Estratto del documento

La storia comparata della letteratura

Definizione del campo

Per “storia comparata della letteratura” si intende generalmente una storia letteraria che ha come proprio oggetto di studio e di scrittura la rete delle interazioni fra diverse letterature. Nel caso della comparazione storico-letteraria c’è bisogno di un tertium comparationis, ovvero di un terzo elemento al di fuori di quelli che vengono confrontati fra loro, il quale agisca come orizzonte direttivo della comparazione: la comparazione quindi risiede nella problematica che guida il confronto → Hans Jaus – Estetica della ricezione e comunicazione letteraria.

Nel Settecento si scrivevano storie universali della letteratura che, insieme alle storie delle letterature nazionali e ai primi studi comparativi delle lingue europee, stanno all’origine della storiografia letteraria vera e propria. Per quest’ultima bisognerà comunque attendere la seconda metà dell’Ottocento, quando in alcune università francese apparve l’insegnamento di una disciplina poi denominata littérature comparée.

Con “pratica della storia letteraria” si intende riferirsi al fatto che la letteratura comparata nasce in forma storiografica; con “critica alla storia letteraria” si allude alla crisi della storia letteraria in quanto tale intorno alla metà del Novecento; con “teoria della storia letteraria” si intende il lavoro intellettuale che ha prodotto a partire da metà degli anni settanta un mutamento all’interno degli studi letterari e quindi anche della comparatistica internazionale.

La storia della letteratura nazionale

Se prendiamo in considerazione alcune recenti storie letterarie nazionali è possibile constatare il permanere di certi concetti tipici della storiografia nazionale: l’idea di “sfondo” europeo alla letteratura italiana e quella di “scambio” tra la nostra letteratura nazionale e le altre letterature europee. Bisogna però riconoscere che da metà degli anni novanta la ricerca di nuovi modelli di storia letteraria nazionale ha prodotto un’interessante rimessa in gioco della storia letteraria costruita per generi.

Dalla metà dell’Ottocento ai giorni nostri, il genere letterario, insieme ai temi e ai miti, ha costituito l’oggetto principale della ricerca storico-letteraria comparata, mentre quella di tipo nazionale si dedicava agli autori, ai periodi e/o movimenti. La prospettiva storica ha infatti caratterizzato l’approccio ai generi letterari: per questo le storie comparate della letteratura hanno privilegiato il criterio della narrazione per generi e opere piuttosto che per autori, mente la storia letteraria nazionale ha posto l’accento sulla storia degli autori, essendo interessata a mettere in luce la continuità e i problemi che identificano il corpus dei testi scritti nelle rispettive lingue nazionali.

Breve storia delle storie letterarie comparate

  • Dal Settecento alla prima metà del Novecento

L’uso della comparazione in storiografia letteraria risale in Europa alla seconda metà del Settecento. La riflessione sulla storia letteraria sviluppatasi in ambito comparatistico ha lavorato non tanto intorno all’ipotesi di una continuità in senso progressivo-evolutivo tra la storia universale e la storia nazionale della letteratura, quanto intorno a quella dell’esistenza di una diversità e di una discontinuità di modelli di narrazione e concettualizzazione storica presenti all’origine stessa della storiografia letteraria in Europa.

Per cominciare prendiamo in considerazione i due modelli principali di storia della letteratura, la storia universale e quella nazionale della letteratura. Nella seconda metà del Settecento si fronteggiano due diverse idee di studio storico della letteratura: quella universale e quella nazionale → Storia della letteratura italiana di Girolamo Tiraboschi VS Discorso sopra le vicende della letteratura di Carlo Denina. Se lo scopo iniziale delle storie nazionali della letteratura consisteva nell’accertamento filologico e nella composizione dei documenti letterari all’interno della narrazione della storia culturale di una nazione, le storie universali della letteratura dovevano fronteggiare le differenze esistenti tra le varie culture nazionali, a cominciare da quelle linguistiche (l’opera di Denina si configura ad esempio come una storia delle belle lettere in Europa organizzata non per giustapposizione di singole storie letterarie nazionali, ma secondo una prospettiva sovrannazionale).

Il XIX secolo ha visto inaridirsi il paradigma erudito-universalistico, mentre quello critico-nazionale (caratterizzata in Italia da una forte impronta ideologica) ha raggiunto il suo massimo sviluppo. Sul piano della storia universale ed europea della letteratura vanno ricordate la Geschinte der alten und neuen Literatur di Schlegel e De la littérature di Madame de Stael. Parallelamente allo studio storico della letteratura nazionale in Francia nasce intorno alla metà del XIX secolo la storia comparata della letteratura. Villemain e Ampère ne sono stati i capostipiti: essi praticavano una storia letteraria di tipo “accademico”, finalizzata all’esposizione didattica dei rapporti fra due o più letterature.

In che cosa consistevano questi primi lavori di storiografia comparata in senso stretto? Essi miravano a individuare il particolarizzarsi in senso nazionalistico di temi, motivi, miti e forme letterarie comuni alla cultura europea medievale. È a partire dalla fine dell’Ottocento quindi che la storia comparata della letteratura europea riceve una prima “sistemazione” a livello teorico e programmatico, grazie ad un consolidamento universitario della disciplina, anche se la sua funzione viene presto subordinata al ruolo svolto dalle singole filologie nazionali. Determinante nella formazione di una nuova fase del paradigma storico-letterario plurinazionale è la presenza di una forte volontà di concepire e rappresentare una cultura europea avente origini comuni e di delineare di conseguenza un canone della letteratura europea.

Con il termine “canone” si intende un insieme di autori e di opere selezionati sulla base del loro valore estetico e tramandati nella storia di una cultura nazionale o di una civiltà letteraria sovrannazionale: il processo di canonizzazione definisce questi temi/autori come “classici”, rappresentativi dell’identità storica di una nazione o di una civiltà.

L’epoca di maggiore fiducia nella unità della cultura europea e nella possibilità di esperirla a livello “scientifico” e storico è circoscrivibile agli anni trenta e quaranta del Novecento → Hazard, La crisi della coscienza europea 1680-1715, Curtis, Letteratura europea e Medio evo latino, Prampolini, Storia universale della letteratura → la letteratura europea è vista come “unità intellettuale”, e la prospettiva storico-critica diventa centrale. In particolare Prampolini riprende il modello storiografico universalistico nato dall’ideologia romantica, e si lascia guidare dai principi di diversità culturale eletta come base della possibilità dell’esistenza delle letterature, il rifiuto della corrispondenza tra nazionalismo e letteratura, la definizione della letteratura attraverso una prospettiva relativizzante; sottinteso generale della sua opera è il “fondo umano” della letteratura, che è la continuità dei popoli basata sui sentimenti ed esperienze fondamentali comuni.

Ricapitolando si potrebbero distinguere cinque fasi dominanti dalle origini della storia comparata della letteratura: la fase iniziale settecentesca culminante nel paradigma universalistico di matrice enciclopedica, la fioritura romantica caratterizzata dal punto di vista nazionale e ideologico, l’età delle sintesi storico-letterarie, quella dello studio delle fonti e delle influenze di natura positivista, la nascita in forma canonica dello studio comparato delle letterature europee. Tutte e cinque queste fasi sono accomunate dalla prospettiva eurocentrica.

  • La crisi della storia letteraria

Il problema di come svincolare la storia letteraria da strutture ideologiche ritenute di natura estranea al processo letterario ha interessato gli studi della seconda metà del Novecento. La teoria della ricezione elaborata da Hans Jauss ha sottolineato come la storia letteraria sia entrata in crisi per aver sottovalutato non solo la ricezione (rapporto testo-lettore), ma anche l’efficacia dell’opera presso i lettori, più specificamente rispetto al loro “orizzonte di attesa”, cioè la norma del gusto vigente in una data epoca. L’estetica della ricezione elaborata dalla scuola di Costanza, fondata da Jauss, ha avuto uno sviluppo ulteriore grazie a Wolfgang Iser, che ha teorizzato l’esistenza di un “lettore implicito” → negli stessi anni di Iser, Umberto Eco elaborava la teoria di un lettore nel testo.

Il mutamento, o capovolgimento, dall’idea di influenza a quella di ricezione, ha impresso una svolta rilevante agli studi di storia letteraria → alla base di questo fondamentale cambiamento di valore assegnato ad uno dei principali elementi del funzionamento del processo letterario sta anche la revisione del modello eurocentrico (non si può più dire che una letteratura “minore” si limiti ad importare passivamente da un’altra letteratura “maggiore”).

Alla luce di questi radicali cambiamenti si è giunti alla crisi dell’idea di storia comparata della letteratura dalla seconda metà del Novecento → Welleck, The crisis of Comparative Literature in cui si vuole mettere in evidenziare la necessità di una vera e propria analisi estetico-formale del testo accanto allo studio delle reazioni storico-letterarie, in opposizione allo storicismo e al fattualismo positivista.

  • Il ritorno della storia comparata della letteratura

Per evitare il perpetuarsi della storia letteraria come museo auto celebrativo della cultura europea, si sarebbero dovute ripensare le categorie tradizionali impiegate nello studio dei rapporti fra le letterature, cioè i concetti di fonte, influsso, fortuna, modello, ecc., come relazioni dialettiche che provocano uno “scambio di esperienza” → progetto Histoire: nell’intenzione dei promotori di questo progetto, la nuova storia comparata della letteratura avrebbe dovuto accentuare esteticamente i termini classici della storia letteraria: influenza, ricezione, fonti, temi, miti, ecc., avrebbero dovuto essere considerati portatori di valore estetico; altro aspetto chiave doveva essere la considerazione del rapporto di tensione tra passato e presente, tra l’epoca in cui è prodotta l’opera e l’epoca della sua ricezione.

In sintesi si possono evidenziare tre punti critici di questa impresa storiografica: la questione della periodizzazione, il problema del canone e la tensione tra particolare e generale. Intorno agli anni novanta sono emersi alcuni modelli nuovi di storia comparata della letteratura, che sono il frutto della progressiva messa in crisi della prospettiva eurocentrica che aveva e ha caratterizzato anche di recenti gli strumenti, le categorie e l’ideologia delle varie storiografie letterarie. Un interessante esempio della nuova storiografia internazionale sono i due progetti sulla storia comparata delle culture dell’America Latina e di quelle dell’Europa centrorientale elaborati dall’Università di Toronto: queste due imprese sono indicative di quali trasformazioni stiano interessando oggi la storia letteraria → messa in crisi dei criteri standard di periodizzazione delle storie letterarie tradizionali, riformulazione dell’idea di letteratura alla luce del rapporto fra scrittura e oralità, rapporto fra funzione narrativa e funzione valutativa nella storia letteraria da un punto di vista internazionale e interculturale.

Tirando le somme è possibile affermare che fondamentali in questo cambiamento di prospettiva della storia comparata della letteratura alla fine del Novecento sono almeno tre condizioni generali: la critica all’eurocentrismo, la rivoluzione delle categorie della narrazione storica e l’idea della storia letteraria come sistema aperto.

Prospettive attuali nella storia letteraria

Le questioni fondamentali concernenti la riforma della storia letteraria sono: la questione del canone delle opere e degli autori della letteratura mondiale, e della sua riformulazione alla luce della critica all’eurocentrismo e della critica femminista; la decostruzione del discorso storico letterario a partire dalla messa in luce del funzionamento della storiografia come genere narrativo; la ripresa del modello enciclopedico come chiave postmoderna delle nuove storie letterarie; la tematizzazione e la valorizzazione di realtà “diverse” (culture di minoranze etniche, scrittura femminile) che esprimono un punto di vista alternativo; la messa in crisi definitiva del concetto di “letteratura nazionale” al servizio di una tradizione letteraria “alta”, linguisticamente e culturalmente omogenea.

Per delineare la situazione attuale si possono usare quattro voci che individuano altrettanti campi di crisi della storia letteraria nazionale: il canone, la narrazione, l’enciclopedia, il punto di vista. L’introduzione di nuove prospettive sul canone ha ridimensionato il presunto valore “oggettivo” della storia letteraria come descrizione attendibile di un sistema letterario → essa è stata riconsiderata come narrazione che fornisce vere e proprie strategie di identificazione culturale, finalizzata a legittimare l’esistenza di alcuni soggetti collettivi e a escluderne altri.

L’enciclopedismo si ripresenta come struttura alternativa a quella delle storie tradizionali della letteratura, nate durante il XIX secolo proprio dal superamento del modello enciclopedico. Il “punto di vista” diventa principio guida di un nuovo genere di storie letterarie, che mira a mostrare come la storia letteraria non sia solo un’operazione conoscitiva, ma un discorso orientato alla costruzione di un’identità collettiva → la storia letteraria può essere riproposta consapevolmente in chiave “ideologica”.

Grande contributo alla ideazione del nuovo paradigma di storia letteraria multi linguistica ha dato il dibattito sollevato intorno all’idea di letteratura nazionale e di “nazione” tout court. In questo ambito è possibile annoverare tra gli esempi di storie letterarie nascenti e riguardanti fenomeni sino ad ora trascurati dalla critica letteraria le letterature della diaspora, dell’emigrazione e delle donne. Determinanti sono stati in questo senso gli studi dedicati alla messa in luce del concetto di nazione e di tradizione nazionale e alla produzione della nazione come narrazione, cioè al suo carattere di scrittura.

Antichità europee

Alle radici dell’Occidente

L’antichità classica greca e latina è stata a lungo considerata la radice più profonda della cultura occidentale, il patrimonio di valori e conoscenze che si pone a fondamento dell’identità europea, con una mitologia, un sistema di pensiero e un repertorio letterario che hanno in certo senso formato il terreno ideale comune e il linguaggio culturale della società europea, permeandone le rispettive letterature.

Il mito delle origini greche

Per secoli si è ripetuto che la storia del pensiero europeo non è stata altro che la rimasticazione delle filosofie aristotelico e platonica, e, per la letteratura, che tutti i modelli del teatro, della narrazione e della poesia occidentali sono stati elaborati in forma già pienamente matura nelle varie fasi della letteratura greca. Questa convinzione, cresciuta su sé stessa con solidità impressionante, negli ultimi anni si è andata progressivamente stemperando e articolando, da una parte con il riconoscimento sempre più ampio della mediazione romana, dall’altra con la consapevolezza che la scelta del paradigma greco non è frutto di un’evoluzione “naturale” della storia culturale ma è stata intenzionalmente sostenuta prima nel Rinascimento (Umanesimo) e poi dall’ellenofilia del Romanticismo.

Il problema fondamentale dell’antichistica rimane l’obliterazione semicosciente di una vasta area di civiltà, nell’orizzonte culturale e formativo dell’Occidente. Questa questione è stata affrontata da una serie di recenti studi sui miti e le origini. Di questi studi il più esplosivo è Black Athena di Martin Bernal.

“Black Athena” di Bernal: alle origini afroasiatiche della civiltà europea?

Nel 1985, Martin Bernal ha voluto ripercorrere con il primo volume Black Athena il processo che ha portato gradualmente a costruire il mito dell’origine autoctona della civiltà greca nell’Ottocento e nel primo Novecento europeo, da parte di studiosi spesso condizionati da pregiudizi razzisti e antisemiti. Il secondo volume dell’opera ricostruiva invece quella che è la convinzione della provenienza egizia (africana) e fenicia (semitica) di elementi e fattori determinanti alla cultura “greca” → la democrazia greca, alla base delle concezioni politiche occidentali, ad esempio sarebbe diretta derivazione dalle assemblee dei liberti sumeriche. Il titolo Black Athena riassumerebbe nell’immagine ad effetto di una dea greca della sapienza dalla pelle nera proprio questa derivazione africana. Questa ipotesi si innestava su una corrente afrocentrista inaugurata in America negli anni cinquanta da Stolen Legacy di George James, e allo stesso tempo interagiva con l’animata discussione europea sulla revisione del canone delle grandi opere letterarie. In realtà dopo una prima reazione positiva, le basi dell’operazione di Bernal si sono rivelate piuttosto fragili → soprattutto la presenza di debiti, per quanto massicci e costanti, non

Anteprima
Vedrai una selezione di 13 pagine su 57
Riassunto esame Letterature, prof. Cattaneo, libro consigliato Letteratura comparata, Gnisci Pag. 1 Riassunto esame Letterature, prof. Cattaneo, libro consigliato Letteratura comparata, Gnisci Pag. 2
Anteprima di 13 pagg. su 57.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Letterature, prof. Cattaneo, libro consigliato Letteratura comparata, Gnisci Pag. 6
Anteprima di 13 pagg. su 57.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Letterature, prof. Cattaneo, libro consigliato Letteratura comparata, Gnisci Pag. 11
Anteprima di 13 pagg. su 57.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Letterature, prof. Cattaneo, libro consigliato Letteratura comparata, Gnisci Pag. 16
Anteprima di 13 pagg. su 57.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Letterature, prof. Cattaneo, libro consigliato Letteratura comparata, Gnisci Pag. 21
Anteprima di 13 pagg. su 57.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Letterature, prof. Cattaneo, libro consigliato Letteratura comparata, Gnisci Pag. 26
Anteprima di 13 pagg. su 57.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Letterature, prof. Cattaneo, libro consigliato Letteratura comparata, Gnisci Pag. 31
Anteprima di 13 pagg. su 57.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Letterature, prof. Cattaneo, libro consigliato Letteratura comparata, Gnisci Pag. 36
Anteprima di 13 pagg. su 57.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Letterature, prof. Cattaneo, libro consigliato Letteratura comparata, Gnisci Pag. 41
Anteprima di 13 pagg. su 57.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Letterature, prof. Cattaneo, libro consigliato Letteratura comparata, Gnisci Pag. 46
Anteprima di 13 pagg. su 57.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Letterature, prof. Cattaneo, libro consigliato Letteratura comparata, Gnisci Pag. 51
Anteprima di 13 pagg. su 57.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Letterature, prof. Cattaneo, libro consigliato Letteratura comparata, Gnisci Pag. 56
1 su 57
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/14 Critica letteraria e letterature comparate

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher viola_fr di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letterature comparate e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Cattaneo Arturo.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community