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Il cardinale gli commissiona quadri con soggetti sacri, ma lui dipinge soggetti mitologici fuori dalle norme,

come per esempio:

“Bacco ubriaco/bevitore”

→ garzone di osteria e poi decorato con coroncina,

lenzuolo e bicchiere da osteria

“Garzone d’osteria romanesca, incoronato a caso da

pampini d’ogni colore, con un calice di lusso

(l’unico rimasto nell’osteria?) tenuto leziosamente

con la sinistra (da un mancino dunque, ma perché

ritratto dallo specchio!), in contrasto col vassoio di

terraglia rustica e con la caraffa comune; a non

parlar di quello stramazzo ad uso di triclino plebeo.

In tanto palese impaccio, l’aspetto del quadro

sembra, col consenso del pittore”.

“A Roma non si chiedeva verità alla pittura, ma devozione o nobiltà ; nobiltà di soggetti e azioni, a

<< >> << >>

qualunque mitologia appartenessero, e secondo un’inventiva che potesse oscillare dalla tetraggine della

stretta Controriforma alla volante ma vacua fantasia degli ultimi manieristi”.

Per Caravaggio era importante la realtà così come si presentava, senza i cambiamenti, ritenuti necessari,

dalle richieste artistiche del tempo.

- -

LO SPECCHIO

Secondo Caravaggio Secondo Longhi

Utilizzare lo specchio come tecnica pittorica non era Il suo rapporto con lo specchio culmina nel cinema.

una novità nel ‘500: Longhi capisce che il cinema è un’arte che ha

facilitava l’esecuzione di un autoritratto;

- qualcosa in comune con la pittura e Caravaggio può

essere pensato come un innovatore dell’immagine,

- (più raro) riuscire a far apparire nello stesso quadro

più punti di vista della stessa figura. tanto che, secondo lui, è stato il precursore del

“È possibile insomma che, naturalizzando l’antica cinema.

metafora che la pittura dev’essere il rispecchiamento Fotogramma = scrittura della luce (→ strumento

come l’inchiostro, che serve a scrivere le immagini.

della realtà, il Caravaggio provasse di attenersi al Il margine d’astrazione è più ampio nella

sodo dello specchio vero che gli dava finalmente il parola

scritta; l’immagine è più diretta.

vano della visione ottica già colmo di verità e privo

di vagheggiamenti stilizzanti. Così egli venne a

scoprire la sua personale, empirica camera Autori come Bassani e Pasolini hanno iniziato a

<<

[…] e ciò che lo sorprese fu di accorgersi

ottica pensare che la letteratura potesse diventare anche

>>

che allo specchio non è punto indispensabile la cinema.

figura umana: se, uscita questa dal campo, esso

seguita a rispecchiare il pavimento inclinato,

l’ombra sul muro, il nastro lasciato a terra”.

Caravaggio prende, dunque, modelli che nessuno avrebbe preso e li traveste da personaggi importanti anche

se si capisce dallo loro caratteristiche fisiche che non lo sono.

→ soggetti che vanno contro la tradizione.

Longhi - Pasolini

nuovo modo di concepire nuovo modo di fare cinema

l’arte con Caravaggio

entrambi prendono gente comune per le loro opere

soggetti da osteria attori non professionisti

Longhi descrive la tecnica di Caravaggio, ovvero quella dello specchio visivo per bloccare la realtà in pezzi

fissati, dove sembra tutto perfetto; mette a fuoco quello che vuole dipingere.

L’ANGELISMO

- -

Sorge spontanea la domanda del perché Caravaggio dipingesse così spesso giovani figure adolescenti. Le

risposte sono due:

- un motivo può essere per i suoi scarsi fondi che non gli permettevano ancora di pagare modelli adulti e

quindi si vedeva costretto a chiedere a dei suoi coetanei;

ci potrebbe essere stata una collusione pittorica con una corrente in voga al tempo: l’angelismo.

-

“Gli angeli erano il problema tematico della bellezza a quei giorni […] la Roma pittorica si riempie di

angeli tra l’85 e il ‘95”

“Suonatore di liuto” → non si capisce se è maschio o femmina

→ natura morta affiancata ad uno strumento

musicale

“La bilancia di luce, ombra e penombra che avvolge

nella stanza il giovane incantato e lambisce il tavolo

visto in tralice nello specchio , rende la perfetta

<< >>

equivalenza mentale tra la figura e la mirabile

natura morta di fiori e frutta a sinistra, e il famoso

riflesso della camera entro la caraffa (e non già, per

malposta e bigotta sottigliezza manieristica, nella

pupilla)”.

- -

NATURA MORTA

Caravaggio annulla la distinzione tra “natura superiore glorificata nell’uomo” e una “inferior natura”.

Nel Rinascimento la natura morta era considerata alla stregua di semplice decoro, relegato spesso alle stanze

dei servi o in cucina.

di rifarsi con oggetti di pregio, come “bicchieri

Cercò di Murano, cristalli di Boemia, antipasti e dolciumi

sceltissimi; bocconi come si diceva da cardinali”.

Caravaggio tuttavia dipinge cose comuni, affianca frutti maturi a quelli marci.

“Canestro di frutta” →

Caravaggio arriva a dipingere gli oggetti senza figure umane.

Insieme alla frutta matura e di bel aspetto, ci sono mele marce e foglie secche

“Postpasto” → si nota dall’ombra)

cesto di frutta in bilico (-

viene rappresentata la natura quotidiana non quella preziosa.

- -

I PRIMI SOGGETTI SACRI

Caravaggio inizia a scegliersi i suoi primi argomenti di religione e li interpreta laicamente, senza cadere nel

profano.

1.2

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher toni.jacopo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Bazzocchi Marco Antonio.

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