Metodologia e tecniche della ricerca sociale
Capitolo quinto
I due modi di raccogliere informazioni sono osservare e domandare. Ora ci focalizzeremo sul rilevare informazioni interrogando attraverso l’introduzione del concetto dell’inchiesta campionaria. Essa può essere definita come il modo di rilevare informazioni interrogando gli stessi individui oggetto della ricerca appartenenti a un campione rappresentativo mediante una procedura standardizzata e con lo scopo di studiare le relazioni esistenti tra le variabili.
La formulazione delle domande è sia possibile in forma orale che in forma scritta e sono poste direttamente agli individui che sono l’oggetto della ricerca. L’impossibilità di interrogare tutti gli individui impone la scelta di un campione che deve essere rappresentativo, ovvero avere tutte le caratteristiche dell’intera popolazione oggetto dello studio e deve essere inoltre di consistenti dimensioni.
L’interrogazione deve avvenire attraverso una procedura standardizzata, ciò sta a significare che a tutti i soggetti vengono poste le stesse domande e questo permette la comparabilità delle risposte. Oltre alle domande anche le risposte devono essere standardizzate, cioè organizzate sulla base di uno schema di classificazione comune a tutti i soggetti. A conclusione significa produrre la cosiddetta matrice-dati che rappresenta l’evoluzione della matrice casi per variabili dove nelle righe abbiamo i casi, nelle colonne le variabili e in ogni cella un dato.
Lo scopo dell’inchiesta è quello di studiare relazioni fra variabili. Vogliamo distinguere l’inchiesta campionaria dal sondaggio. Il sondaggio è un’indagine puramente esplorativa volta ad accertare l’esistenza e la consistenza di un fenomeno, mentre l’inchiesta va ad analizzare più profondamente le origini di un fenomeno, le sue interrelazioni con altri fenomeni sociali. Quest’ultima si distingue dal sondaggio quindi per l’esistenza di un’ampia problematica teorica che le sta alle spalle, per l’ampiezza dei temi toccati: nel sondaggio non sono trattati con profondità e per il tipo di analisi che viene condotta successivamente sui dati rilevati: nel sondaggio l’analisi è puramente descrittiva.
Un’altra distinzione è quella tra inchiesta campionaria e intervista qualitativa. Abbiamo detto che sono fondamentali la domanda e la risposta. Esse in un primo caso possono essere entrambe standardizzate e dare origine al questionario. In un secondo caso la domanda può essere standardizzata, mentre la risposta è libera dando origine all’intervista strutturata. Nel terzo caso entrambe sono libere e così otteniamo l’intervista libera.
I primi cenni storici riguardo l’inchiesta campionaria furono attribuiti a Marx, Weber e alle prime inchieste riguardo la vita dei cittadini londinesi. Ma il vero salto di qualità fu dato quando si affermò il concetto di rappresentatività e con le procedure di campionamento. Questa tecnica però ebbe successo con il polacco Neyman verso gli anni ’30.
Il primo dilemma è la contrapposizione tra la posizione oggettivista per cui la realtà sociale è esterna al ricercatore ed è conoscibile, in cui il dato sociale può essere rilevato oggettivamente con un’osservazione scientifica e dall’altra parte c’è una posizione costruttivista per cui il dato sociale non viene osservato, ma costruito o generato nell’interazione fra i due soggetti studiante e studiato. Nell’approccio oggettivo il rapporto tra intervistato-intervistatore deve essere spersonalizzato in quanto l’intervistatore non deve alterare lo stato dell’intervistato. Questo asserto viene criticato da Gilli il quale afferma l’impossibilità di questo atteggiamento da parte dell’intervistatore in quanto non solo è nel mondo ma è anche del mondo, quindi esso non si limiterà a registrare le risposte, ma ne sarà partecipe e indirettamente influente.
Il secondo dilemma è il confronto tra le posizioni uniformista ed individualista. Il primo afferma la presenza di alcuni comportamenti comuni a tutti gli uomini, mentre il secondo punto di vista afferma la rilevanza delle differenze interindividuali. Quindi subentra il problema dell’uguaglianza del questionario per tutti i soggetti che deve essere somministrato a tutti nello stesso modo presupponendo che tutti siano dotati di una stessa sensibilità. In secondo luogo, sempre secondo Gilli il questionario livella l’uomo sullo standard dell’uomo medio.
Per misurare l’affidabilità del comportamento verbale lo si può fare attraverso il concetto di desiderabilità sociale, quello della mancanza di opinioni ed infine quello dell’intensità delle opinioni espresse.
La desiderabilità sociale è la valutazione socialmente condivisa che in una certa cultura viene data ad un certo atteggiamento individuale. Ci sono alcuni comportamenti che vengono considerati positivi ed altri negativi a livello sociale ed è stato notato come gli intervistati non diano delle risposte affidabili poiché vogliono fare bella figura e quindi falsificano la risposta per dare una buona impressione di sé. Perciò si creano risposte private, più veritiere e risposte ufficiali, ovvero mascherate.
Un secondo problema è l’assenza di opinioni, in quanto non sempre gli intervistati possono conoscere l’argomento trattato nel questionario e quindi sono mossi a dare risposte a caso per lo più positive che non manifestino effettivamente la loro ignoranza a riguardo.
Il terzo problema è l’intensità di una risposta in quanto la tecnica del questionario non è in grado di distinguere le opinioni intense e stabili da quelle deboli e volubili.
Creare un buon questionario è complicato e per farlo è necessaria una giusta esperienza dell’intervistatore, la conoscenza della popolazione studiata e la chiarezza delle ipotesi di ricerca.
Le domande che sono presenti sono di tre tipi. Le domande relative a proprietà sociografiche di base che si riferiscono alla descrizione delle caratteristiche sociali di base dell’individuo tra cui caratteristiche permanenti (età, nome ecc.), sia quelle non permanenti ma che lo definiscono (professione, residenza ecc.). Poi ci sono domande relative agli atteggiamenti, quindi opinioni, valutazioni, sentimenti riguardo un argomento di cui però non si può scoprire l’intensità. Ed infine le domande relative ai comportamenti quindi alle azioni che sono meno equivoche rispetto agli atteggiamenti in quanto un’azione o c’è stata o non c’è stata e sono facilmente osservabili.
Domande aperte e chiuse
Distinguiamo inoltre domande aperte, in cui si lascia piena libertà alla formulazione della risposta e domande chiuse, dove è presente un ventaglio delle possibili risposte entro le quali è possibile scegliere. La domanda aperta premette dopo la trascrizione della risposta il fenomeno della codifica delle risposte cioè la loro classificazione in un numero finito e limitato di categorie per permettere analisi e confronti. Questo tipo di domanda non è molto usata poiché prevede una grande quantità di tempo e costi elevati. La domanda chiusa ha alcuni vantaggi come: offre a tutti lo stesso quadro di riferimenti, facilita il ricordo, stimola l’analisi e la riflessione, dà delle alternative a chi non ha un’opinione a riguardo. Presenta anche dei limiti come il dare diverso significato alle domande che non viene preso in considerazione, non si possono articolare risposte più elaborate e sono forzati a risposte innaturali.
Linee guida per la formulazione delle domande
- Il linguaggio deve essere semplice poiché deve essere adeguato alle caratteristiche del campione studiato e deve essere capito dalla maggior parte della popolazione.
- Le domande devono essere concise in quanto se lunghe l’intervistato può basare la sua risposta solo sull’ultima parte della domanda. Tuttavia la domanda lunga può essere usata per gli argomenti più complessi dato che facilita il ricordo, dà più tempo all’intervistato di pensare e agevola ad una risposta più articolata.
- Anche le alternative non devono essere tante, non più di cinque.
- Non si devono usare termini che possano avere diversi significati.
- È bene evitare termini carichi di significato negativo.
- La sintassi deve essere semplice e lineare, si devono evitare le doppie negazioni.
- Vanno evitate sia le domande esplicitamente multiple, ovvero una singola domanda che ne contiene di più al suo interno, sia quelle con una problematica non sufficientemente articolata.
- Devono essere costruite in modo tale da operare delle discriminazioni nel campione degli intervistati per evitare di ottenere il 90% delle stesse risposte su una stessa domanda.
- La domanda non deve orientare verso una particolare risposta quindi deve essere equilibrata.
- È indispensabile non dare per scontati dei comportamenti presunti.
- Bisogna riferire le domande a un tempo preciso in modo da facilitare il ricordo e non permettere la sovrapposizione del comportamento ideale a quello reale.
- La domanda non deve essere astratta bensì concreta.
- È meglio focalizzare la domanda su comportamenti piuttosto che su atteggiamenti.
- Per evitare la desiderabilità sociale bisogna legare le domande a eventi il più possibile concreti, ad esempio formulare la domanda in modo da rendere accettabile anche la risposta meno desiderabile oppure considerando normale e diffuso il comportamento negativo o ancora presentando tutte le risposte alla domanda come ugualmente legittime.
- Domande imbarazzanti come comportamento sessuale, reddito ecc. vengono messi in busta chiusa.
- Il problema della mancanza di opinione viene risolto constatando che il ‘non so’ è una risposta legittima come le altre.
- Individuare l’intensità attraverso ulteriori domande. Intensità, centralità e conseguenze comportamentali.
- Distorsione semantica delle risposte: acquiescenza, ovvero dare più risposte positive che negative e response set, le domande sono organizzate in batterie e questa uniformità delle risposte consiste nel dare delle stesse risposte uguali in ciascuna batteria.
- Per migliorare l’effetto memoria bisogna stabilire dei limiti temporali definiti oppure si usano punti di riferimento temporali relativi a eventi più salienti di quello studiato.
- Le domande devono essere disposte in un modo sequenziale logico. Importante è il primo approccio tra intervistatore ed intervistato, dove il primo deve mettere a proprio agio il secondo. Bisogna inoltre non far stancare l’intervistato e mantenere viva la conversazione sia attraverso limiti di tempo sia attraverso l’interazione. Inoltre le domande precedenti ad una in particolare non devono influenzare una risposta diversa.
Le domande vengono presentate in batterie sia per risparmiare spazio, per facilitare la comprensione del meccanismo di risposta, per migliorare la validità di risposta e per facilitare l’analisi dell’intervistatore. Quando una domanda si applica a diversi oggetti va fatta la distinzione tra formulazione in termini assoluti e in termini relativi. Nel primo caso ogni domanda è un’entità autosufficiente al quale l’intervistato può rispondere indipendentemente dalle altre domande, mentre nel secondo caso la risposta ad una domanda nasce dal confronto con le altre possibili risposte. La domanda che implica un confronto è spesso migliore agli effetti della valutazione del punto di vista dell’intervistato. Una tecnica che usa spesso le batterie è la tecnica delle scale (scaling) che si applica in particolare alla misura degli atteggiamenti.
Per la rilevazione dei dati, premessa fondamentale è la conoscenza da parte dell’intervistatore dell’argomento dell’oggetto di studio. Inoltre il questionario deve essere preceduto da un pre-test che serve a collaudare il questionario vero e proprio. Verrà somministrato a poche decine di casi e su soggetti aventi le stesse caratteristiche delle persone appartenenti alla popolazione studiata. La fase di preparazione consisterà in un primo incontro tra l’equipe e gli intervistatori che descrivono la loro ricerca. Successivamente ci sarà l’incontro tra intervistato e intervistatore al cui viene data una svolta nel momento in cui si afferma che la loro intervista avverrà in anonimato.
Capitolo sesto
Ci sono tre modi per somministrare un questionario: l’intervista faccia a faccia, l’intervista telefonica e il questionario auto compilato. A questi tre modi aggiungiamo oggi il questionario telematico.
Per quanto riguarda l’intervista faccia a faccia, la tecnologia ha solo parzialmente cambiato il modo di procedere migliorando attraverso l’uso dei personal computer che hanno portato allo scorrimento del questionario di fronte all’intervistatore sul monitor e alla registrazione facilitata.
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