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Sommario

MERCATI FINANZIARI .................................................................................................................................... 1

CAPITOLO 1: LE OPERAZIONI FINANZIARIE: INVESTIMENTO, FINANZIAMENTO E RISCHIO ......................... 1

CAPITOLO 3: LE SCELTE FINANZIARIE DELLE IMPRESE ................................................................................ 10

CAPITOLO 4: LE SCELTE FINANZIARIE DELLE FAMIGLIE ............................................................................... 13

CAPITOLO 5: I TITOLI DI DEBITO .................................................................................................................. 17

CAPITOLO 7: I PRODOTTI DEL RISPARMIO GESTITO ................................................................................... 25

CAPITOLO 9: I CONTRATTI DERIVATI ........................................................................................................... 27

CAPITOLO 10: ELEMENTI INTRODUTTIVI ALLA GESTIONE DEL RISCHIO DI CAMBIO .................................. 33

ASSET MANAGEMENT ................................................................................................................................. 41

Capitolo 1: L’INNOVAZIONE NEI MODELLI DI BUSINESS NEL PRIVATE BANKING/WEALTH MANAGEMENT

> slides 8 ...................................................................................................................................................... 41

CAPITOLO 2: IL PERSONAL FINANCIAL PLANNING, UNA PROPOSTA DI METODO > slides 8 ...................... 56

SLIDE 9: GLI ORGANISMI DI INVESTIMENTO COLLETTIVO DEL RISPARMIO (OICR) ..................................... 64

SLIDE 10: FONDI SOSTENIBILI E RESPONSABILI (O FONDI ETICI): CONSIDERAZIONI SUGLI INVESTIMENTI

RESPONSABILI PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE DEL SISTEMA ECONOMICO ........................................... 79

CAPITOLO 3: ASSET ALLOCATION STRATEGICA: PRINCIPI E METODI > slides lezione 11 ........................... 87

CAPITOLO 4: LA VALUTAZIONE DELLE PERFORMANCE E LA SELEZIONE DEI GESTORI: OBIETTIVI E MISURE

> slides 12 .................................................................................................................................................. 103

CAPITOLO 8: LA PIANIFICAZIONE PREVIDENZIALE-ASSICURATIVA PER LA CLIENTELA PRIVATE > slides 13

lezioni ........................................................................................................................................................ 111

CAPITOLO 9: INVESTIRE NEL MERCATO IMMOBILIARE > slides 14 lezioni ............................................... 122

CAPITOLO 13: INVESTIRE IN ARTE, RISCHI, OPPORTUNITÀ E PASSIONI > slides 15 .................................. 135

MERCATI FINANZIARI

CAPITOLO 1: LE OPERAZIONI FINANZIARIE: INVESTIMENTO,

FINANZIAMENTO E RISCHIO

LE OPERAZIONI FINANZIARIE

Sono trasferimenti di potere d’acquisto nel tempo tra soggetti che intendono soddisfare esigenze

contrapposte di impiego e di raccolta di risorse monetarie. Sono uno scambio di denaro oggi contro

denaro del futuro.

È attuato mediante l’esecuzione di una prestazione attuale in moneta a fronte della promessa di una

prestazione futura, sempre in moneta. 1

Sono parte dello scambio sia le unità finali (che si rivolgono al sistema finanziario per impiegare le

risorse non destinate all’acquisto di beni di consumo cioè il risparmio, nella prospettiva di ottenere un

maggiore potere di acquisto nel futuro, sia per realizzare una spesa superiore alle entrate corrente,

richiedendo potere d’acquisto immediato e rilasciando la promessa di restituzione di risorse monetarie

nel futuro) sia gli intermediari finanziari, banche ed altre istituzioni finanziarie.

Le unità finali si rivolgono al sistema finanziario per investire denaro o per ottenere finanziamenti. Il

sistema finanziario si rende controparte delle unità finali, prestando servizi finanziari di impiego del

risparmio e di finanziamento.

Gli elementi essenziali di una operazione finanziaria, oltre alla natura monetaria delle prestazioni

contrapposte, sono il tempo (a) e il rischio (b).

(a): le prestazioni non sono contestuali ma separate da un intervallo temporale più o meno lungo che

definisce la durata dell’operazione

(b): la distanza temporale conferisce una situazione di incertezza. Il soggetto che effettua l’operazione

futura potrebbe risultare inadempiente oppure possono intervenire accadimenti non prevedibili. I flussi

di cassa in entrata sono solo previsti (elemento di aleatorietà, possono essere in misura superiore,

inferiore o non verificarsi). Il rischio, inoltre, risulta un elemento strettamente connesso con la qualità e

la quantità di informazioni fornite e la trasparenza delle informazioni disponibili.

Le operazioni finanziarie sono valutate sotto due profili: tecnico-giuridico e economico-tecnico.

1.1 Tecnico-giuridico:

le varie tipologie di contratti finanziari sono espressive delle diverse operazioni finanziarie in quanto

permettono di definire diritti, obblighi, vincoli e divieti relativi all’esecuzione delle prestazioni e

trasferimento del potere d’acquisto. Da qui si possono definire le attività finanziarie (diritto a ricevere)

oppure le passività finanziarie (obbligo ad eseguire).

Diversamente dalle attività reali (beni tangibili o intangibili), le attività e passività compaiono nello stato

patrimoniale di entrambi gli operatori. I benefici ottenibili da un’attività finanziario sono strettamente

correlati all’attività della controparte finanziaria. infatti, la titolarità di un’attività finanziaria conferisce al

suo possessore dei diritti sull’attivo patrimoniale della controparte, mentre la proprietà di un’attività

reale conferisce il diritto di determinarne l’uso.

La disponibilità delle parti a realizzare la transazione finanziaria è di fatto vincolata al soddisfacimento di

esigenze e di condizioni che trovano concreta espressione nella combinazione delle varie clausole

contrattuali. In particolare, la natura del rapporto che si instaura tra i contraenti cioè il grado di

coinvolgimento del prestatore di fondi nelle vicende economiche dell’emittente e la partecipazione ai

rischi sostenuti da quest’ultimo. In sintesi, la negoziazione di un contratto finanziario si risolve in una

distribuzione di rischi tra le parti sulla base di un compromesso accettabile tra finalità contrapposte.

La distribuzione dei rischi, a sua volta, definisce ciascuna categoria o tipologia di strumento, qualificati

per i modi e le forme con cui la struttura contrattuale incorpora e riflette i rischi tipici dell’attività

caratteristica svolta dal soggetto finanziato:

contratti di debito: erogazione da parte di un soggetto (creditore) di una data somma di denaro, sulla

base dei contestuali impegni assunti dalla controparte (debitore) sia di restituzione ad una o più

scadenze future del capitale prestato sia del pagamento di un compenso (interesse) per la disponibilità

delle risorse monetarie. La distanza temporale che separa le due prestazioni implica dunque una

componente aleatoria a carico del creditore il quale, prima di erogare un prestito alla controparte, deve

2

valutarne la capacità di rimborso a scadenza che dipende dalle condizioni reddituali e patrimoniali del

prenditore finale di fondi (imprese o famiglie)

contratti di partecipazione: trasferimento di risorse ad una impresa da parte di un soggetto che assume

la veste di proprietario o controproprietario dell’impresa. Il conferimento di risorse a titolo di capitale

sociale comporta l’assunzione del rischio d’impresa. Conferiscono ai titolari sia il diritto patrimoniale sia

il diritto amministrativo. Il soggetto finanziario non assume alcun impegno certo di remunerazione e di

restituzione futura del capitale originariamente ricevuto > titolare di un diritto residuale sugli utili e sul

patrimonio netto (condizionata al conseguimento di risultati economici).

Il trasferimento di potere di acquisto è un conferimento di capitale di rischio.

contratti di assicurazione: consentono il trasferimento di un rischio da un soggetto (assicurato) ad un

altro soggetto (assicuratore, di norma istituzione specializzata). A fronte di un compenso, detto premio

assicurativo, l’assicuratore assume un onere finanziario condizionato al verificarsi di un dato evento

futuro ed incerto.

Il contratto di assicurazione è detto anche polizza assicurativa, sulla base del documento rilasciato come

quietanza del pagamento del premio da parte dell’assicurato. I contratti assicurativi sono operazioni

finanziarie aleatorie dato che sono caratterizzate dalla opposizione tra una prestazione certa

dell’assicurato (premio) e una controprestazione eventuale dell’assicuratore.

Nelle assicurazioni ramo vita e a carattere previdenziale, l’incertezza riguarda il momento

dell’adempimento da parte dell’impresa assicuratrice. Il versamento del premio costituisce un capitale

prefissato il cui pagamento da parte dell’assicuratore è subordinato all’esistenza in vita, della morte o al

mix.

Nelle assicurazioni del ramo danni, la controprestazione a carico dell’assicuratore è subordinata al

verificarsi dell’evento contrattualmente previsto, senza il quale non matura il diritto al risarcimento.

Queste assolvono la funzione di reintegrare il patrimonio dell’assicurato al verificarsi di eventi che

producono danni o perdite.

I rischi assicurabili sono definiti rischi puri (eventi aleatori che possono determinare solo una perdita al

soggetto che ne venga colpito o sul quale l’assicurato non ha alcuna possibilità di controllo) vs i rischi

speculativi (eventi che possono generare un risultato negativo o positivo diverso rispetto a quello

atteso).

Es. nel caso di un’azienda agricola, il rischio puro è dato dalla possibilità di grandine che distrugga il

raccolto, mentre il rischio speculativo è dato dalla fluttuazione dei prezzi della produzione agricola (in

questo caso per coprirsi dall’eventuale rischio è necessario un contratto derivato).

contratti derivati: il loro valore dipende da altre operazioni o altre variabili finanziarie sottostanti. Un

derivato è un contratto il cui valore dipende dalle quotazioni di un diverso contratto finanziario

sottostante ed oggetto di riferimento per la definizione dei diritti e degli obblighi delle parti.

Le controparti perseguono finalità di trasferimento di rischio speculativo. Lo scambio finanziario è

strumentale alla copertura (o hedging) del rischio di variabilità dei prezzi delle attività finanziarie o

problemi di gestione dei rischi speculativi e della ottimizzazione di un ptf di investimenti finanziari.

Sono scambiati in mercati dove le unità economiche possono intervenire per far fronte alle incertezze

derivanti dalla variabilità futura dei prezzi degli str finanziari, ma anche con la finalità di trarre profitto

dalla variazione dei prezzi. L’intervento di soggetti con differente propensione al rischio rende possibile

il trasferimento dell’alea della variazione dei prezzi delle attività ad operatori che si assumono gli oneri

relativi (speculatori tout-court). I bisogni che vanno a soddisfare sono sostanzialmente quattro:

investimento, finanziamento, trasferimento dei rischi puri e speculativi e bisogni di pagamento: 3

1 investimento: valorizzazione nel tempo delle disponibilità monetarie dei soggetti in avanzo

finanziario. Gli strumenti si ricollegano alle principali forme di impiego del risparmio (depositi in cc, a

risparmio, obbligazioni..) che si caratterizzano per la diversità delle combinazioni di rendimento e di

rischio.

2 finanziamento: collegati alla necessità di reperire risorse finanziarie ulteriori per un’eccedenza dei

consumi e delle spese di investimento rispetto ai redditi realizzati. Necessità di copertura del

fabbisogno finanziario che determina la nascita dei bisogni di finanziamento in capo ai soggetti in deficit

finanziario (imprese).

3 trasferimento dei rischi (puri/speculativi): necessità di cautelarsi contro i danni prodotti dal

verificarsi di un sinistro, ovvero, di un evento attinente alla vita umana. I bisogni di copertura dei rischi

speculativi derivano dalla necessità di affrontare i problemi di gestione dei rischi speculativi e

dall’ottimizzazione di un ptf di investimenti finanziari con l’obiettivo di mantenimento della ricchezza

finanziaria nei diversi stati di natura.

4 di pagamento: domanda di moneta e ai servizi di trasferimento della stessa evidenziati dalle unità del

sistema economico.

1.2 Economico-tecnico:

un’operazione finanziaria incorpora flussi di pagamento con scadenze temporali diverse e soggetti a

differenti gradi di aleatorietà collegati tanto ai problemi specifici dei singoli contraenti quanto a fattori

economici e finanziari che interessano sistematicamente il contesto economico. Sono componenti

elementari e sono rappresentate da:

1 denominazione in valuta estera o in moneta nazionale di conto delle prestazioni monetarie:

consente di individuare un particolare rischio detto rischio di cambio o valutario in quanto la variazione

del tasso di cambio impatterà sui futuri flussi di cassa associati alla attività finanziaria o sul valore

dell’attività stessa.

2 natura del prenditore di fondi (emittente-debitore):

classifica le operazioni finanziarie in funzione del livello atteso di rischio. Nei contratti di debito,

consente di definire il rischio di insolvenza del debitore o rischio di credito. Lo scambio finanziario si

poggia su un presupposto fiduciario; non tutti i prenditori di fondi hanno lo stesso rating. Il rating è un

punteggio espresso in lettere o in cifre che indica la capacità di un ente privato o pubblico che emette

un titolo di rispettare l’impegno assunto. Il rating può essere esterno (pubblico ed assegnato da

operatori specializzati) o interno (non sono pubblici o sono assegnati ai debitori dallo stesso creditore al

momento della valutazione effettuata per l’erogazione di prestiti).

3 durata contrattuale dell’operazione: definisce l’orizzonte e quindi il periodo di impiego del capitale.

La durata può essere indeterminata o determinata.

Nel caso di durata indeterminata la data del rimborso non è fissata in modo esplicito dalle norme

contrattuali. Il prenditore di fondi non è fissato ad una data ultima per la restituzione del capitale

oppure la definizione dei termini del rimborso è attribuita al creditore. In quest’ultima fattispecie i tempi

di rimborso sono indeterminati perché è il comportamento stesso del creditore che, sulla base

dell’esigibilità a vista del credito, decide i momenti di rimborso.

È fissata, invece, quando è fissato il termine ultimo per il rimborso del capitale. Nella pratica operativa,

l’esistenza di una precisa data di rimborso consente di classificare le operazioni finanziarie secondo

termini di scadenza convenzionali (breve, medio o lungo termine). 4

Alcune tipologie di contratti finanziari prevedono il diritto di esercitare il momento di rimborso in modo

anticipato (deciso dal debitore).

Nel caso dell’indeterminata, la data del rimborso è fissata in modo esplicito dalle norme contrattuali.

4 modalità di esecuzione delle prestazioni: (a) condizioni di erogazione del capitale o di emissione di

titoli e certificati rappresentativi della transazione finanziaria, (b) condizioni di rimborso, (c) tipo e

natura della remunerazione, (d) previsione di particolari facoltà o operazioni tra prestazioni alternative

concessa all’uno o all’altro contraente.

(a): concorrono a definire le modalità dell’effettiva disponibilità di fondi per i prenditori. L’acquisizione

di tale disponibilità può avvenire infatti per importi e tempi prefissati oppure è a discrezionalità del

prenditore di fondi. Nel caso di emissione di titoli obbligazionari e azionari, a seconda delle tipologie di

collocamento prescelte, l’acquisizione del volume di fondi richiesto dal mercato può presentare diversi

gradi di certezza e cioè costi finanziari più o meno elevati.

(b): può avvenire secondo criteri e modalità differenti (interamente alla scadenza, secondo piani di

rimborso, con o senza periodo di preammortamento, a quota di capitale costanti etc). tali elementi sono

fondamentali in quanto concorrono a determinare l’intera sequenza temporale. La durata consente

all’emittente di definire con certezza i tempi di effettiva disponibilità dei fondi, circostanza di rilievo non

trascurabile ai fini dell’armonizzazione delle scelte di investimento e finanziamento.

©: concorrono a definire tanto il rendimento quanto il costo effettivo dell’operazione finanziaria. la

remunerazione rappresenta la componente di ricavo contrattualmente negoziata tra le parti e

percepita dall’investitore. La remunerazione ha forma di interesse per i contratti di debito e dividendo

per i contratti azionari. Quando la variabilità è riferita al tasso cedolare, la remunerazione può essere

fissa o indicizzata. Le obbligazioni sono denominate titoli a tasso fisso e titoli a tasso variabile.

Da sola la remunerazione non è in grado di esprimere il costo o il rendimento effettivo dell’operazione

finanziaria. la remunerazione oltre ad essere una misura nominale del reddito contrattualmente

definito tra le parti, è una delle molteplici componenti di ricavo e di costo dell’operazione finanziaria.

di ricavo in quanto vi sono componenti di natura occasionale oltre agli interessi e ai dividenti. Di costo

perché il creditore sostiene oneri per l’acquisto, negoziazione, incasso e rimborso. Per la determinazione

del costo effettivo l’emittente sostiene spese per l’emissione, collocamento e l’esecuzione dei

pagamenti.

(d): effettuare in via anticipata il rimborso, la facoltà di modificare unilateralmente la remunerazione

nell’ambito di schemi prefissati, la facoltà di modificare la tipologia dell’accordo contrattuale,

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/11 Economia degli intermediari finanziari

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher a.le93 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Mercati finanziari e asset management e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi dell' Insubria o del prof Schena Cristiana.
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