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A ogni ondata tecnologica, tutto quanto è avvenuto prima viene rimosso, l’ultima

tecnologia appare sempre quella decisiva, per venire poi accantonata per quella

successiva. Ma non sono le tecnologie da cui dipendono i miglioramenti possibili degli

apprendimenti degli allievi, ma le metodologie utilizzate dagli insegnanti. Se una

scuola immette le tecnologie in maniera non pedagogicamente indirizzata i livelli di

apprendimento si abbassano. I motivi che possono giustificare l’introduzione delle

tecnologie in ambito educativo sono il fatto che queste possano migliorare gli

apprendimenti (ma questo va dimostrato con dati e stabilendo quando e come), il fatto

che la competenza digitale sia una delle competenze chiave dell’apprendimento, il

fatto che questa possa migliorare la comunicazione interna e risparmiare su alcune

risorse didattiche. Ma la domanda è “quando è bene usare il digitale e quando

l’analogico?”; inoltre occorre educare non solo “con i media” ma anche “ai media”.

Parte 1: dispositivi e modelli tecnologici

Simbiosi uomo-tecnologia

Da sempre l’uomo, per sopperire alle sue carenze, ha costruito strumenti per

potenziare la sua capacità di controllare l’ambiente (es.leve, coltelli, telefono, aerei…

oggetti che migliorano la vita). È difficile separare l’evoluzione dell’uomo da quella

tecnologica perché sono “fuse”. Dall’inizio del nuovo millennio questa evoluzione

(detta protesica) ha assunto le sembianze di un’esplosione di dispositivi che

coinvolgono sempre di più la sfera comunicativa e conoscitiva, modificando

comportamenti e relazioni. L’uomo è costantemente connesso (nuova condizione

antropologica).

Gli educatori, gli insegnanti, i genitori non devono demonizzare questi dispositivi o far

finta che non esistano, ma comprenderne la rilevanza e orientarne le dinamiche al fine

di indirizzarle verso possibili arricchimenti ed evitandone il più possibile gli esiti

negativi. Il motivo per cui dobbiamo accettarli e conoscerli è antropologico: siamo

cresciuti con la tecnologia.

L’affordance è l’influenza che un oggetto tecnologico ha sul contesto.

Media e interfacce

Un medium è un qualsiasi dispositivo tecnologico digitale che funge da interfaccia per

produrre, manipolare e negoziare simboli, identità e spazi virtuali.

Interfaccia è tutto ciò che è una superficie di contatto in cui due sistemi, due ordini di

realtà, si incontrano e comunicano. Noi possiamo passare da un’interfaccia a un’altra

continuamente, ma queste deformano, riducono, stravolgono le informazioni.

Quali sono gli effetti delle tecnologie cognitive sulla mente

Una tecnologia cognitiva è un dispositivo capace di influenzare i processi mentali

dell’uomo.

L’ergonomia è la scienza che si occupa di migliorare le condizioni d’uso dei soggetti

che impiegano le tecnologie. L’ergonomia cognitiva è la scienza che si occupa di

migliorare l’interazione tra la macchina tecnologica e il sistema cognitivo dell’uomo.

Gli effetti delle tecnologie sulla mente si possono verificare sotto forma di

interiorizzazione o di condizionamento. Es. della scrittura, la più importante tecnologia

cognitiva di sempre, che avviene per interiorizzazione (e che Platone ha

ergonomicamente criticato ritenendola colpevole dell’indebolimento della memoria).

La mente e la tecnologia diventano così un sistema in cui la mente trasferisce

(estroflette) sulla tecnologia un carico. Gli effetti sul nostro cervello si possono vedere

anche in tempi brevi, anche in termini anatomici e di attivazione delle sinapsi. Prensky

sostiene che i nativi digitali sviluppino tratti cognitivi caratterizzati da maggior

velocità, flessibilità e multitasking (è una mitologia: i pionieri della tecnologia l’hanno

definita salvifica ma sarebbe opportuno non schierarsi mai del tutto né con l’analogico

né con il digitale), anche se il multitasking, cioè la capacità di compiere due o più

azioni simultaneamente, rende più inclini alla distrazione e all’incoerenza.

I possibili effetti negativi delle tecnologie cognitive sul comportamento sono infatti la

riduzione della durata dell’attenzione e la riduzione delle capacità relazionali, oltre alla

tendenza a comportamenti di dipendenza (addiction). Le tecnologie perciò non sono

per natura vantaggiose, ma occorre analizzarle con criticità, e il loro utilizzo nei

contesti educativi e scolastici va valutato caso per caso e riscuote successo solo

quando la metodologia utilizzata dall’insegnante è pensata.

Interazione-interattività

L’interazione è la forma di scambio tra uomini, l’interattività è una forma di reazioni

che compiono ii dispositivi quando vengono stimolati. Il computer è interattivo perché

fornisce dei feedback, delle informazioni di ritorno, a chi lo usa o a un altro computer.

La “comunicazione umana diretta” (f2f) vincola nello spazio e nel tempo, è irripetibile

e immanente, coinvolge anche espressioni, odori e gesti.

La “comunicazione umana mediata” non è vincolata nello spazio perché è filtrata da

un medium (es.telefono) e in qualche caso neanche dal tempo (es.il ricevente può

leggere il messaggio quando vuole) e può non essere immanente e irripetibile.

Norman dice che il rapporto tra interattività e riflessività è inversamente proporzionale

(pensando al videogioco in cui bisogna sparare questo emerge più chiaramente perché

rimane pochissimo tempo per la riflessione): c’è un continuum tra questi due poli

opposti. Diverso è il caso in cui l’uomo usi il computer per editare, ad es. testi: la

riflessività è alta e l’interattività può essere vista come cooperazione mente-

tecnologia.

Potenzialità e vincoli insiti nelle tecnologie digitali

Potenzialità (componenti delle tecnologie che potrebbero consentire un valore

aggiunto all’apprendimento):

• Editabilità: modificare documenti di testo, audio o video quando si vuole

• Interattività: il feedback fornito dal dispositivo può aiutare a conseguire

l’obiettivo di apprendimento

• Accesso e gestione di risorse remote: si può accedere a qualunque informazione

che nei testi non è presente

• Multimedialità: un documento può unire testo, audio e video per raggiungere

tutti gli studenti

• Reticolarità: ogni elemento all’interno di un documento può condurre ad altri

attraverso collegamenti ipertestuali, i link

• Collaboratività: il soggetto che apprende può far parte di un gruppo in rete

Vincoli:

• Accessibilità: non tutte le tecnologie risultano accessibili a tutti (es. soggetti

disabili fisici), ma esistono tecnologie assistive che con tastiere semplificate,

interfaccia Braille, software per il riconoscimento della voce, il puntatore

attraverso il movimento dell’occhio rispondono a diverse esigenze di soggetti.

• Usabilità: non tutti i dispositivi sono usabili, cioè efficaci e soddisfacenti in uno

specifico contesto d’uso, da tutti i fruitori (es. gli utenti esperti hanno delle

esigenze, i principianti altre). Mostrano in generale un grado di usabilità

maggiore quei prodotti che fanno uso di analogie di ciò che l’utente usa nella

quotidianità (es. i prodotti del pacchetto office hanno icone che rappresentano

matite, gomme, forbici…)

Tassonomia delle interazioni mente-tecnologia cognitiva

Situazioni che si verificano sul potenziale cognitivo usando le tecnologie:

limitato coinvolgimento cognitivo (spesso gli scambi con i dispositivi sono puramente

informativi o di scarso significato formativo); sovraccarico da tecnologia o da eccesso

di informazione (spesso in un’interfaccia vi sono troppe informazioni e l’attenzione

viene assorbita dall’uso della tecnologia stessa e l’attività diventa dispersiva);

disabilitazione (spesso appoggiarsi ai dispositivi disabilita qualche attività cognitiva

che sarebbe invece importante sviluppare); internalizzazione (usare un dispositivo

aiuta a interiorizzare alcuni modelli logici così come l’abaco manuale aiuta ad

acquisire attività di calcolo); consolidamento (i dispositivi possono essere utilizzati per

verificare o consolidare conoscenze); sinergia cognitiva (mente e mezzo possono

cooperare per raggiungere l’apprendimento); sinergia conoscitiva basata su risorse o

soggetti esterni (l’apprendimento avviene in condivisione e collaborazione con

soggetti esterni, apprendimento collaborativo).

Cattive credenze didattiche

Aumento dell’informazione significa migliorare l’apprendimento no, è dispersivo, ma

è utile insegnare a discriminare le informazioni

Arricchimento iper/multimediale significa migliorare l’apprendimento no, il

sovraccarico cognitivo non permette un apprendimento funzionale (evitare un eccesso

di materiale multimediale che costringa ad ascoltare, guardare, agire

contemporaneamente)

Tecnologie supportate da ambienti costruttivisti comportano migliore apprendimento

no, anche la lezione frontale (che il metodo costruttivista abolisce) può risultare

efficace se è interattiva, in particolare con studenti novizi, i quali avrebbero difficoltà

con lezioni di problem based learning tipiche del metodo costruttivista

Le tecnologie hanno valore all’interno di un setting spaziale e gestionale rinnovato

no, non è detto che ambienti all’avanguardia siano garanzia di un buon

apprendimento, è l’insegnante a fare la differenza

L’azione educativa va identificata con l’azione comunicativa no, le finalità educative

vanno conservate e non identificate con l’azione comunicativa

Ciò che accade agli adulti ha lo stesso valore per i bambini no, la funzione della

tecnologia nel mondo della scuola è diversa da quella che ha per gli adulti nel mondo

del lavoro e va giustificato sul piano pedagogico (questo richiede maggiore riflessione

e quindi più tempo)

Per un’ecologia dei media: osservazioni di base

Alcune indicazioni operative per educare ai media: nella prima infanzia bisogna

contrastare l’obesità mediale, ormai una piaga sociale, evitando un’esposizione

eccessiva ai media, come ad esempio i cartoni animati (è stato scientificamente

provato che i bambini esposti eccessivamente a questi dimostrino poi irritabilità di

fronte alla richiesta di un compito che richieda attenzione da parte di un adulto da

parte di un adulto;

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/03 Didattica e pedagogia speciale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lorenza.talocchi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Media e tecnologie per la didattica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Parmigiani Davide.
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