Oltre le barriere: verso una pedagogia del turismo inclusivo
Il diritto di non essere discriminati è una condizione fondamentale per il raggiungimento di uno status di uguaglianza. Le persone con “bisogni speciali” possiedono gli stessi diritti delle altre persone e perciò devono poter godere delle stesse esperienze, all’insegna dell’integrazione sociale e del soddisfacimento dei propri bisogni. Quest’ultimo contribuisce all’innalzamento della qualità della vita.
Affinché le persone con bisogni speciali possano esercitare appieno il diritto del godimento del loro tempo libero, è necessario che vi siano delle strategie mirate che rendano tutti i siti turistici e non, facilmente accessibili a tutti. L’accessibilità consente la partecipazione attiva di ogni singola persona alla vita sociale, dall’individuo con disabilità fisica alle donne incinte, dalla presenza di bambini piccolissimi a quella di persone anziane.
Una figura fondamentale in questo ambito è quella del mediatore turistico, un esperto del settore e con ampia formazione culturale, che deve saper elaborare dei progetti turistici in grado di eliminare ogni forma di barriera. Non progetti alternativi ma progetti inclusivi. Il turismo accessibile, infatti, è definito come l’insieme dei servizi e delle infrastrutture che permettono la fruizione libera di una vacanza anche a persone con esigenze particolari. Si parla, quindi, di turismo inclusivo.
La fruibilità del tempo libero come fattore di implementazione turistica
Oggi la pratica del turismo è sempre più diffusa anche grazie all’innalzamento del tenore di vita degli individui che garantisce una maggiore disponibilità di denaro. Il turismo, che si svolge nel tempo libero, presuppone lo spostamento di mezzi e persone che viaggiano per il soddisfacimento dei loro bisogni, siano essi culturali, di benessere o lavorativi. Ma cosa s’intende per tempo libero?
Il tempo scandisce e condiziona la vita dell’uomo che inserisce le attività che deve compiere in un periodo determinato. Il tempo si articola in:
- Tempo obbligato (lavoro)
- Tempo costretto (come le file alla posta)
- Tempo necessitato (legato ai bisogni)
- Tempo libero
Quest’ultimo ha assunto, nel corso dei secoli, diversi significati: nel periodo classico l’otium era il tempo da dedicare alle sette arti, un tempo in cui l’uomo poteva realizzare se stesso; in epoca romana l’otium era il tempo in cui svolgere attività di tipo culturale e spirituale; nell’alto medioevo all’ozio veniva attribuita una valenza negativa in quanto identificato con l’accidia; l’ozio viene definitivamente condannato con la riforma protestante. È solo nel periodo della prima rivoluzione industriale che il tempo libero inizia ad assumere importanza. Si tratta di un tempo in cui gli individui possono dedicarsi alle attività che più gli piacciono e prendersi una pausa dagli impegni di tutti i giorni, è una sorta di rivalsa sociale.
L’aumento delle attività turistiche richiede, senza dubbio, una particolare sinergia fra le diverse componenti di ogni società che devono lavorare sapientemente per la creazione di un pacchetto turistico attraente. Nelle città moderne non mancano gli spazi e le strutture per vivere ogni tipo di esperienza: ogni territorio dispone di risorse storiche, artistiche, culturali, paesaggistiche che lo rendono una meta turistica.
La città educativa deve seguire un profilo eco-sistemico, deve saper soddisfare le richieste dei turisti, deve essere un territorio in cui poter apprendere, una città in cui sono presenti iniziative e progetti esemplari. Per essere tale però è necessario che tutti collaborino, che le famiglie educhino i loro figli e che il governo applichi delle strategie efficienti per migliorare la propria organizzazione e rendere la meta un “prodotto” competitivo.
Da sempre le istituzioni si occupano della salvaguardia dei beni culturali. Essi rivestono una fondamentale importanza in campo pedagogico ed è per questo che dovrebbe esserne garantita la piena fruibilità. I beni culturali sono testimonianza delle epoche passate, permettono di ricostruire la storia e di entrare a contatto con quelli che erano gli usi e i costumi di un tempo. Essi sono custoditi all’interno di biblioteche, musei, parchi archeologici e comprendono elementi culturali, linguistici, enogastronomici e quant’altro. Si tratta di testimonianze e perciò l’educazione ai beni culturali è un punto cardine per la crescita degli individui.
L’educazione ai beni culturali deve far crescere negli individui un sentimento di rispetto e di salvaguardia per l’ambiente circostante nella consapevolezza che le risorse di cui dispone serviranno, alle generazioni future, per riscoprire la storia.
È fondamentale, però, che per esercitare appieno la propria cultura e il proprio divertimento, tutti usufruiscano del diritto di avere del tempo libero. Tutti devono poter stare in comunità e a tutti dev’essere possibile accedere alle infrastrutture comuni. L’uso di scivoli anziché di scale è, ad esempio, una misura...
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