IL PROBLEMA ORGANIZZATIVO
(cap 1 org e 1-2 risorse)
Le origini
Ragioni eco dell’esistenza delle org
Le 3 dimensioni dell’org: ambiente, attori e relazioni
Le origini del problema organizzativo
Cosa sono le organizzazioni?
DEFINIZIONE: Sono un insieme di persone, risorse materiali, immateriali (conoscenze) e di
relazioni coordinate per raggiungere obiettivo comune definito dai membri dell’organizzazione,
inserite in un preciso contesto ambientale con cui interagiscono di continuo.
Comprendere come funzionano le organizzazioni, vuol dire studiare sia i criteri che stanno alla
base dell’impiego di risorse, sia le modalità per gestire le attività interne e gli scambi con
l’ambiente esterno.
Tra le variabili critiche ci sono Le persone che con le loro competenze, motivazioni e
comportamenti che incidono sulla concreta possibilità di raggiungere i fini organizzativi.
perché nascono le org?
Nascono per ragioni economiche che risiedono nei vantaggi della specializzazione delle
attività e del lavoro: spesso è più conveniente scomporre le attività da svolgere in varie parti,
attribuirle a persone diverse, creando le condizioni affinchè ciascuna, specializzandosi,
diventi più abile e efficiente. Si opera una divisione del lavoro e conseguente
specializzazione che sono alla base della nascita di organizzazione.
Adam smith (uno dei padri dell’economia politica) da “ricerca sopra la natura e le cause delle
Ho veduto una piccola fabbrica di questa manifattura, ove dieci uomini
ricchezze delle nazioni” :
solamente erano impiegati, ed ove però ciascuno di loro eseguiva due o tre operazioni. […]
Ciascuno di loro dunque, facendo una decima parte di quarantottomila spilli, può essere
considerato farne quattromilaottocento in un giorno. […] Or se essi avessero lavorato
separatamente e indipendentemente l’uno dall’altro, e senza che alcuno di loro fosse stato
educato ad una speciale operazione, ciascuno di loro non avrebbe potuto compiere venti spilli, e
forse neanche uno in un giorno
vantaggi della suddivisione del lavoro e della specializzazione professionale delle persone:
Sulle attività economiche
Nella Rivoluzione industriale , nella seconda metà del’700, i principi della specializzazione e della
divisione del lavoro vengono applicati in misura estesa alla produzione manifatturiera.
Nel novecento, l’organizzazione scientifica del lavoro dà luogo a una seconda rivoluzione
industriale con la nascita della produzione di massa culminata nel Tylorismo e nel Fordismo.
Evoluzione
Nel contesto economico e tecnologico degli ultimi decenni, ( anni 90 del Novecento) per
trasformazioni tecnologiche e globalizzazione, la specializzazione del lavoro non è sufficiente:
alle persone si richiede sempre più disponibilità di condivisione e collaborazione dentro e
fuori l’impresa.
Nelle attività economiche cresce l’importanza delle componenti immateriali ( brand, immagine,
emozioni suscitate da prodotto) e dei servizi(= parte di valore dei prodotti che si basa sul
massiccio impiego di nuove conoscenze e di soluzioni tecnologiche che non hanno alcuna
relazione con la divisione del lavoro , sempre più alla base del valore dei prodotti.
Dividere e coordinare
Divisione del lavoro porta a specializzazione dei componenti dell’impresa
Le attività specializzate consentono di accedere a
-economie di scala produttive
- economie di specializzazione
- economie di apprendimento
( vedi dopo) necessita di coordinamento.
specializzazione
Tipologie di coordinamento:
- Mercato: si confrontano beni e servizi con il meccanismo del prezzo che quindi dà
coordinamento. Questo vale in mercato astratto e non reale, perché il costo per ottenere info
rende difficile questa modalità. È una tipologia di coordinamento esterna a impresa. Le attività di
tanti singoli produttori specializzate sono coordinate dal meccanismo dei prezzi. Si parla di
“mano invisibile del mercato”. È la struttura di coordinamento più efficiente perché opera con
una sola informazione: il prezzo.
È la prima e fondamentale forma di struttura di governo delle transazioni; astrattamente
efficiente in quanto può funzionare con un minimo di informazione: il prezzo e un minimo di
collaborazione: lo scambio è contestuale e reciproco e avviene in base alle rispettive funzioni di
utilità. Il funzionamento del mercato non è lineare: la razionalità limitata, le asimmetrie
informative e la possibilità di comportamenti opportunistici inducono costi detti costi d’uso del
mercato che possono rendere conveniente il passaggio ad altre strutture.
Il mercato non è la forma idonea a acquisire prestazioni di lavoro: allo scambio di mercato si
sostituisce il contratto di impiego che è alla base della struttura di governo delle transazioni
detta gerarchia-organizzazione.
Transazione= scambi di energia, informazioni, simboli, valori, consenso, oggetti.
Quando queste operazioni avvengono in forza di un accordo reciproco la transazione assume la
forma di un contratto attese
- implicito (o esplicito): in cui non tutte le delle parti vengono espresse e formalizzate
prestazioni
- incompleto (o completo) in cui non tutte le e le controprestazioni vengono
definite.
Il contratto di lavoro è un esempio di contratto implicito e incompleto.
- Convenzioni:
è una struttura che governa le relazioni tra i membri di una società o di un gruppo e si basa su
un accordo implicito su alcune regole di pensiero o di azione che costituiscono un riferimento per
il loro comportamento.
a. atto giuridico con obblighi per gli attori coinvolti (contratto)
b. abitudini, tradizioni, insieme dei comportamenti comunemente accettati da comunità o da un
gruppo sociale senza imposizioni.
In entrambe le definizioni è una modalità di coordinamento di attività individuali o di gruppo,
separate e specializzate. Il concetto Discende dall’economia delle convenzioni che mira a
esplorare una pluralità di forme di coordimaneto alternative al mercato e criteri di valutazione
della qualità di beni o servizi, della affidabilità dei soggetti che partecipano allo scambio
anticipando le azioni altrui.
Il contratto di lavoro è incompleto e implicito, cioè ha alcune attesa non esplicitate (in
riferimento, per l’attore all’attesa di non essere licenziato e per l’impresa l’attesa che egli non si
dimetta). Le convenzioni gestiscono questa incertezza rendendo prevedibile il comportamento
altrui facilitano la cooperazione poiché i partecipanti danno per scontato che anche gli
altri coopereranno per il raggiungimento die risultati. La loro adesione alla convenzione è
spinta dal convincimento che anche gli altri vi aderiranno. La formazione della convenzione è
spontanea. essa si può considerare un processo cognitivo collettivo , di definizione di una
common knowledge.
McKinsey distingue
attività di trasformazione: legate al fare
o attività di interazione: di
o - interazione transazionale: si possono trasformare in procedure routinarie e
automatizzate
- interazione tacite: sono più complesse, richiedono persone in grado di
affrontare situazioni ambigue dove non possono essere usate procedure o
algoritmi, ma serve capacità di giudizio e discrezionalità.
- Gerarchia: all’opposto del mercato: il potere. Detta “mano invisibile del management” che
coordina e riporta a unità le attività specializzate raccolte nell’organizzazione interna.
Nelle organizzazioni c’è un differenziale di potere. La gerarchia consente un coordinamento:
imprenditori, manager e loro delegati coordinano le attività e comportamenti. È una tipologia di
coordinamento interna a impresa.
Quindi organizzazione si può coordinare al suo interno per mano di imprenditore/ manager
( gerarchi), al suo esterno si coordina a livello di mercato su cui colloca beni e servizi. Si coordina
tramite norme e contratti e insieme dei comportamenti che derivano da abitudini e tradizioni.
I rapporti sono regolati dal contratto di lavoro. I rapporti con lavoratore sono regolati dal principio
gerarchico e attraverso le strumentazioni di influenza organizzativa. L’accettazione della
gerarchia è l’obbligazione principale del contratto di impiego. Il soggetto erogatore della
prestazione lavorativa è sottoposto al principio di autorità.
Nella gerarchia rientrano tutte le forme di regolazione basate sul potere: potere manageriale,
organizzativo, statuale.
La resistenza al potere organizzante si esprime con la protesta.
La logica del mercato si sostituisce con l’azione delle gerarchia manageriali che è fonte di costi
d’uso dell’organizzazione: legati al coordinamento, all’attivazione di sistemi di controllo e
programmazione necessari per prevenire comportamenti opportunistici che si originano a
partire da asimmetrie di informazione e razionalità limitata: chi esegue ha più info di chi dà
l’ordine riguardo le modalità di esecuzione e sulla produzione che è possibile raggiungere.
La gerarchia ha rendimenti decrescenti all’aumentare della dimensione e della
complessità.
Il problema organizzativo
Le organizzazioni sono sistemi di azioni coordinate: la scelta del meccanismo di
coordinamento più efficace e efficiente è il punto nevralgico del problema organizzativo e si
muove lungo un continuum che include , mercati, convenzioni e gerarchia.
Le attività specializzate sono svolte da individui con obiettivi che possono essere diversi e
confliggenti. È necessaria una concezione di organizzazione più complessa.
Le org sono sistemi di azioni coordinate tra individui e gruppi con preferenze, informazioni,
competenze e interessi diversi.-->il PROBLEMA che deve risolvere l’organizzazione è come
realizzare la trasformazione del conflitto in cooperazione.
L’organizzazione come coordinamento di attività specializzate ipotizza che obiettivi,
conoscenza e tecnologia siano dati e che il problema da risolvere sia come distribuire i
compiti nel modo più efficace la risoluzione sta nella STRUTTURA.
Ma se l’attività organizzata deve produrre strategie, conoscenze e tecnologia, si passa da
un apprendimento per ripetizione a uno per esplorazione centrato sulla totalità delle
capacità umane, difficilmente surrogabili da una struttura di compiti parcellizzati e ripetitivi.
Il ruolo dell’organizzazione passa da prescrittivo e procedurale, a attivatore della
sperimentazione e esplorazione, cui viene chiesto di generare innovazione e varietà oltre che
prevedibilità e uniformità dei comportamenti.
Ciò porta alla differenza tra la scelta di cosa produrre e la scelta del come produrre.
Come si progetta l’organizzazione?
Strategia: scelta di cosa produrre in termini di beni e servizi è la mia idea
qual
imprenditoriale ( il cosa produrre è una competenza della strategia)
Struttura: Come organizzare i fattori produttivi per produrre, come produrre (questa scelta è
competenza dell’organizzazione)
Questi due elementi stanno alla base della progettazione dell’organizzazione
Negli approcci classici, lineari si può pensare che prima viene la strategia e poi la
o definizione della struttura organizzativa: una volta definita la strategia da parte
dell’imprenditore sarà definita la struttura da parte dell’imprenditore, la struttura più
adatta a implementare la strategia e verranno inserite le risorse umane necessarie.
Si postula una relazione LINEARE tra strategia e struttura.
Secondo alcuni autori le scelte della valutazione, selezione, retribuzione e sviluppo del
personale devono seguire la definizione della strategia e della struttura. Il problema
organizzativo è tutto chiuso entro la struttura.
la relazione lineare funziona in ambienti semplici e stabili quando le conoscenze e il potere
decisionale sono molto concentrati al vertice dell’organizzazione che è in grado di
dispiegare la propria razionalità tecnico-economica realizzando i suoi fini attraverso gli
altri membri dell’organizzazione.
Es caso geox: il fondatore decide di realizzare l’idea della scarpa che rispira e fonda
azienda.
In presenza di un ambiente complesso e variabile, l’approccio lineare non è praticabile: si
o parla di approccio interdipendente: strategia e struttura si influenzano
reciprocamente e entrambe sono esposte alle influenze dell’ambiente. La struttura si
conforma alla strategia che a sua volta viene influenzata dalla struttura in un processo
CIRCOLARE. Es. geox delocalizza la produzione in paesi a minor costo e impiega le risorse
generate dall’espansione del fatturato per consolidare la struttura manageriale e la
notorietà del marchio e la distribuzione commerciale.
Approccio evolutivo: Ormai le organizzazioni sono sistemi che apprendono e si
o trasformano con l’azione di più soggetti interni e esterni che interagiscono con
l’ambiente. L’influenza del contesto sociale e istituzionale e dei cambiamenti di
tecnologie e mercati.
Il ruolo di TUTTI gli attori sarà differenziato dal grado di autonomia e dalla
capacità di determinare o condizionare le performance dell’organizzazione. Nell’approccio
lineare tale autonomia è riconosciuta solo a un attore, in quello interdipendente è
delimitato dalle interdipendenze.
Il valore di una strategia dipende dalle capacità di combinare elementi interni e esterni
che consentono di dominare e sfruttare la complessità ambientale
Progettare organizzazione oggi significa partire da approccio evolutivo: strategia,
struttura, persona e ambiente interno e esterno si influenzano e interagiscono. La
relazione tra strategia e struttura passa da circolare a CONTESTUALE: oltre all’ambiente
figurano le strategie degli attori e le strutture che governano le relazioni tra loro. Questo
approccio riconosce l’aspetto creativo e relazionale della strategia come una
caratteristiche potenzialmente attribuite a tutti gli attori, pur entro un sistema di
interazioni simultanee e successive ( seguendo una logica path dependance secondo cui
le decisioni passate interagiscono con quelle attuali)
Quindi oltre alle relazioni interne (gerarchia) entrano in gioco il mercato e le
convenzioni nel definire la struttura come emerge dal caso aziendale del quotidiano
che si virtualizza :
in un momento di crisi si inserisce il cloud computing di paradigma
cambio
nell’orgnanizzazione anche modifica non solo ristrutturazione volta al contenimento dei costi, ma
anche le relazioni tra persone. Si creano comunità di lettori, si usano tecnologie multimediali per
la redazione giornalistica. Quindi si verificano cambiamenti strutturali.
Il modello è definito evolutivo perché permette di cogliere anche i processi di
trasformazione delle forme istituzionali e dell’org in particolare in rapporto ai
cambiamenti delle tecnologie e dei mercati, delle condizioni sociali, politiche in diversi
contesti e epoche.
Es. caso geox: si analizza lo sviluppo dell’azienda che diviene globale e usa un’ampia gamma di
relazioni contrattuali con fornitori, distributori a seconda dei diversi contesti istituzionali.
Approcci alla progettazione dell’org:
- lineare (ambienti stabiliti)
- interdipendente (ambienti complessi)
- evolutivo
Approccio evolutivo
Path dependence: percorso passato influenza decisioni future
Strategia di imprenditore struttura e i meccanismi di coordinamento si chiamano
influenza
SISTEMI OPERATIVI
Strategia, struttura e sistemi operativi sono inseriti in un ambiente: contesto che
circonda organizzativi in cui operano attori con diverse strategie.
Questo approccio sottolinea che ORG SI CONTINUA A MODIFICARE PERCHÉ L’AMBIENTE SI
MODIFICA PER OPERA DEGLI ATTORI CHE VI SONO INSERITI.
Gestione strategica delle ru
1. Approccio strumentale: tipico dell’approccio lineare strategia-strutturasi definisce
struttura e ru è soggetto passivo su cui si interviene affinchè le sue caratteristiche rispondano
ai bisogni del business
2. Approccio costitutivo: ru come portatrice di valore originario e autonomo, rilevante per
creare vantaggio competitivo , capace di sviluppare competenze inidividuali, risorse, capacità
(replicabili), abilità individuali (svolgere un compito),competenze organizzative (c0onsentono
a impresa di mobilitare capacità e raggiungere fini), dynamica capabilities (relazioni tra core
competences e le risorse, legate al cambiamento delle comp dell’org e delle
persone)capitale intellettuale. La struttura org sa rigenerare e ricombinare la
conoscenza prodotta dalle persone.
Le politiche di ru possono costituire vantaggio competitivo.
3 prospettive teoriche
1. Prospettiva universalistica: esiste insieme di pratiche (best practice) di gestione
delle ru, le stesse per qualsiasi org (high performance work practices) e hanno effetti
positivi sui comportamenti individuali.
Critiche: impossibile usare stessa gestione in aziende con strutture e esigenze
diverse
2. Prospettiva contingente: la relazione tra gestione e performance dipende da
elementi contingenti come contesto, settore di riferimento…in generale la strategia
Critiche: si suggerisce di attuare analisi contingente per ciascuna attività di gestione:
es. se strategia è di contenimento costi, potrebbe reclutare con passaparola, ma
questo innalza costi di formazione.
3. Prospettiva configurazionale: esistenza di gruppi di attività di gestione che si
rinforzano tra loro e attuando congiuntamente producono effetto superiore sulla
performance. Es. azienda high tech attenzione a innovazione, reclutamento si basa
su eccellenza di backgrounf formativo e vi
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Riassunto esame Organizzazione aziendale
-
Riassunto esame Organizzazione aziendale
-
Riassunto esame Organizzazione Aziendale, prof. Manzolini
-
Organizzazione aziendale - Riassunto esame