Che materia stai cercando?

Riassunto esame Metodologia della ricerca sociale, prof. Fasanella, libro consigliato Metodologia e tecniche della ricerca sociale, Corbetta

Riassunto esame Metodologia della ricerca sociale,basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Fasanella, libro consigliato Metodologia e tecniche della ricerca sociale, Corbetta. Il riassunto comprende lo studio dei capitoli 5,6,7,9,11; che comprendono i concetti specifici fondamentali per il superamento del secondo esonero del corso, integrato con... Vedi di più

Esame di Metodologia della ricerca sociale docente Prof. A. Fasanella

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

2.2 APPROCCIO UNIFORMISTA VS. INDIVIDUALISTA

Da una parte la posizione uniformista sostiene che esistono delle uniformità

empiriche, delle regolarità dei fenomeni alle quali l’agire dei singoli può essere

ricondotto; dall’altra la posizione individualista sostiene che ogni caso, ogni

azione sociale è un evento unico, il soggetto è irriducibile a qualsiasi forma di

generalizzazione.

2.3 L’OBBIETTIVO DEL MINIMO COMUN DENOMINATORE

Le soluzioni che vengono date al primo dilemma come al secondo portano

alla stesso punto: l’invarianza dello stimolo.

3. L’AFFIDABILITA’ DEL COMPORTAMENTO VERBALE

Una secondo problema di fondo meno radicato di quello precedente è quello

dell’attendibilità del comportamento verbale analizzato da tre punti di vista:

Desiderabilità sociale. È la valutazione socialmente condivisa, che in una

certa cultura viene data ad un certo atteggiamento o comportamento

individuale. Se tale comportamento o atteggiamento è fortemente connotato

in senso positivo o negativo, le domande su questi temi possono dare luogo a

risposte fortemente distorte (si nasconde o si esagera).

Mancanza di opinioni (pseudo-opinioni). Su alcune tematiche complesse o

che non si conoscono, gli intervistati possono scegliere a caso una delle

risposte. Si crea una sorta di pressione a rispondere pur senza avere opinioni

Intensità. La domanda standardizzata rileva l’opinione, ma non la sua

intensità o il suo radicamento e il ricercatore non è in grado di distinguere le

opinioni stabili da quelle volubili.

4. SOSTANZA E FORMA DELLE DOMANDE

Per la stesura di un buon questionario sono necessari: a) esperienze del

ricercatore; b) la conoscenza della popolazione alla quale il questionario

viene somministrato; c) la chiarezza delle ipotesi di ricerca.

Domande relative a proprietà sociografiche di base. Si riferiscono alla

descrizione delle caratteristiche di base dell’individuo, permanenti come

genere, età e luogo di nascita, oppure caratteristiche variabili come la

professione, lo stato civile e il luogo di residenza.

Domande relative ad atteggiamenti. Si rileva quello che il campione pensa:

opinioni, motivazioni. Sono le domande più difficili perché gli atteggiamenti

sono multidimensionali di diversa intensità e mutevoli.

Domande relative a comportamenti. Se nel caso precedente si rileva

quello che l’intervistato dice di pensare, in questo caso si rilevano le sue

azioni e i comportamenti che sono inequivoci e empiricamente osservabili.

Domande fattuali. Relative ai fatti.

Domande motivazionali. Relative a opinioni e atteggiamenti.

4.2 DOMANDE APERTE E DOMANDE CHIUSE

Una delle prime decisioni che il ricercatore deve assumere al momento di

formulare una domanda è relativa alla sua presentazione in forma aperta o

chiusa.

DOMANDA APERTA. Lascia piena libertà di risposta all’intervistato ed ha

quindi il vantaggio della libertà di espressione, ma presenta degli svantaggi

come , la vaghezza delle espressioni, la difficile confrontabilità, la produzione

di informazioni inutili, i cisti elevati, richiedono un livello di istruzione elevato

(per chi risponde), e soprattutto le risposte vanno comunque codificate per

ottenere una matrice-dati (post-codifica).

DOMANDA CHIUSA. Offre a tutti lo stesso quadro di riferimento, facilità il

ricordo e stimola l’analisi e la riflessione. Gli svantaggi sono che lascia fuori

tutte le alternative non previste dal ricercatore, le stesse che rischiano di

influenzare l’intervistato e inoltre le risposte offerte non hanno lo stesso

significato per tutti.

5. FORMULAZIONE DELLE DOMANDE

1.SEMPLICITA’ DI LINGUAGGIO. Occorre un linguaggio adeguato al

campione studiato e più semplice nel caso di questionari auto compilati.

2.LUNGHEZZA DELLE DOMANDE. Devono essere concise. Le domande

troppo lunghe possono distrarre l’intervistato dal focus dell’interrogativo.

3.NUMERO DELLE ALTERNATIVE DI RISPOSTA. Nelle domande chiuse le

alternative di risposta non posso essere troppo numerose (in genere si

consiglia cinque).

4.DEFINIZIONI AMBIGUE. Non utilizzare termini dal significato indefinito.

5.PAROLE DAL FORTE CONNOTATO NEGATIVO. Evitare termini dal forte

connotato emotivo soprattutto se negativo.

6.DOMANDE SINTATTICAMENTE COMPLESSE. Per esempio evitare le

doppie negazioni.

7.DOMANDE CON RISPOSTA NON UNIVOCA. Vanno evitate le domande

multiple in cui in una domande ne siano incluse più di una.

8.DOMANDE NON DISCRIMINANTI. Una domanda che ottiene il 90% delle

risposte dello stesso tipo.

9.DOMANDE TENDENZIOSE. Evitare accostamenti di parole che possono

orientare l’intervistato.

10.COMPORTAMENTI PRESUNTI. Evitare di dare per scontati

comportamenti che non lo sono

11.FOCALIZZAZIONE NEL TEMPO. Evitare domande che richiedono una

media nel tempo su comportamenti abituali ecc.

12.CONCRETEZZA/ASTRAZIONE. Evitare domande astratte che possono

generare risposte generiche

13.COMPORTAMENTI E ATTEGIAMENTI. Focalizzare la domanda su un

comportamento piuttosto che un atteggiamento.

14.DESIDERABILITA’ SOCIALE DELLE RISPOSTE. Formulare la domanda

in modo da rendere accettabile la risposta.

15.DOMANDE IMBARAZZANTI. Evitare o trattare con diversamente temi

delicati.

16.MANCANZA DI OPINIONI O NON SO. Accertarsi preventivamente che il

soggetto abbia un opinione sul problema trattato.

17.INTENSITA’ DEGLI ATTEGGIAMENTI. Saper cogliere l’intensità delle

risposte.

18.DISTORSIONE SITEMATICA DELLE RISPOSTE. Si riferisce a due

distorsioni: a)Acquiescenza: si riferisce alla tendenza dell’intervistato a

rispondere positivamente a tutte le domande (yeasaying). b) Uniformità delle

risposte: (response set) di fronte a una batterie di domande per mancanza di

opinioni o pigrizia l’intervistato risponde sempre allo stesso modo.

19.EFFETTO MEMORIA. Le domande che si riferiscono al passato

comportano delle difficolta maggiori all’intervistato. Utile imporre limiti

temporali al ricordo.

20.SEQUENZA DELLE DOMANDE. La prima parte del questionario deve

avere l’obbiettivo di mettere a suo agio l’intervistato e fargli capire come

funziona l’intervista. In secondo criterio è quello dell’interesse e la

stanchezza dell’intervistato. E’ importante strutturare il questionario in modo

da tener viva sempre la sua attenzione. Il terzo criterio è quello della

sequenzialità dell’intervista. È necessario che i temi toccati nell’intervista si

sviluppino in una sequenza logica e che fluisca il più possibile. L’ultimo punto

è quello dell’effetto contaminazione. In certi casi la risposta a una domanda

è influenzata dalle domande che l’hanno preceduta.

6. BATTERIE DI DOMANDE

Nei questionari è frequente il caso di domande formulate tutte allo stesso

modo (stessa domanda, stesse alternative di risposte, cambia solo l’oggetto).

Ciò permette di risparmiare spazio sul questionario, di facilitare la

comprensione nel meccanismo di risposta, di migliorare la validità delle

risposte e di facilitare la costruzione di indici. Tuttavia, esse presentano

l’inconveniente di creare una sorta di assuefazione da parte dell’intervistato,

che potrebbe fornire risposte date a caso (pseudo opinioni) oppure risposte

tutte uguali (response set).

7. ORGANIZZAZIONE DELLA RILEVAZIONE

Ci sono alcune fasi che precedono la rilevazione vera e propria e sono:

Lo studio esplorativo. Il ricercatore per poter formulare le domande

adeguate e le risposte, nel caso delle domande chiuse, deve conoscere

perfettamente il problema oggetto di studio

Il pre-test. Quando il questionario è pronto si procede con la fase di collaudo

sottoponendo il test su poche decine di casi, alfine di determinare la sua

efficacia e durata.

La preparazione e la supervisione degli intervistatori. Comprende la

preparazione iniziale degli intervistatori e la supervisione durante la

rilevazione vera e propria.

La forma grafica del questionario. Il questionario deve essere visivamente

compatto. CAPITOLO VI

1. MODALITA’ DI RILEVAZIONE

INTERVISTE FACCIA A FACCIA.

La rivoluzione informatica ha solo lievemente modificato questo modo di

procedere, sostituendo la registrazione carta e penna con un personal

computer, che gestisce lo svolgimento dell’intervista e segnala

automaticamente le eventuali incongruenze; spariscono cosi le fasi di codifica

e di immissione dati. Non cambia il meccanismo base di interazione fra

intervistatore e intervistato. E’ dalla sua prestazione che dipende la qualità

dell’intervista e deve quindi, inibire qualsiasi comportamento che può

influenzare l’intervistato. Per raggiungere questo obbiettivo i manuali pongono

accento su alcune caratteristiche degli intervistatori:

Le loro caratteristiche. Dal genere all’età, dal ceto sociale all’etnia.

Le loro aspettative. Vengono trasmesse spesso in maniera inconscia .

La loro preparazione. Consapevolezza del tipo di interazione e dei

meccanismi.

La loro motivazione. La convinzione nel proprio lavoro e della sua finalità.

QUESTIONARI AUTOCOMPILATI.

Ci sono due casi fondamentali di autocompilazione: rilevazione di gruppo.

Per esempio in una classe in cui un operatore distribuisce il questionario,

assiste alla sua compilazione e li ritira. Rilevazione individuale. Occorre

distinguere fra situazioni “con” o “senza” vincoli sulla restituzione del

questionario compilato. Un caso di restituzione vincolata è quello del

censimento, mentre un caso senza vincoli sulla restituzione del questionario è

quello del questionario postale.

I vantaggi di questa tecnica sono: risparmi altissimi nei costi, maggiore

garanzia di anonimato, assenza di distorsioni dovute dall’intervistatore,

accessibilità e comodità. Mentre gli svantaggi sono: bassa percentuale di

risposte, distorsione dovuta all’autoselezione e mancanza di controlli. Il

problema principale di questa tecnica è rappresentato dai ritorni dei

questionari. Il tasso di riuscita in base ai ritorni dipende da vari fattori come:

l’istituzione che patrocina l’indagine, lunghezza del questionario, le

caratteristiche degli intervistati e dal tipo di sollecito. Nel caso di questionari

autocompilati sono da escludere le domande aperte.

INTERVISTE TELEFONICHE.

I principali vantaggi sono: permette una grande rapidità di rilevazione,

comporta costi inferiori dell’intervista faccia a faccia, presenta minori

resistenze alla concessione dell’intervista, permette di raggiungere intervistati

nelle zone periferiche. Mentre gli svantaggi sono: più distacco e freddezza del

rapporto, il rapporto si logora prima, non si raccolgono dati non verbali, le

persone anziane o con basso titolo di studio sono sotto rappresentate,

limitatezza del tempo a disposizione. A questo quadro problematico si è

aggiunto a partire dal primo decennio di questo secolo, un nuovo grave

problema che rende ancora più insoddisfacente il dato prodotto dall’intervista

telefonica. In primo luogo i telefoni fissi sono stati sostituiti dai cellulari. In

secondo luogo è intervenuta una modifica normativa per la quale per essere

presenti negli elenchi telefonici occorre aver dato il proprio consenso. Infine,

nel tempo, è venuta crescendo una diffusa insofferenza da parte dei cittadini

nei confronti delle interviste telefoniche, solitamente di carattere commerciale,

che negli anni hanno afflitto i nostri telefoni, con il risultato di un altissimo

tasso di rifiuti a rispondere. Questi errori di copertura e di non risposta

inficiano gravemente la rappresentatività dei campioni ottenuti via telefono.

QUESTIONARI TELEMATICI.

Nel primo decennio di questo secolo si è venuta sempre più affermando nella

ricerca sociale la distribuzione, compilazione e raccolta di questionari via

internet. Le principali caratteristiche sono: INCHIESTE VIA WEB. Una prima

distinzione va introdotta fra email surveys, in cui il questionario viene spedito

al destinatario come allegato a una email, lo compila e lo rispedisce al

mittente sempre via email; e fra web surveys, dove il soggetto accede a un

sito web e su questo compila il questionario online. Il principale problema di

questo modo di somministrare il questionario online è che l’accesso a internet

è limitato a una quota della popolazione e anche se si dispone di questo

accesso esistono capacità diverse al suo utilizzo. Il questionario online

comunque è risultato avere il maggior tasso di risposta. PANEL ONLINE. E’

un gruppo di persone che accetta di partecipare tramite la connessione

internet a inchieste telematiche per un certo periodo di tempo. La sua finalità

è quella di offrire al ricercatore un campione di persone disponibili a essere

ripetutamente intervistate. Il problema principale del panel online è quello

della rappresentatività, per cui diventa cruciale il modo di reclutamento delle

persone che vi fanno parte. Possiamo distinguere due situazioni. Nel

campione non probabilistico l’adesione al gruppo avviene volontariamente

e quindi non garantisce la rappresentatività del campione. Nel campione

probabilistico le persone sono scelte indipendentemente dalla loro volontà.

In conclusione. L’intervista faccia a faccia ha il vantaggio decisivo della

presenza dell’intervistatore che permette una conversazione approfondita e

prolungata nel tempo, ma presenta anche lo svantaggio di un costo ormai

proibitivo in quasi tutte le situazioni di ricerca. L’intervista telefonica ha il

vantaggio dei costi ridotti, ma gli svantaggi della brevità e della superficialità

dell’interazione con l’intervistato e quello della crescente inadeguatezza del

campione. Il questionario telematico ha il vantaggio dei costi enormemente

inferiori ai due precedenti modi, ma gli svantaggi della limitazione del

campione agli utenti internet e dell’autoselezione dei partecipanti.

2. INCHIESTE DIACRONICHE

Chiamiamo “diacronici” gli studi che si prolungano nel tempo e “sincronici”

quelli che si realizzano in un solo momento preciso e limitato. L’inserimento

della variabile tempo nella ricerca rappresenta una della principali condizioni

per la piena comprensione delle realtà sociali. È solo attraverso lo studio del

cambiamento che lo studioso può riuscire a capire le trasformazioni sociali e

aspirare a identificarne le cause. Sono due le strade per il ricercatore sociale:

replicare nel tempo, su campioni diversi, la stessa ricerca; oppure rilevare

ripetutamente le stesse informazioni sugli stessi soggetti. I primi sono detti

studi trasversali e danno luogo alle inchieste trasversali replicate; il secondo

sono gli studi longitudinali (inchieste longitudinali).

INCHIESTE TRASVERSALI REPLICATE.

Si chiamano inchieste trasversali in quanto realizzano una sezione

trasversale della popolazione studiata in un dato momento. Ognuna di queste

è una fotografia istantanea della popolazione; replicandola ho delle fotografie

successive; leggendole in sequenza ho una rappresentazione del

cambiamento intervenuto. Le rilevazioni devono essere condotte nello stesso

modo: la popolazione di riferimento deve essere equivalente, il disegno

campionario deve essere identico e le domande che intendiamo confrontare

nel tempo devono essere formulate nello stesso modo. Con questo tipo di

inchieste si riesce a cogliere il cambiamento a livello aggregato, ma non il

cambiamento a livello individuale.

INCHIESTE LONGITUDINALI.

La tecnica dell’inchiesta longitudinale è l’intervista ripetuta sugli stessi

soggetti, con le stesse domande, a distanza di tempo. L’inchiesta

longitudinale pone alcuni specifici problemi, come la mortalità del campione

(ad ogni nuova rilevazione, morti, rifiuti, trasferimenti), che pone una grave

minaccia alla rappresentatività dei dati. Le precedenti rilevazioni possono

influenzare le successive e un tale impegno di ricerca può essere gestito solo

da istituzioni aventi carattere nazionale e finanziamenti stabili nel tempo.

INCHIESTA RETROSPETTIVA.

Consiste in una normale inchiesta trasversale nella quale si pongono ai

soggetti intervistati una serie di domande relative al loro passato. Sono

evidenti i limiti di questo approccio, che fa affidamento sulla memoria.

Sempre con riferimento a questo tipo di inchiesta, una tecnica usata è

rappresentata dall’analisi degli eventi nella quale si studia l’effetto delle

transizioni, cioè dei passaggi di stato nella vita degli individui.

Infine una possibilità per lo studio del cambiamento è data dal collegamento

di file censuari e amministrativi, consistente nell’unire dati individuali di

fonte diversa (censimenti, anagrafi ecc.). il limite di questo approccio è dato

dalla povertà di queste informazioni.

Il problema generale di tutti i disegni di ricerca che includono la variabile

tempo è rappresentato dai costi. Da cui la necessità di affidare questi tipi di

indagine a istituzioni permanenti in grado di garantire la continuità di lungo

periodo che non può essere assicurata da singoli ricercatori o gruppi di

ricerca.

3. ANALISI SECONDARIA

Per analisi secondaria intendiamo una ricerca che viene condotta su dati di

inchiesta campionaria già precedentemente raccolti e disponibili nella forma

della matrice-dati originale. Si tratta quindi di una forma di rianalisi di file già

esistenti. Nel tempo ci si è accorti del fatto che molte ricerche condotte in

passato offrivano ancora ampi margini per nuovi e originali approfondimenti.

Tutto ciò ha spinto i ricercatori a rimettere mano su vecchi file per una loro

rianalisi. Fatto questo facilitato dallo sviluppo dell’informatica, che rende oggi

facilmente accessibili e utilizzabili file raccolti in qualsiasi parte del proprio

paese e del mondo. E facilitato anche dalla nascita di archivi-dati, istituzioni

finalizzate alla raccolta dei file relativi a ricerche già concluse. I vantaggi sono

l’elevato risparmio sui costi di rilevazione, che per il singolo ricercatore i costi

vivi della ricerca sono praticamente azzerati e quello della cumulatività dei

risultati empirici che si aggiungono alla conoscenza condivisa. I limiti di

questa evoluzione sono che il ricercatore non può valutare la qualità dei

dati(in quanto non controlla le fasi della rilevazione), gli interrogativi possono

essere limitati (a causa della mancanza dei dati) e che si possono produrre

ricerche fatte a partire da dati disponibili e non da ipotesi teoriche. Un

approccio che si affermato negli ultimi anni è quello della meta-analisi, un

metodo di selezione, integrazione e sintesi di studi aventi uno stesso oggetto

d’analisi, a partire dai risultati degli studi invece che dai dati. Si tratta quindi di

una integrazione dei risultati.

4. RICERCA BIBLIOGRAFICA, ARCHIVI DATI E DATASET

L’argomento della ricerca bibliografica è preliminare a qualsiasi operazione di

ricerca empirica. Potremmo definirla come l’azione per scoprire quello che è

già stato detto (sul piano teorico) e fatto (sul piano empirico) per decidere che

cosa fare e come farlo aggiungendosi alle esperienze precedenti, attraverso

l’esplorazione delle pubblicazioni sull’argomento studiato. Questa

esplorazione deve precedere qualsiasi operazione empirica e prece il disegno

stesso della ricerca. Trattandosi in un itinerario individuale la qualità e la

completezza della ricerca bibliografica condiziona la rilevanza dei risultati

empirici. Una ricerca bibliografica significa passare in rassegna le principali

idee e ricerche relative all’area di interesse, una sua caratteristica è la sua

struttura a cascata, si comincia da un articolo o un libro e poi, inseguendo i

suoi riferimenti bibliografici, si risale ad altri contributi e cosi via. Imparare da

altri è sempre importante e citare il lavoro altrui può dimostrare la scientificità

del proprio lavoro può rinforzare un’argomentazione ed enfatizzare un

risultato empirico. Uno dei più diffusi archivi bibliografici per le scienze sociali

è il Social Sciences Citation Index (Ssci). Altri sono lo Scopus che è un

ampio archivio multidisciplinare che contiene abstracts (citazioni). Mentre

scholar.google.com è il motore di ricerca non a pagamento più utilizzato,

come books.google.com e per i libri e Sociological Abstracts un archivio

aggiornato mensilmente.

Gli archivi-dati sono le istituzioni finalizzate alla raccolta, archiviazione e

distribuzione dei file; i dataset sono l’insieme dei dati relativi a un’indagine,

organizzati in matrice-dati in formato elettronico con relativa documentazione.

CAPITOLO VII

Con l’espressione tecnica delle scale ci riferiamo a un insieme di procedure

messe a punto della ricerca sociale per misurare l’uomo de la società.

Possiamo dire che una scala è un insieme coerente di elementi che sono

considerati indicatori di un concetto più generale. L’elemento è il singolo

componente (affermazione, domanda, comportamento, risposta a un test,

attributo); la scala è l’insieme degli elementi. L applicazione più frequente

della tecnica delle scale è rappresentata dalla misura degli atteggiamenti,

dove l’unità di analisi è l’individuo, il concetto generale è un atteggiamento e i

concetti specifici sono delle opinioni. Per atteggiamento ci si riferisce a

quell’insieme di tendenze e sentimenti, pregiudizi, idee e timori; mentre con

opinione ci si riferisce all’espressione verbale dell’atteggiamento. Lo scopo

delle tecniche delle scale è quello di rilevare atteggiamenti sottoponendo agli

individui una serie di affermazioni concernenti l’atteggiamento studiato e

chiedendo loro di esprimere delle opinioni personali su tali affermazioni.

Combinando opportunamente le risposte si otterrà un punteggio individuale

che stima la posizione del soggetto sull’atteggiamento oggetto di studio.

Intenzionalmente di parlerà di attribuzione di valori agli stati dei soggetti e non

di misurazione per le proprietà che il ricercatore intende rilevare non si

dispone di una unità di misura.

Le scale sono degli strumenti con le quali ci si approssima alla misurazione

ma stessi strumenti sono soggetti a elementi noti e ignoti di distorsione.

GLI ELEMENTI DELLA SCALA

Una scala è costituita da domande che vengono proposte all’intervistato

sequenzialmente e, poiché sono ravvicinate in un questionario, si parla di

batterie di domande. Gli elementi di queste batterie sono delle domande

chiuse, ovvero domande per le quali sono già previste dal ricercatore le

modalità di risposta. Quando le modalità di risposta offerte all’intervistato sono

ordinate si possono adottare tre modi di proporre queste alternative: a)

presentare delle possibilità semanticamente autonome: ogni modalità di

risposta ha il proprio significato intrinseco. b) presentare categorie di risposta

a parziale autonomia semantica: ogni significato di ogni categoria è solo

parzialmente autonomo dalle altre (es. il caso delle risposte, molto,

abbastanza, poco, ecc.) c) presentare delle scale auto-ancoranti: solo le due

categorie estreme sono dotate di significato. Fra di esse si colloca un

continuum (rappresentato spesso da cifre, caselle o da un segmento) entro il

quale l’intervistato colloca la sua posizione.

SCALE UNIDIMENSIONALI E SCALE MULTIDIMENSIONALI

Oltre le scale unidimensionali c’è un altro modo di affrontare il problema dei

concetti sottostanti un insieme di osservazioni. Chiedendosi quante e quali

dimensioni latenti stanno dietro di esse (scale multidimensionali). Queste

tecniche interpretano gli elementi come misura di prossimità. A partire dalle

prossimità/distanze fra determinati oggetti, si pone l’obbiettivo di ricostruire lo

spazio concettuale. Innanzi tutto bisogna capire se esiste uno spazio comune;

successivamente individuare quante dimensioni ha questo spazio e infine

dare un nome a queste dimensioni.


ACQUISTATO

1 volte

PAGINE

19

PESO

180.63 KB

AUTORE

Lucas_89

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto esame Metodologia della ricerca sociale,basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Fasanella, libro consigliato Metodologia e tecniche della ricerca sociale, Corbetta. Il riassunto comprende lo studio dei capitoli 5,6,7,9,11; che comprendono i concetti specifici fondamentali per il superamento del secondo esonero del corso, integrato con il riassunto delle slide che completano i concetti.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione pubblica e d'impresa
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Lucas_89 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodologia della ricerca sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Fasanella Antonio.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Metodologia della ricerca sociale

Riassunto esame Metodologia della ricerca sociale, prof. Fasanella, libro consigliato Metodologia e tecniche della ricerca sociale, Corbetta
Appunto
Riassunto esame Metodologia della ricerca sociale, prof. Fasanella, libro consigliato Il Disegno della Ricerca Sociale, Agnoli
Appunto
Riassunto esame Metodologia della ricerca sociale, prof. Fasanella, libro consigliato Metodologia e tecniche della ricerca sociale, Corbetta
Appunto
Riassunto esame Metodologia, prof. Fasanella, libro consigliato Metodologia delle scienze sociali, Marradi
Appunto