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Le conseguenze della modernità

Introduzione

Il libro si presenta come una guida essenziale al problema della modernità. La sociologia (XIX/XX secolo) nasce per pensare la nuova società moderna in rapporto alla società tradizionale; noi non siamo ancora usciti dalla modernità e ne stiamo vivendo una radicalizzazione.

I tempi della modernità

Ci sono tre tempi della modernità:

  • Illuminista
  • Politeismo disincantato (Weber: ognuno può pretendere di avere ragione dal suo punto di vista)
  • Modernità radicale (si tratta di sondare possibilità non ancora esperite)

Disaggregazione

Disaggregazione (disembedding): i rapporti sociali vengono 'tirati fuori' da contesti locali di interazione e ristrutturati su archi spazio-temporali indefiniti. Questo avviene con due meccanismi:

  • Creazione di emblemi simbolici (moneta)
  • Sistemi esperti (sistemi di realizzazione tecnica)

Fiducia

Giddens rivisita il concetto di fiducia e passa poi al problema nodale della riflessività della modernità, diventata ormai l'istituzionalizzazione del dubbio. In un mondo denso di pericoli, normalmente le persone non vivono in un perenne stato di ansia e insicurezza, mantenendo una continuità della propria identità. Il futuro può assumere la veste di modello condizionante, le anticipazioni del futuro possono entrare a far parte del presente e influire sul modo in cui il futuro effettivamente si sviluppa. Il realismo utopico si costituisce anche come antitetico alla riflessività della modernità.

Che cos'è la modernità?

Il termine si riferisce a quei modi di vita o di organizzazione sociale che affiorano in Europa intorno al XVII secolo e che successivamente estesero la loro influenza a quasi tutto il mondo. Molti sostengono che con la fine del XX secolo stia per schiudersi una nuova era, che determinerà un superamento della modernità stessa. Secondo Lyotard, la postmodernità implica un allontanamento dai tentativi di fondare un'epistemologia e dalla fede in un progresso controllato dall'uomo. La condizione postmoderna si distingue per il dissolversi della "grande narrazione". Anziché andare incontro a un'era postmoderna, stiamo entrando in un'era in cui le conseguenze della modernità si fanno sempre più radicali e universali.

Nelle fasi dello sviluppo storico si incontrano indubbiamente discontinuità, ad esempio in quelle di transizione. I modi di vita introdotti dalla modernità ci hanno allontanato da tutti i tipi tradizionali di ordinamento sociale. Le discontinuità che differenziano le istituzioni sociali moderne sono:

  • Ritmo del cambiamento che l'era della modernità ha avviato. La rapidità con cui si succedono i cambiamenti nelle condizioni della modernità è estrema.
  • La portata del cambiamento.
  • La natura delle istituzioni moderne come il sistema politico dello stato-nazione.

La modernità è un fenomeno ambivalente; lo sviluppo delle istituzioni sociali moderne e la loro diffusione mondiale hanno concesso agli uomini molte più opportunità di trascorrere un'esistenza sicura. Ma essa ha anche un lato oscuro. Marx vedeva nella lotta di classe la fonte di spaccature basilari dell'ordinamento capitalistico, ma allo stesso tempo annunciava la nascita di un sistema sociale più umano. Durkheim, invece, credeva che l'espansione dell'industrialismo sarebbe sfociato in una vita sociale più armoniosa e appagante.

I padri della sociologia

  • Marx
  • Durkheim
  • Weber (il più pessimista: vedeva nel mondo moderno un paradosso in cui il progresso materiale veniva raggiunto solo a spese di un'espansione della burocrazia che finiva per soffocare la creatività e l'autonomia dell'individuo)

Tutti e tre gli autori ritenevano che il moderno lavoro industriale avesse conseguenze degradanti in quanto assoggettava molti esseri umani alla disciplina di un lavoro ottuso e ripetitivo.

Potere politico

L'uso arbitrario del potere politico parve ai fondatori della sociologia un fenomeno tipico del passato; il dispotismo sembrava una caratteristica degli stati premoderni; il totalitarismo si distingue dal tradizionale dispotismo, ma i suoi esiti sono ancora più spaventosi. Il mondo in cui viviamo è denso di pericoli. Tutto ciò non ha solo attenuato o costretto a rivedere la tesi secondo la quale l'avvento della modernità avrebbe portato alla nascita di un ordine sociale più felice e più sicuro. La caduta della fede nel progresso è uno dei fattori sottesi alla scomparsa delle narrazioni della storia.

Sociologia

La sociologia è una disciplina molto vasta e diversificata. Vi sono tre concezioni molto diffuse:

  • Diagnosi istituzionale della modernità
  • Riguarda la società
  • Riguarda i legami tra il sapere sociologico e le caratteristiche della modernità

Marx: il primo motore che modella il mondo moderno è il capitalismo, la produzione agraria basata sul potere locale viene sostituita dalla produzione per i mercati su scala nazionale e internazionale. L'ordine sociale emergente della modernità è capitalistico. Questo punto di vista è criticato sia da Weber che da Durkheim. Durkheim: il cambiamento della vita sociale moderna non deriva essenzialmente dal capitalismo, ma dall'impulso vitale fornito da una complessa divisione del lavoro che subordina la produzione ai bisogni umani attraverso lo sfruttamento industriale della natura. Weber: parlava di capitalismo come razionale, presenta i meccanismi economici indicati da Marx, ma in questa accezione il capitalismo assume un significato ben diverso da quello inteso da Marx. Fondamentale è la razionalizzazione espressa nella tecnologia. Modernità considerata multidimensionale al livello delle istituzioni.

Il concetto di società occupa una posizione centrale in gran parte del discorso sociologico. Una nozione ambigua che si riferisce sia all'associazione sociale in senso generico, sia a un sistema distinto di relazioni sociali. Durkheim: il concetto di società è strettamente collegato con la definizione di sociologia stessa. La tradizionale definizione: "la sociologia è lo studio delle società umane" oppure "la sociologia è lo studio delle società moderne". Così concepite, le società non sono in sostanza altro che stati-nazione (tipo di comunità sociale che si differenzia nettamente dagli stati premoderni). Parsons: l'obiettivo principale della sociologia è di risolvere il problema dell'ordine. Visto come un problema di distanziazione spazio-temporale, ovvero del modo in cui il tempo e lo spazio vengono organizzati per coniugare presenza e assenza. Le società moderne presentano una vincolatezza ben definita. Dobbiamo guardare attentamente il modo in cui le istituzioni moderne sono "collocate" nel tempo e nello spazio per identificare alcuni dei tratti distintivi dell'insieme della modernità.

Altre correnti di pensiero hanno inteso la sociologia come una fonte di sapere intorno alla vita sociale moderna utilizzabile per fini di previsione e controllo. Due versioni di questo filone:

  • Secondo la prima, la sociologia fornisce informazioni sulla vita sociale che conferiscono un certo controllo sulle istituzioni sociali. Ritiene che il sapere sociologico stia in un rapporto strumentale con il mondo sociale al quale si riferisce. Tale sapere può essere applicato in maniera tecnologica.
  • Marx assume una posizione diversa, a loro avviso la chiave di svolta sta nell'idea di usare la storia per fare la storia. Questa è la visione più elaborata, ma è comunque inadeguata in quanto la sua concezione della riflessività è troppo semplificata. Il rapporto che lega la sociologia al suo oggetto va inteso nei termini della doppia ermeneutica. Il sapere sociologico entra ed esce come una spirale dall'universo della vita sociale, ricostruendo sia se stesso che l'universo come parte integrante di questo processo.

Modello di riflessività

Dobbiamo tener conto dell'estremo dinamismo e della portata globalizzante delle istituzioni moderne per spiegare la natura delle loro discontinuità rispetto alle culture tradizionali.

Dinamismo della modernità deriva da tre fattori:

  • Separazione del tempo e dello spazio e la loro ricombinazione
  • Disaggregazione dei sistemi sociali
  • Ordinamento e riordinamento riflessivo dei rapporti sociali

Modernità, tempo e spazio

Tutte le civiltà premoderne disponevano di tecniche di misura del tempo (es. calendario). Ma la misura del tempo che scandiva la vita di ogni giorno collegava il tempo ai luoghi ed era di solito imprecisa e variabile. "Quando" era quasi sempre connesso a un "dove" (es. orologio meccanico), l'invenzione di questo strumento occupò un ruolo centrale nella separazione del tempo dallo spazio. L'orologio esprimeva una dimensione uniforme di tempo vuoto. Il tempo restò collegato allo spazio (e ai luoghi) finché all'uniformità della misurazione del tempo mediante l'orologio meccanico non corrispose l'uniformità dell'organizzazione sociale del tempo. Il coordinamento nel tempo è alla base del controllo dello spazio.

La differenza che corre tra queste due nozioni:

  • Luogo: si riferisce all'ambiente fisico dell'attività sociale geograficamente situata; nelle società premoderne lo spazio coincideva in generale con il luogo.

L'avvento della modernità separa sempre di più spazio dal luogo, favorendo i rapporti tra persone assenti, localmente distanti. Nelle condizioni della modernità il luogo diventa sempre più fantasmagorico, ciò significa che i luoghi sono pervasi e modellati in misura crescente da influenze sociali relativamente distanti da essi.

La separazione tempo-spazio non va vista come uno sviluppo unilineare, privo di rovesciamenti o universale; inoltre la separazione del tempo-spazio getta le basi per una loro ricombinazione in rapporto all'attività sociale. Questa separazione è importante:

  • In quanto è la condizione primaria, le istituzioni disaggregate estendono notevolmente la portata della distanziazione spazio-temporale e dipendono dalla coordinazione nel tempo e nello spazio;
  • In quanto essa è il meccanismo che aziona quella specifica e caratteristica della vita sociale moderna che è l'organizzazione razionalizzata;
  • In quanto la storicità associata alla modernità dipende da modalità di inserimento nel tempo e nello spazio. La storia ha ricevuto un primo grande impulso con la comparsa degli stati agrari, ma lo sviluppo delle istituzioni moderne le ha dato un nuovo e decisivo slancio.

Il tempo e lo spazio vengono ricombinati per formare uno scheletro storico di esperienza e di azione mondiale.

La disaggregazione

Con disaggregazione si intende l'enuclearsi di rapporti sociali dai contesti locali di interazione e il loro ristrutturarsi attraverso archi di spazio-tempo indefiniti. L'immagine che emerge dalla disaggregazione esprime meglio gli instabili allineamenti di tempo e spazio che sono di fondamentale importanza per il cambiamento sociale in generale e per la natura della modernità in particolare.

Due meccanismi di disaggregazione:

  • Creazione di emblemi simbolici: mezzi di interscambio che possono passare di mano senza tener conto delle caratteristiche specifiche degli individui o dei gruppi che li utilizzano in qualsiasi frangente. Vi sono diversi tipi di emblemi simbolici come ad esempio i mezzi di legittimazione politica, la creazione della moneta. La moneta veniva chiamata da Marx "prostituta universale", ovvero un mezzo di scambio che annulla il contenuto dei beni o dei servizi sostituendolo con uno standard impersonale. La moneta consente di scambiare qualsiasi cosa contro qualsiasi cosa; Marx attua una distinzione tra valore d'uso e valore di scambio: la moneta rende possibile la generalizzazione del secondo di questi termini grazie al suo ruolo di pura merce. Secondo Parsons, la moneta, come il potere del linguaggio, è uno dei tanti tipi di mezzi circolanti presenti nelle società moderne. Vedere la moneta come un mezzo circolante è sbagliato, se la moneta scorresse come l'acqua ad esempio, la sua circolazione verrebbe espressa direttamente in termini di tempo.

Che cos'è la moneta? Gli economisti non sono mai riusciti a trovare una risposta. La moneta è definita soprattutto in termini di crediti e debiti riguardanti una pluralità di scambi ampiamente distribuiti. Keynes pone la moneta in stretta relazione al tempo, essa è una tecnica di dilatazione che costituisce un trait d'union tra credito e debito in circostanze in cui uno scambio immediato di prodotti sarebbe impossibile. La moneta è un mezzo per dividere il tempo: mezzo di distanziazione spazio-temporale. Simmel dice che il ruolo del denaro è associato alla distanza spaziale tra individuo e il suo possesso. La moneta non si rapporta al tempo, come un flusso, ma come un mezzo per suddividere lo spazio-tempo associando istantaneità e differimento, presenza e assenza. Essa è un esempio dei meccanismi di disaggregazione associati alla modernità. È propriamente detta, è parte integrante della vita sociale moderna ed è al contempo un tipo particolare di emblema simbolico. Una delle forme più caratteristiche di disaggregazione nella modernità è l'espansione dei mercati capitalistici.

Tutti i meccanismi di disaggregazione (emblemi simbolici o sistemi esperti) riposano sulla fiducia, essa gioca un ruolo fondamentale nelle istituzioni della modernità. È al denaro in sé che diamo fiducia, per esempio, un contadino non seminerebbe se non confidasse nel fatto che l'anno seguente il suo campo produrrà grano come in passato. La fiducia esiste quando crediamo in qualche persona o qualche principio, essa è una forma di fede.

  • Istituzione di sistemi esperti: con questo termine si intendono i sistemi di realizzazione tecnica o di competenza professionale che organizzano ampie aree negli ambienti materiali e sociali nei quali viviamo oggi. Le persone comuni si rivolgono a professionisti solo in maniera periodica o irregolare. Anche stando seduti a casa siamo coinvolti in un sistema esperto e in una serie di altri sistemi ai quali ci affidiamo. Non abbiamo alcun timore di salire al piano superiore, pur sapendo che l'edificio potrebbe crollare, conosciamo ben poco del sapere codificato utilizzato dall'architetto eppure abbiamo fede nel loro lavoro. La nostra fede è riposta nella validità del sapere esperto che essi applicano.

Questi sistemi sono meccanismi di disaggregazione (in comune con gli emblemi simbolici) enucleano le relazioni sociali dalle immediatezze del contesto. Entrambi i tipi di meccanismi di disaggregazione presuppongono e favoriscono la separazione del tempo dallo spazio come condizione della distanziazione spazio-temporale che essi promuovono. La fiducia è inevitabilmente un articolo di "fede", e in questa fede vi è un elemento pragmatico basato sull'esperienza che tali sistemi normalmente funzionano come dovrebbero.

La fiducia

[Puoi fidarti che X si comporti così, si può far conto sul fatto che X in determinate circostanze si comporti nel modo previsto, ma queste accezioni non fanno riferimento alle relazioni sociali che implicano fiducia.] Fiducia è un tipo particolare di confidare e non qualcosa di diverso da quest'ultimo (le stesse osservazioni valgono per il rischio e il pericolo).

La prima definizione: il confidare o il fare assegnamento su qualche qualità o attributo di una persona o cosa, o sulla verità di un'affermazione. Il confidare e il fare assegnamento sono legati in qualche modo alla fede. La fiducia presuppone la consapevolezza delle circostanze di rischio, il confidare no; sia la fiducia che il confidare però si riferiscono ad aspirazioni che possono deludere o crollare; il confidare indica la convinzione più o meno scontata che le cose familiari conservino una loro stabilità. Luhmann afferma: là dove è in gioco la fiducia, l'individuo pensa consapevolmente a possibili alternative allorché decide di adottare una particolare linea d'azione. Un individuo che non prende in considerazione alcuna alternativa si trova in una situazione di confidare, colui invece che riconosce tali alternative e cerca di ridurre i rischi gioca sulla fiducia. In circostanze di fiducia la stessa persona deve accollarsi in parte la colpa e può pentirsi di aver dato fiducia a qualcuno.

  • La distinzione tra fiducia e confidare dipende dal fatto che la possibilità di frustrazione è influenzata dal proprio precedente comportamento e quindi dalla relativa discriminazione tra rischio e pericolo.
  • Chi non prende in considerazione alternative cercando di ridurre il rischio = Confidare + nel caso vada male accusa l’altro;
  • Chi prende in considerazione alternative e cerca di ridurre il rischio = Fiducia + nel caso vada male in parte si prende la colpa/responsabilità, in parte si pente di aver dato fiducia.

10 punti per definire fiducia

  1. La fiducia è collegata all'assenza nel tempo e nello spazio. Non vi sarebbe bisogno di dare fiducia a una persona le cui attività fossero sempre visibili e i cui processi sempre trasparenti. La prima condizione dei requisiti della fiducia è la mancanza di un'informazione completa.
  2. La fiducia è legata alla situazione contingente. Per questo motivo la fiducia nelle persone è psicologicamente importante per l'individuo che la pone: è consegnare alla sorte un pegno morale.
  3. La fiducia non è la stessa cosa della fede.
  4. Possiamo parlare di fiducia negli emblemi simbolici o nei sistemi esperti, ma con la società moderna...
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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Barons98 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Identità e comportamenti a rischio nella società complessa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Verona o del prof Migliorati Lorenzo.
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