Estratto del documento

L'azione di insegnamento per lo sviluppo di competenze

Presentazione

Il tema delle competenze, negli ultimi anni, ha goduto nel nostro paese di un'indubbia salienza. Lo attestano la scelta decisa del MIUR di chiedere alla scuola di adottarne il paradigma e la fitta serie di contributi che su di esso sono stati pubblicati. Contemporaneamente, però, ha alimentato e alimenta robuste discussioni. La scuola, da una parte, se viene richiamata a certificare in uscita le competenze degli studenti, si tiene ben stretti i contenuti, mentre la ricerca non manca di sollevare parecchi dubbi sul paradigma delle competenze.

Il libro di Antonio Marzano si inserisce in questo contesto, adottando con decisione la logica delle competenze, di cui mostra gli impatti più robusti sulla pratica didattica e sulla professionalità degli insegnanti:

  • Il primo impatto è sulla progettazione: nella prospettiva delle competenze, progettare significa elaborare lesson plans.
  • L'altro impatto è sulla valutazione: la competenza si può definire come sapere in azione. Questo comporta che per valutare la competenza occorre poterla valutare in azione. A questo scopo non servono le prove classiche (tutte costruite sulla valutazione di un prodotto), ma la prospettiva entro cui collocarsi è quella del New Assessment. Gli strumenti che esso chiede agli insegnanti di adottare sono l'osservazione, le prove autentiche, il portfolio. Ma soprattutto è necessario un cambio radicale di prospettiva.

Introduzione

L'architettura del nostro sistema di istruzione e formazione mostra da tempo segni di cedimento e da più parti è sentita l'esigenza di un rinnovamento profondo. Siamo convinti che la qualità della formazione dipenda in larga parte dalle scelte che ciascuna istituzione scolastica adotta e da tutti gli operatori scolastici coinvolti. In questo scenario, l'analisi che si intende sviluppare prende in considerazione la natura sistemica dei processi di insegnamento-apprendimento.

Il contesto di riferimento è vasto e, in tal senso, il discorso si è orientato secondo una prospettiva multidimensionale che ci ha permesso di individuare i possibili modelli funzionali di natura didattica e le sue articolazioni interne (dinamiche comunicative e relazionali, apparati metodologici, le scelte relative all'azione didattica). In questo percorso la progettazione e la valutazione costituiscono i presupposti necessari e indispensabili all'azione dell'insegnare in quanto si collocano fra i momenti dell'ideazione e attivazione e quelli della realizzazione e degli esiti di apprendimento.

La loro centralità indica il nesso profondo fra tutte le fasi del processo. La valutazione, poi, rappresenta la fase dell'approfondimento critico, della riflessione, del ripensamento dell'intervento progettato e attuato: valutare, in tal senso, significa indagare sulla struttura e sugli elementi dell'intervento formativo, sui fattori individuali e di gruppo (motivazione, attese, ruoli), sugli aspetti organizzativi e metodologici (strutturali e strategici).

Il volume vuole rappresentare un utile strumento di orientamento per quanti approcciano per la prima volta le tematiche trattate e per quanti sentono la necessità di dare maggiore coerenza alla relazione teoria-prassi, di fare chiarezza su alcuni concetti che, in ambito formativo, costituiscono la base della relazione educativa.

In particolare, si intende collocare l'attuale dibattito sulla didattica nelle sue relazioni sia con la ricerca sia con l'azione nelle sue dimensioni progettuali, operative e valutative. Per questo motivo dedicheremo le nostre riflessioni all'approfondimento di alcuni argomenti (comunicazione, progettazione, organizzazione, valutazione, decisione) che, a nostro modo di vedere, costituiscono le questioni decisive e prioritarie che oggi la scuola si trova ad affrontare e a dover efficacemente risolvere per assolvere il proprio compito istituzionale: promuovere il successo formativo di ciascuna persona-alunno ed incrementare il processo di co-formazione dell'uomo e del cittadino.

La formazione, infatti, non può essere più intesa come fase iniziale ed in ingresso al mondo del lavoro, ma, al contrario, ha necessità di plasmarsi sull'intero percorso di vita dell'individuo per renderlo capace di affrontare i rapidi e progressivi cambiamenti che l'attuale società impone. Le istituzioni educative hanno il compito/dovere di pianificare e proporre coerenti, efficaci e pertinenti modelli organizzativi e formativi che siano in grado di fornire adeguati strumenti di lettura e comprensione della realtà complessa e in continuo cambiamento. Emerge, quindi, l'inevitabile esigenza di elevare la qualità del servizio erogato. L'obiettivo è quello di garantire un sistema educativo-formativo-informativo permanente adeguandosi nei fatti al cambiamento del paradigma educativo che da statico si deve trasformare in dinamico e permanente.

Il volume, partendo da alcune riflessioni sulle problematicità insite nella natura stessa della relazione asimmetrica fra docente e discente, affronta gli argomenti secondo un'ottica ricorsiva. Il motivo conduttore è rappresentato dal concetto di competenza, che intendiamo come la capacità della persona di mobilitare e orchestrare le proprie risorse interne per far fronte a una classe o tipologia di situazioni. Oltre alle risorse interne, occorre prendere in considerazione anche le risorse esterne disponibili, giungendo a prefigurare le pratiche formative come il luogo delle conoscenze e delle competenze distribuite.

Si tratta di favorire l'organizzazione di offerte formative capaci di proporre percorsi volti alla formazione globale ed integrata della personalità dell'alunno per dare risposta ai bisogni soggettivi e oggettivi di formazione tramite lo sviluppo di fondamentali capacità quali la meta-conoscenza, la competenza a lavorare da soli e con gli altri, l'autonomia di giudizio, la responsabilità personale. Per queste ragioni, siamo convinti che il compito fondamentale di ogni insegnante sia quello di ideare, realizzare, valutare percorsi formativi che, favorendo lo sviluppo di apprendimenti significativi e duraturi, siano in grado di sviluppare/attivare nello studente l'autonomo processo di costruzione delle competenze.

Un approccio per competenze necessita di una progettazione specifica, di una coerente azione didattica e della relativa valutazione, considerando i tre momenti come parte di un unico processo. Ne consegue un mutamento profondo del progettare e pianificare le attività, dell'agire nel contesto e del valutare gli esiti.

Capitolo 1

Processi formativi, conoscenza, competenza

Il progresso scientifico e tecnologico ha prodotto sistemi e oggetti particolarmente rilevanti che hanno radicalmente trasformato la realtà umana intersoggettiva. Le opportunità offerte da Internet e dalla telefonia cellulare hanno reso possibile la creazione di una rete molto complessa di relazioni, i cui nodi sono rappresentati dalle stesse persone. È questa la nostra attuale matrice relazionale e di queste condizioni bisogna tener conto in ogni progetto formativo che ci si appresta ad elaborare ed attuare.

Nella società contemporanea la conoscenza rappresenta una risorsa fondamentale e strategica non soltanto in campo lavorativo, ma anche nei rapporti interpersonali. Ai futuri cittadini è richiesto non tanto l'acquisizione dei saperi utilmente spendibili nei contesti lavorativi quanto e soprattutto la capacità di attuare percorsi di approfondimento in maniera flessibile ed originale adattandosi di volta in volta alle esigenze del mercato del lavoro.

Il cittadino-alunno deve imparare ad imparare in maniera autonoma, diventare attivo costruttore di conoscenza tramite la risoluzione dei problemi che nel corso della vita gli si presentano. In ogni contesto educativo, quindi, diventa essenziale e ineludibile organizzare percorsi formativi che, oltre a favorire ed agevolare lo sviluppo di apprendimenti significativi ed essenziali, promuovano atteggiamenti positivi nei confronti della conoscenza e del sapere.

Parlare di formazione, inoltre, significa sempre fare riferimento a un cambiamento. Il fine è quello di fornire strumenti e favorire atteggiamenti per mettere in grado di orientarsi nella molteplicità e diversità dei contesti, per individuare le giuste risposte alla logica dell'apprendimento permanente. La società attuale, infatti, richiede un approccio di ciascun individuo alla vita teso ad elaborare delle risposte e delle strategie di volta in volta appropriate ai molteplici e diversificati contesti e situazioni.

L'analisi che si intende sviluppare nelle prossime pagine, partendo da queste premesse, prende in considerazione la natura sistemica dei processi di insegnamento-apprendimento.

Didattica e professionalità docente

Le diverse sollecitazioni derivanti dalla dilatata presenza di fonti informative e mediatiche stanno evidenziando l'urgenza di nuovi dispositivi in grado di garantire la formazione in qualsiasi luogo e in qualsiasi momento della vita. La formazione prima di essere oggetto di studio della pedagogia è innanzitutto un oggetto culturale, che fa parte della nostra esperienza abituale, del nostro vissuto esistenziale.

La formazione è sempre più legata alle mutate condizioni socioeconomiche e culturali che postulano il ruolo determinante del contesto e della dimensione intersoggettiva ed interattiva della comunicazione finalizzata all'apprendimento. In tal senso, il processo formativo è situato in uno specifico contesto sociale e culturale e in stretta interdipendenza con le caratteristiche e le potenzialità di ciascun contesto e situazione.

La formazione prende forma nell'azione didattica ed ha un duplice obiettivo: la trasmissione del sapere e l'insegnamento di un modo per usarlo tramite un sistema di regole utilizzabili per apprendere anche successivamente (deutero-apprendimento). La formazione prende forma e assume un significato all'interno di uno specifico contesto sociale; si misura con l'intenzionalità e la responsabilità di scelte pertinenti; riflette una visione strategica condivisa dai soggetti interessati e comprende scopi, obiettivi e azioni specifiche.

Nel mondo di esperienze interpersonali che tutti noi viviamo quotidianamente alcune relazioni hanno per noi una valenza e portata formativa. Diventa, quindi, necessario stimolare il soggetto a integrare le nuove in/formazioni con la propria esperienza in modo tale da poterle trasformare in azione concreta che stimolerà un apprendimento successivo secondo un'ottica di ricorsività.

L'approccio socio-costruttivista, riconoscendo che ogni attività cognitiva implica un processo di strutturazione attiva e di negoziazione interpersonale, valorizza la dimensione sociale e culturale dell'apprendimento ed evidenzia l'azione del contesto/situazione. La natura del processo di apprendimento, in tale prospettiva, è situata e dipende in maniera significativa dalla qualità/quantità di relazioni intersoggettive che si sviluppano nei contesti sociali e culturali. Le esperienze legate alla partecipazione/comunicazione dei soggetti nei contesti di riferimento sono parte integrante dello sviluppo personale di conoscenze e capacità.

Accanto al carattere contestualizzato occorre tener conto anche di un'altra caratteristica dell'intelligenza: essa è distribuita nel nostro ambiente di vita. Il confronto continuo favorisce l'apprendimento tramite la negoziazione delle informazioni e la condivisione dei significati delle stesse conoscenze che si acquisiscono.

Secondo la posizione culturalista, i processi di apprendimento e le modalità della conoscenza sono modellati dai contesti culturali all'interno dei quali si producono. L'apprendimento, secondo i culturalisti, non può essere dipendente dalla mera ricezione di contenuti, ma è caratterizzato dalla dinamicità e dalla flessibilità dell'elaborazione della conoscenza che, nel contempo, permette l'interazione comunicativa. Quest'ultima, a sua volta, permette ad altri di confrontarsi con il nostro punto di vista e di costruire la propria conoscenza.

Sono questi i cosiddetti processi di co-costruzione della conoscenza dove la dimensione cooperativa e collaborativa fra i soggetti assume un'importanza decisiva, cruciale ed irrinunciabile. È il processo che conta, non le conoscenze di per se stesse. L'apprendimento va costruito su basi dialogico-riflessive, su processi di interazione e collaborazione, sulla possibilità di una comunicazione distribuita e sull'opportunità di far emergere argomentazioni condivise, significati e definizioni negoziate.

Secondo la prospettiva costruttivista, i processi di apprendimento sono frutti dell'interazione fra i soggetti che, in un determinato contesto agiscono, si confrontano, discutono e chiariscono a sé e agli altri i significati dei diversi oggetti culturali. Le nuove conoscenze, poi, vanno ad arricchire il patrimonio di ciascuno e dell'intero gruppo di riferimento. Lo sviluppo degli apprendimenti si realizza in contesti che si caratterizzano come comunità di apprendimento. La prospettiva socio-costruttivista assegna grande importanza al contesto, agli atteggiamenti e alla qualità delle relazioni comunicative che si instaurano tra e fra le persone e fra queste e gli oggetti di cultura.

Questa impostazione salvaguarda il concetto di fondo che vede le azioni formative finalizzate ad aiutare i soggetti ad organizzare, sviluppare e riflettere sul proprio apprendimento e sulla propria costruzione delle conoscenze e delle competenze. Le esperienze formative non rappresentano un momento separato da quella che è la quotidiana vita degli individui, ma, al contrario, si costituiscono come un continuum integrato e interagente nell'esperienza di ciascuno coinvolgendo la persona nella sua dinamica totalità.

Vanno allora previste attività formative che incoraggino l'esplorazione, la ricerca, la scoperta, la comprensione, la creatività intellettuale, i processi inferenziali: il contesto educativo, in tal modo, diventa ambiente centrato sulla persona, sui suoi bisogni e sulle sue risorse. Va favorito un approccio "per ricerca", che stimoli il soggetto ad imparare a porsi interrogativi nuovi in situazioni nuove.

La necessità di conoscere le caratteristiche individuali degli allievi è il prerequisito fondamentale: l'organizzazione di percorsi individualizzati e personalizzati è la conseguente necessità di ogni processo formativo progettato. L'intelligenza è contraddistinta da una notevole varietà di forme raziocinanti e creative, una serie di modi/competenze per conoscere il mondo, i frames of mind di cui parla Gardner, determinati da un processo personale di natura adattiva ed individuale.

Esaltando la primazia della persona rispetto alla società, si pone a modello una scuola democratica attenta alle esigenze della singola persona-alunna per ridurre gli insuccessi e promuovere le eccellenze. Lo sforzo deve essere quello di rispondere alle attitudini, alle motivazioni, ai bisogni di ciascun soggetto in formazione promuovendo percorsi in grado di favorire l'acquisizione di competenze diverse e la valorizzazione di ogni risorsa e potenzialità della persona.

Potremmo allora intendere la formazione come un'azione intenzionale, sistematica ed organizzata idonea a trasmettere cognizioni e nel contempo modellare comportanti tramite l'esercizio e l'agire. Sono due gli elementi che contraddistinguono l'azione educativa in ambito scolastico: l'intenzionalità (l'esistenza di obiettivi da raggiungere) e la sistematicità (l'azione guidata da specifici obiettivi). In base a questi due elementi possiamo distinguere gli eventi educativi in diverse categorie ed ambiti.

  • Educazione formale (l'ambiente scolastico) quando sono presenti entrambi gli elementi.
  • Educazione informale (la famiglia, le organizzazioni della società civile, quali le associazioni o le parrocchie) se è presente la sola intenzionalità.
  • Educazione non formale (luoghi non specifici, i media, l'ambiente lavorativo) se ambedue gli elementi sono assenti.

La formazione non può essere più intesa come fase iniziale ed ingresso al mondo del lavoro, ma, al contrario, ha la necessità di plasmarsi sull'intero percorso di vita dell'individuo per renderlo capace di affrontare i rapidi e progressivi cambiamenti che l'attuale società tecnologica impone.

Le istituzioni educative hanno il compito/dovere di pianificare e proporre coerenti, efficaci e pertinenti modelli organizzativi e formativi che siano in grado di fornire adeguati strumenti di lettura e comprensione della realtà complessa e in continuo cambiamento. Emerge, quindi, l'inevitabile esigenza di elevare la qualità del servizio erogato mediante una progettualità formativa capace di proporsi come rete di opportunità diffuse in termini spazio-temporali.

L'obiettivo è quello di garantire un sistema educativo-formativo-informativo permanente adeguandosi nei fatti al cambiamento del paradigma educativo, che da statico, definito e immutabile si deve trasformare in dinamico e permanente. Vanno ricercati e sperimentati nuovi modelli organizzativi ed innovativi approcci didattici per offrire a ciascuna persona-a...

Anteprima
Vedrai una selezione di 10 pagine su 82
Riassunto esame Modelli e strategie di valutazione delle competenze, prof. Vegliante, libro consigliato L'azione di insegnamento per lo sviluppo di competenze, Marzano Pag. 1 Riassunto esame Modelli e strategie di valutazione delle competenze, prof. Vegliante, libro consigliato L'azione di insegnamento per lo sviluppo di competenze, Marzano Pag. 2
Anteprima di 10 pagg. su 82.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Modelli e strategie di valutazione delle competenze, prof. Vegliante, libro consigliato L'azione di insegnamento per lo sviluppo di competenze, Marzano Pag. 6
Anteprima di 10 pagg. su 82.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Modelli e strategie di valutazione delle competenze, prof. Vegliante, libro consigliato L'azione di insegnamento per lo sviluppo di competenze, Marzano Pag. 11
Anteprima di 10 pagg. su 82.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Modelli e strategie di valutazione delle competenze, prof. Vegliante, libro consigliato L'azione di insegnamento per lo sviluppo di competenze, Marzano Pag. 16
Anteprima di 10 pagg. su 82.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Modelli e strategie di valutazione delle competenze, prof. Vegliante, libro consigliato L'azione di insegnamento per lo sviluppo di competenze, Marzano Pag. 21
Anteprima di 10 pagg. su 82.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Modelli e strategie di valutazione delle competenze, prof. Vegliante, libro consigliato L'azione di insegnamento per lo sviluppo di competenze, Marzano Pag. 26
Anteprima di 10 pagg. su 82.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Modelli e strategie di valutazione delle competenze, prof. Vegliante, libro consigliato L'azione di insegnamento per lo sviluppo di competenze, Marzano Pag. 31
Anteprima di 10 pagg. su 82.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Modelli e strategie di valutazione delle competenze, prof. Vegliante, libro consigliato L'azione di insegnamento per lo sviluppo di competenze, Marzano Pag. 36
Anteprima di 10 pagg. su 82.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Modelli e strategie di valutazione delle competenze, prof. Vegliante, libro consigliato L'azione di insegnamento per lo sviluppo di competenze, Marzano Pag. 41
1 su 82
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/03 Didattica e pedagogia speciale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher WAMIAPP14 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Modelli e strategie di valutazione delle competenze e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Salerno o del prof Vegliante Rosa.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community