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l’aggregazione consiste in un raggruppamento in classi di maggiore ampiezza senza porsi il problema della

somiglianza. Si raccomanda però di usare la variabile cardinale in modo disaggregato, anche se in alcune

analisi si possono seguire tre criteri di aggregazione:

- Criterio puramente aritmetico in cui si raggruppano i valori della variabile in intervalli di uguale

ampiezza

- Criterio che consiste nell’aggregare i valori assumendo a riferimento il loro significato

- Criterio che fa riferimento non solo al valore della variabile ma anche alla configurazione della sua

distribuzione di frequenza

Una classificazione può riguardare anche più dimensioni e si parla appunto delle classificazioni

multidimensionali che s distinguono in due tipi: le tassonomie e le tipologie.

La tassonomia è una classificazione dove le variabili che definiscono la classificazione sono considerate in

successione, quindi in una struttura gerarchica.

La tipologia invece è una classificazione nelle quale le variabili che la definiscono sono considerate

simultaneamente. Le classi i una tipologia sono dette ‘’tipi’’. Esso è quindi un concetto che si colloca come

intersezione dei significati delle modalità delle variabili che costituiscono la tipologia. Quindi il numero dei

tipi è apri al prodotto delle modalità per le variabili. Un problema che capita di frequente è che essendo il

numero di tipi pari al prodotto del numero di modalità delle variabili, è facile arrivare a tipologie che

contengono numerosi tipi e quindi risulta una difficile interpretazione. Perciò si compie una riduzione del

loro numero attraverso l’unificazione di alcuni tipi in un unico tipo, chiamata da Lazarsfeld come riduzione

dello spazio degli attributi. Questa riduzione può avvenire prima della formazione della tipologia riducendo

le modalità delle variabili oppure dopo sulla base di due considerazioni: fusione in un unico tipo dei tipi con

significato affine oppure aggregazione a tipi confinanti dei tipi con numero di casi esiguo.

Quando è necessario confrontare dei valori di variabili cardinali appartenenti a distribuzioni differenti oppure

che hanno differenti unità di misura si usa la standardizzazione delle variabili. Si parte dalla media dei valori

e si calcolano gli scarti dalla media. La dividiamo per lo scarto-tipo dei quella variabile dalla media. Il

punteggio standardizzato (Z) sarà uguale a:


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione pubblica e d'impresa
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Laurarafa02 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodologia della ricerca sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Fasanella Antonio.

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