STORIA DEL CINEMA, UN’INTRODUZIONE – Thompson e Bordwell
L’INVENZIONE E I PRIMI ANNI DEL CINEMA, 1880-1904
Il cinema fu inventato durante l’ultimo decennio dell’Ottocento. Divenne una nuova forma di
intrattenimento: offriva uno spettacolo visivo a buon mercato ed era un nuovo mezzo artistico.
1.1 L’invenzione del cinema
Presupposti per la nascita del cinema
1. L’occhio umano riesce a percepire il movimento quando gli viene messa davanti un serie di immagini
leggermente diverse fra loro, in rapida successione, a una velocità di almeno 16 fotogrammi al
secondo. Nel 1832 Plateau inventò il fenachistoscopio, nel 1833 Horner creò lo zootropio (uno
strumento che conteneva una serie di immagini su una sottile striscia di carta dentro un cilindro
rotante).
2. Era necessaria la possibilità di proiettare una serie rapida di immagini su una superficie.
3. Altro requisito fondamentale era la possibilità di usare la fotografia per riprendere le immagini su
una superficie chiara. Il tempo di esposizione doveva essere breve così da poter scattare 16 o più
fotogrammi al secondo. Nel 1839 Talbot introdusse i negativi su carta ma fino al 1878 non fu possibile
ridurre i tempi di esposizione a frazioni di secondo.
4. Il cinema aveva necessitava che le fotografie venissero impressionate su una base flessibile in modo
da poter scorrere attraverso una macchina da presa. Nel 1888 venne creato Kodak, un apparecchio
che impressionava rulli di carta sensibile. Nonostante la pellicola fu concepita per le macchine
fotografiche, venne utilizzata anche per la ripresa e la proiezione di film.
5. Infine, era necessario ideare un meccanismo ad intermittenza per consentire un’esposizione di una
frazione di secondo, per poi ricoprire il rullo con un otturatore. Questo meccanismo venne ripreso
da una tecnologia già esistente in un altro ambito: la macchina da cucire.
I precursori del cinema
Fondamentali contribuiti alla nascita del cinema vennero da fotografi interessati all’analisi del movimento,
ma che comunque non riuscirono ad ottenere immagini in movimento. Nel 1878 Muybridge posizionò in fila
dodici macchine fotografiche, con il tempo di esposizione di un millesimo di secondo ciascuna. Questo
esperimento ispirò Marey che si interessò allo studio del volo degli uccelli, riuscì nell’impresa grazie alla
creazione del fucile fotografico. Sempre Marey ideò una macchina fotografica capace di utilizzare un
meccanismo intermittente per impressionare le fotografie su una pellicola di carta alla velocità di 20
fotogrammi al secondo. Reynaud costruì il prassinoscopio, uno strumento ottico in cui le immagini potevano
essere viste su una serie di specchi, e non attraverso le fessure. Reynaud fu il primo a permettere ad un
pubblico di osservare di quanto il prassinoscopio era capace.
Un’invenzione internazionale →
EDISON, DICKSONE E IL KINETOSCOPIO Edison, nel 1888, costruì degli strumenti in grado di mostrare e di
riprendere immagini in movimento. Edison e Dickson idearono il kinetografo e il kinetoscopio. Dickson tagliò
la pellicola Kodak in nastri dalla lunghezza di 35 mm e fece quattro perforazioni sui lati di ogni fotogramma,
così da permettere alle ruote dentate di trascinare la pellicola attraverso la macchina da presa e il
kinetoscopio. La pellicola da 35 mm è tuttora lo standard utilizzato. I due costruirono un teatro di posa (il
Black Maria, negli USA), i film che realizzarono duravano 20 secondi l’uno. Il kinetoscopio fu uno strumento
di largo successo economico per circa due anni.
→
I CONTRIBUTI EUROPEI In Germania, i fratelli Skladanoswky, inventarono il bioskop. Il bioskop era uno
strumento che conteneva due nastri di pellicola larghi 53 mm che scorrevano da una parte all’altra
dell’apparecchio, la prima proiezione pubblica anticipò quella dei Lumière di due mesi ma non ottenne la loro
stessa fortuna: il bioskop era troppo ingombrante.
Gaia Antonini pag. 1
I fratelli Lumière inventarono un sistema di proiezione che contribuì a rendere il cinema un’impresa
commerciale e internazionale. Essi inventarono il cinématographe, che utilizzava la pellicola 35 mm e un
meccanismo ad intermittenza. L’apparecchio veniva montato davanti a una lanterna magica e diveniva una
parte del proiettore. I Lumière giravano i loro film alla velocità di 16 fotogrammi al secondo, questa misura
divenne la velocità media standard dei film in tutto il mondo per 25 anni. Il primo film realizzato fu La sortie
de l’usine Lumière (1895).
Il 28 dicembre 1895, in una delle sale del Grand Café di Parigi ebbe luogo una delle proiezioni più famose
della storia, la proiezione era a pagamento, era aperta ad un pubblico di massa e lo spettacolo durava 25
minuti. In poco tempo i Lumière decisero di ingaggiare degli operatori e mandarli in tutto il mondo a mostrare
e girare nuovi film.
Frattanto, nel Regno Unito, Paul e Birt Acres realizzarono un apparecchio di facile utilizzo e lo vendevano
invece che affittarlo contribuendo ad espandere velocemente l’industria cinematografica in Inghilterra, oltre
che all’estero. →
LA SITUAZIONE IN AMERICA Negli Stati Uniti convivevano tre gruppi rivali.
1. Woodville Latham riuscì a realizzare film più lunghi
2. Jenkins e Armat idearono il proiettore phantoscope
3. Casler brevettò nel 1894 il mutoscope, uno strumento che funzionava con un meccanismo di
fotografie rotanti. Casler e soci fondarono l’American Mutoscope Company, la società
cinematografica più famosa degli Stati Uniti.
Nel 1897 l’invenzione del cinema poteva considerarsi compiuta, i principali sistemi erano il peepshow per gli
spettatori individuali e la proiezione per un vasto pubblico.
1.2 La nascita della produzione e dell’esercizio
Il cinema si inserì nell’insieme dei divertimenti popolari. I soggetti rappresentati dal cinema erano
soprattutto: vedute, panorami e brevi resoconti di viaggio, temi di cronaca e notizie di avvenimenti. Il
pubblico sapeva la finzione del cinema ma accettava la rappresentazione. I film di finzione ebbero fin da
subito enorme importanza, si utilizzavano fondali dipinti o spazi aperti e ed erano oggetto di grande
attenzione nel cinema delle origini. La maggior parte dei film del cinema delle origini erano composti da una
sola inquadratura. Durante i primi anni del cinema delle origini i gestori delle sale cinematografiche avevano
un notevole controlla sulla forma da dare ai programmi (essi potevano comprare la serie o solo parte dei film
e scegliere come proiettarli: se come un film intero e continuo o mettendo insieme i vari film anche diversi
fra loro). Lo spettacolo era spesso accompagnato da musica: nelle sale modeste vi era un pianista, nei teatri
di varietà vi era l’orchestra.
Lo sviluppo dell’industria cinematografica francese
I fratelli Lumière erano convinti che il cinema sarebbe stato una moda passeggera e si mossero rapidamente
per sfruttarlo il più possibile in poco tempo, mandando gli operatori in giro per il mondo a proiettare i film.
Eugène Promio, un operatore Lumière, introdusse il movimento di macchina ponendola su un mezzo di
trasporto (barca, gondola…).
La storia del cinema è associata, in molti paesi, all’arrivo del cinématographe, che i fratelli Lumière decisero
di iniziare anche a vendere.
In seguito al successo dei Lumière, in Francia nacquero nuove case di produzione fra cui la Star Film di Georges
Méliès (il regista più significativo del cinema delle origini), la Pathé e la Gaumont. I film di Charles Pathé
piacquero moltissimo e la Pathé Frères divenne la più grande società cinematografica del mondo. Nel 1897
la società cominciò a produrre film di “attualità”, ripresi da Alice Guy-Blanché (la prima regista donna).
I film Lumière e il modo di rappresentazione primitivo
Il 28 dicembre 1895 è la data con la quale si pone ufficialmente inizio al cinema. Le condizioni essenziali
affinché uno spettacolo cinematografico sia tale sono:
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- Un soggetto produttore (i fratelli Lumière)
- Un dispositivo (il cinématographe)
- Un atto di vendita (il pagamento del biglietto)
- Uno spazio pubblico capace di ospitare un’audience collettiva.
Il cinema dei Lumière si inscrive nella sezione del cinema delle origini chiamata “modo di rappresentazione
primitivo” o “cinema delle attrazioni mostrative”, e comprende tutta la produzione antecedente alla fase
dell’integrazione narrativa. Il sistema utilizzato era monopuntuale: basato sull’unicità del piano, la durata
dell’inquadratura coincide con quella del film e l’oggetto è identificato dal titolo (es. Le repas de bébé). La
macchina da presa veniva collocata laddove si prevedeva un movimento significativo (es. L’arrivée d’un train
en gare de La Citotat – 1896). La logica era quella dell’”attrazione”: il movimento ricercava un effetto di
accelerazione così da provocare nell’osservatore uno shock visivo, in mancanza di un racconto era necessario
tener desta l’attenzione in altri modi. Lo spettatore si sente ancora estraniato dalla rappresentazione filmica.
Lo sguardo della camera penetra nella tradizione visiva e spettacolare della modernità, fornendo un nuovo
tipo di esperienza.
Georges Méliès, mago del cinema
Méliès era il proprietario del teatro Houdin a Parigi. Dopo il successo del cinématographe decise di arricchire
il suo programma con la proiezione di film, diventandone anche produttore. I suoi film erano ricchi di trucchi
→
realizzati con la macchina da presa e di fondali dipinti es. Escamotage d’une dame chez Robert-Houdin il
trucco di questo film consisteva nel fermare la ripresa e sostituire la donna con uno scheletro. Si servì del
fermo macchina e di altri effetti speciali per creare scene fantastiche e di magia, via via più complesse. Méliès
interveniva anche post ripresa tagliando la pellicola e unendo perfettamente il movimento dell’oggetto con
quello della cosa in cui si stava trasformando. I suoi film divennero molto popolari anche all’estero. Uno dei
più famosi è Le voyage dans la lune (1902), un film comico di fantascienza. Méliès girò circa 500 film.
Il Regno Unito e la “scuola di Brighton”
Nel Regno Unito divenne popolare la tecnica del phantom ride, l’obiettivo era quello di dare allo spettatore
l’illusione di viaggiare. Uno dei registi inglesi più popolari all’epoca era Hepworth, egli decise di concentrarsi
su temi di attualità e arrivò a diventare il produttore più importante degli anni 1905-1914. I più importanti
produttori inglesi facevano parte della “scuola di Brighton” (dal nome del luogo di villeggiatura dove
lavoravano), tra di loro vi erano Smith e Williamson. Questo gruppo di registi vantava affinate tecniche di
montaggio, alcuni esempi sono: The big swallow – Williamson 1900, Mary Jane’s Mishap – Smith 1903. Essi
tentarono per primi la creazione di una certa continuità narrativa attraverso l’uso di inquadrature ravvicinate
per guidare l’attenzione del pubblico.
Stati Uniti: la concorrenza e la rinascita di Edison
Gli Stati Uniti rappresentavano il più grande mercato del mondo per il cinema. I film prodotti in America
venivano esportati. I film non erano sottoposti al regime del diritto d’autore e le copie venivano vendute,
non più noleggiate. I generi che lanciarono il cinema furono quello patriottico (la guerra ispano-americana) e
le “Passioni” (serie di scene sulla vita di Gesù). L’American Mutoscope & Biograph ottenne largo successo, in
America, tanto da arrivare ad assumere nel 1908 uno dei più importanti registi del cinema muto, Griffith.
Un’altra importante società creata alla fine dell’Ottocento fu l’America Vitagraph, che si occupò inizialmente
di film sulla guerra di Cuba.
→
EDWIN S. PORTER Edison incominciò a girare film più lunghi e chiamò uno dei registi americani più
importanti del periodo: Porter. Egli, nel 1903, creò il primo film narrativo Life of an American fireman (il quale
termina con due lunghe inquadrature della stessa azione da due punti di vista differenti, dall’interno e
dall’esterno della casa) e perfezionò il montaggio. Già a partire dal 1902, i suoi film erano composti da più
inquadrature che comportavano notevoli sforzi di montaggio per creare collegamenti spazio-temporali
coerenti. Fu il primo ad introdurre le didascalie. Porter fece in modo di concentrare l’industria sulla
produzione di film di finizione, e non di “attualità”. I film di finzione, infatti, potevano essere progettati in
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anticipo, in maniera accurata e abbattevano i prezzi rispetto alla realizzazione di “vedute” che prevedeva
spesso la necessità di viaggiare.
L’ESPANSIONE INTERNAZIONALE DEL CINEMA, 1905-1912
A partire dal 1905 l’industria cinematografica assunse dimensioni più ampie e stabili. Nacquero le prime sale
permanenti, la produzione dei film aumentò per soddisfare la domanda. I film cominciavano ad essere più
lunghi, costruiti da diverse inquadrature e raccontavano storie più complesse. Il linguaggio cinematografico
si esprimeva sempre più con maggior chiarezza.
2.1 La produzione cinematografica in Europa
Francia: Pathé vs Gaumont
Tra il 1905 e il 1906 l’industria cinematografica francese dominava il mercato internazionale. La Pathé fu una
delle prime grandi società a basarsi su un sistema di concentrazione verticale: controllava la produzione, la
distribuzione e l’esercizio dei suoi film, costruiva le macchine da presa e i proiettori, produceva film e
fabbricava la pellicola su cui stampare le copie da distribuire e possedeva anche le sale nelle quali proiettarli.
I film prodotti erano di ogni genere, le copie distribuite (non più vendute ma noleggiate) venivano colorate
tramite la tecnica dello stencil, questa tecnica verrà utilizzata fino ai primi anni del cinema sonoro. I film di
maggior successo della Pathé erano le serie comiche, soprattutto la serie di Max Linder (personaggio
inadeguato alla società, frustrato in amore…).
La Pathé ricorse anche alla concentrazione orizzontale, espandendosi all’interno di uno specifico settore
dell’industria cinematografica: aprì nuovi teatri di posa in tutto il mondo.
La Gaumont era la rivale della Pathé, i quali registi vennero istruiti da Alice Guy-Blaché. Tra gli sceneggiatori
della Gaumont vi era Louis Feuillade, di ampio successo, che realizzò film di ogni genere.
Tra le società più piccole vi era la Film d’Art che si pose come obiettivo quello di intercettare il gusto dell’élite
culturale.
Italia: l’importanza della messa in scena
L’Italia arrivò più tardi sulla scena cinematografica, ma dal 1905 si sviluppò rapidamente sul modello francese.
Le principali case di produzione erano la Cines a Roma, la Ambrosio Film e la Itala Film a Torino. I primi film
italiani erano remake di film francesi, siccome molti registi e sceneggiatori francesi vennero chiamati a
lavorare in Italia in questo ambito. Il cinema in Italia fu considerato come una forma d’arte prima che negli
altri paesi e si cimentò nella produzione di “film d’arte”. In Italia si realizzavano film di più di un rullo e quindi
della durata superiore ai 15 minuti. Nel 1911 Pastrone e Borgnetto girarono La caduta di Troia, in tre rulli.
Come i francesi, anche gli italiani si cimentarono nella realizzazione di serie comiche costruite attorno ai
personaggi comici. Film di questo tipo risultavano essere più economici, vivaci e spontanei.
Danimarca: Ole Olsen e la Nordisk
La casa di produzione Nordisk (dell’imprenditore Olsen) aprì uffici di distribuzione all’estero raggiungendo il
successo nel 1907 con Caccia al leone, un film di finzione su un safari. La Nordisk si specializzò nella
produzione di polizieschi, drammi, opere melodrammatiche e storie riguardanti prostituzione e melodrammi
sulla vita del circo. I suoi registi erano ammirati per la loro capacità di condensare in due o tre rulli una trama
emotiva e ricca di colpi di scena. August Blom era il maggior regista della Nordisk, il suo film più importante
fu Atlantis – 1913: il film è condensato in otto rulli e comprendeva splendide scenografie. Una piccola casa di
produzione, contrapposta alla Nordisk, portò alla ribalta Asta Nielsen, una delle prime star internazionali. La
Nielsen era una bellezza non convenzionale e fu una delle prime attrici del cinema il cui stile di recitazione
non aveva più nulla a che vedere con il teatro. Uno dei registi danesi più eccentrici fu Benjamin Christen (Il
→
misterioso X melodramma con spie girato con un audace stile visivo ricco di controluce e ombre e La
→
stregoneria attraverso i secoli stile simile al documentario).
2.2 L’industria cinematografica americana e la lotta per l’espansione
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La crescita dei nickelodeons
Le sale americane erano dei magazzini che contenevano meno di 200 persone e l’entrata costava un nickel.
Quando le produzioni iniziarono ad incentrarsi sui film narrativi, andare al cinema divenne una vera e propria
forma di intrattenimento regolare. I film venivano noleggiati così che i nickelodeons potessero cambiare
spesso la programmazione e proiettare film durante tutta la durata del giorno. L’accompagnamento sonoro
(pianista o fonografo) era molto frequente, a volte capitava che lo stesso gestore della sala spiegasse quanto
stava accadendo sullo schermo o che ci fossero dietro allo schermo degli attori che dialogavano in sincronia
con il fi
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