rango feudale ma, contrariamente alle attese familiari, non abbraccia la vita religiosa nella potente Abbazia di Montecassino; bensì in un ordine dei mendicanti (i dominicani).

Dal tomismo al neotomismo

800 il neotomismo ha rappresentato un movimento di “ritorno” a Tommaso. La genesi del neotomismo incontra la sensibilità odierna. Neotomismo → movimento di pensiero ricco e articolato.

Origini e primi sviluppi del neotomismo

700 / 800 → Piacenza: Collegio “Alberoni” neotomismo suscita l'interesse della riflessione filosofica. A Piacenza i fratelli Sordi (gesuiti) e Buzzetti svolgono un ruolo di rilievo nella rinascita del tomismo. Napoli → centro di irradiazione del pensiero di Tommaso → Sanseverino: pioniere di rilancio degli studi tomisti. Bologna → Accademia filosofico-medica Roma → Accademia fondata da Leone XIII → pubblica l'Aterni Patris

L'interpretazione critica

Sulla valutazione del tomismo ha sempre gravato l'ipoteca di tipo ideologico, alimentata dal conflitto fra: cultura cattolica e cultura laica. Italia → neotomismo visto non come filosofia perché costituirebbe un ripiegamento su

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher micheladelucca di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Mari Giuseppe.
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