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Parte storica

Micenei e la guerra di Troia

Micenei (Peloponneso, 1500-1100). 1194-1184 Guerra di Troia. 1100 Dori scendono verso l’Attica e verso il Peloponneso, per l’invasione dorica si fugge verso l’Asia Minore e scompaiono i Micenei.

Tiranno in età arcaica

Figura centrale, contro l’aristocrazia, grandi possibilità economiche.

Guerre persiane

Atene + alleati vs Persiani. Rivolta ionica: Asia Minore (colonie greche) capeggiate da Mileto si ribellarono ai persiani per l’accesso al mare. Vengono sostenute da Atene ed Eretria (Calcide). 494. Fallisce nel 490 Maratona e 480 Salamina.

Lega Delio-Attica

Interessi di Atene cozzano con quelli di Sparta. Guerra del Peloponneso (27 anni) 431-404 con caduta di Atene. Lotte intestine tra Sparta e Tebe/Argo/Corinto per levarle l’egemonia.

Guerra di Corinto e Filippo II

386 Pace di Antalcida. Cresceva la forza macedone, trasse vantaggio e beneficio da questi scontri e 338 a Cheronea i Macedoni battono l’alleanza greca e diventano città egemone.

Alessandro Magno

336 Alessandro conquista la Persia e continua il progetto del padre in Asia Minore, fino ad arrivare in India. 323 Alessandro, i Diadochi iniziano le guerre dei successori e si formano i regni di Egitto, Macedonia, Siria.

Crollo dell'impero romano

476 Crollo impero romano d’Occidente. 529 Chiusura dell’ultima scuola platonica.

Epica

Epos: “dattilo”, “parola”, “racconto”. Società face to face (rapporti stretti). Destinata all’ascolto per una megaron feste pubbliche. Eseguita nel (sala del palazzo reale) e poi per mito: per giustificare il reale. Racconto oggettivo: impersonalità, il poeta scompare nella narrazione.

Metrica accompagnata da strumenti a corde e epiteti forme ricorrenti per efficacia, patrimonio locale. L’aedo modifica le storie su base del pubblico conosce le storie e contribuisce emotivamente (l’indice di gradimento decide quali raccontare). Lingua artificiale “Kunstsprache”, d’arte. Misto tra ionica, eolica, attica. Paratassi, enjambement, epiteti creativi e vari in base alle esigenze. Per memorizzare.

Dypilon e Omero

Dypilon = danzatore che si esibisce nella maniera più delicata “premio”. Coppia di Nestore = “io sono la bella coppa di Nestore, chi berrà da questa coppa sarà preso dal desiderio di Afrodite”.

Questione omerica

  • Contraddizioni di trama ma unità linguistica, stilistica, formale.
  • Corizontes: Xenone Ellanico pensano che Iliade e Odissea siano scritte da 2 autori diversi.
  • Aristarco di Samotracia pensa che siano scritte dalla stessa persona.
  • L’anonimo del Sublime pensa che uno sia stato scritto in gioventù e l’altro in vecchiaia (x i temi nostalgici).
  • Cicerone pensa che Omero avesse composto canti autonomi sparsi all’epoca di Pisistrato e messi insieme successivamente.
  • 1600 Giambattista Vico, l’abate D’Abignac pensano che queste opere siano state scritte da un intero popolo (Vico) o da più autori (abate).
  • Wolf: non esistendo la scrittura, i canti appartengono ad autori diversi che li hanno trasmessi oralmente (1700).
  • 1800 gli analitici pensavano che fosse un’opera di più autori, però la ritenevano un’opera scritta e con l’analisi dei poemi comprendono quali canti sono di un autore e quali dell’altro.
  • Hermann parla della Teoria del nucleo: l’Iliade è nata da un nucleo, arricchito dal contributo di altri poeti.
  • Lachmann: Teoria dei canti singoli, autori diversi fusi in un unico poema.
  • Kirchhoff: Teoria della compilazione, un rielaboratore ha messo insieme componimenti autonomi es. Telemachia.
  • XX secolo Shadewalt sostiene che una struttura così complessa può essere opera di un solo genio poetico. Giustifica gli errori di trama dicendo che avvengono anche nei romanzi moderni.
  • 1930 Parry registra i canti dei Guslavi, cantori popolari analfabeti che memorizzano uno spropositato numero di versi. Ciò dimostra che le forme poetiche esistono indipendentemente dalla scrittura e si basano su formule, rime, epiteti sulla base delle quali creano e ripetono.
  • Mario Cantilena crede che esistano poche copie manoscritte proprio per la dimensione orale. Pochi frammenti per uso scolastico, ma ciò rende il poema più attendibile, essendo stato ricopiato poche volte è giunto senza varianti. Le sue opere sono salve per la qualità: Aristofane ne conosce l’unità narrativa.

L'Iliade e l'Odissea

Iliade e Odissea sono stratigrafici (prima orali poi scritti sotto Pisistrato VI sec). Ci sono variazioni dal testo tradizionale per esigenza politica. 24 libri (come le lettere dell’alfabeto) ciascuno, divisione di età ellenistico-alessandrina.

Iliade (15,600) = racconto su basi storiche (attacco miceneo), ultimi 2 mesi della guerra di Troia. Alla grande storia si aggiunge il quotidiano. Fulcro Ira di Achille, arrabbiato con Agamennone per Briseide (consegnata dall’esercito ad Achille). Agamennone dovette restituire Criseide al padre Crise poiché scatenò una pestilenza tramite Apollo per la mancata restituzione.

Achille va da Teti e la ninfa chiede a Zeus di far andare male le cose per i Greci per farli pentire per il torto al figlio. I troiani vincono fin quando arriva Patroclo, con l’armatura di Achille (forgiata da Efesto) per terrorizzare i soldati. Achille chiede all’amico di ritirarsi, ma non ascoltato viene ucciso da Ettore. Achille è ancora più irato e uccide i troiani. Priamo supplica Achille di non uccidere il figlio e gli bacia le mani per ottenere la restituzione del cadavere (uccise anche gli alti figli di Priamo). Gli onori funebri erano importantissimi per gli aristocratici, ma Achille non li concede (sarà mangiato da cani e uccelli).

Casus belli: Menelao, fratello di Agamennone è sposato con Elena, Paride la seduce e la porta a Troia, i Greci devono vendicare il torto.

Odissea (12.000), definita con le lettere minuscole dell’alfabeto greco. Fulcro è il nostos, ritorno di Odisseo da Troia ad Itaca.

Primi 12 libri: I primi 4 libri sono la Telemachia. I Proci vanno da Penelope e avanzano proposte. Odisseo prima è da Calipso, poi fa naufragio a Scheria dove viene accolto dal re dei Feaci Alcinoo e dalla figlia Nausicaa, racconta dalla fine della guerra di Troia fino al suo arrivo presso i Feaci.

Ultimi 12 libri: Parte da Scheria, va ad Itaca e riacquista il potere, Argo muore dopo il riconoscimento, si fa riconoscere dal figlio e poi dalla moglie. Entra nella reggia vestito da mendicante e uccide tutti i Proci e le ancelle a loro fedeli.

Testi e poeti

Aedi

L’aedo era strumento delle Muse (personificazione del ricordo poetico, figlio di Mnemosyne). Ci sono passi dove Omero descrive il poeta all’opera (dimensione metateatrale).

Femio

I Proci consumano il patrimonio di Odisseo (non potevano essere cacciati per ospitalità). Era usanza che l’aedo cantasse nelle stanze dei ricchi. Femio cantava "Il ritorno dei Lamai" e ciò faceva soffrire Penelope che dalla sua stanza va dall’aedo e chiede di cambiare repertorio perché stava soffrendo. Si oppone a lei Telemaco e dice che non è naturale, ma anello di trasmissione tra la verità assoluta degli dei e gli uomini.

Demodoco

Odisseo è ospite dei Feaci e l’aedo Demodoco si esibisce (cieco, simbolicamente la cecità materiale corrisponde ad un’assoluta capacità di vedere la verità, gli dei rimediavano con la capacità di vedere oltre per poeti, profeti). "Quando ebbero scacciato la voglia di bere e di cibo" formula ricorrente. La musa lo spinge a cantare e gli dice da che punto del ciclo epico iniziare. Non sanno che il naufrago è Odisseo e l’aedo già canta di Odisseo: sente Odisseo soffrire e si vergogna di piangere davanti ai Feaci (input civiltà della vergogna).

Demodoco (parte 2)

Odisseo azione la methis: Odisseo riconosce a Demodoco il suo dono immenso (di canto verso la devastazione di Troia) e direziona il brutto episodio del litigio.

I proemi omerici

Rituale di invocazione alla Musa. Enunciazione dei nuclei portanti delle due opere e degli antefatti.

Modelli comportamentali nell’Iliade

Gli eroi si pongono tra dei e uomini. Hanno doti straordinarie che i normali non possiedono. Anche se quelli dell’Iliade fanno stragi non vi era il concetto moderno di EGO. Ofrivano un paradigma (modello morale, devo solo affermare il proprio valore). Cultura della vergogna: il valore passa non attraverso quello che si è e si fa, ma attraverso l’approvazione e la disapprovazione degli altri (ciò che si dice ha valore). Cultura della colpa: anche se non mi scoprono so dentro di me che sto conducendo atti disonorevoli.

Ettore

Ettore sa che perderà il duello con Achille e morirà, ma la morte della città porta a onori eterni. Morire era davvero un gesto grande, ricordo assicurato per generazioni. I Greci non credevano nell’aldilà. Ettore inizia a meditare vie di fuga (Polidamante chiese la ritirata prima e non lo ascoltò). Il popolo risente del comportamento erroneo o virtuoso del suo leader, poiché il singolo potrebbe danneggiare la comunità. Rinsanisce per poi nuovamente con i “se” fare altre ipotesi. Achille descritto come una belva.

Tersite

Tersite si lamentava dei comandanti, era deforme, diceva cose vane. Naso camuto, gobbo, capo aguzzo, voce stridula. Inveisce contro Agamennone, pieno di donne e denaro e desideroso di altro. Ha sottratto Briseide ad Achille (soldato migliore di lui). Va contro l’etica aristocratica della vendetta dei torti subiti e il suo discorso deve essere colpito. La derisione è la condanna più forte in questa società. Si deve considerare la kalokagatia, che si manifesta in comportamenti e aspetto estetico (tutti gli eroi sono anche bellissimi).

Achille

I personaggi dell’Iliade sono statici, non mutano di carattere, tranne Achille. Agamennone vuole Briseide per sé, Achille gli dice aspramente che sta uccidendo innocenti solo per lui senza ottenere chissà quale onore (Achille ha un peso militare maggiore pur non avendo le stesse ricchezze di Agamennone) e lui si permette di togliere il suo dono (geras, simbolo dell’approvazione dell’esercito nei suoi confronti).

Achille uccide Licaone

Achille torna a combattere e si trova avanti Licaone (figlio illegittimo di Priamo), fratellastro di Ettore (non aveva lo stesso valore). Lo aveva risparmiato in cambio di una somma di denaro di Priamo. Dopo la morte di Patroclo è inferocito. Licaone, disarmato, lo supplica di risparmiarlo abbracciando le ginocchia e accarezzando il mento e gli dice di non essere fratello di sangue dell’assassino di Patroclo. Con cinismo gli dice che è pur sempre figlio di Priamo e se è morto un valoroso come Patroclo non può risparmiare lui. Achille sa che morirà presto e proprio per la vita breve deve fare tutto adesso: uccidere tutti i Troiani. Colpisce Licaone alla clavicola e lo scaglia nel fiume.

Achille uccide Ettore

Ettore, a differenza di Licaone tenta di trovare un compromesso per la restituzione del suo corpo con oro e ricchezze. Achille, irato, mostra la sua parte animale crudele "strappare la carne cruda a morsi", "le bestie divoreranno il tuo corpo". Dopo averlo ucciso lo spogliò delle armi e gli altri soldati ammiravano la bellezza del suo corpo.

Achille e Priamo

Achille pianse da Teti per Briseide, ora piange nel canto 24. Priamo abbraccia le ginocchia di Achille per la restituzione del cadavere e gli baciò le mani, Achille rimase stupefatto. L’uomo aveva perso i suoi 50 figli ed Ettore per la difesa della città. "Anche tu Achille hai un padre, ma lui ti può aspettare a casa". Achille condivide solo il dolore di Priamo come universalmente inteso: esso è comune a tutti gli uomini, pensa al dolore di quel padre rapportandolo col suo dolore per Patroclo e per Pelio.

Gli dei, apatici decidono per gli uomini mescolando dolore e gioia, non ci sono condizioni perenni: Achille parla di suo padre Pelio, re dei Mirmidoni, ha tante ricchezze, ma perde il figlio Achille in giovane età. Bisogna quindi avere sobrietà verso ciò che accade.

Ettore, Andromaca, Astianatte

Presso i bastioni che circondano Troia. Andromaca non vuole che Ettore parta perché Achille ha ucciso i suoi genitori e fratelli, Ettore è tutto ciò che rimane a lei e al figlio per dare pienezza alla vita. Ettore è trattenuto dalla vergogna, non vuole che la moglie divenga prigioniera, ma ricordata come la moglie di un eroe. Il figlio piange vedendo il padre con elmo e pennacchio, Ettore fa una preghiera affinché il figlio diventi un grande soldato come lui (ironia: il pubblico sa già che Astianatte sarà scaraventato giù dalle mura di Troia). Ettore consola la moglie dicendo che combatterà tutti a meno che egli non ostacoli il destino deciso dagli dei. Andromaca torna al telaio alla partenza di Ettore e tutte le ancelle piangono Ettore come se fosse un pre-funerale.

Modelli comportamentali nell’Odissea

Odisseo è meno eroico, ma più astuto, non ha le stesse doti militari di Achille ed Ettore, è più radicato nella storia.

Calipso e Penelope (V Libro)

Odisseo è da Calipso, ha nostalgia della moglie e di Itaca. Penelope rappresenta la collocazione nella storia di Odisseo mentre Calipso l’astoricità, lontana dal reale. Hermes mette a disposizione di Odisseo una barca, Calipso va ad avvisarlo e lo trova a piangere (non la amava più). Calipso lo lascia partire dopo un banchetto di nettare e ambrosia. Calipso è provocatoria e civettuola: gli anticipa le pene che lo aspettano ad Itaca, si paragona a Penelope e afferma la sua superiorità divina ed estetica rispetto a lei, Odisseo smonta subito il ragionamento della ninfa: vuole tornare ad Itaca non per trasporto amoroso (si concede un ultimo momento erotico con Calipso, gli piaceva) ma perché ad Itaca è re.

La Metis di Odisseo contro il Ciclope

Odisseo sa fare i conti con il reale rispetto agli altri. Polifemo mangia i compagni di Odisseo. Dopo aver fatto ubriacare il Ciclope, lo acceca e in quel momento per galateo chiede il suo nome e risponde "Nessuno". Dice che lo mangerà per ultimo e vomita. Poi Odisseo lo acceca con un palo infuocato e i compagni del Ciclope lo credono pazzo perché dice che lo ha accecato Nessuno e dicono che gli dei sono avversi. Trionfo della civiltà sulla barbarie.

La Metis di Odisseo verso Nausicaa

Nausicaa giocava a palla con le compagne e lo trova a riva. Odisseo ha paura di terrorizzarla, che chiami qualcuno e lo metta in pericolo. Alla sua apparizione tutte scappano tranne Nausicaa (per forza conferitole da Atena). Non si avvicina alle ginocchia per provocare panico e disgusto, ma da lontano la loda come divina, dolcemente, definisce basi genitori e fratelli (makarismos) e chi la sposerà. Gli augura un marito e una casa (massima aspirazione delle donne del tempo). Molto dolore ai nemici e fama agli amici (massima aristocratica).

La Metis di Odisseo contro le sirene

Donne uccello. Chi approdava sulla loro isola moriva (tappeto di ossa umane). Ma essendo seducenti con il loro canto Odisseo, amando la conoscenza, non esita. Circe gli disse di mettere la cera nelle orecchie dei compagni e di legarsi all’albero maestro senza tapparsi le orecchie (vuole sentirle senza raggiungerle). Appena iniziano il canto parlano di << Tutti andarono via con qualcosa in più>> grande gloria (desiderio eroico): muse "sanno tutto" e se si va da loro si diviene i più sapienti del mondo. I compagni aggiungono altri legacci, non si priva del piacere del canto ma tiene di più alla vita l’utile.

La divinità epica

La bilancia di Zeus

Gli dei sono caratterizzati da antropomorfismo e immortalità. Zeus pesa sulla bilancia il destino dei popoli. Achei e Troiani combattono e Zeus precipitò il destino dei Danai sulla terra e quello dei Troiani verso l’alto. Lo stesso fa per il destino di Ettore.

Le colpe degli uomini

Zeus ricorda agli altri dei la colpa di Agamennone (ucciso da Clitemnestra ed Egisto) e parla degli uomini che soffrono per gli dei per le loro scelte (ma in realtà mandarono Hermes da Egisto per avvisarlo di non concupire con la donna e che sarebbe stato ucciso da Oreste ma lui non ascoltò e fu ucciso. Quindi sono gli uomini che non ascoltano gli dei).

I limiti degli dei

Patroclo combatte con Serpedone (figlio di Zeus). Zeus vuole salvarlo portandolo nella nebbia e parla con Era che non condivide la sua volontà, non vuole far perdere l’ordine prestabilito (gli altri dei non avrebbero condiviso questo favoritismo, anche loro avrebbero voluto risorti i loro figli). Dice di parlare con Tanatos e Iupnos (il sonno) e di portarlo in Licia dove avrà privilegi da eroe.

Zeus tra Teti ed Era

Teti va da Zeus sull’Olimpo, l...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/02 Lingua e letteratura greca

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher heiwa di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura greca e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bari o del prof Andreassi Mario.
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