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“LA SCUOLA PER TUTTI GLI ITALIANI”­ l’istruzione di base tra stato e società dal primo ‘800 ad oggi

REDI SANTE DI POL

INTRODUZIONE

1948 in Italia nuova Costituzione repubblicana con art 34 diritto all’istruzione per tutti cittadini italiani,

istruzione obbligatoria per 8 anni( 6­14 anni)

A partire XXI sec obbligo fino a 16 anni la fascia 3­6 frequenza facoltativa

A partire 1960 stabile sistema politico democratico quando passò da sistema agricolo a sistema

industriale avanzato. Riforme degli anni 60 (istituzione della scuola media e della scuola materna

statale) si diffonde sul territorio nazionale per la prima volta un sistema da 3­14 anni.

Storia lunga:

1848 Legge Boncompagni nasce il sistema nazionale d’istruzione

1859: Legge Casati : il primo segmento formativo(elementare) era unico per tutti i ragazzi, evitando la

distinzione presente in altri stati europei del tempo ( scuola primaria propedeutica più ampia e scuola

popolare destinata all’alfabetizzazione)

Gli stati moderni alla loro nascita si occupavano della classe dirigente lasciando alla chiesa il compito

di istruire il ceto popolare con formazione morale, culturale e professionale;

XIX sec parallelamente con lo sviluppo dello stato, le nazioni rivedono il loro rapporto con l’istruzione del

popolo dando i diritti di gestione delle scuole alla società civile ( enti locali, istituzioni religiose)

1815 dopo il consiglio di Vienna, gli Stati preunitari italiani mettono in atto un forte controllo sui sistemi

formativi.

Il Regno di Sardegna: diffusione dell’istruzione popolare (infantile e professionale) ancora prima del

1848 (costituzione liberale di Alberto) come necessità per la formazione di una coscienza nazionale; →

formazione di nuovi maestri elementari, creazione di metodi e programmi didattici sono stati frenati

perché poteva essere un pericolo dell’ordine sociale costituito.

Storia dell’istruzione in Italia è segnata da accelerazioni in momenti storici di progresso politico­

economico e brusche frenate in momenti di regresso.

A partire metà del XX sec battaglia contro l’analfabetismo e superato negli anni 1970 con interventi per

la qualità dell’insegnamento e dell’inclusione sociale8disabilità)

Tappe più importanti nelle scelte politico­sociali del sistema scolastico: innalzamento dell’obbligo

scolastico, iniziative contro l’analfabetismo e l’evasione scolastica, istruzione infantile, insegnamento

della religione cattolica, rapporto tra Stato e società­ scuola e famiglia, stato ­privato, formazione degli

insegnanti, contenuti dei programmi, metodi di insegnamento,

1. L’ISTRUZIONE POPOLARE NEGLI STATI PREUNITARI TRA RESTAURAZIONE E UNIFICAZIONE

Congresso di Vienna 1815 stati sono stati restaurati con l’impronta dell’assolutismo, più o meno

illuminato, Anche ripristinato il settore dell’istruzione come era all’inizio del XVIII con indirizzo religioso che

attenuava lo scontro tra Chiesa e governi assoluti.

Miravano a formare una classe dirigente efficiente e educare il popolo nel rispetto della monarchia e

della chiesa. ( che sosteneva che la monarchia fosse un diritto divino)

L’istruzione affidata al clero , soprattutto alla Compagnia di Gesù ricostituita da Pio VII nel 1814.

Sviluppo educativo da parte della borghesi imprenditoriale che rimane fuori dalle scelte politiche

scolastiche.

Vengono introdotti: il mutuo insegnamento, gli asili infantili, iniziative contro l’analfabetismo, sostegno

all’istruzione professionale popolare per modernizzare la popolazione.

­Restaurazione: dal 1815­1830 antiche dinastie furono ristabilite con privilegio del clero e della nobiltà.

Dopo la sconfitta di Napoleone le potenze vincitrici. Austria, Inghilterra, Russia, Prussia durante il

consiglio di Vienna hanno deciso di restaurare le dinastie come erano prima della rivoluzione francese

con assolutismo monarchico. Per difendere regimi assolutistici da rivoluzionari liberali o democratici è

stata costituita la “Santa Alleanza”, con potere di intervenire anche militarmente.

In Italia:­ Savoia nel Regno della Sardegna con l’annessione della Repubblica ligure;

­ Asburgo Lorena nel Granducato di Toscana

­ Borbone nel Regno delle due Sicilie 1/22

­ Al Pontefice restituito lo stato della Chiesa

­ Impero austriaco nel Regno Lombardo­Veneto, Ducato di Milano, Repubblica Veneziana

dop1830 gruppi liberali per l’indipendenza (gruppi lombardi e veneti sotto Austria)­ crisi per

Restaurazione

1848­1849 crisi economica e culturale causa della rivoluzione industriale in tanti stati

In Italia dopo 1848 solo Regno di Sardegna mantiene regime costituzionale e parlamentare

1

REGNO DELLE DUE SICILIE

1.1.

1815 la gestione delle scuole e dell'università fu affidata al ministro dell’interno e a un’apposita

commissione per la pubblica istruzione.

1816 decreto di Ferdinando I riafferma il centralismo perseguito dal governo:

2

­i sudditi devono avere pubblica istruzione sorvegliata da una sola persona: presidente nominato dal

governo e da una commissione;

­clero aveva compito di vigilare sull’educazione morale e religiosa e sulla nomina degli insegnanti;

(per mancanza di personale laico, affidabilità ideologica, perché dal 1818 sovrano nomina vescovi →

religione cattolica rimane la prima materia obbligatoria; nei convitti: messa quotidiana, rosario; per

alunni esterni: congregazione spirituali nei giorni festivi) (ritorno di gesuiti, domenicani, clero con forte

identità)

­obbligatorietà e gratuità dell’istruzione primaria e presenza in ogni parrocchia;

L’istruzione nei primi anni della Restaurazione:

­scuole gestite dai gesuiti, scolopi , barnabiti

3 4

­aumento del numero delle scuole primarie

­innovazioni pedagogiche:

a) insegnamento di nozioni di agraria nelle scuole rurali

b) metodo lancasteriano : abolito nel 1820, perché il mutuo insegnamento risveglia lo spirito di

5

passione, commando, orgoglio, superiorità

allontanò insegnanti con uno spirito liberale decadimento dell’istruzione popolare

→ →

1 Il Regno delle Due Sicilie fu uno Stato sovrano dell'Europa meridionale esistito tra il dicembre 1816 e il febbraio 1861,

ovvero dalla Restaurazione all'Unità d'Italia. Prima della Rivoluzione francese del 1789 e delle successive campagne

napoleoniche, la dinastia dei Borbone regnava negli stessi territori, ma questi risultavano divisi nel Regno di Napoli e nel

Regno di Sicilia.Un anno dopo il congresso di Vienna e con il Trattato di Casalanza, il sovrano Borbone riunì in un'unica

entità statuale il Regno di Napoli e il Regno di Sicilia, attraverso la Legge fondamentale del Regno delle Due Sicilie dell'8

dicembre 1816, a quasi 400 anni dalla prima proclamazione del Regno Utriusque Siciliae da parte di Alfonso il Magnanimo.

Inizialmente la capitale era Palermo (secolare sede del Parlamento Siciliano), ma già l’anno successivo (1817) fu spostata a

Napoli. Palermo continuò ad essere considerata "città capitale" dell'isola di Sicilia.Ebbe fine con la firma dell'armistizio e la

resa di Francesco II il 17 febbraio 1861 e con la proclamazione del Regno d'Italia il 21 febbraio dello stesso anno.

2Ferdinando I di Borbone (Ferdinando Antonio Pasquale Giovanni Nepomuceno Serafino Gennaro Benedetto; 1751 –

1825) è stato re di Napoli dal 1759 al 1799, dal 1799 al 1806 e dal 1815 al 1816 con il nome di Ferdinando IV di Napoli,

nonché re di Sicilia dal 1759 al 1816 con il nome di Ferdinando III di Sicilia. Dopo questa data, con il Congresso di Vienna e

con l'unificazione delle due monarchie nel Regno delle Due Sicilie, fu sovrano di tale regno dal 1816 al 1825 con il nome di

Ferdinando I delle Due Sicilie.

Ferdinando è il primo sovrano nato nel Regno della casata dei Borbone di Napoli, ma terzo Borbone a regnare sulle Due

Sicilie dopo il padre Carlo di Borbone (primo Borbone a regnare sulle Due Sicilie indipendenti), nato a Madrid nel 1716, e il

nonno Filippo V di Spagna, nato nel castello di Versailles nel 1683. Il suo regno, durato oltre sessantacinque anni, è uno dei

più lunghi nella storia Italiana degli Stati Preunitari Italiani ed è al 44º posto nella classifica dei regni più lunghi della storia.

3 Scolopi Sacerdoti regolari appartenenti alla congregazione delle Scuole pie. L’ordine religioso degli S. («chierici regolari

poveri della Madre di Dio delle Scuole pie») fu fondato a da nel 1617 e approvato nel 1621. Il fine principale dell’ordine è

tù.

l’educazione e l’istruzione della gioven

4 barnabiti Appartenenti alla Congregazione di , fondata nel 1530 a Milano da s. Antonio M. Zaccaria, e G.A. Morigia,

nella chiesa di S. Agostino e trasferita nel 1545 nella chiesa di S. Barnaba (donde il nome dell'ordine). Approvata nel 1533 da

Clemente VII, fu soppressa con la Rivoluzione francese e si ricostituì con la Restaurazione. Si dedica all'istruzione e alle

missioni.

5 Lancaster, Joseph. - , 1778 - 1838); aprì a Southwark (1798) una scuola elementare per bambini poveri, ricorrendo, per

sopperire alla scarsezza di mezzi, a quel metodo d'insegnamento che fu detto lancasteriano o mutuo, per il quale gli scolari

migliori vengono utilizzati come "monitori" o ripetitori delle lezioni agli altri. Dapprima fu largamente sovvenzionato, ma

poi, sia per difficoltà finanziarie, sia per l'avversione della Chiesa anglicana, dovette trasferirsi (1818) in America, dove

diffuse enormemente i suoi sistemi, contribuendo all'innalzamento del livello d'istruzione elementare. Opera fondamentale:

The British system of education. 2/22

1843 Ferdinando II prende in mano direttamente la gestione dell’istruzione popolare con l’aiuto del

6

clero;

Fino all’unità l’istruzione popolare nel Sud rimane in una grave situazione di degrado causa l’

insensibilità del governo e problemi economici

1.2 STATO DELLA CHIESA

nello Stato Pontificio l'ordinamento del sistema scolastico è regolato dalla costituzione emanata da

leone XII nel 1824 la Costituzione esprime la volontà di conservare l'ortodossia dottrinale e morale in

tutte le scuole pubbliche e private. di 27 titoli 25 sono dedicati all'istruzione superiore.

principale innovazione fu l'istituzione della Sacra congregazione degli studi, un organismo centrale

preposto al coordinamento del sistema scolastico:

•era una specie di ministero della pubblica istruzione

•formata da cardinali

• riorganizzava le università esistenti nello stato: Roma, Bologna, Perugia, Ferrara Urbino, Camerino,

Macerata.

­Nel 1825 Regolamento generale emanato dalla sacra congregazione per le scuole elementari

private:

•sul controllo esercitato dai vescovi che erano I presidenti delle scuole e che controllavano la vita

privata degli insegnanti e degli alunni,

•norme sulle materie di insegnamento: la dottrina Cristiana sarà comune a tutte le scuole, altre

materie : lettura, scrittura, elementi di lingua italiana, grammatica latina, aritmetica, calligrafia,

geografia, storia sacra e profana.

• il regolamento non dava indicazioni sui programmi o libri di testo ufficiali per le scuole primarie.

­Nelle scuole femminili le maestre dovevano insegnare unicamente la dottrina Cristiana e I lavori da

donna. per poter insegnare a leggere e scrivere dovevano tenere una speciale approvazione.

­ lo sviluppo dell'Istruzione popolare dipende notevolmente dal aumento delle nuove congregazioni

religiose, maschili e femminili, dediti all'istruzione popolare.

1.3 GRANDUCATO DI TOSCANA

>dopo la restaurazione nel 1816 fu istituita una Soprintendenza agli studi che controllavano solo

l'università di Pisa e Siena e le scuole secondarie. le scuole elementari dipendevano dalle università di

Pisa o Siena o erano regolate dal clero. Oligopolio di fatto degli Scolopi: a Firenze e anche altrove gli

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Scolopi gestiscono le scuole pubbliche dalle elementari in su; Nuova cultura e nuove iniziative private

ma tollerate dallo stato: negli anni'30 lo stato fa poco in ambito culturale e scolastico, lascia fare;

> un gruppo di intellettuali toscani combatte contro la decadenza degli studi: Raffaello Lambruschini ,

8

Cosimo Ridolfi, Bettino Ricasoli, Gino Capponi. rivista 1836­1845 ”Guida dell'educatore”: diretta e

6 Ferdinando Carlo Maria di Borbone ( 1810 –1859) è stato re del Regno delle Due Sicilie dall'8 novembre 1830- 1859.

Succedette al padre Francesco I in giovanissima età, e fu autore di un radicale processo di risanamento delle finanze del

Regno. Sotto il suo dominio, il Regno delle Due Sicilie conobbe una serie di riforme burocratiche e innovazioni in campo

tecnologico, come la costruzione della Ferrovia Napoli-Portici, la prima in Italia, e di impianti industriali avanzati, quali le

Officine di Pietrarsa. Diede inoltre un grande impulso alla creazione di una Marina Militare e mercantile, attraverso le quali

aumentò il livello degli scambi con l'estero. A causa però del suo temperamento conservatore e del perdurante contrasto con

la borghesia liberale, che culminò nei moti rivoluzionari del 1848, il suo regno, dopo un breve esperimento costituzionale, fu

segnato fino al termine della sua carica da una progressiva stretta in senso assolutista, che lo portò ad accentrare fortemente

su di sé il peso dello Stato, oltre ad attuare una politica economica parsimoniosa e paternalista che lasciò il reame, negli

ultimi anni, in una fase statica. Alla sua morte, il Regno delle Due Sicilie passò al figlio Francesco II, che lo avrebbe perso in

seguito alla Spedizione dei Mille e l'intervento piemontese.

7L'oligopolio dal greco antico è una forma di mercato in cui ci sono poche imprese con uguale struttura di costo e che

producono un bene omogeneo.

8Lambruschini, Raffaello. - Pedagogista ( 1788 - 1873). Fu una delle figure più alte del clero liberale del

Risorgimento. Sacerdote, rinunciò alla carriera ecclesiastica, non condividendo le direttive politiche della Santa

Sede. Centrale nel suo pensiero è il problema del rapporto tra autorità e libertà, sia nella religione sia

nell'educazione: e come nella religione "la Chiesa è per le anime, non le anime per la Chiesa", così nell'attività

educativa l'educatore, prendendo a modello il rapporto tra la Chiesa ideale e il fedele, non sottomette

coattivamente l'educando alla sua autorità, bensì coopera con lui. Fra le sue opere più significative va citata la

frammentaria e postuma Dell'autorità e della libertà: pensieri d'un solitario (1932). 3/22

parzialmente scritta dall'educatore/pedagogista Lambruschini, tendenzialmente per insegnanti, ma

anche per genitori, cosa dovrebbe essere l'educazione, in parte di tipo didattico (come si insegna a

leggere, scrivere) e racconti educativi adatti a bambini.

> iniziative del circolo di Vieusseux: proposte culturali a Firenze, V. è ginevrino, protestante,

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imprenditore di cultura: pubblicava libri, riviste, pubblicazioni per cavare profitto; parlavano di

economia, agricoltura, letteratura (rivista Antologia: prima rivista culturale che paga i collaboratori)

gabinetto/circolo privato al cui si poteva abbonare, c'era anche una biblioteca

>dagli anni '20 nasce

­ una rete di mutuo insegnamento: le scuole mutue: praticato attraverso carità

­i primi asili infantili , maschi e femmine distinti, il primo asilo infantile fondato a Cremona da Ferrante

Apporti, sacerdote lombardo, studiato a Vienna, liberalismo pedagogico;

> Il Granduca Leopoldo II istituì nel 1846 una commissione formata da laici e da esponenti del clero

10

per preparare un piano di riforma per le scuole pubbliche e private di ogni grado.

> Nel 1848 fu istituito un ministero della pubblica istruzione.

> nel 1851 fu emanato una legge che diede vita in Toscana a un sistema scolastico aperto e liberale

per I sudditi, il cui sistema era basata sulla dottrina e sulla morale cattolica.

• la legge distingue dalle scuole pubbliche e private:

a) le scuole pubbliche erano gestiti e finanziati dallo stato o da enti pubblici, erano I collegi delle

scuole Pie, scolopi, e altre congregazioni.

b) l'insegnamento privato era dichiarato libero però il governo controllava l'integrità delle dottrine.

• I vescovi spetta il controllo sulla parte religiosa.

• le scuole erano distinti in:

minori, presenti in tutti I comuni, e secondarie, da istituirsi in comuni con più di 4000 abitanti, e

maggiori (ginnasio e licei)

• obbligatorietà dell'insegnamento religioso cattolico

• testi approvati dal vescovo della diocesi

• la scuola secondaria era dedicata al commercio, alle arti, all'agricoltura, era divisa in due gradi: nel

primo erano riprese le stesse materie delle scuole minori, nel secondo si insegnava calligrafia,

aritmetica, geometria, disegno geometrico, grammatica italiana, storia sacra e profana, geografia.

> il rapporto equilibrato tra Chiesa Toscana e il governo dei asburgo­lorena permise la diffusione di

numerose scuole elementari in tutto il territorio del Granducato, in particolare le scuole Pie degli scolopi,

che fin dal secolo precedente rappresentavano in campo scolastico una presenza pedagogica

importante:

• Il modello educativo degli scolopi includeva il settore dell'istruzione femminile, di carattere

assistenziale e comunque limitato.

9V

ieusseux ‹viösö´›, Giovan Pietro. - 1779 - 1863), di famiglia ginevrina. Dopo aver molto viaggiato, si stabilì (1819) a

Firenze e v'istituì subito un gabinetto scientifico-letterario per la lettura di giornali, riviste e libri italiani e stranieri, presto

divenuto luogo d'incontro degli spiriti più nobili d'Italia, e che tutto

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/02 Storia della pedagogia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher katba di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della scuola e delle Istituzioni educative e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Udine o del prof Gaudio Angelo.
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