Filippo II e l'ossessione per la religione
Filippo II aveva un’ossessione per la religione: da qualsiasi posto tu venissi, venivi punito se non professavi la sua religione. Spese molto denaro per questa causa. Per poter lavorare come dipendente statale, dovevi possedere una laurea. L’impero divenne castigliano, centralizzò tutto il potere nella Castilla (Madrid). In quel periodo l’analfabetismo era molto diffuso, ma non mancava la cultura popolare. L’inquisizione era stata creata nel 1489 per punire chi professava un’altra religione e in Spagna, soprattutto con Filippo II, si accanì contro i “conversos”, coloro che nascondevano la loro vera religione, contro i loro discendenti e i protestanti.
Fino ad ora c’era stata la nascita dell’impero e il periodo di massimo splendore con Filippo II, ma all’inizio del XVII secolo inizia il declino. Ha inciso su di esso anche la nascita di una figura come il “valido”, una persona incompetente ma che occupa ruoli di alto grado e facilmente corruttibile. Un altro fattore del declino fu l’espandersi dell’importanza dell’onore e lavorare non era una cosa adatta a un nobile o a un borghese: meglio morire di fame e non lavorare che morire “disonorato”.
Fernando de Rojas – La Celestina
Trama
Atto 1
Calisto, entrando in un giardino per rintracciarvi il suo falcone, s'incontra con Melibea la cui bellezza subitamente lo abbaglia: una visione, seguita da una pienezza affettiva, che lo esalta e lo porta a esaltare (amore cortese). Le prime parole d'amore, che gli sgorgano dal cuore in tumulto, sono ascoltate sdegnosamente da Melibea, che lo respinge sentendosi colpita nel suo onore (scaturisce un equivoco dalla parola “premio”).
In preda alla disperazione, Calisto, tornato a casa, non è più padrone di sé. Chiede a Sempronio di preparare la stanza e uscire. La bellezza di Melibea gli splende nell'anima ed egli la vagheggia perdutamente, tra le lagrime, come un sogno lontano di felicità. Invano il suo servo Sempronio lo mette in guardia contro gli inganni dell'amore. Melibea è per lui la sua stessa vita: è quella bellezza che di sé lo asseta, dando palpiti al suo cuore. La divinizza.
Sempronio lo consiglia allora di rivolgersi a Celestina, una vecchia mezzana (puta vieja), che in amore sa piegare le volontà ribelli. In realtà è una donna vecchia che raggira con cui agisce solo per interesse. Accecato dalla passione e ignaro della via ignobile per cui si mette, Calisto manda Sempronio a chiamare Celestina. Sempronio trova la sua amata Elicia, che lo stava tradendo con Critone, ma Celestina fa da spalla dicendo che al piano di sopra c’era in realtà una ragazza che aspettava un prete.
Vanno poi insieme da Calisto che l'accoglie in casa senza ascoltare Pármeno, l'altro suo servitore, che gli fa presente la figura di quella malafemmina (che già conosceva in quanto la madre l’aveva fatto suo servo da piccolo; lei inizialmente non lo riconosce perché era piccolo o perché è stato poco tempo da lei), esperta di tutti i raggiri, simulatrice astuta e sempre pronta a favorire il vizio e a gettare nel disonore le sue vittime per cavarne danaro.
Calisto apprezza i consigli di Pármeno e lo preferisce a Sempronio, ma spera che non lo faccia per infedeltà o invidia; apre comunque alla donna. Pármeno vede la donna e le dà contro, Celestina dice a Sempronio che presto lo convincerà a passare dal suo lato.
Dopo essersi accordata con Sempronio circa la ripartizione degli utili in tre, Celestina, allettata da una vistosa caparra (100 monete d’oro), si mette al servizio di Calisto. Ma prima essa disarma Pármeno, rivelandogli che la madre di lui – Claudina – esercitava la sua stessa professione: alla morte del padre, la madre aveva affidato Pármeno a Celestina affinché la proteggesse per tutta la vita; gli consiglia di farsi amici e in particolare Sempronio, ciò gli darà molte ricchezze.
Non cedendo al denaro, gli assicura che nella sua casa di piaceri egli potrà godere le grazie di una bella figliola, Areùsa (figlia di Eliso), cugina di Elicia, amante di Sempronio. Obbedirà a lei e anche lui come Sempronio la chiamerà “mia madre”.
Da una parte, Calisto: la realtà di un amore umano che si dona tutto al suo sogno e che, aspirando alla bellezza ideale, si angoscia e si tormenta, incurante dei mezzi pur di trionfare e di giungere al suo fine. Dall'altra parte, la Celestina: un'anima perversa, che calcola soltanto il proprio interesse materiale, e lo esige sfacciatamente, e vi provvede con un'intelligenza lucida e perspicace, piegando senza scrupolo ai propri fini ogni impeto generoso di natura o la forza bruta dell'istinto.
Atto 2
Calisto invita Sempronio ad andare da Celestina ad aiutarla, ma Sempronio non vuole che il padrone resti solo affranto per le pene d’amore. Resta dunque Pármeno che gli rimprovera di essere servo di Celestina. Dopo la discussione, Calisto va via a cavallo.
Atto 3
Celestina e Sempronio parlano e Celestina spiega come conosce Pármeno: lei e Claudina erano molto amiche, come due sorelle. Interviene Elicia che ha avuto anche un altro amante. Celestina si avvia da Melibea, a casa di Pleberio e Alisa, invocando Plutone che Melibea si pieghi al suo volere.
Atto 4
Celestina viene accolta dalla serva Lucrezia, un po’ remissiva, ma Alisa sente la serva parlare e venendo sapere che è Celestina, la fa salire. Non passava lì da due anni. Celestina si inventa che è lì per vendere del filato, ma Alisa deve andare via e quindi la affida a Melibea.
Atto 5
Celestina si mette all'opera. Melibea le dà i soldi del filato e Celestina rivela il vero motivo della sua venuta: le parla di un’anima sofferente e rivela che è Calisto. Melibea, quando crede di comprendere le ambigue parole della vecchia, si chiude nel suo orgoglio di donna e s'indigna che si sia dubitato della sua onestà: scatta d’ira contro quel pazzo di Calisto che si è finto galante.
Ma Celestina, con proteste ipocrite, le spiega che è venuta a chiederle una preghiera per guarire Calisto che soffre di un terribile mal di denti da otto giorni. Senza più motivi, lo sdegno di Melibea sfuma d'incanto dopo pochissimi sospetti e subentra in lei la compassione. Ella è donna, e perciò portata a compatire. Celestina parla bene del ventitreenne. Ella darà l'amuleto (un cordone che porta alla vita) all'uomo che soffre, e s'interessa intanto di lui, esigendo che nulla gli sia raccontato dei suoi scatti irosi affinché non la creda crudele avventata o scortese. Melibea giunge a pregare Celestina di ritornare da lei per un'orazione contro il male del suo protetto. Lucrezia è contro Celestina ma viene corrotta da una lozione per capelli che le serviva. Dalla materna pietà germina l'amore, che divampa impetuoso nella sua anima, stringendola alla vecchia mezzana, divenuta necessaria anche per lei. Ormai ella è tutta per l'uomo al quale spiritualmente si dona, con una passione irrefrenabile, giustificata in sé stessa dalla sincerità e dalla purezza del sentimento: umile offerta del suo cuore, accompagnata da lagrime e sospiri, da timori e da preghiere.
Atto 6
Calisto chiede a Celestina com’è andato l’incontro mentre Sempronio e Pármeno parlano male rispettivamente di Calisto e Celestina. Calisto è sospettoso di Pármeno, prima servo fedele. Celestina riferisce a Calisto per filo e per segno quello che è successo con Melibea e cosa si sono dette. Gli racconta del cordone ma in cambio vuole un mantello. Calisto rivela di sognare ogni notte Melibea, e Celestina gli dà il cordone. Calisto ora obbedirà a tutto ciò che dice la vieja, che rivela di aver conosciuto Melibea per quattro anni. Pármeno poi la riaccompagna a casa nella notte.
Atto 7
Celestina esorta Pármeno ad andare d’accordo con Sempronio, dicendogli poi di vivere in una casa sua e non da altri: vuole vederlo a posto e con onore, con una ragazza. Pármeno si affida sempre di più alle sue parole, Celestina ricorda la madre che era “la prima nel loro mestiere”. Pármeno ricorda di quando andarono entrambe in galera, ma Celestina rivela che Claudina ci andò altre quattro volte.
Lui le ricorda di Areùsa (quindicenne) ma lei non se ne era dimenticata, anzi entrano insieme in camera di lei, spogliata che si stava rivestendo e aveva male all’utero. Celestina la fa mettere nuda nel letto e la elogia per il corpo. Dice che il rimedio è un uomo, ma Areùsa non vuole tradire inizialmente il suo amico che è partito in guerra col suo capitano. Per lei non è importante, anzi dice che più amanti ha meglio è per i ricavi; dice che c’è Pármeno che l’aspetta fuori. Entra e consumano.
Atto 8
Pármeno si sveglia ed è entusiasta della serata, si riveste e va da Calisto dove trova Sempronio con cui diventa amico, e gli racconta della nottata di sesso con Areùsa. Sempronio gli fa notare che sta facendo le stesse cose per cui rimproverava Calisto. Riferimenti ambigui (sgocciolare, seminare). Insieme vanno alla camera di Calisto e lo trovano che parla da solo in versi pensando sia ancora notte. Poi si alza e va in Chiesa.
Atto 9
Sempronio e Pármeno s’avviano a casa di Celestina. Al loro arrivo tornano Elicia e Areùsa, si mettono a tavola (qui si sottolinea l’alcolismo di Celestina) e tra un boccone e l’altro Elicia litiga con Sempronio, perché parlano di Melibea e lei è gelosa. Fa per andarsene ma poi la calmano. Celestina parla di vent'anni prima quando era con nove ragazze giovane. Nel frattempo, arriva Lucrezia, serva di Melibea a chiamare Celestina perché vada dalla sua padrona (assieme al cordone).
Atto 10
Mentre Celestina e Lucrezia sono in cammino, Melibea parla da sola “quel signore che solo a vederlo m'ha conquistata” (cambia la versione delle cose). Arrivate alla porta, Lucrezia entra per prima, poi fa passare Celestina. Melibea, dopo un lungo ragionare, rivela a Celestina d’ardere d’amore per Calisto: ha un male di cuore che le toglie l’appetito. Celestina spiega cos’è l’amore: “È un fuoco soffocato, una piacevole piaga, un gustoso veleno, una dolce amarezza, una dilettevole malattia, un lieto tormento, una ferita dolce e crudele, una morte soave.”.
Melibea comunica a Celestina che vuole vedere Calisto e Celestina riferisce che a mezzanotte lui andrà da lei. Vedono venire Alisa, madre di Melibea, così si separano l’una dall’altra. Alisa interroga Melibea sui traffici di Celestina e le proibisce di parlare a lungo con lei.
Atto 11
Celestina, lasciata Melibea, se ne va per la strada parlando da sola. Incontra Sempronio e Pármeno, che stanno andando alla Maddalena in cerca del loro signore. Sempronio sta parlando con Calisto, quando sopraggiunge Celestina. Insieme vanno a casa di Calisto. Una volta arrivati, Celestina gli reca il messaggio e lo mette al corrente dell'intesa raggiunta con Melibea: lei è nelle mani di Calisto, e lui ripaga Celestina con una catena (oltre che sottana e mantello in precedenza); crede sia un sogno perché non si sente degno di tale dono. Mentre i due così conversano, Pármeno e Sempronio confabulano fra loro. Celestina si congeda da Calisto e s'avvia verso casa. Bussa alla porta. Le viene ad aprire Elicia. Cenano e vanno a dormire.
Atto 12
A mezzanotte, Calisto, Sempronio e Pármeno, armati, vanno a casa di Melibea. Lucrezia e Melibea stanno alla porta e aspettano Calisto. Calisto arriva. Lucrezia gli parla per prima. Chiama Melibea e s'allontana. Melibea e Calisto si parlano attraverso la porta, lui vorrebbe farla buttare giù dai suoi servi. Pármeno e Sempronio discorrono dalla loro postazione. Sentono della gente nella strada e s'accingono a fuggire per la paura di essere scoperti. Calisto si congeda da Melibea dopo aver concertato il suo ritorno per la notte successiva scavalcando le mura del giardino, altrimenti il padre scoprirebbe la sua colpa e se ne parlerebbe in città. I rumori che salgono dalla strada svegliano Pleberio. Chiama Alisa, sua moglie. Domandano a Melibea chi è che cammina in quel modo in camera sua. Melibea risponde a suo padre dicendo d'aver avuto sete. Calisto se ne torna a casa coi suoi servitori, e parla con loro. Si mette a dormire.
Pármeno e Sempronio vanno a casa di Celestina. Esigono la loro parte del profitto. Celestina fa la gnorri dicendo che Elicia aveva perso la catena che i servi volevano e che non era tenuta a spartire niente perché se lo era guadagnato col suo impegno. I servi volevano la ricompensa per una fantomatica rissa e per il fatto che avevano dovuto scortare il padrone per tutta la notte. Scoppia un alterco, le mettono le mani addosso e la uccidono (Sempronio con una spada, davanti a Elicia). Alle urla di Elicia, accorre la giustizia che li arresta entrambi.
Atto 13
Calisto si sveglia e parla da solo. Dopo un po' chiama Tristán per far venire Sempronio e Pármeno affinché gli testimoniassero che non stesse vivendo un sogno. Quindi, si riaddormenta. Tristán va a chiamarli ma non li trova, si mette alla porta. Sopraggiunge Sosia in lagrime dal mercato. Interrogato da Tristán, Sosia gli racconta la morte di Sempronio e di Pármeno, decapitati in piazza per aver ucciso Celestina perché non voleva spartire con loro una catenella di Calisto. Sosia li aveva visti, erano già ridotti male prima che fossero decapitati perché erano saltati giù dalle mura per sfuggire al bargello. Comunicano la notizia a Calisto il quale, saputa la verità, si abbandona alla disperazione per l’inganno dei tre.
Atto 14
Melibea parla con Lucrecia. Si duole per il ritardo di Calisto che le aveva promesso di farle visita quella notte stessa. Non mancò all'incontro d'amore, Calisto; e con lui vennero Sosia e Tristán. Dopo aver soddisfatto il suo desiderio se ne torna a casa, con gli altri, mentre lei si duole per la vergogna di aver perso la verginità. Quindi Calisto si ritira nel suo palazzo e si lamenta per esser rimasto troppo poco tempo con Melibea. Prega Febo di fermare i suoi raggi per poter ancora rinnovare il suo desiderio.
Atto 15
Areùsa insulta un ruffiano chiamato Centurione che la lascia all'arrivo di Elicia. Questa racconta ad Areùsa le morti che erano seguite agli amori di Calisto e Melibea. Areùsa ed Elicia si accordano perché Centurione vendichi questi tre morti sui due amanti. Areùsa vuole allisciarsi Sosia per fargli rivelare tutte le verità sui due. Infine, Elicia, prende congedo da Areùsa.
Atto 16
Pleberio e Alisa, ritenendo che la loro figlia Melibea abbia mantenuto intatto il dono della verginità, il che come s'è visto più sopra non è, ragionano sul darle marito. Ma tanta pena causano nell'animo della fanciulla le loro parole (dice a Lucrecia che non pensano ad altro nell’ultimo mese, ma lei non vuole marito, vuole solo Calisto), che Melibea manda Lucrecia affinché con la sua presenza li induca al silenzio.
Atto 17
Elicia decide di dismettere la pena e il lutto, lodando a detto proposito il consiglio di Areùsa. Va a casa di costei. Sopraggiunge Sosia. A lui Areùsa strappa con diversi raggiri (gli rivela il suo finto amore) il segreto di Calisto e Melibea, facendosi dire i piani del prossimo incontro: andrà la sera stessa a mezzanotte passando per la strada.
Atto 18
Accedendo alla preghiera di Areùsa, Elicia decide di rappacificarla con Centurione. Insieme, vanno alla casa di lui e lo pregano di vendicare su Melibea e Calisto la morte dei loro compagni. Centurione si fa il grande con la sua spada (suo nonno e suo padre si chiamano come lui grazie ad essa e alle sue gesta), e promette la vendetta. Quando le due se ne vanno, rivela che non vorrà prendere parte al fatto e manda Trasone al posto suo.
Atto 19
Andando Calisto, in compagnia di Sosia e Tristán al giardino di Pleberio dove Melibea lo sta aspettando con Lucrecia (cantano insieme), ascolta da Sosia il racconto di quello che gli è accaduto con Areùsa: Tristan gli fa capire che era solo un inganno per scoprire i piani di Calisto e Melibea. Calisto è dentro il giardino con Melibea. Accorrono Trasone e i suoi per fare, su commissione di Centurione, ciò che costui aveva promesso a Elicia e Areùsa. Sosia gli si scaglia contro. Calisto sente Sosia gridare dalla strada e cerca di andare in aiuto dei suoi servi, ma mentre Tristan dice che Trasone è andato via, lui mette il piede in fallo sulla scala a pioli, cade giù e muore.
Atto 20
Lucrecia bussa alla porta della camera di Pleberio. Pleberio le domanda cosa vuole. Lucrecia insiste perché vada subito da sua figlia Melibea. Pleberio si alza dal letto e va nelle stanze di Melibea; la conforta domandandole quale male l'affligga. Melibea finge una stretta al cuore. Quindi manda suo padre a prendere degli strumenti musicali. Poi con Lucrecia sale su una torre. Congeda Lucrecia e si chiude la porta dietro le spalle. Pleberio giunge ai piedi della torre. Melibea gli svela quel che è accaduto: rivela al padre di Calisto e che non è giusto continuare a vivere mentre lui è morto, deve seguirlo anche nella morte. Quindi si lascia cadere dall'alto per unirsi alla creatura del suo sogno, come nell'amore così ancora nella morte.
Atto 21
Tornato Pleberio alle sue stanze in grandissimo pianto, Alisa, sua moglie, gli domanda quale sia la causa di un così improvviso dolore. Egli le racconta della morte della figlia Melibea, mostrandole il suo corpo straziato. Quindi, fatto il suo compianto, conclude.
Fernando de Rojas
Nacque tra 1473 e...
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Riassunto esame Letteratura spagnola, prof. Arquez, libro consigliato L'età d'oro della letteratura spagnola 500 e …
-
Riassunto esame Letteratura Spagnola, prof Poggi Cappelli, libro consigliato L'età dell'oro della letteratura spagn…
-
Riassunto esame Letteratura Spagnola, prof. Rigobon, libro consigliato Soldati di Salamina, Cercas
-
Riassunto esame Letteratura Spagnola, prof. Campese, libro consigliato Storia e testi della letteratura spagnola me…