Galileo Galilei: Sidereus Nuncius
Dedica a Cosimo II de' Medici
Al serenissimo Cosimo II de' Medici, Granduca di Toscana. L'opera si apre con la dedica e quindi con la lettera al gran duca di Toscana, Cosimo II de' Medici (successore di Ferdinando I) in cui Galileo sostiene che gli uomini sono soliti tramandare la memoria degli uomini eccellenti per virtù attraverso la costruzione di immagini poiché la condizione della mente umana è tale che se non è continuamente stimolata dalle immagini delle cose, ogni ricordo da lei svanisce.
Tuttavia, prima o poi anche quei monumenti umani alla fine periscono e così si iniziarono ad affidare i nomi di questi uomini alle stelle. Quindi Galileo, facendo riferimento a come già gli antichi intitolassero gli astri celesti a grandi uomini, anticipa la scoperta dei quattro satelliti di Giove dedicandoli al duca e quindi nominandoli Astri Medicei. Inoltre, possiamo vedere che per ragioni elogiative con cui rendere le scoperte astronomiche degne della gloria imperitura di Cosimo II e della sua famiglia, si attribuisce ai cieli quell'incorruttibilità che questa stessa opera smentisce.
Avviso astronomico
Avviso astronomico che contiene e chiarisce recenti osservazioni fatte per mezzo di un nuovo occhiale nella faccia della Luna, nella Via Lattea e nelle stelle nebulose, in innumerevoli fisse, nonché i quattro pianeti non mai finora visti, chiamati col nome di Astri Medicei.
Galileo anticipa le scoperte che tratterà in seguito e quindi afferma in primo luogo che grazie al suo cannocchiale poté vedere oltre alle numerose Stelle Fisse che si possono facilmente vedere con la naturale facoltà visiva altre innumerevoli stelle e che la Luna non è rivestita da una superficie liscia e levigata, ma scabra e ineguale e come la Terra ricoperta di profonde valli e anfratti.
In questo modo, Galileo dimostra che la natura e le caratteristiche dei corpi celesti non sono in nulla diversi da quelli del nostro pianeta e quindi voleva abbattere la distinzione che vigeva tra una fisica dei cieli, perfetti e immutabili, costituiti da una "quintessenza" diversa dai quattro elementi che costituivano il nostro mondo, e una fisica terrestre, applicabile a una realtà imperfetta e corruttibile. Infine annuncia la scoperta di quattro stelle erranti, ovvero i quattro satelliti di Giove.
Perfezionamento del cannocchiale
Successivamente, Galileo racconta come gli si presentò l'occasione di perfezionare il cannocchiale e quindi ci narra che circa 10 mesi fa giunse alle sue orecchie la voce che un certo Fiammingo (olandese, identificato secondo la tradizione con un fabbricante di occhiali di nome Hans Lipperhey) aveva fabbricato un occhiale.
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Letteratura italiana - Galileo Galilei