Letteratura per l'infanzia
La lettura
I ragazzi oggi leggono molto di più rispetto al passato grazie anche agli insegnanti, sia delle elementari che delle medie, che avvicinano gli allievi al libro, alla biblioteca e ad altro materiale stimolante (giornalini, riviste, fumetti…). Deve trasmettere la passione, il gusto di leggere. Gli insegnanti però devono anche leggere veramente bene quindi è importante che la loro lettura metta in risalto, nel migliore dei modi, la sonorità e il fascino che hanno le parole nell'ambito di un discorso. Egli legge per “catturare” gli alunni alla lettura.
Lettura strumentale e lettura cognitiva
Per lettura strumentale si intende la trasformazione delle sequenze dei segni in sequenze di sonori, traducendo l'immagine grafica in immagine fonica. Questa è la base della lettura anche è se sicuramente più importante che il soggetto tragga dalla pagina scritta il contenuto espresso dall'autore e che quindi arrivi a una lettura cognitiva.
La lettura cognitiva si compone su tre livelli: lettura consecutiva; lettura consequenziale; lettura dello schema astratto. La lettura consecutiva è finalizzata alla raccolta di informazioni; la lettura consequenziale si fonda sulla conoscenza dei mezzi linguistici e sull'abilità di immaginare cause e conseguenze che diano ordine ad una serie di fatti e dati; la lettura dello schema astratto permette “la costruzione di un modello formale, capace di descrivere la costruzione del testo come progetto disegnato da colui che parla o scrive.”
I libri-gioco
I libri-gioco sono la raccolta di oggetti che sono ai confini del libro, ma che hanno molta importanza per i bambini che non sanno ancora leggere e comprendono libri pieghevoli, oggetti da manipolare per giocare e per trasformarli, eccetera. È un modo per avvicinare i bambini al libro e sono una buona occasione di passaggio dal gioco alla comprensione della storia.
Gli "albi"
Con l’albo avviene il primo incontro il bambino con la carta stampata. Gli albi rivolti ai più piccoli hanno colori accesi, figure personaggi noti, animali e oggetti d'uso quotidiano. Gli albi hanno un grande valore psicopedagogico, in quanto con essi si realizza il primo momento di una lunga serie di letture. L’illustrazione è molto importante e dev'essere più allusiva che fotografica, in modo che suggerisca, ad esempio, solo un particolare, accentuandolo. Gli albi sono rivolti a bambini di tre-cinque anni e sono racconti a immagini con una parte scritta; è quindi implicito che ci sia la presenza di un adulto che legge quel testo a un bambino.
Generi letterari per la prima infanzia
Anche per la prima infanzia, che comprende i bambini da 0-5 anni, si può parlare di letteratura per l'infanzia. Si possono individuare tre filoni fondamentali relativi al libro: il racconto realistico, il racconto fantastico e il racconto magico. Non è la suddivisione rigida poiché spesso nello stesso libro si verificano delle sovrapposizioni.
Nel racconto realistico compare il mondo reale in tutti i suoi aspetti dove le illustrazioni sono chiare, nitide e, a volte, sono le fotografie che pongono il lettore di fronte alla realtà oggettiva.
Il racconto fantastico parte sempre dal mondo reale e attraverso libere associazioni di immagini vengono composte nuove forme che continuano ad avere un rapporto con la realtà. Il bambino sarà in grado di fruire in pieno del racconto fantastico solo se sa riconoscere gli elementi che costituiscono il mondo reale.
Nel racconto magico possono entrare tre tipi di narrazioni: la fiaba, la favola e il mito. La fiaba è uno dei generi più antichi e la semplicità dei personaggi, la continua lotta tra bene e male sono elementi che permettono al bambino di capire, di aderire alla narrazione, di controllare la fiaba e i suoi motivi. La fiaba piace bambini perché il racconto è facile, i buoni sono buoni e cattivi sono cattivi e non ci sono problemi di scelta, dove i cattivi vengono immediatamente puniti. Molto meno delle fiabe, piacciono i miti anche se sono all'altezza della capacità di comprensione dei ragazzi.
La lettura e i testi narrativi
Beaugrande e Dressler individuano testi descrittivi, narrativi, argomento tv. Inoltre vengono individuati testi letterari e testi scientifici. Werlich distingue cinque classi di testo: descrittivo (percezione dello spazio, fenomeni nel contesto), narrativo (percezione del tempo, fenomeni nel contesto temporale), espositivo (di analisi: comprensione di concetti generali, costrutti mentali attraverso analisi in contenuti; di sintesi: comprensione di rapporti tra elementi attraverso la sintesi, elementi concettuali semplici), argomentativo (ipotesi, confronto e valutazione in relazione tra fenomeni) e regolativo (pianificazione del proprio e dell'altrui comportamento). I testi sul piano individuale favoriscono la formazione di strutture logiche.
Levorato riassume le diverse proposte per ciò che riguarda i testi narrativi:
- Le narrative hanno un'organizzazione temporale dei fatti narrati: presentano un intreccio che ha un inizio, uno sviluppo e una fine. Questo aspetto differisce i testi narrativi da altri tipi di testi che non sono chiusi e sono teoricamente infiniti.
- Le narrative parlano di azioni umane e rappresentano il modo più appropriato per rappresentare una sequenza di azioni umane coordinate temporalmente e connesse.
Il testo poetico
Il testo poetico si distingue per la sua specificità. Esso infatti condensa un'enorme ricchezza di sensi. Una poesia è un particolarissimo atto linguistico che può considerarsi compiuto in se stesso senza finalità pratiche particolari. Dal punto di vista pedagogico essa sollecita una fantasia creativa, sviluppa la sensibilità estetica, educa il gusto, ingentilisce i modi e il sentimento. La poesia ha un valore formativo ma rimangono comunque delle forti riserve per quanto riguarda la sua proponibilità all'infanzia. Come dice Rodari la poesia esiste autonomamente, a prescindere da chi si trova ad essere destinatario del suo messaggio. Ci sono poesie che possono essere capite, sentite e anche vissute dai bambini indipendentemente dal fatto che siano state create per loro oppure no. E ce ne sono altre, troppo lontane dal loro campo di esperienza poiché loro possano in qualche modo goderne. Ma non esiste una poesia per bambini e una poesia per adulti.
Il testo divulgativo-informativo
Tra i testi di narrativa includiamo anche quello divulgativo-informativo. La cosiddetta "letteratura divulgativa" concorre senz'altro ad allargare le conoscenze dei ragazzi. In un testo di questo tipo occorre avere: chiarezza di idee, precisione di dati, rigore di logica, linguaggio semplice e comprensibile senza che esso diventi banale. Non deve mai venire meno l'autenticità del fatto, che esso sia storico, scientifico, artistico o religioso. I ragazzi accettano i libri che con semplicità, con linguaggio comprensibile presentano argomenti anche complessi. Ai libri di testo bisognerebbe affiancare una biblioteca di classe insieme alla biblioteca d'istituto e alla biblioteca pubblica. Tutto questo per avvicinare sempre più i ragazzi al libro e il libro ai ragazzi.
La letteratura per l'infanzia oggi
Giacobbe scrive che per letteratura infantile si intendono tutte quelle pubblicazioni che per semplicità ed immediatezza d'espressione di forma suscitano interesse e catturano l'attenzione dei ragazzi degli adolescenti. Oberto afferma che per letteratura per ragazzi si intende l'insieme di tutti i libri e periodici pensati, stampati e diffusi dagli adulti con l'intento specifico di destinarli a un pubblico giovanile. Con il termine ragazzi si indicano i soggetti che vanno dai 6 ai 14 anni. La fascia d’età però dovrebbe allargarsi fino a comprendere anche i giovani, poiché oggi nella letteratura adatta all'infanzia e ai giovani ci debbono necessariamente rientrare tutti quei problemi che riguardano quest’età.
Uno dei dibattiti più discussi riguardo la letteratura dell’infanzia è se quest’ultima può essere intesa come arte. Croce nega due possibilità: la possibilità di un'arte per bambini e la possibilità di bambini di gustare in pieno il mondo dell'arte. L'arte per bambini non sarà mai arte vera perché sotto aspetto pedagogico difficilmente si può dare ai bambini l'arte pura che richiede maturità di mente ed esperienza psicologica. Ai bambini si confà un certo genere di libri che hanno dell'artistico ma contengono anche elementi extra estetici, curiosità e avventure. Radice afferma che un buon libro per ragazzi è quello che può essere gustato, senza restrizioni e riserve, anche dagli adulti. Tutto ciò che vale per i bambini deve valere anche per gli adulti, se è opera d’arte. Noi affermiamo che la letteratura per l'infanzia è un prodotto che è legittimo sul piano pedagogico e non su quello strettamente artistico; pertanto non si tratta di cercare il metodo di scrivere per i ragazzi, ma di indirizzarsi verso una letteratura adatta ai ragazzi.
Bertin afferma che bisogna mantenere viva l'esigenza di educare il fanciullo al gusto letterario sia attraverso letture di classici sia attraverso il riconoscimento di valori artistici contenuti nelle opere che più appassionano i ragazzi. Bertin afferma:
- Nella prima età i bambini preferiscono contenuti che riguardano il proprio mondo e il proprio ambiente familiare;
- Nel punto terminale dell’adolescenza si hanno preferenze per contenuti che superano l'esperienza del singolo;
- Nell'adolescenza si preferisce l'avventuroso sia in modo introverso sia in modo estroverso.
Un'opera deve piacere ragazzi ma anche avere un'efficacia educativa. L'educazione alla lettura si rende indispensabile ed essa deve essere attiva in famiglia, dentro la scuola, in chiesa e in ogni dove.
J.J. Rousseau e il “Robinson Crusoe” di Daniel De Foe
Secondo Rousseau il più felice trattato di educazione naturale è il Robinson Crusoe di Daniel De Foe. Robinson Crusoe nella sua isola, solo e privo di strumenti, è comunque capace di provvedere alla propria sussistenza e di procurarsi persino un certo benessere: questo argomento è interessante per ogni età e lo si può rendere in mille modi gradito ai fanciulli.
Robinson Crusoe dei testi di letteratura per l'infanzia
L'eroe di De Foe è un uomo del settecento convinto della bontà della società in cui vive, o meglio, in cui è vissuto prima di rimanere nell’isola deserta, ma tiene in grande considerazione il progresso, annotando gli errori per non cadervi più, compiendo lavori migliori di quelli dei giorni precedenti. Si accosta alla natura con un atteggiamento pieno di entusiasmo scientifico: utilizza le risorse del posto osservando e scoprendo le proprietà della flora dell'isola. È così convinto della validità dell'organizzazione civile che la riprodurrà in piccolo appena potrà. L’elemento che meglio caratterizza il Robinson e che esercita il suo fascino sul fanciullo è lo spirito di esattezza su cui la storia procede come se fosse incanalata su un saldo binario, anche nei momenti più drammatici. Dal punto di vista pedagogico il Robinson vuole destare nel fanciullo la consapevolezza dei valori della civiltà e del progresso. Molti autori concordano che l'immagine di Robinson si divenuto così famigliare tra i bambini che ogni fanciullo nei suoi giochi si identifica in lui. Il Robinson costituisce subito un successo strepitoso benedetto dai ragazzi di mezza Europa. Per la sua diffusa popolarità e per il messaggio di cui si fa tramite viene presto considerato una specie di Bibbia dei ragazzi inglesi. Il Robinson non nasce come libro per ragazzi, ma quest'ultimi se ne sono impossessati.
Le “Robinsonate”
Per “robinsonate” si intendono tutte quelle opere che pongono al centro del racconto o utilizzano episodicamente il motivo centrale del Robinson.
Robinson il giovane
La più importante di J. H Campe che esprime l'essenza del movimento illuministico. Il romanzo consiste nel racconto delle avventure di Robinson che ogni sera un padre espone ai figli e agli amici dei figli, in forma dialogata.
I Robinson italiani
Un altro importante testo è di Salgari dove sono presenti tre naufraghi ricchi di esperienza e durante il viaggio verso l'interno dell'isola si inserisce la descrizione della flora e della fauna anche se in una forma eccessivamente libresca e riempitiva. Tutti romanzi sui Robinson hanno caratteristiche che accomunano tipo il naufragio che dovrebbe rappresentare la drammatica frattura tra l'uomo e la società. Si notano I Robinson italianicomunque delle differenze: nel gusto dell'avventura è chiaramente scoperto e l’eroe combatte con la natura popolata di fiere e mai inerte.
Robinson svizzero
Altri testi importanti sono: il di Wyss che vedeva susseguirsi diverse avventure senza interruzioni e che per la prima volta presentava una famiglia di Robinson composta padre, madre e quattro figli; L'isola dove naufraga un gruppo di nordamericani; La scuola di Robinson che prevede il protagonista lontano dalle idee del naufrago solitario ma più vicine a quello di un turista o di un esploratore; Due anni di vacanza dove un gruppo di 15 ragazzi di diverse nazionalità, classe sociale, carattere e razza si organizzano in una colonia. Gli ultimi tre testi di cui abbiamo parlato sono di Jules Verne.
L'avventura nei testi di letteratura per l'infanzia
Una definizione di avventura accettabile può essere la seguente: "l’avventura è una vicenda che per il suo carattere di eccezionalità e di singolarità e per l'imprevisto, riveste un particolare interesse sia per chi non è protagonista sia per chi ne viene a conoscenza attraverso il racconto."
Altre due definizioni di avventura sono quelli di Quilici e Amaldi. Il primo afferma che l'avventura si caratterizza soprattutto per avere due motivazioni: una nobile e l'altra pratica. Nobile perché è l’esigenza dell'uomo di avere un momento ed uno spazio diverso rispetto alla massa, come ricerca della propria identità. Pratica perché porta l'uomo a compiere imprese inutili e spericolate con l'unico scopo di venderle, quindi dove l'aspetto economico è prevalente. Anche per Amaldi l'avventura si divide in due tipi: quella scientifica, che culmina nel momento della scoperta, e l'avventura intesa come superamento continuo di se stessi.
Avventura ed educazione
Nell'ambito educativo il concetto dell'avventura ha una rilevanza molto importante. L'avventura è da considerare come capacità e necessità dell'uomo di superare l'esistente, gli ostacoli che si oppongono alla sua affermazione. L'avventura diventa per l’uomo un qualcosa che lo può qualificare, che rafforza il suo essere uomo. Anche il quotidiano è da tenere in considerazione in quanto anche questo deve essere considerata avventura in senso molto ampio, almeno per tre considerazioni.
- Il quotidiano deve essere considerato l'insieme di tutto ciò che l'uomo fa da solo o insieme ad altri, giornalmente. È in questo trascorrere che l'uomo ritrova se stesso e percepisce la propria identità.
- Ogni nuova acquisizione, ogni nuova scoperta in fatto di sapere si collega con il sapere precedente e diventa il nostro patrimonio; non si parte mai da zero.
- Gran parte del materiale di cui si avvale ogni azione espressione di avventura è senz’altro contenuta, e quindi può emergere, nel presente che si vuole superare. Non si crea dal nulla ma c'è sempre un punto di partenza che può essere in nostro possesso o provenire da altri.
La quotidianità dunque è molto importante, e l'avventura che non ne volesse tener conto e non si rifacesse a questa, difficilmente potrebbe evitare di tradursi in “illusione”. Grande importanza assume anche l'ambiente. Nell'ambiente c'è tutto e perciò si ha anche la possibilità di “avventurarsi” nell'ambiente per cogliere il nuovo, per scoprire il nascosto, per scavare nel fondo e trovare il tesoro. L'avventura è rivolta in particolar modo alla fascia di età della preadolescenza (10-12 anni) e dell’adolescenza (13-18 anni).
- La preadolescenza si caratterizza per: lo sviluppo di tutta la persona, il desiderio di fare esperienze nuove e di avere un’intensa attività. Questa è l'origine del cosiddetto spirito d’avventura.
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