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Prima lezione di letteratura italiana di Giulio Ferroni

L'Italia e la sua letteratura

Dal secondo Ottocento la tecnologia riduce le funzioni della letteratura, creando nuovi codici che comunque trovano appoggio sulla letteratura. La lingua italiana è il primo segno di riconoscimento della nostra letteratura, in essa si vede il nostro divenire e la nostra tradizione, la memoria. Crea identità ed ha supplito per lungo tempo alla mancanza di uno Stato unitario grazie a comunità di letterati con lingua comune impostasi lungo la penisola. Accade nel primo 500 in epoca di invasioni straniere, a partire dall'elaborazione teorica di Pietro Bembo sul modello di lingua adottato dagli scrittori. Nascevano così modelli italiani riconosciuti anche dagli invasori. Secondo Gramsci vi era però la mancanza di rapporto tra intellettuali e masse popolari, essenziale per allontanarsi dalla formalità e dalla retorica.

Letteratura e vita civile: Francesco de Sanctis

Non era però solo la letteratura l'unica identità italiana; essa ha piuttosto trovato posto in ogni momento politico e sociale del nostro paese e ne è stato specchio e spinta dinamica. È stata carica di storicità. De Sanctis, a cavallo dell'unità d'Italia nel 1870, scrive la Storia della letteratura italiana, che è romanzo della vita sociale italiana dove le opere letterarie sono personaggi. L'opera di De Sanctis tratta i legami della letteratura con la decadenza nella storia del paese fino all'unità dell'Italia con visione moderna al futuro.

Da quando esiste l'Italia

Venne prima l'italiano e l'idea di Italia che l'Italia come Stato. Prima un gruppo di radici culturali e storiche dall'antica Roma agli intrecci con gli invasori. L'italiano è fin da Dante organismo disgregato che aspira a un'identificazione comune. Dante si rivolge agli Italici e parla di Italia come luogo geografico.

Letteratura italiana ed europea

L'Italia è anche rivolta all'Europa con radice comune nella matrice latina. La nostra letteratura è, nella sua nascita, legata alle letterature europee, per volgare e per latino. Il volgare italiano è in netto ritardo rispetto al volgare francese, ad esempio, appena nel XIII secolo. In Italia quindi si riadattano modelli e si utilizzano forme di oltralpe; importanti opere italiane sono scritte infatti in francese. Il modello francese è sostituito dai vari Boccaccio, Petrarca e Dante, comunque partecipi all'orizzonte europeo. Dopo l'umanesimo del 400, nel 500 si impone la cultura italiana nelle arti, con impegno creativo vigoroso e riconosciuto nei suoi modelli. La lingua italiana circola in Europa grazie anche a musica e melodramma. Emigrazione forte di italiani a causa di Controriforma e di lavoro in corti fino all'impero napoleonico.

Contrasti nella letteratura italiana

Il petrarchismo del 500 diviene caratterizzante per la nostra letteratura fino al 900 come modo di comunicazione delle classi colte; è un dominio della lirica. Per alcuni questo è un limite per il poco relazionarsi con la realtà. Potrebbe essere una dedizione alla bellezza per alcuni, ma per altri è un male, un peso del passato, siamo bloccati dalla retorica, dal formalismo. Gramsci indicava una mancanza di carattere nazionale-popolare della letteratura italiana come forse è più il romanzo, ma l'italiano è restio al romanzo per vizi di petrarchismo. Manca anche un teatro drammatico nella drammaturgia; giudizio che si scontra con l'idea che l'Italia abbia come carattere determinante il teatro. Luogo comune è l'eccessiva melodrammaticità degli italiani stessi come male del paese. La linea comico ironica anima la nostra tradizione e allontana da ogni serio investimento nella realtà e colpevole di un vuoto morale. Anticlassicismo vs classicismo, lingua armonica vs lingua aperta in ogni direzione.

Capitolo 2

Tra storia e lettura: la filologia

Nelle scuole lo studio della letteratura è sempre stato inserito in epoche storiche e vi sono categorie periodizzanti. Vi è stata così perdita di diretto contatto con il testo e con il loro linguaggio. Negli ultimi decenni questo metodo è stato rifiutato per una centralità dei testi, l'analisi linguistica e la semiotica, così come la stilistica. La filologia trova la sua attenzione nella concretezza dei testi, nel loro intreccio tra loro e con il reale.

Dai canzonieri lirici alla Commedia dantesca

Pre stampa. La lirica circolava grazie ai canzonieri in cui si trascrivevano vari autori senza intenzione di un testo unitario, come invece sarà con la Vita Nuova di Dante Alighieri, di lirica e prosa insieme narrativa, circolò nel 300 ma meno nel rinascimento. Si tratta per Dante di un'opera giovanile, passi in avanti ne fa con la Commedia, poema con perfetta architettura di distribuzione di canti e cantiche. Si diffuse immediatamente con manoscritti, vi furono poi commenti all'opera (il figlio Jacopo, Boccaccio).

Il Decameron

Decameron è opera rivolta al mondo terreno comprende novelle leggibili singolarmente ma inserite in complessa struttura. 100 Novelle. Decameron è opera conclusa in cui ogni frammento trova ragione nel totale equilibrio. Di quest'opera si ha l'originale così come uscito dal laboratorio di scrittura e trovò diffusione nel mondo mercantile quindi laico.

Il Canzoniere di Petrarca

Rerum vulgarum fragmenta è il titolo latino di questo Canzoniere di Petrarca. Il libro vuole quindi essere insieme di frammenti così come visti dall'autore. Abbiamo anche in questo caso materiale derivante direttamente dall'autore. Lo studio del codice Vaticano latino ha permesso di ricostruire le fasi di organizzazione del Canzoniere da un insieme di rime non organizzate al libro stesso. Vi era anche un'ossessione per la struttura e per la correzione linguistica e stilistica; è opera in perpetuo movimento e sigillato solo dalla morte di Petrarca. Opposto al Decameron.

Ariosto e Machiavelli dopo la stampa

Orlando Furioso di Ariosto ha dialogo con classici antichi e da subito lo affidò alla tipografia seguendo le fasi di stampa nelle diverse edizioni in cui fece vari interventi. Si diffuse nel 500 con editoria e con commenti e introduzioni varie. Anche questo è quindi opera in movimento in linguaggio e materiale narrativo. Egli ricercava con questi interventi un organismo compiuto. È quindi forma aperta e chiusa allo stesso tempo. Opposto invece Machiavelli che poco curò la stampa delle sue opere, le sue maggiori opere tra cui Il Principe circolarono solo manoscritte in forme dubbiose. Mancano manoscritti autografi, diffusione solo dopo sua morte delle opere stampate. Diffusione per ...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher quiensoy di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Ferroni Giulio.
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