Artemisia
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Anna Banti
Dagli anni 50 del '900, la realtà delle scrittrici non si può più ignorare, a partire dalla Banti.
RAPPORTI CON IL MARITO
Durante il liceo, a Roma, conobbe il professore Roberto Longhi, di cui se ne innamora e che
successivamente sposerà (nel 1924). l'amore per Longhi l'avvicinerà ancora di più alla storia dell'arte.
È curioso che lei scelga di scrivere la vita di una pittrice molto famosa → indagine sul mondo femminile con
elementi chiari e specifici.
Artemisia in un certo senso è stata la fine di Gentileschi (il padre), come la Banti è stata la fine di Longhi.
Quest'ultimo aveva scritto in precedenza su Gentileschi.
–
Banti si misura con il marito famoso tardo '800, e '900
–
Artemisia figlia di un pittore famoso 1600
Artemisia Gentileschi –
Figlia di Orazio Gentileschi (Roma, 8 luglio 1593
Napoli, 14 giugno 1653).
Vittima di stupro (tra i 14/15 e i 18anni, secondo la
Banti a 14anni, ma l'età più probabile è a 18,
altrimenti non tornerebbero le date) da parte di
Agostino Tassi, pittore e amico di famiglia che
collabora con il padre. Insieme hanno realizzato
l'affresco presso il Palazzo Pallavicini, nel 1611.
artemisia frequentava spesso il cantiere ed era spesso
ritratta (come si nota nell'affresco) o presa come
modello sia dal padre che da Tassi.
In questo affresco viene rispettata la prospettiva:
attorno alla figura di Apollo sono radunate diverse
muse con degli oggetti.
La ragazza dipinta che guarda verso l'osservatore
potrebbe essere Artemisia.
La parte architettonica, probabilmente, è ad opera di Tassi; mentre le figure umane sono fatte da Gentileschi.
Lo scandalo dello stupro scoppierà ad affresco finito, nella primavera del 1612
ROMANZO
Opera contemporanea al Pasticciaccio.
Anna Banti inizia il racconto con un trucco letterario originale: immagina che Artemisia stessa prenda la
forma e parli con lei, chiedendole di scrivere un romanzo su di lei.
Scritto nel 1947 da Anna Banti con l'intenzione di dare uova luce ad Artemisia, pittrice del '600, una donna
che con la propria forza e determinazione ha raggiunto l'indipendenza, ha abbattuto le barriere e con l'arte si
è resa eterna.
Artemisia è una singolare biografia-romanzo strutturata come un dialogo tra la narratrice e la pittrice: una
biografia dell'artista e allo stesso tempo un'autobiografia della scrittrice. Infatti ci sono dei momenti in cui la
narrazione risulta quasi ambigua, c'è una sovrapposizione delle due figure Autrice-Protagonista: sembra
parlare di un dolore condiviso, sentito e trasferito su una figura lontana tre secoli. Sembra quasi che l'autrice
trovi in Artemisia un'amica.
Anna Banti sentirebbe una voce che le dice di non piangere:
“ Non piangere . Nel silenzio che divide l'uno dall'altro dei miei singhiozzi, questa voce figura una
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ragazzetta che abbia corso in salita e voglia scaricarsi subito di un'imbasciata pressante. Non alzo la testa.
”
Non piangere
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→ si crea un legame tra queste due donne, nonostante i tre secoli di differenza.
La prima scena si apre a Firenze, ai giardini Boboli, dove Anna era scappata per i bombardamenti.
È notte, è inginocchiata con la testa sulle gambe, piange perché ha perso Artemisia (stratagemma retorico per
indicare il manoscritto)
→ ha perso le 100 pagine del racconto quando la sua casa è stata bombardata.
La Banti si concentra su quando Artemisia era piccola.
“Artemisia bambina [a Roma], che saltella fra i carciofi dei frati, sul monte Pincio, a due passi da casa;
Artemisia giovinetta [a Firenze], chiusa in camera, col fazzoletto sulla bocca perché non la sentano piangere
[dopo lo stupro]: e irosa, con la mano alzata, a imprecare, i sopraccigli contratti: e giovane bellezza, chino
il viso appena sorridente, in veste di gala un po' severa, per questi viali, proprio per questi viali: la
[a Napoli]”.
Granduchessa passerà a momenti
Artemisia è molto indipendente (dipendente solo dal padre), per questo vive lo stupro in modo così tragico.
Si sposa con un uomo che non aveva scelto e poi lo lascia.
Cerca sempre l'approvazione del padre che non otterrà perché come carattere è uguale a lei.
Molto amica con Cecilia, figlia di nobili. Si conoscono in modo strano:
Artemisia sta sul prato, accanto ad un dirupo, mentre Cecilia sta alla finestra, che da sul dirupo.
Cecilia è malata e muore giovane: “Morì. Morì dopo un anno. Precisamente: nel 1611, di aprile ,
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rincalzò socchiudendo gli occhi nel sole, rosso, sotto le palpebre, come le fiammelle delle torce nel piccolo
funerale. Non tanto piccolo del resto. I Nari fecero sfoggio di quella liberazione, da via Paolina a San
Lorenzo fu tutto un corteo di zitelle, bianche e brune, cilestri e berrettine. Gli amici d'infanzia restan sempre
”.
bambini, Artemisia sbigottisce che Cecilia sia morta. Non me lo avevi detto
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Artemisia le racconta che lei aiuta il padre a dipingere (un San Sebastiano), lei sta facendo un angelo con le
ali.
→ dialogo che indica la nascita della vocazione artistica;
→ capiamo che il padre dipinge “dal vero” (“sangue vero ... deve sopportare le ferite” [Artemisia è esaltata
ma non è così realmente: il padre trucca i modelli.). Per un pittore del '600 era importante partire da un
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modello del reale. anche Caravaggio faceva così: travestiva persone per poi dipingerle dal vero.
“Lei si pettina, a cosa pensa?” Quadro della Maddalena on uno sguardo pentito.
Strano punto di vista: leggermente dall'alto.
Longhi la descrive come una ragazza del popolo,
tradita dal ragazzo, con una lacrima che le scende sul
volto.
Accanto a sé ha dei gioielli e la “finse” la
Maddalena.
Il pittore fa recitare una parte ad una modella (utilizza luci, spazio e sceneggiature).
→ sembra una tecnica cinematografica – pittore = regista. –
Longhi pensava (nel descrivere Caravaggio) a questa novità che era il cinema. rivoluzione cinematografica.
A Longhi interessa “come ha creato la scena” non le tecniche pittoresche.
Per la Banti, Artemisia viene stuprata a 14 anni, non a 18 come pensavano altri.
e Artemisia “si infuoca”, si arrabbia e mostra una
Nel racconto, la scrittrice le sta ponendo delle domande
ruga verticale (elemento che ritorna in Gadda).
“Il volto d'Artemisia s'infoca come quello di una donna litigiosa: potrei toccarlo e le vedo in mezzo alla
fronte quella ruga verticale che ebbe dalla prima età e non fece che approfondirsi”.
Artemisia cammina di fianco alla Banti e racconta l'accaduto.
Agostino si credeva un uomo importante.
“Agostino veniva tutti i giorni, no? Veniva con quell'aria, mo' vestito da turco, mo' da cavaliere, la collana
in petto. Era bravo a fare Rugantino, ci faceva ridere noi ragazzi, che era una degnazione, uno che si teneva
omo grande. Babbo dipingeva e stava zitto, lui si fermò a guardare quel che disegnavo su quella tavolina e
fa, dice: la vuoi provare la prospettiva?”
[Artemisia esce nel '47 proprio mentre Gadda iniziava a scrivere;
lui era un amico dei coniugi]
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Artemisia Gentileschi 14 anni
Agostino Tassi– 30 anni
–
Orazio Gentileschi 40 anni
Le tre passeggiate
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1' stupro prima passeggiata
“ flebile […] Mi difesi e non valse. Aveva promesso di sposarmi, lo
Quattordici anni seguita a cantare
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prometteva fino all'ultimo, traditore, per togliermi la mia vendetta. M'aveva donata una turchina: “ti ho
sposata con questa” diceva. Davanti a lui soffrii la tortura, era livido e non diceva una parola”.
La pittrice sta camminando di fianco alla Banti e racconta: dice di aver provato a difendersi; "eravamo soli
in sala. Madonna Tuzia batteva il tagliere in cucina. Dissi, ho la febbre, lasciatemi stare. disse, ho più
febbre di voi; e mi prese per mano, volle che andassimo avanti e indietro passeggiando: l'uscio della mia
camera era aperto. Mi tenne a forza sul letto con le pugna e coi denti, ma io avevo visto sulla cassa il
coltellino di Francesco, mi allungai, lo agguantai, e menavo di sotto in su, tagliandomi le palma".
Agostino aveva promesso di sposarla (concetto normale per l'epoca).
Agostino: aveva circa 30anni all'epoca dei fatti. Si credeva un uomo importante. "Era brutto, era tozzo e
giallo, lo spavento gli faceva venire il viso di fuliggine: non mi piaceva, non mi era mai piaciuto".
Banti descrive il momento in cui è già avvenuto lo stupro, e racconta il processo.
→ tortura per far confessare Artemisia: macchinario che stringe le dita delle mani.
"alla finestra di corte Savella vampe di caldo, mosche, guaiti e litigi dei mendicanti in istrada per i rifiuti
della minestra dei carcerati. Accanto avevo il lezzo dei due birri, colle corde e i legni della tortura ancora
in mano [...] fu allora che raccontai tutto quello che era successo, tutto: per filo e per segno ..."
→ butta l'anello, datole da Agostino, in faccia al giudice.
"E l'anello lo buttai per fare più spicco, non so come, in faccia al giudice. Era un uomo grasso di mezza età
con un porro in fronte e parlava col naso. Stava ai Giubbonari, sua moglie si chiamava Orinzia. Si tirò da
parte quando mi vide lanciare l'anello, spalancò gli occhi e gli angoli della bocca gli piovevano in giù:
credette che volesse strillarmi. Ma non disse nulla, pensava che le donne sono tutte eguali, tutte...".
Realtà vs. romanzo
28 marzo Artemisia subì Artemisia viene interrogata a
un interrogatorio in casa Corte Savella
Tuzia = la donna di casa (una sorta di cameriera), una domestica, che secondo la pittrice ha favorito ad
Agostino lo stupro.
Il padre abbandona Artemisia, la quale rimane con Tuzia e Cosimo, che le dicevano cosa dire, ma lei non li
ascolta.
Per questo episodio, Artemisia è più arrabbiata che triste.
La vita di Artemisia è tutta segnata dal tentativo di recuperare la libertà perduta nel 1611, l'unica libertà che
aveva una donna di quell'epoca; "La nostra povera libertà si lega all'umile libertà di una vergine che nel
milleseicentoundici non ha se non quella del proprio corpo integro e non può capacitarsi in eterno di averla
perduta. Per tutta la vita essa si adoprò a sostituirla con un'altra, più alta e più forte, ma il rimpianto di
quell'unica restò [...] scottata mille volte al bruciore dell'offesa, mille volte Artemisia si fa indietro e prende
fiato per lanciarsi di nuovo nel fuoco. Così usava un tempo, così usa oggi con me".
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2' stupro seconda passeggiata
Nel racconto c'è la rievocazione di una passeggiata con Tuzia, il fra
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