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Come si conduce una ricerca

Il Nome della Rosa di Eco e la Biblioteca di Babele sono testi che hanno fissato l'immagine della biblioteca negli ultimi anni. Alludono all'infinita e all'inaccessibilità del sapere. Per la tesi ci vuole serietà della documentazione, sua completezza, rigore nell'importazione, chiarezza degli obiettivi e originalità.

Ci sono enciclopedie, anche specializzate, e cataloghi in due tipi: per autore e per soggetti, dove in uno vi sono le opere dell'autore e nell'altro gli interventi critici che lo riguardano. Dopo la lettura dei testi e della critica, vi è la schedatura, ovvero l'organizzazione dei testi. Poi c'è la scaletta sull'impostazione dei capitoli. Si indicano poi le norme grafiche per la stesura (nomi secoli in maiuscolo, citazione, interlinee, parole straniere). La bibliografia è suddivisa in autore in questione, studi critici su di lui, con ordine cronologico di pubblicazione o alfabetico per autore.

La consistenza del testo

La scelta dell'edizione appropriata è un approdo decisivo nella storia della costituzione del testo. Di questo si occupa la filologia testuale. Ogni testo ha una sua storia e il filologo la ricostruisce. La data canonica è l'invenzione della stampa nel 1456 di Gutenberg. Prima c'erano i manoscritti (fatti anche da copisti) con molti errori perché semplificavano o eliminavano parti. Ne è un esempio la scuola siciliana che venne toscanizzata da copisti toscani. Con l'Umanesimo vi è la riscoperta dei classici, la coscienza filologica e un tentativo di collocazione storica dei testi e la ricostruzione della forma originaria. Un esempio è la Donazione di Costantino, falso scoperto da Lorenzo Valla.

La critica positivistica fra Ottocento e Novecento ha praticato la filologia con la ricerca delle fonti e dei documenti in grado di illustrare l'attività letteraria riguardo ai testi e alla vita degli autori. Il metodo filologico si basa sul bisogno di ricostruire la tradizione dei codici e confrontarli per trovare il più attendibile e poi il lavoro di ricostruzione del testo più attendibile. Si basa poi sulle famiglie, che sono gruppi di manoscritti con origine comune; si trova poi un archetipo comune. È considerata più attendibile la lezione più difficile (lectio difficilior), perché probabilmente meno semplificata da copisti.

Quindi ci sono tre fasi: recensio, examinatio, emendatio (ricerca delle lezioni più autorevoli). La Commedia di Dante non è originale, ma sono giunti circa 600 codici, più autorevoli i più antichi. Le rime di Petrarca (Rerum vulgarium fragmenta) sono state trovate in versione autografa. Trovato anche il codice autografo del Decameron di Boccaccio. Il Milione di Marco Polo scritto in lingua d'oil e poi volgarizzato. La stampa ha comunque mantenuto incertezze, edizioni anche non autorizzate dall'autore o non omogenee, o problemi e ripensamenti durante la stampa, vi si occupa la bibliografia testuale che analizza il libro nella sua specificità e cerca la copia ideale.

Epoca della Controriforma e censura

L'epoca della Controriforma e la censura rendono arduo il lavoro dei filologi, con condanna a contemporanei come Bruno o Machiavelli che pubblicano all'estero ma anche a classici come Dante e il suo De Monarchia, il Decameron venne "pulito". Tasso riscrisse la Gerusalemme liberata col titolo Gerusalemme conquistata. Ma ci sono anche interventi migliorativi come nell'Orlando furioso in cui aggiunse in ogni edizione canti adeguandosi allo stile e alle indicazioni di Bembo. Lo stesso fece Manzoni per i Promessi Sposi, dove i lombardismi del 1827 vennero sostituiti da forme fiorentine. Ci sono casi poi come lo Zibaldone di pensieri di Leopardi, in cui l'autore non prevedeva la pubblicazione essendo diario e riflessioni.

La filologia è legata a critica. I filologi hanno competenze storico culturali e linguistiche e considerano le scelte compiute dallo scrittore, ne nasce la critica delle varianti che considera l'opera come frutto di elaborazione dinamica. Ad esempio, Il porto sepolto di Ungaretti è frutto di lavoro di riduzione per ridurre all'essenzialità della parola.

Ci sono altre edizioni: anastatica che riproduce esattamente il testo originale, diplomatica che tiene originale e ne conserva errori ed abbreviazioni ecc. e genetica che mostrano la genesi del manoscritto.

I testi

Le edizioni critiche opera omnia si basano sull'intera produzione di uno scrittore, sono di difficile e lenta stesura. Importante è la collana Scrittori d'Italia di Benedetto Croce del 1910, ancora in corso. La casa editrice Ricciardi ha la collana La letteratura italiana dal 1951. Anche i tascabili sono attendibili, esempi sono la Biblioteca Universale Rizzoli BUR dal 49 oppure gli Oscar Mondadori o I grandi Libri della Garzanti, lo stesso fanno Einaudi e la Grande Universale Mursia. Diritti d'autore legano lo scrittore all'editore delle sue opere anche post mortem fino a 70 anni.

Dal testo alla critica

Oltre alla saggistica, gli studi meno estesi trovano spazio su riviste specializzate che trattano di italianistica. Nate in ambito accademico le riviste contengono saggi con altri interventi brevi detti note, testi inediti vengono proposti. Il giornale storico della letteratura italiana è una rivista che non tratta scrittori viventi, Lettere italiane ha intenti critici e storiografici. Il Verri è invece rivista con intenzione di favorire e trattare nuova avanguardia per una maturazione di nuova letteratura.

La critica accademica approfondisce e sistema storicamente mentre quella militante si confronta con il presente in termini di poetica e scelte ideologiche.

La critica e i suoi metodi

La critica è attività volta a interpretare e valutare il prodotto di natura artistico intellettuale, in questo caso un'opera, un autore, una corrente. La critica ha metodi e una sua storia.

La critica contemporanea inizia con Francesco de Sanctis nato nel 1817. Egli affermava un'autonomia dell'arte che ha in se stessa le norme di funzionamento. Accento posto su dialogo tra forma e contenuto. De Sanctis ricreava l'opera in una "situazione", ovvero le condizioni che un argomento porta con sé e a cui il poeta obbedisce perché la sua opera sia armonica e capace di rivaleggiare con la vita stessa. Approda così a un realismo senza separare reale dall'ideale, ma dove siano concorrenti nella creazione artistica. Partecipò al dibattito sul positivismo che vedeva come scopo ultimo della conoscenza la spiegazione oggettiva del mondo. Emile Zola cercò di attuare questo scopo nei suoi romanzi. Il positivismo più rigoroso voleva però anche accertare la storicità dei fenomeni letterari, nacque così una "scuola storica" a Torino nel 1883 dove si studiano documenti dell'epoca dell'autore trattato e danno importanza alle fonti per stabilire parentele con altri testi, si tratta di letteratura comparata che cerca influenze e scambi. Si sviluppò la filologia cercando i testi più attendibili.

Idealismo crociano: Benedetto Croce aderisce all'idealismo hegeliano ma non intende come Hegel uno Spirito come attività che nasce da opposti ma da forme (estetica, etica, economia, logica) non opposte fra loro. C'è opposizione solo all'interno di ogni forma. La conoscenza è intuizione estetica pura e si traduce nell'immagine che viene da individualità senza logica né pratica. L'intuizione è lirica perché continua.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher quiensoy di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Zaccaria Giuseppe.
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