Chi insegna letteratura italiana all’Università rischia spesso di trovarsi di fronte a situazioni di difficoltà
e disagio: studenti ai quali è assegnata una tesi di laurea non solo ignorano da che parte si debba
iniziare il lavoro, ma talvolta risultano sprovvisti dei più elementari strumenti per condurre la ricerca.
1
I laureati di oggi saranno, gli insegnanti di domani: uno studio letterario comporta meno rischi [c. 1 ].
Già agli esami si colgono, di tanto in tanto, segnali preoccupanti: soprattutto quando
si va oltre l’argomento trattato nel corso, facendo domande di tipo tecnico o di carattere generale,
relative alla storia e alle istituzioni della letteratura. Il problema comincia a porsi, concretamente,
nella pratica dell’insegnamento, nelle lezioni del cosiddetto corso monografico (una istituzione che in
futuro potrà subire cambiamenti, senza tuttavia che venga modificato il senso di quanto si sta dicendo).
Chi insegna ha difficoltà a individuare un livello ottimale di comunicazione:
le stesse parole possono sembrare a qualche studente persino banali, ad altri astruse e incomprensibili.
Non si vuole riproporre un ritorno nostalgico a equazioni del tipo liceo = università/classico = lettere.
Ma pare che l’osservazione possa indurre a qualche riflessione seria: si ritiene che negli stessi ordini di
scuole, e persino nello stesso istituto, a partire dalle medie inferiori, esistano carichi didattici e criteri di
1 I capitoli/paragrafi (alcuni molto brevi) corrispondono a questioni precise, a partire da un’esigenza preliminare:
la conoscenza degli strumenti che consentono di avviare una ricerca e dei criteri con cui dovrà essere presentata.
Ogni ricerca ha in sé una fondamentale componente pratica, che riguarda l’orientamento preliminare,
l’uso degli strumenti che occorre individuare per avviare il lavoro.
La ricerca letteraria nasce, si organizza e si sviluppa in biblioteca: da quella che alcuni hanno in casa alle biblioteche
scolastiche, universitarie (d’istituto, dipartimento, facoltà) a quelle pubbliche (civiche e nazionali).
Il tipo di biblioteca dipende dal livello di ricerca e dai fini che essa si propone.
Qui si parla dell’attività universitaria (ma il discorso è valido in generale), distinguendo i due casi più frequenti:
la relazione per un lavoro di gruppo (o seminario), che riguarda un argomento circoscritto, trattato in un numero limitato
di pagine; la documentazione necessaria per giungere alla stesura della tesi di laurea, che è la prova finale, più impegnativa,
dell’intero corso di studi. Non è un generico coronamento, né un rito ufficiale: la tesi deve dimostrare che lo studente si è
impadronito degli strumenti dell’analisi ed è in grado di maneggiarli con sicurezza, raggiungendo una maturità consapevole
e autonoma nell’esercizio critico. Comporta l’affinamento di criteri e attitudini assimilati progressivamente e acquisiti
attraverso il precedete lo studio e la precedente preparazione. È esemplare perché fa quasi la summa delle capacità
manifestate e delle conoscenze raggiunte, comprese le acquisizioni metodologiche e le tecniche dell’analisi critica,
a partire da quella elementare strumentazione di base indispensabile all’apprendimento di qualsiasi disciplina.
E’, a tutti gli effetti, un libro e, come tale, deve contenerne i requisiti: serietà e completezza della documentazione,
rigore nell’impostazione, chiarezza degli obbiettivi da raggiungere, novità e originalità nei risultati.
Poi si cerca di dare risposte concrete a una serie di domande, che mettono a fuoco aspetti di fondamentale importanza:
che cos’è l’edizione di un testo? Che cosa sono le concordanze?
Quali sono le principali collane di classici? Antologie dedicate a particolari generi o movimenti letterari, periodi circoscritti
(box p. 111). In ambiti limitati, si riferiscono a particolari filoni o si caratterizzano per una confluenza di generi e temi, 111.
Come può essere concepita una storia o un’antologia della letteratura italiana? Quali sono le forme e gli elementi costitutivi
della retorica, metrica, narratologia? A proposito si veda, p. 2 e testo.
Le indicazioni bibliografiche, che seguono, oltre che nelle note, in carattere minore, consentono di approfondirle, offrendo
la possibilità di giungere a un’informazione esaustiva e completa [vedi testo]. All’interno di appositi box sono composte
altre parti: gli elenchi (relativi a riviste, collane di testi) e alcuni approfondimenti o esemplificazioni, che non hanno pretesa
di completezza, ma si propongono come brevi flash, momenti d’incontro rivelatori con alcuni testi e autori della letteratura
italiana antica e moderna (sono anche suggerimenti per la memoria, la cui utilità può andare oltre la funzione preposta).
Anche gli indici relativi alle storie letterarie e alle antologie (in due casi dettagliati e completi)
consentono una prima e immediata forma di approccio con le opere in questione (il modo con cui sono costruite),
visualizzando le linee di sviluppo e le problematiche della letteratura, e una pronta identificazione di argomenti interessanti.
valutazione del tutto disomogenei e incoerenti: classi o sezioni in cui sono tutti promossi, altre in cui
molti si ritirano o alla fine dell’anno scolastico sono bocciati.
Se lo studio è anche un lavoro, perché a qualcuno è richiesta una resa doppia o tripla rispetto ad altri?
Ciò non risulta in altri settori dell’occupazione giovanile (tranne lo sfruttamento clandestino).
Spesso i giovani, che hanno molto senso della giustizia, escono delusi e confusi dalle loro esperienze
scolastiche. La preoccupazione è di colmare il divario che esiste, non sempre, è vero, ma spesso,
fra la preparazione conseguita nelle scuole medie superiori e il bagaglio di conoscenze,
pratiche e metodologiche [all’interno dei molteplici aspetti connessi con il fenomeno letterario:
storico-critici, tecnici e metodologici], che occorre possedere per affrontare in maniera seria e
consapevole gli studi universitari; il percorso dovrà condurre, in qualche anno, a un’autonoma capacità
di maneggiare gli strumenti d’analisi, passando progressivamente da un’assimilazione in prevalenza
passiva, a un atteggiamento critico e propositivo, che sarà messo alla prova nella
preparazione ed elaborazione della tesi di laurea (quinquennale, cit. cap. 1 e sopra).
Chi scrive ha già cercato di provvedere a queste esigenze, organizzando sia dei seminari si tipo
variamente propedeutico (sulla metrica, stilistica, sulle storie letterarie, metodologie critiche)
sia un seminario per laureandi, in cui discutere sull’impostazione della tesi e sui problemi che
si pongono. Anche sulla base di queste esperienze è parso sempre più utile avere a disposizione
uno strumento chiaro, essenziale ma completo [ad es. indice], che rispondesse ai bisogni individuati.
Gli strumenti e i metodi di studio non possono essere separati dal loro oggetto di studio:
la letteratura italiana antica e moderna emerge in primo piano, nella sua vitalità e attualità [vedi sopra].
La duplice pellicola, attraverso cui si dipana il discorso, si propone pure di raggiungere una maggiore
varietà e fluidità, isolando le parti più strumentali e accessorie: conducendo lo studente ad accostare
gradualmente i diversi argomenti, raccontandoli con un linguaggio accessibile e piano,
evitando, per quanto possibile, l’astrazione erudita e i tecnicismi vuoti.
Il materiale entro cui operare la selezione è vastissimo: si è cercato di individuare quelli
più significativi e importanti, tenendo conto dell’autorevolezza e del grado di aggiornamento.
Il volumetto è una guida per studiare la letteratura italiana,
attraverso i suoi diversi momenti e problemi; ogni problema è illustrato
nelle sue caratteristiche essenziali, offrendo una trattazione semplice ma abbastanza orientativa.
Può essere consultato con profitto anche dagli studenti che preparano la
maturità e dai laureati che affronteranno i concorsi o seguiranno i corsi abilitanti all’insegnamento.
1. Come si conduce una ricerca. Negli ultimi anni, due testi hanno fissato l’immagine della biblioteca:
2
la Biblioteca di Babele (L. Borges) e la biblioteca inaccessibile del Nome della Rosa (U. Eco) :
la prima allude all’infinità del sapere, in cui i libri si richiamano l’un l’altro in una catena ininterrotta;
la seconda condanna l’inaccessibilità del sapere, custodito da una mente frenetica e delirante.
In entrambi i casi, il libro diviene una metafora storico-esistenziale della conoscenza;
il luogo dove i libri vengono raccolti e conservati ne fornisce gli strumenti essenziali,
rappresenta una serie illimitata di percorsi (all’interno di un libro, nei libri di uno stesso
autore, nei collegamenti e rimandi che un libro stabilisce con altri libri). Introduzione e nota numero 1.
3
La bibliografia costituisce il necessario momento di passaggio per ogni ricerca .
4
In biblioteca le opere sono schedate in due tipi di catalogo: uno per autori e uno per soggetti.
Nel primo compaiono le opere scritte dall’autore, nel secondo gli interventi critici che lo riguardano
5
(saggi monografici , articoli apparsi in volumi miscellanei o pubblicati su rivista).
Trovare subito ciò che si desidera non è semplice, nel frattempo si raccolgono i dati disponibili nelle
collocazioni-segnature: autore, titolo, eventuale volume o rivista in cui il testo è raccolto, editore, città,
anno. Si proseguono le indagini in altre biblioteche, fino a ottenere il quadro bibliografico completo*.
2 Un modo di impostare la bibliografia consiste nel seguire l’ordine alfabetico, per autore, facendo precedere il titolo dello
scritto all’anno della sua pubblicazione (se più scritti risalgono allo stesso anno, siano distinti dalle lettere dell’alfabeto
minuscole). Questo tipo di bibliografia può essere richiamato facilmente nel corso della trattazione,
indicando tra parentesi tonde il nome dell’autore, l’anno, le eventuali pagine
(oppure gli stessi riferimenti siano riportati nelle note). U. Eco, Fonti bibliografiche,
Arte e bellezza nell’estetica medievale, Bompiani, 1987, p. 217: per fare rif. al terzo dei libri elencati, Gilson, 1943b.
3 La bibliografia può essere suddivisa in almeno due sezioni: le opere dell’autore, gli studi critici su di lui, cui si possono
aggiungere, in una sezione distinta e apposita, altre opere, di orientamento o di inquadramento, a carattere più generale.
Tutti i testi compresi nella bibliografia devono essere stati effettivamente letti o consultati.
Nell’elenco dei titoli, all’interno delle singole sezioni, si consiglia di seguire l’ordine cronologico delle date di
pubblicazione (se due o più titoli sono usciti nello stesso anno, si segua l’ordine alfabetico per autore).
Se l’edizione usata non è la prima, a questa bisogna fare comunque riferimento, riportando l’opera nella sua collocazione
originaria (a meno che l’edizione successiva sia diversa e le si voglia fare riferimento esaurientemente e precisamente).
4
Bibliografie su periodi circoscritti: Bibliografia analitica degli scritti su Dante, 1950-1970. E. Esposito, 4 voll, Olschki,Firenze, 1990.
5 Monografie critiche o edizioni delle opere contengono, per ogni singolo autore, bibliografie accurate, esaustive.
Ogni studio dovrebbe fare i conti con la critica precedente, offrendone i relativi riferimenti; più il testo è recente, più la panoramica
è aggiornata e completa. Tra il 1972 e il 1980 la rivista Italianistica, nel primo numero di ogni annata, indica gli studi usciti nell’anno
precedente, divisi per secoli e per autori. Altre riviste, tra cui Rassegna della letteratura italiana, presentano sezioni ricche di recensioni
divise per secoli e specifiche rassegne che fanno il punto sugli ultimi studi dedicati a uno scrittore, a un movimento letterario,
a particolari aspetti o problemi. Per gli autori più importanti esistono appositi repertori bibliografici o riviste loro dedicate (infra, p. 41)
Utili gli indici di alcune riviste: quello del Giornale storico della letteratura italiana (Carlo Dionisotti, 1948).
Quelli di Lettere Italiane sono usciti solo in parte: Lettere italiane. Indice trentennale I (1949)-XXX (1978) a c. di N. Giannetto, Olschki,
Firenze, 1991 [vedi testo]. Tuttavia, non sempre si hanno a disposizione opportunità di questo genere. Può darsi che l’ultimo libro o
saggio di un autore risalga a molti anni fa: occorre colmare lo spazio temporale rimasto, per non dimenticare qualche studio significativo
e aggiornato, che potrebbe vanificare il lavoro condotto e indurre a modificare il progetto di ricerca, aprendo altre piste da seguire.
Come nelle monografie a stampa, in una tesi di laurea può essere opportuno aggiungere un indice dei nomi, luoghi, delle cose notevoli.
In genere non è difficile individuare le opere di uno scrittore, ma non sempre è possibile reperirle
materialmente nella propria città, anche se è sede universitaria o di biblioteca civiche e/o nazionali.
In questo caso bisogna ricorrere ad altre biblioteche: se non si vuole recarsi di persona,
si può ricorrere al prestito esterno; le biblioteche principali hanno un apposito servizio, che raggiunge
anche i paesi stranieri, oppure richiedere fotocopie o microfilm (pure di libri pregiati e manoscritti).
Non si procede a caso, tranne che in situazioni particolari: nell’Ottocento si ha notizia di libri persi.
Dal 1986 le Biblioteche Nazionali Centrali di Roma e Firenze
6
ricevono, per diritto di stampa, tutte le opere pubblicate in Italia .
Alcune biblioteche importanti raccolgono i cataloghi unificati delle altre biblioteche regionali
e hanno quelli delle principali biblioteche europee: di Londra e Parigi.
7
Per le biblioteche americane, il National Union Catalogne (1971-1980, 754 voll ).
Più difficile ricostruire la bibliografia della critica, gli studi dedicati a un certo autore [vedi box].
Le indicazioni reperibili nei cataloghi a soggetto di una biblioteca si riferiscono alle opere possedute da
quella biblioteca, non sono quasi mai tutte le opere dell’autore. Si procede con supplementi d’indagine.
Consultando gli indici si risale agevolmente non solo ai saggi specifici, ma a tutti i luoghi in cui una
rivista si è occupata di un determinato argomento o di un certo autore.
Quello indicato può sembrare un procedimento arduo e incerto, ma nei fatti non è così.
Il docente che segue la ricerca è in grado di fornire le indicazioni essenziali e di consigliare le
strade da seguire (anche indirizzando lo studente a qualche collega più esperto su particolari aspetti).
* Dopo aver raccolto e ordinato il materiale, si può iniziare una lettura sistematica dei testi e degli studi
critici. L’ordine più logico è leggere prima i testi e poi la critica, rileggendo poi i testi,
tenendo conto delle ulteriori acquisizioni critiche nel frattempo maturate.
6 CUBI. Catalogo cumulativo 1886-1957 del Bollettino delle pubblicazioni italiane ricevute per diritto di stampa dalla
Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, 41 volumi, Kraus Rreprint, Nendein-Linechtenstein 1968.
Catalogo dei libri in commercio (Ass. Italiana. Editori, Editrice Bibliografica, Milano).Diviso per autori, titoli e soggetti.
Catalogo collettivo Servizio Nazionale Biblioteche (SBN, http://opac.sbn.it/search.html). Tramite On Line Pubblic Access
Catalogue (OPAC) e http://www..cib.unibo.it/cataloghi/collettivi.html) si consultano i cataloghi periodici nazionali
(e lombardi www.cilea.it/virtual_library), per soggetto, banche dati e cataloghi della letteratura grigia (opuscoli, manifesti,
bollettini) di tutta Italia e si localizzano i testi nelle varie biblioteche italiane. Si accede ai cd delle bibliografie nazionali
Poiché il catalogo collettivo dei periodici posseduti dalle biblioteche italiane arriva al 1989 è bene consultare
l’ACNP (Catalogo Italiano dei periodici, a cui si accede attraverso il CIB, Centro Interbiblioteche di Bologna, vedi link).
Solo una piccola parte dei volumi delle grandi biblioteche è inserita in rete (le acquisizioni recenti).
Non aver trovato una segnalazione, specialmente per i libri anteriori al 1980, non significa la loro non disponibilità.
Prima si procedeva manualmente, con degli schedari. Ora i dati possono essere memorizzati nel pc e richiamati al bisogno.
7 Giungono al 1956, con vari supplementi per gli anni successivi.. Dal 1963, MLA, International Bibliography
of Books and Articles in the Modern Languages and Literatures, disponiblie anche, con
aggiornamenti fino al 1998, su cd-rom. Universal Author Repertoire of Italian Essay Literature, Vanni, New York, 1954.
Generalmente si procede in modo più empirico e meno vincolante.
Importa che l’analisi sia sempre più approfondita e consapevole, attenta a cogliere gli elementi
caratterizzanti e significativi (in generale, ma soprattutto nell’ottica precostituita dall’argomento e dalle
finalità di ricerca). Tutte le indicazioni utili devono essere raccolte e annotate,
schedando precisamente i testi, organizzando questa ricognizione in base a una griglia ben definita.
Una prima valutazione ed elaborazione dei dati consentirà di preparare una scaletta provvisoria
della struttura della tesi e dell’impostazione dei singoli capitoli (poi ci si confronta con il docente).
Si può così portare avanti la stesura del testo, che richiedere progressive parziali verifiche e controlli da
parte dell’insegnante e una progressiva messa a punto dei criteri per condurre l’elaborato definitivo.
2. La consistenza del testo. Sorta nell’antichità (cfr. polemiche sulla questione omerica) e ripropostasi
in età umanistica, la filologia inaugura il suo metodo moderno sulla base sulla base di due fondamentali
acquisizioni: la necessità di ricostruire la tradizione dei codici o testimoni e di metterli a confronto
(collatio) prima di iniziare il lavoro di restauro e di ricostruzione del testo più attendibile,
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e la cons
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