La metafora tra scienza e letteratura
Discussione sulla metafora del '900
- 1936: Richards pubblica La filosofia della retorica, rivendicando la natura concettuale della metafora.
- 1958: Trattato dell'argomentazione (con sottotitolato La nuova retorica) di Perelman e Olbrechts, discorso persuasivo.
- 1970: Gruppo M (6 studiosi) pubblicano La retorica generale proponendo una nuova strutturazione e classificazione delle figure retoriche.
Introduzione alla figura dell'espressione
La metafora ha una duplice natura: riflessa (consapevole) e irriflessa (forma spontanea della comunicazione).
Aristotele sostiene che la metafora non è insegnabile e non è comune. Quintiliano osserva che la metafora viene usata anche dai contadini. Nel '600, Vico afferma che il pensiero dell'uomo nasce metaforico.
Du Marsais evidenzia la natura irriflessa della metafora, notando che si fanno più metafore in un giorno di mercato che in molti giorni di assemblee accademiche. Beair osserva che la metafora si insinua nel linguaggio comune e nel pensiero.
Cesarotti vede la metafora come un paradosso: chiarisce il linguaggio ed è un impulso intrinseco dell'uomo. Nietzsche e Richards aggiungono che la metafora è un'abilità che tutti possediamo per la sopravvivenza.
Problemi preliminari
- Che differenza c'è tra significato metaforico e letterale?
- Che significato si dà al termine metafora?
Norma e scarto
Nell'età classica, i vocaboli propri portano chiarezza secondo Aristotele, mentre i vocaboli peregrini non sono pedestri.
La norma rappresenta ciò che è normale (linguaggio letterale) e lo scarto rappresenta ciò che si distacca dal normale (linguaggio figurato). Nel '700, Du Marsais distingue tra senso proprio e figurato.
Fountaine riprende questa distinzione, definendo il senso letterale come le parole prese alla lettera, primitive, naturali e proprie, o derivate e tropologiche.
Età moderna
Nel periodo dell'illuminismo, termini tipici della lingua scientifica sono chiari, precisi e univoci, mentre Leopardi osserva che parole vaghe, indefinite e tipiche della poesia rappresentano una comunicazione espressiva connotativa (lingua italiana).
Skolovskij parla di straniamento: liberazione dall'automatismo del linguaggio. La distinzione è stata vista anche da altri utilizzando termini differenti.
Grado zero
Esiste un linguaggio privo delle connotazioni, denotativo e referenziale? La tesi generativa di Chomsky sostiene l'esistenza di una norma logica che lega tutti i linguaggi del mondo. L'esperanto è considerata una lingua uguale per tutti nel mondo.
Grice afferma che la comunicazione è vincolata dalla metafora e che l'emittente e il ricevente devono rispettare il principio di cooperazione.
- Quantità (di informazione)
- Qualità
- Relazione "sii pertinente"
- Modalità "sii perspicuo"
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