Capitolo V1. L'inchiesta campionaria nella ricerca sociale
Nella vita di tutti i giorni, quando vogliamo conoscere un determinato fenomeno sociale, disponiamo di due modi per raccogliere informazioni: osservare e domandare. L'osservazione è la via più diretta e immediata per studiare i comportamenti, ma l'interrogazione è la via obbligata per esplorare le motivazioni, quindi rilevare informazioni interrogando.
Per inchiesta campionaria intendiamo un modo di rilevare informazioni interrogando, gli stessi individui oggetto della ricerca, appartenenti a un campione rappresentativo, mediante una procedura standardizzata di interrogazione, allo scopo di studiare le relazioni esistenti tra le variabili. Per poter analizzare i dati è necessario che, oltre alle domande, anche le risposte siano standardizzate, ciò significa produrre a conclusione della rilevazione, la cosiddetta matrice-dati.
L'ultimo fra i requisiti è quello di studiare le relazioni fra variabili. Inchiesta campionaria da non confondersi con il sondaggio. Il sondaggio è un'indagine puramente esplorativa volta ad accertare l'esistenza e la consistenza di un fenomeno, mentre l'inchiesta campionaria non si limita a esplorare e descrivere, ma intende controllare empiricamente delle ipotesi.
Distinzione tra inchiesta campionaria e sondaggio
L'inchiesta campionaria si distingue quindi dal sondaggio per:
- L'esistenza di un'ampia problematica teorica che le sta alle spalle e che struttura l'impostazione stessa della rilevazione dei dati;
- L'ampiezza dei temi toccati;
- Il tipo di analisi che viene condotta successivamente sui dati rilevati.
Un'altra distinzione è quella fra inchiesta campionaria e intervista qualitativa. L'interrogazione di un individuo consta di due elementi: la domanda e la risposta. Entrambe possono essere formulate in maniera standardizzata oppure la loro formulazione può essere lasciata libera; combinando fra le caratteristiche standardizzate/libere si hanno tre diversi strumenti di rilevazione:
- Il questionario in cui domanda e risposta sono standardizzate;
- L'intervista strutturata in cui la domanda è standardizzata e la risposta libera;
- L'intervista libera in cui né domanda né risposta sono standardizzate. Ciò che varia nelle tre situazioni è il grado di libertà dell'intervista.
2. La standardizzazione ovvero l'invarianza dello stimolo
I problemi fondamentali di fronte ai quali si trova il ricercatore sono due.
2.1 Approccio oggettivista vs. costruttivista
Da una parte la posizione oggettivista per la quale il dado sociale può essere rilevato oggettivamente, con una procedura non molto diversa dall'osservazione nelle scienze naturali (approccio positivista). Dall'altra la posizione costruttivista in cui il dato sociale non viene solo osservato e raccolto, ma costruito e generato nell'interazione studiante-studiato (approccio interpretativo).
2.2 Approccio uniformista vs. individualista
Da una parte la posizione uniformista sostiene che esistono delle uniformità empiriche, delle regolarità dei fenomeni alle quali l'agire dei singoli può essere ricondotto; dall'altra la posizione individualista sostiene che ogni caso, ogni azione sociale è un evento unico, il soggetto è irriducibile a qualsiasi forma di generalizzazione.
2.3 L'obiettivo del minimo comune denominatore
Le soluzioni che vengono date al primo dilemma come al secondo portano alla stesso punto: l'invarianza dello stimolo.
3. L'affidabilità del comportamento verbale
Un secondo problema di fondo meno radicato di quello precedente è quello dell'attendibilità del comportamento verbale analizzato da tre punti di vista:
- Desiderabilità sociale. È la valutazione socialmente condivisa, che in una certa cultura viene data ad un certo atteggiamento o comportamento individuale. Se tale comportamento o atteggiamento è fortemente connotato in senso positivo o negativo, le domande su questi temi possono dare luogo a risposte fortemente distorte (si nasconde o si esagera).
- Mancanza di opinioni (pseudo-opinioni). Su alcune tematiche complesse o che non si conoscono, gli intervistati possono scegliere a caso una delle risposte. Si crea una sorta di pressione a rispondere pur senza avere opinioni.
- Intensità. La domanda standardizzata rileva l'opinione, ma non la sua intensità o il suo radicamento e il ricercatore non è in grado di distinguere le opinioni stabili da quelle volubili.
4. Sostanza e forma delle domande
Per la stesura di un buon questionario sono necessari:
- Esperienze del ricercatore;
- La conoscenza della popolazione alla quale il questionario viene somministrato;
- La chiarezza delle ipotesi di ricerca.
Domande relative a proprietà sociografiche di base. Si riferiscono alla descrizione delle caratteristiche di base dell'individuo, permanenti come genere, età e luogo di nascita, oppure caratteristiche variabili come la professione, lo stato civile e il luogo di residenza.
Domande relative ad atteggiamenti. Si rileva quello che il campione pensa: opinioni, motivazioni. Sono le domande più difficili perché gli atteggiamenti sono multidimensionali di diversa intensità e mutevoli.
Domande relative a comportamenti. Se nel caso precedente si rileva quello che l'intervistato dice di pensare, in questo caso si rilevano le sue azioni e i comportamenti che sono inequivoci e empiricamente osservabili.
Domande fattuali. Relative ai fatti.
Domande motivazionali. Relative a opinioni e atteggiamenti.
4.2 Domande aperte e domande chiuse
Una delle prime decisioni che il ricercatore deve assumere al momento di formulare una domanda è relativa alla sua presentazione in forma aperta o chiusa.
Domanda aperta: Lascia piena libertà di risposta all'intervistato ed ha quindi il vantaggio della libertà di espressione, ma presenta degli svantaggi come, la vaghezza delle espressioni, la difficile confrontabilità, la produzione di informazioni inutili, i costi elevati, richiedono un livello di istruzione elevato (per chi risponde), e soprattutto le risposte vanno comunque codificate per ottenere una matrice-dati (post-codifica).
Domanda chiusa: Offre a tutti lo stesso quadro di riferimento, facilita il ricordo e stimola l'analisi e la riflessione. Gli svantaggi sono che lascia fuori tutte le alternative non previste dal ricercatore, le stesse che rischiano di influenzare l'intervistato e inoltre le risposte offerte non hanno lo stesso significato per tutti.
5. Formulazione delle domande
- Semplicità di linguaggio. Occorre un linguaggio adeguato al campione studiato e più semplice nel caso di questionari auto compilati.
- Lunghezza delle domande. Devono essere concise. Le domande troppo lunghe possono distrarre l'intervistato dal focus dell'interrogativo.
- Numero delle alternative di risposta. Nelle domande chiuse le alternative di risposta non possono essere troppo numerose (in genere si consiglia cinque).
- Definizioni ambigue. Non utilizzare termini dal significato indefinito.
- Parole dal forte connotato negativo. Evitare termini dal forte connotato emotivo soprattutto se negativo.
- Domande sintatticamente complesse. Per esempio evitare le doppie negazioni.
- Domande con risposta non univoca. Vanno evitate le domande multiple in cui in una domanda ne siano incluse più di una.
- Domande non discriminanti. Una domanda che ottiene il 90% delle risposte dello stesso tipo.
- Domande tendenziose. Evitare accostamenti di parole che possono orientare l'intervistato.
- Comportamenti presunti. Evitare di dare per scontati comportamenti che non lo sono.
- Focalizzazione nel tempo. Evitare domande che richiedono una media nel tempo su comportamenti abituali ecc.
- Concretezza/astrazione. Evitare domande astratte che possono generare risposte generiche.
- Comportamenti e atteggiamenti. Focalizzare la domanda su un comportamento piuttosto che un atteggiamento.
- Desiderabilità sociale delle risposte. Formulare la domanda in modo da rendere accettabile la risposta.
- Domande imbarazzanti. Evitare o trattare diversamente temi delicati.
- Mancanza di opinioni o non so. Accertarsi preventivamente che il soggetto abbia un'opinione sul problema trattato.
- Intensità degli atteggiamenti. Saper cogliere l'intensità delle risposte.
- Distorsione sistematica delle risposte. Si riferisce a due distorsioni:
- Acquiescenza: si riferisce alla tendenza dell'intervistato a rispondere positivamente a tutte le domande (yeasaying).
- Uniformità delle risposte: (response set) di fronte a una batteria di domande per mancanza di opinioni o pigrizia l'intervistato risponde sempre allo stesso modo.
- Effetto memoria. Le domande che si riferiscono al passato comportano delle difficoltà maggiori all'intervistato. Utile imporre limiti temporali al ricordo.
- Sequenza delle domande. La prima parte del questionario deve avere l'obiettivo di mettere a suo agio l'intervistato e fargli capire come funziona l'intervista. Un secondo criterio è quello dell'interesse e la stanchezza dell'intervistato. È importante strutturare il questionario in modo da tener viva sempre la sua attenzione. Il terzo criterio è quello della sequenzialità dell'intervista. È necessario che i temi toccati nell'intervista si sviluppino in una sequenza logica e che fluisca il più possibile. L'ultimo punto è quello dell'effetto contaminazione. In certi casi la risposta a una domanda è influenzata dalle domande che l'hanno preceduta.
6. Batterie di domande
Nei questionari è frequente il caso di domande formulate tutte allo stesso modo (stessa domanda, stesse alternative di risposte, cambia solo l'oggetto). Ciò permette di risparmiare spazio sul questionario, di facilitare la comprensione nel meccanismo di risposta, di migliorare la validità delle risposte e di facilitare la costruzione di indici. Tuttavia, esse presentano l'inconveniente di creare una sorta di assuefazione da parte dell'intervistato, che potrebbe fornire risposte date a caso (pseudo opinioni) oppure risposte tutte uguali (response set).
7. Organizzazione della rilevazione
Ci sono alcune fasi che precedono la rilevazione vera e propria e sono:
- Lo studio esplorativo. Il ricercatore per poter formulare le domande adeguate e le risposte, nel caso delle domande chiuse, deve conoscere perfettamente il problema oggetto di studio.
- Il pre-test. Quando il questionario è pronto si procede con la fase di collaudo sottoponendo il test su poche decine di casi, al fine di determinare la sua efficacia e durata.
- La preparazione e la supervisione degli intervistatori. Comprende la preparazione iniziale degli intervistatori e la supervisione durante la rilevazione vera e propria.
- La forma grafica del questionario. Il questionario deve essere visivamente compatto.
Capitolo VI1. Modalità di rilevazione
Interviste faccia a faccia
La rivoluzione informatica ha solo lievemente modificato questo modo di procedere, sostituendo la registrazione carta e penna con un personal computer, che gestisce lo svolgimento dell'intervista e segnala automaticamente le eventuali incongruenze; spariscono così le fasi di codifica e di immissione dati. Non cambia il meccanismo base di interazione tra intervistatore e intervistato. È dalla sua prestazione che dipende la qualità dell'intervista e deve quindi, inibire qualsiasi comportamento che può influenzare l'intervistato. Per raggiungere questo obiettivo i manuali pongono accento su alcune caratteristiche degli intervistatori:
- Le loro caratteristiche. Dal genere all'età, dal ceto sociale all'etnia.
- Le loro aspettative. Vengono trasmesse spesso in maniera inconscia.
- La loro preparazione. Consapevolezza del tipo di interazione e dei meccanismi.
- La loro motivazione. La convinzione nel proprio lavoro e della sua finalità.
Questionari autocompilati
Ci sono due casi fondamentali di autocompilazione: rilevazione di gruppo. Per esempio in una classe in cui un operatore distribuisce il questionario, assiste alla sua compilazione e li ritira. Rilevazione individuale. Occorre distinguere fra situazioni "con" o "senza" vincoli sulla restituzione del questionario compilato. Un caso di restituzione vincolata è quello del censimento, mentre un caso senza vincoli sulla restituzione del questionario è quello del questionario postale.
I vantaggi di questa tecnica sono: risparmi altissimi nei costi, maggiore garanzia di anonimato, assenza di distorsioni dovute dall'intervistatore, accessibilità e comodità. Mentre gli svantaggi sono: bassa percentuale di risposte, distorsione dovuta all'autoselezione e mancanza di controlli. Il problema principale di questa tecnica è rappresentato dai ritorni dei questionari. Il tasso di riuscita in base ai ritorni dipende da vari fattori come: l'istituzione che patrocina l'indagine, lunghezza del questionario, le caratteristiche degli intervistati e dal tipo di sollecito. Nel caso di questionari autocompilati sono da escludere le domande aperte.
Interviste telefoniche
I principali vantaggi sono: permette una grande rapidità di rilevazione, comporta costi inferiori dell'intervista faccia a faccia, presenta minori resistenze alla concessione dell'intervista, permette di raggiungere intervistati nelle zone periferiche. Mentre gli svantaggi sono: più distacco e freddezza del rapporto, il rapporto si logora prima, non si raccolgono dati non verbali, le persone anziane o con basso titolo di studio sono sotto rappresentate, limitatezza del tempo a disposizione.
A questo quadro problematico si è aggiunto a partire dal primo decennio di questo secolo, un nuovo grave problema che rende ancora più insoddisfacente il dato prodotto dall'intervista telefonica. In primo luogo i telefoni fissi sono stati sostituiti dai cellulari. In secondo luogo è intervenuta una modifica normativa per la quale per essere presenti negli elenchi telefonici occorre aver dato il proprio consenso. Infine, nel tempo, è venuta crescendo una diffusa insofferenza da parte dei cittadini nei confronti delle interviste telefoniche, solitamente di carattere commerciale.
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