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Fasanella/nobile disegno della ricerca sociale

Capitolo 1 – La ricerca scientifico-sociale

Ricerca sociale = un’attività di studio nel campo delle scienze sociali in cui il fine è quello di sviluppare o criticare la conoscenza data. Una ricerca sociale avviene attraverso l’uso di attrezzi sociologici quali teorie, tecniche, strumenti vari ecc. Una ricerca sociale si realizza in un disegno di ricerca.

Disegno di ricerca = progetto che precede l’applicazione dell’indagine al reale. In base all’obiettivo prefissato è necessario possedere alcune risorse tra cui distinguiamo: risorse umane riferibili all’ammontare e alla varietà di competenze utili all’indagine; risorse economiche che riguardano la disponibilità finanziaria allo svolgimento della ricerca; risorse temporali dei limiti di tempo definiti; risorse tecnologiche riguardanti la disponibilità di strumenti all’avanguardia.

Ricerca scientifico-sociale = nelle scienze sociali le attività di progettazione, raccolta e analisi dei dati di materiale empirico, vengono qualificate con il nome di ricerca sociale-empirica. Quando invece la ricerca empirica è progettata secondo procedure logico-procedurali si qualifica come ricerca scientifico-sociale. La teoria che regola l’attività di ricerca sociale è la metodologia della ricerca.

La ricerca scientifico-sociale si realizza mediante operazioni riconducibili a due tipi di generali:

  • Operazioni ideazionali-concettuali mentali, suscitano e regolano l’osservazione.
  • Operazioni osservative-tecniche pratiche, producono materiale empirico che documenta una nuova conoscenza rispetto alla situazione dalla quale l’indagine è partita.

La loro unione fa sì che si abbia un risultato sia di ragionamento sia di osservazione della realtà. Per iniziare una ricerca bisogna mantenere una coerenza nei confronti delle teorie; una teoria costituisce una prospettiva modo di guardare i fenomeni che può incorporare a vari gradi di complessità:

  • Costrutti concetti.
  • Ipotesi relazioni tra costrutti.
  • Modelli sistemi di organizzazione delle ipotesi.
  • Generalizzazioni conclusioni estendibili, a vario grado di probabilità, dal fenomeno indagato alla classe di fenomeni cui esso appartiene, o a una sottoclasse di essa.

In base a tali criteri si può articolare una topologia di teorie:

  1. Teorie generali o totali = reti concettuali che costituiscono più enunciati connessi e non sono legate ad alcun materiale osservativo. Possono essere estese a diverse “regioni di problemi”. Es: teoria struttural-funzionalista di Talcott Parsons per cui un sistema sociale si configura come una rete di posizioni di status che determinano le aspettative riguardo i comportamenti degli attori che possiedono ruoli diversi. Il sistema è inteso come insieme di relazioni d’interdipendenza tra gli elementi ed è retto dal principio della propria conservazione e del proprio equilibrio. La struttura è la componente stabile del sistema, fondata su modelli normativi e su alternative costanti. La funzione è l’attività volta al soddisfacimento dei bisogni del sistema.
  2. Teorie speciali, specifiche o di medio raggio = reti concettuali che investono un circoscritto spazio problematico e che possono essere valutate nella loro adeguatezza e funzionalità a dar conto di un certo segmento di eventi sociali, orientandone l’investigazione. Sono teorie intermedie fra le ipotesi di lavoro che si formulano abbondantemente durante la routine quotidiana della ricerca e le speculazioni onnicomprensive basate su uno schema concettuale unificato che mirano a spiegare tutte le uniformità. Merton semplifica questo tipo con la teoria dei gruppi di riferimento che mira ad una classificazione sistematica delle determinazioni e delle conseguenze di quei processi di valutazione e di auto giudizio in cui l’individuo assume i valori e gli standard di altri individui e gruppi come quadro comparativo di valutazione.
  3. Gli orientamenti teorici generali = sono prospettive teoriche su questioni sostantive che forniscono alla ricerca un inquadramento generale. Merton indica un orientamento sociologico di questo tipo nella generica ipotesi durkheimiana in base alla quale “la causa di un fatto sociale dovrà essere cercata nei fatti sociali antecedenti, e non già tra gli stati della coscienza individuale”.
  4. Schemi concettuali = si ha a che fare con una rete concettuale collocata a un basso livello di generalità, elaborata con riferimento allo specifico problema di una situazione d’indagine.

Ipotesi termine costitutivo del linguaggio della scienza con il quale indichiamo ogni enunciato formulato dal ricercatore in merito ad una specifica rilevanza di talune proprietà dell’oggetto ai fini dei propri obiettivi cognitivi. È una sorta di scommessa cognitiva e quindi congettura che anticipa una possibile soluzione del problema d’indagine.

Le operazioni di ricerca

Il successo di ogni sforzo scientifico dipende da tre elementi:

  • Una chiara identificazione degli oggetti da investigare.
  • Una teoria immaginativa relativa al modo in cui essi sono collegati.
  • Acute intuizioni sui problemi specifici dell’evidenza e dei dati che si dimostrano più adeguati per la materia di cui si tratta.

Complessivamente tali attività consistono in:

  • Formulazione del problema d’indagine.
  • Concettualizzazione del problema.
  • Progettazione e costruzione della base empirica.
  • Trattamento, elaborazione e analisi della base empirica.
  • Esposizione dei risultati della ricerca.

Formulazione del problema d'indagine

I fattori che possono orientare la scelta, di specifici problemi di indagine sono molteplici e assai vari. Quale che ne sia l’origine, un problema di ricerca costituisce sempre una domanda cognitiva formulata rispetto a una generica situazione problematica, della quale essa rappresenta un ritaglio. Questi stessi ritagli problematici possono rivestire, in diverse situazioni di ricerca, un particolare interesse in quanto riferiti a specifiche classi di oggetti. Un problema di indagine empirica è sempre costituito logicamente da due elementi: un oggetto sociale + proprietà dell’oggetto stesso, che costituiscono lo specifico tema di studio. Poiché una ricerca empirica possa essere effettivamente avviata è necessario anche che se ne delimitino gli ambiti spaziali e temporali. Perciò un problema di ricerca empirica è posto solo quando è chiaro quali proprietà s’intendono studiare, relativamente a quale oggetto o classe di oggetti, in quale ambito/contesto spazio-temporale, per quali ragioni e con quali finalità. È dunque entro una o più o meno definita una strutturata area di interesse e di obiettivi cognitivi che un problema/oggetto d’indagine prende forma.

Merton tratta questa componente della formulazione di un problema di ricerca, in termini di rationate of question, e distingue:

  1. Theoretical rationale: ragione teoriche in base a cui si giustificano lo sforzo richiesto per trovare risposta a certi interrogativi, alle quali possiamo riferire la possibilità di connettere le ipotesi di ricerca a una teoria, allo scopo di testarne l’utilità e l’adeguatezza nella situazione specifica d’indagine.
  2. Practical rationale: ragioni squisitamente pratiche, che rinviano alla possibilità di applicare le conoscenze derivate dall’attività di ricerca, orientando un intervento di soluzione operativa relativamente al problema d’indagine.

Concettualizzazione del problema

Formulare un problema di ricerca significa concettualizzarlo. Attraverso gli interrogativi che muovono l’indagine e le ipotesi sottostanti in ragione delle quali essi risultino interessanti, il ricercatore viene progressivamente a mettere a fuoco gli aspetti parziali e specifici dell’oggetto che delimitano il suo problema di ricerca, e che, anzi, in qualche modo lo costruiscono, rendendolo passibile di investigazione. Con riferimento alla formulazione del problema di ricerca empirica, è stato evidenziato che esso consta sempre di 2 elementi: un oggetto e le proprietà di esso alle quali è specificamente diretto l’interesse del ricercatore. I principali tipi di oggetto di ricerca sociale sono gli individui che costituiscono categorie sociali (giovani, anziani, disoccupati, immigrati), gruppi sociali (famiglie, classi scolastiche), aggregati territoriali di individui (comunità, comuni, province), organizzazioni e istituzioni (aziende, scuole universitarie, ospedali), eventi, prodotti culturali (norme, costumi, campagna elettorale, sciopero). Lo specifico oggetto sociale cui è interessata l’indagine è detto unità di analisi, e per individuare l’esemplare o gli esemplari di essa che saranno studiati, il ricercatore deve concettualizzare lo stesso oggetto di indagine e darne una definizione operativa. Consiste nello stabilire i criteri in base ai quali si individua l’unità di analisi e operativamente, si rende possibile l’identificazione e il riconoscimento degli esemplari che vi corrispondono. Questa definizione fa parte della formulazione e della concettualizzazione del problema di ricerca, tanto più che nell’ambito di una concreta situazione d’indagine, all’applicabilità di questa definizione vengono posti precisi limiti spazio-temporali che circoscrivono l’ambito di studio.

Modelli = il termine modello è caratterizzato dalla medesima pluralità di significati del termine teoria, possiamo dire che i modelli costituiscono lo strumento attraverso cui una teoria viene non solo testata ma anche “attualizzata” o “storicizzata” in una specifica situazione d’indagine. I modelli pertanto sono sistemi di organizzazione, formalizzazione e rappresentazione di ipotesi di ricerca.

Progettazione della base empirica

La realizzazione pratica di un progetto di ricerca richiede:

  • L’individuazione della fonte dell’informazione che si reputa più adeguata alla circostanza: riguardo ad esse, si tende a distinguerle in: Dirette = si traggono informazioni di prima mano, che non sarebbero disponibili altrimenti che in seguito alla progettazione e raccolta da parte del ricercatore, esse sono infatti costituite dal linguaggio e dal comportamento di individui o gruppi sociali. Indirette = sono quelle presso le quali sono già disponibili le informazioni che occorrono al ricercatore, in quanto, già raccolte da altri, esse costituite da documenti di diversa natura, da banche dati statistiche e amministrative.
  • La scelta della tecnica/procedura di rilevazione più idonea.
  • La messa a punto degli strumenti di raccolta delle informazioni.

Ai criteri di selezione delle unità di analisi e di rilevazione presiedono le strategie di campionamento insieme di procedure che orientano il ricercatore nella selezione, appropriata alle caratteristiche e agli obiettivi dell’indagine che s’intende svolgere, dei casi che deve studiare relativamente a una più generale popolazione. I casi selezionati costituiscono un sottoinsieme o porzione, detto campione. Il ricercatore può ricorrere a procedure e tecniche di campionamento assai diversificate, riconducibili a due famiglie:

  • Campioni probabilistici = assicurano ad ogni unità di una popolazione di consistente numerosità una probabilità nota di entrare a far parte del campione. Sono caratterizzati dal ricorso a specifiche formule che rispondono alla domanda: quanti casi di una determinata popolazione devo osservare per averne un campione che ne sia sufficiente? I campioni probabilistici sono caratterizzati dal ricorso a particolari procedure che assicurano l’estrazione dei casi campione dall’universo della popolazione sia Casuale: la casualità del procedimento di estrazione costituisce condizione necessaria della rappresentatività del campione. Le procedure di estrazione rispondono alla domanda: quali casi devo osservare per avere un campione capace di rappresentare la popolazione di cui esso costituisce una porzione?
  • Campioni non probabilistici = sono di varia natura. Vengono utilizzati quando non si può ricorrere a un campionamento probabilistico. Le situazioni di ricerca in cui vi si ricorre possono essere caratterizzate da: (A) Assenza di una lista di campionamento della popolazione universo d’indagine e impossibilità di rintracciare le unità di analisi in base a un elenco di esse e di applicarvi le procedure di estrazione casuale. (B) Necessità od opportunità di condurre la rilevazione su un numero ridotto di casi, di cui il ricercatore può, o no, predeterminare alcune caratteristiche di base che è necessario che essi possiedano, nonché, la relativa numerosità.

La varietà degli elementi che entrano in gioco nella progettazione di un campione fa sì che si possa parlare di disegni campionari o disegni di campionamento. Le operazioni di ricerca inerenti a quest’area di attività sono volte a progettare dati che siano adeguati, nel contenuto e nella forma, alla materia trattata e agli obiettivi cognitivi dell’indagine.

Costruzione della base empirica

Per dare risposta al complesso degli interrogativi che hanno guidato l’indagine, il ricercatore deve materialmente costruire una base empirica, mediante la raccolta di informazioni funzionali ai propri interessi ed obiettivi cognitivi. La rilevazione sarà effettuata mediante procedure, tecniche e procedimenti scelti in sede di progettazione. Nel campo della ricerca sociale, si è soliti distinguere tra:

  • Tecniche quantitative: caratterizzate dall’intento di rilevare molte informazioni su numerosi casi ad un elevato grado di formalizzazione.
  • Tecniche qualitative: caratterizzate dall’intento di acquisire informazioni adeguate ad analizzare ambiti problematici interessanti non per le loro caratteristiche estensionali, ma in ragione degli approfondimenti specifici. Rientrano in questa tecnica, le tecniche che fanno capo ad operazioni di intervista, il cui modello tipico è il questionario. Essa rappresenta esemplarmente la situazione di ricerca in cui: a) Il piano di rilevazione delle informazioni procede direttamente da un lavoro di concettualizzazione del problema assai analitico, tale da consentire la messa a fuoco di tutti gli aspetti relativamente ai quali è specifico interesse del ricercatore rilevare informazioni. b) La rilevazione delle informazioni interessa diverse proprietà.

Facendo ricorso a questa tecnica, si assume come fonte di informazione il comportamento verbale di individui. Per la raccolta si avvale di uno strumento costituito da una serie di domande ed, inoltre, l’intervista con questionario si caratterizza per il fatto che sono già predisposte dal ricercatore diverse possibilità di risposta ad esse o ad una parte consistente di esse. Tale tecnica perciò viene detta strutturata o standardizzata. La standardizzazione della formulazione delle domande e del sistema di registrazione e codifica delle risposte corrisponde ad una definizione operativa delle proprietà dell’oggetto cui l’indagine è interessata, e assicura un certo grado di comparabilità alle informazioni rilevate, necessaria ad un loro trattamento aggregato.

La locuzione definizione operativa viene applicata alle caratteristiche dell’oggetto, per designare l’intero processo attraverso il quale i concetti che orientano un’attività di ricerca su alcune proprietà di un dato oggetto d’indagine vengano specificati nel loro significato, ridotti/tradotti in termini osservativi, ed interpretati empiricamente attraverso essi. Tale processo coincide con l’elaborato di Paul Lazarsfeld, in merito al passaggio dai concetti agli indici empirici. Questo modello si articola in quattro fasi:

  • Rappresentazione figurata del concetto.
  • Analisi dimensionale del concetto.
  • Individuazione e scelta degli indicatori.
  • Costruzione degli indici empirici.

Le fasi b e c coprono l’area del processo lungo la quale s’istituisce il rapporto di indicazione, cioè si congiunge un concetto astratto sul piano osservativo attraverso una serie di concetti ponte collocati a un più basso livello di generalità: le dimensioni del concetto e successivamente i relativi indicatori. Tra le fasi c e d vengono messi a punto espedienti fisici, cioè le variabili, attraverso le quali il ricercatore rileva e registra informazioni elementari in merito agli stati che le varie proprietà dell’oggetto assumono nei casi osservati. Nella fase d si realizza una sintesi di tali informazioni, si costruisce cioè una sorta di supervariabile detta indice empirico del concetto originario. Queste due fasi costituiscono l’operativizzazione. La definizione operativa dell’oggetto consente di operare una classificazione estensionale e denotativa, e dunque, di determinare la classe degli oggetti ai quali il termine si applica e dei quali ci si occupa. La definizione operativa delle proprietà dell’oggetto, tende invece a classificazioni intensionali e connotative dello stesso oggetto.

Lazarsfeld aveva segnalato la necessità, da parte dell’intervistatore, di un uso libero e aperto del questionario, ponendo il fondamento della comparabilità delle risposte nell’identità dei significati delle domande, piuttosto che delle parole utilizzate nella loro formulazione. L’intervista con questionario è considerata l’esemplare caratteristico dei sistemi di rilevazione atomistici, rivolti cioè ad un oggetto scomposto, frammentato nelle sue componenti elementari, nelle sue proprietà. L’intervista cosiddetta qualitativa agisce invece sul ve...

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher basileaas di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodologia della ricerca sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Fasanella Antonio.
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