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LA NUOVA ITALIA (1861-1910)

ITALIA BORGHESE E LIBERALE NELLA SOCIETA’ E CULTURA EUROPEA

Fra fine ‘800 e inizio ‘900 = massima espansione della società borghese.

Orizzonte europeo > limiti: 1848-1914; Orizzonte italiano > limiti: 1861-1910.

Ci sono nuove forme di produzione >> II^ rivoluzione industriale; potenze mondiali controllano il

pianeta creando un mercato mondiale. La tendenza è il positivismo; le scienze individuano mezzi

di misurazione della realtà.

Positivismo = termine introdotto da Claude-Henri de Saint Simon; indica il metodo delle

scienze basate su osservazione dei fatti e verifica empirica. August Comte nel 1830 pubblicò

un saggio che era il punto di partenza del pensiero che avrebbe dominato la cultura europea

a metà ‘800.

Nascono geografia e cartografia moderne; si unificano le misure nei vari paesi.

Progresso scientifico > chimica, elettricità >nuovi materiali ed energia; Mezzi di comunicazione >

telegrafo elettrico, telefono, radio; Mezzi di trasporto > motore a scoppio >> automobile; aeroplano

> importanti: benzina, petrolio; Mezzi di registrazione dell’immagine e della voce > foto, cinema,

fonografo.

Al centro di questa nuova modernità c’è la città, dove la vita sociale è fatta di organizzazione di

servizi e scambi. Cittadino = membro di una massa di fruitori di servizi e di compratori di merci. La

donna ottiene un ruolo diverso nel rapporto con la cultura e l’educazione. Fine ‘800 = prime

manifestazioni di femminismo.

Il raggiungimento dell’unità politica comportò lo sforzo di unificazione, ma con situazioni lontane: a

nord lo sviluppo industriale& borghese (sviluppo del capitalismo), a sud forme di tipo feudale. È

una frattura insormontabile > questione meridionale.

Questione meridionale = lo stato unitario mostrò le diversità nord (sviluppo industriale) e

sud (immerso in società agricola immobile). Il confronto fra le diverse condizioni diede un

senso di sradicamento negli intellettuali (numerosi quelli che elaborarono proposte

politiche suggerendo ipotesi di riforme), il quale si espresse in grandi esperienze letterarie;

della letteratura “meridionalistica” si ricordino: “Lettere meridionali” (1875) di Pasquale

Villari e “Inchiesta in Sicilia” (1877) di Leopoldo Franchetti e Sidney Sonnino (liberali

conservatori direttori di “Rassegna settimanale”). Importanti anche le attività di Pasquale

Turiello, Giustino Fortunato, Gaetano Salvemini. Gli interventi decisivi furono quelli di

Gramsci e di un’ipotesi di un’alleanza storica tra classe operaia (nord) e classe contadina

(sud).

La borghesia cercò di adeguare i modi di vita a quelli della borghesia europea: i modelli borghesi

vengono raccolti e fatti propri da una classe di impiegati e funzionari (piccola borghesia). Altre

tensioni vennero generate dalla pressione operaia e dalla diffusione del socialismo: in certi settori

della borghesia si diffuse la paura del socialismo, poi la spinta di esso ottenne successi che

stimolarono nella borghesia una volontà di rivalsa. La gestione dei nuovi poteri toccò a liberalismo

conservatore orientato in senso laico. La posizione di De Sanctis fu l’esito più avanzato del

liberalismo dominante sulla scena politica postunitaria; altri personaggi liberali furono per

posizioni di realismo politico tendenti a giustificare la funzione equilibrante della monarchia.

L’eredità teorica della tradizione liberale è sintetizzata da Benedetto Croce. La tradizione

repubblicana e mazziniana non ebbe una giusta elaborazione ideologica e si intrecciò ad altre

tendenze come il radicalismo anticlericale.

Da ricordare Felice Cavallotti, esponente della sinistra repubblicana e radicale. Il movimento

socialista inizialmente ebbe un influsso mazziniano, poi una fase di diffusione di orientamenti

anarchici; dopo ciò venne fondato il partito dei lavoratori italiani (1892), poi partito socialista dei

lavoratori italiani (1893). Strumento fondamentale = “Critica sociale”, 1891 da Filippo Turati

(leader socialismo italiano). 1

Gli sviluppi teorici più rilevanti riguardano le componenti marxiste, sintetizzate nell’opera di

Antonio Labriola di Cassino, che con i suoi studi ispirò la successiva tradizione marxista italiana.

Saggi importanti: “In memoria del manifesto dei comunisti” (1896), “Del materialismo storico.

Delucidazione preliminare” (1896).

Il mondo cattolico dopo l’unità si chiude al mondo moderno, ma di fronte ai problemi sociali

assume un ruolo di mediazione: papa Leone XIII propone solidarietà con i più deboli, condanna il

socialismo e i propositi di mutamento dell’ordine costituito (documento: Rerum Novarum, 1891). A

fine XIX-inizio XX sec esce dal suo isolamento.

Romolo Murri cercò di creare un movimento democristiano che portasse i cattolici a partecipare

alla vita politica su posizioni progressiste. Ernesto Buonaiuti percorse la strada del modernismo.

Modernismo = movimento religioso di grande rilievo il Francia e in Italia; il fine è il

confronto del cattolicesimo con le acquisizioni di cultura e civiltà moderne. Prima si svolge

nel campo dell’esegi biblica e gli studi teologici cercando di far valere un metodo scientifico.

A inizio XX sec in Francia ebbe le migliori soluzioni filosofiche. In Italia si incontrò con la

tradizione del cattolicesimo liberale. Rivista importante = “Il rinnovamento”; obiettivo =

rinnovamento della Chiesa. Inizio XX sec > condanne da parte della Chiesa suscitate dalla

diffusione del modernismo culminanti nell’enciclica di papa pio X “Pascendi” (1907).

La cultura era dominata dal positivismo, che sostiene lo sviluppo delle scienze naturali e delle

scienze esatte. La scienza della natura è ricerca sulla realtà umana, storica e sociale, si estende a

ogni campo culturale con il confronto dei fatti. È importante l’evoluzionismo, che è guida e schema

di interpretazione della realtà umana.

Evoluzionismo = l’universo è regolato dall’ evoluzione; nel ‘700 si sviluppa una concezione

evoluzionistica; a metà ‘800 essa impone nella biologia con Charles Darwin, “On the origin of

Species” (1859). Herbert Spencer divulga un evoluzionismo sociale: i corpi sociali e le loro

forme culturali sono organi viventi in continua trasformazione.

La concezione delle realtà storiche come complessi organici è riallacciata a scienze umane del XIX

sec, come la sociologia.

Sociologia = societas (società) + lògos (discorso) > discorso sulla società. Inventore = August

Comte (filosofo positivista) > ne fa uso nel “Cours de philosophie positive” (1893) per

indicare lo studio positivo delle leggi fondamentali che sono proprie dei fenomeni sociali.

Nell’800 ci fu lo sviluppo di studi volti ad analizzare i fenomeni sociali con metodi delle

scienze fisico-matematiche. La storiografia dell’800 sviluppa orientamenti sociologici,

tendenti a spiegare lo sviluppo storico e culturale. Ha avuto peso lo studio delle strutture

sociali di Marx, che ricostruiva i processi dei fenomeni sociali nel loro carattere dinamico. La

sociologia moderna è legata a situazioni concrete ed è inaugurata con Max Weber, Vilfredo

Pareto, Emile Durkheim.

La storiografia positivistica cerca la verità dei fatti confrontando elementi concreti. Il riscontro dei

dati permette di interrogare realtà sfuggite alla ricerca. L’espansione coloniale aumentò i contatti

con i popoli quindi nacque l’antropologia.

Antropologia = che parla dell’uomo = studio dell’uomo e delle sue condizioni naturali,

biologiche, sociali, culturali; nel XIX sec diventa una disciplina. Da una parte si sviluppa

tramite rilievi fisici e biologici che fanno risalire le differenze di cultura e civiltà a differenze

naturali; dall’altra indaga su differenze linguistiche e condizioni culturali

(=etnologia=studio della vita dei popoli). Nel XIX sec si sviluppa l’antropologia culturale,

dedicata allo studio delle forme di comportamento dell’uomo. Questi studi sono posti come

studi ento-antropologici, ricerche su popolazioni ancora estranee allo sviluppo della

moderna civiltà industriale; si sono posti com punto di incontro delle nuove scienze umane.

La semiotica studia le forme della comunicazione ed è posta come studio globale della

cultura. In Italia si sviluppa lo studio della cultura delle classi subalterne; importante =

attività di Ernesto de Martino. 2

Il positivismo è guidato dalla fiducia nel progresso civile; le altre filosofie corrodono questa fiducia.

Dalla filosofia tedesca e dalla critica interna all’idealismo hegeliano si sviluppa un nuovo

materialismo storico di Karl Marx e Friedrich Engels, che diventa filosofia del socialismo scientifico

e del comunismo; si pone come interpretazione globale dei processi storici. Cardine = critica

dell’economia politica, che nega il carattere assoluto dei meccanismi della nuova scienza economica

borghese, individua la necessità di un suo rovesciamento che porti a: socializzazione dei mezzi di

produzione, il libero sviluppo delle forze produttive. “Das Kapital” (1867) = monumento di scienza

economica. Marxismo = importante per come individuava il legame tra elaborazioni ideologiche e

struttura economica delle società in cui esse venivano prodotte. Nella sociologia si diffonde l’idea

che i fenomeni sociali implicassero fattori ideologici/comportamentali. Nella psichiatria clinica >

importante opera di Sigmund Freud, fondatore della psicoanalisi; mostrò come dietro a

espressioni e comportamenti umani ci sono pulsioni sessuali radicate nell’infanzia.

Psicoanalisi = spiega i comportamenti umani e distingue le componenti dell’anima umana; si

è definita in senso scientifico tra ‘700 e ‘800. Cerca di far risalire la vita mentale e

sentimentale dell’uomo alla sua condizione biologica. La psicoanalisi del’900 è un metodo di

terapia della vita interiore dell’uomo, sorto sulla base di un confronto con la psicologia e con

i metodi clinici dell’800 per opera di Freud, secondo cui nell’equilibrio dell’individuo hanno

rilievo contenuti emotivi che non può esprimere direttamente. Si dà attenzione all’infanzia.

Il lavoro terapeutico trae alla luce della coscienza i contenuti rimossi. Ha suscitato interesse

per aspetti della vita individuale; ha mostrato che nella borghesia la malattia mentale sorge

nella rete di divieti che la società costruisce sui desideri originari.

L’epoca positivistica è percorsa da atteggiamenti irrazionalistici collegati a orientamenti romantici,

che rivendicano il valore di esperienze religiose/svolgono prospettive pessimistiche. Nietsche cerca

fondamenti negativi di valori annunciando lo svolgersi di un mondo umano basato su presente,

negazione dei valori del passato, trionfo di una Wille zur Macht (volontà di potenza).

Henri Bergson rivendica il valore dell’intuizione, il carattere qualitativo della realtà. Il senso della

modernità è ispirato dalle nuove tecniche. La modernità si impone spazzando via i metodi positivi

che avevano creato le condizioni per la sua nascita.

1866 = penetrazione ufficiale del positivismo = data del saggio di Villari (storico) “La filosofia

positivista e il metodo storico”. L’ambito della cultura più segnato dal positivismo = ricerca storica:

la creazione dello stato unitario stimolò ricostruzioni concrete e la raccolta di dati sui momenti

della storia nazionale.

Cesare Lombroso studiò le forme di devianza sociale facendole risalire a caratteri psicologici.

Vilfredo Pareto > “Trattato di sociologia generale” (1916) > per lui l’equilibrio sociale si regge sul

rapporto tra gruppi che gestiscono i poteri e i gruppi ad essi sottoposti. La teoria di Gaetano Mosca

giustifica la tendenza di gestori della politica a costituirsi in gruppi separati.

Con lo Stato unitario si ebbe la ridefinizione dei rapporti degli intellettuali con le istituzioni

culturali. Si cerca di integrare le forze culturali in strutture pubbliche che vogliono essere

espressione di una coscienza nazionale. Gli intellettuali partecipano alla vita politica, si crea la

figura dell’intellettuale politico, nasce la cultura legata alla dialettica della vita politica.

Scuola e università ricevono attenzione perché strumenti essenziali per l’unificazione culturale del

paese. Lo stato unitario riorganizza le università. Agli intellettuali viene attribuita una cattedra.

Universitari = filosofi, storici, scienziati, giuristi, poeti.

Ricevono attenzione anche organismi di ricerca e incontro tra intellettuali come le antiche

accademie. Vengono organizzati Archivi di Stato per raccogliere documenti storici; sono

ristrutturate le biblioteche. Importante = istituzione giuridica, rappresentata da: classe dei

magistrati statali, mondo degli avvocati.

Le classi dirigenti volevano promuovere lo sviluppo di una cultura nazionale omogenea che

esprimesse l’unità del Risorgimento > ipotesi messa in dubbio dai dislivelli tra varie zone del paese

3

> si crea la figura dello scrittore che rifiuta i modi di vita borghesi (bohème). Altri artisti hanno

comportamenti provocatori.

Con l’unificazione si sviluppa l’editoria in senso industriale, gli scrittori possono confrontarsi con il

mercato e le richieste del pubblico e degli editori. Con la stampa quotidiana nascono i primi giornali

moderni che danno un’informazione ampia e articolata. Raggiunge il massimo sviluppo la

letteratura d’apendice, che è la base per la produzione editoriale nella narrativa.

Romanzo d’appendice = romanzi pubblicati a puntate in appendice ai quotidiani e ai

settimanali, sono rivolti ad un pubblico vasto. Ebbero successo negli anni 30 dell’800 in

Francia (roman-feuilleton > articolo di cronaca non immediata). Da allora divenne uno dei

maggiori veicoli di produzione e diffusione di letteratura. In questo modo furono pubblicati i

maggiori capolavori del romanzo ottocentesco. Gli autori principali della prima fase furono

Alexandre Duman ed Eugène Sue. In Italia si diffusero negli anni 50.

Il mercato editoriale si scontrava con analfabetismo. Pubblico medio = borghesia colta e la

borghesia intellettuale; letteratura popolare raggiunge strati di lettori proletari. Importante:

pubblico femminile, riviste legate a iniziative e a tendenze di gruppo.

Cresce distanza fra riviste specializzate (ambiti tecnici) e riviste divulgative (pubblico ampio).

Stampa quotidiana e periodica garantiscono una diffusione ampia della letteratura: nascono gli

scrittori-giornalisti. Hanno rilievo giornali commerciali e riviste letterarie. Importanti: Ruggero

Bonghi (fonda “La Cultura”); Ferdinando Martini; Edoardo Scarfoglio; Enrico Nencioni; Panzach.

Gli imprenditori promossero collaborazioni tra scrittori diversi. Si crearono una cultura di massa, le

prime tecniche e strutture giunte fino al nostro giornalismo. La stampa doveva tenere conto di gusti

e curiosità diverse e dei meccanismi della pubblicità.

L’unificazione evidenzia il problema della comunicazione linguistica. Ostacoli > differenza

regionale. La lingua comune aveva un uso limitato alla scrittura; numero analfabeti = elevato.

Omogeneità linguistica = necessaria per la costruzione di una comunità moderna. La scuola venne

unificata nelle forme e nei programmi. Scuola, emigrazione, migrazioni interne, sviluppo industriale

e miglioramento delle condizioni di vita diedero meno analfabeti. Problema = quale lingua

insegnare: ha fortuna la teoria manzoniana che proponeva l’uso del fiorentino contemporaneo

come norma. Sostenitore: Ruggero Bonghi. Manzoni presiede una commissione nominata dal

ministro della pubblica istruzione Emilio Broglio > nel 1868 scrive la relazione “Dell’unità della

lingua e dei mezzi di diffonderla” = punto di riferimento per toscanizzazione linguistica. Limite del

progetto = radice letteraria. Nella scuola il fiorentinismo non penetrò.

Il manzonismo trovò opposizione in molti scrittori: l’inconsistenza dei fondamenti teorici è

mostrata dal fondatore della moderna linguistica italiana Graziadio Isaia Ascoli in “Proemio” (1873

> apre la rivista “Archivio glottologico italiano”); rilevò l’impossibilità di imporre modelli normativi

di uso linguistico: il fiorentino aveva orizzonti limitati; la lingua letteraria comune nella tradizione

letteraria restava aperta ai rapporti con la cultura europea e con i dialetti regionali.

Il problema della comunicazione era anche sociale e culturale: le difficoltà incontrate dall’

educazione linguistica derivano dalla scelta di modelli da usare e dalle condizioni di arretratezza.

I progressi furono resi possibili dal miglioramento delle condizioni di vita. Ebbero funzione

essenziale i giornali e le prime forme di comunicazione di massa. Si ebbero due fenomeni:

modificazioni create dal nuovo mondo della tecnica e degli oggetti industriali; diffusione di un

linguaggio retorico di massa.

L’unificazione modificò i caratteri dei centri culturali. Non si può creare dal nulla una capitale che

raccolga gli intelletuali.

Roma nel XIX sec era tagliata fuori dalle tendenze più vitali della cultura contemporanea: si cercò

un trapianto dall’esterno. Nuova cultura romana = risultato di stimoli&prospettive di varia matrice:

queste componenti si collocavano nelle nuove funzioni burocratiche ma mantenendo legami coi

centri regionali originari. In Roma si intrecciavano le tendenze di nuova aristocrazia legata alla 4

monarchia sabauda e alla presenza della corte come: classi dirigenti, governative, burocratiche,

parlamentari, borghesia impiegatizia. Roma fu vista come esempio di lusso, patria dell’estetismo.

Estetismo = termine che indica il culto dell’arte. Si sviluppa nell’800 con la formazione delle

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mrnjsc di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Udine o del prof Del Ben Andrea.
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