Africa
Continente uniforme
L'Africa è un continente segnato da una generale povertà. Il PIL di un africano non raggiunge nemmeno un quinto della media normale e ha una speranza di vita di 54 anni. È segnata da conflitti e regimi violenti.
Lineamenti morfologici
Ha la forma di un triangolo circondato da mari e oceani, ad eccezione dell'istmo di Suez che la unisce all'Asia. Ha un profilo uniforme e presenta coste poco articolate, spesso basse e paludose. Fisicamente appare come un continente omogeneo e unitario, ma a livello antropico e culturale è nettamente separato dal Sahara in due parti distinte:
- Africa mediterranea; da sempre legata alla storia europea e asiatica
- Africa sub-sahariana; ha conosciuto una storia separata e frazionata
Dal punto di vista fisico, il territorio africano appare caratterizzato da spazi tabulari estesissimi, privi di significativi rilievi tranne che in alcune zone marginali (catena Atlante e Monti dei Draghi); esiste un netto dualismo fra la parte centro-settentrionale, caratterizzata prevalentemente da bassopiani occasionalmente movimentati da rilievi, e la parte meridionale e orientale, dove invece si estende un vastissimo altopiano tabulare che digrada verso le coste con ripide scarpate. Nell'Africa orientale si allunga per oltre 6.000 chilometri la Great Rift Valley, una successione di profonde fosse tettoniche originatesi dal processo geologico, tuttora in atto, della separazione della placca africana da quella araba.
Regioni naturali
L'Africa viene divisa generalmente in sei regioni naturali:
- Regione montuosa della catena dell'Atlante
- Costa mediterranea con fertili pianure
- Deserto del Sahara
- Altopiani, a sud del deserto, regione arida e spesso desertica o steppica Savana
- Bacino del fiume Congo, ricoperto di foresta pluviale
- Altopiani nell'Africa australe, orlati dai Monti dei Draghi
Idrografia
L'Africa non è un territorio favorevole alla formazione di una capillare rete idrografica, causa la mancanza di imponenti catene montuose e la presenza di grandi altipiani. Fiumi principali:
- Nilo (più lungo del mondo)
- Niger
Anche nei fiumi principali la navigazione è difficile a causa della presenza di rapide e cascate (come le cascate Vittoria). Quindi, i fiumi africani non sono stati utilizzati nella storia come vie di comunicazione.
Laghi
- Malawi
- Tanganica
- Lago Vittoria (secondo al mondo per estensione)
- Lago Ciad (bacino chiuso a rischio di scomparsa)
Clima
L'Africa è attraversata dall'Equatore e dai due Tropici, quindi presenta un clima generalmente caldo e poco influenzato dalla stagionalità. I fattori mitigatori sono l'altitudine (es. altopiano Etiopia), e la vicinanza al mare.
- Clima equatoriale: caldo, umido, estremamente piovoso e senza articolazione stagionale, foresta pluviale
- Clima subequatoriale: due stagioni principali, secca e umida, savana (che può essere prateria o foresta rada a seconda della piovosità)
- Più vicino ai tropici il clima è più secco, con al massimo una breve stagione delle piogge, steppa e deserto
- Clima mediterraneo (estremità nord e sud): estati secche e inverni freschi
Risorse del territorio
Le terre fertili scarseggiano a causa dell'aridità, erodibilità dei suoli e morfologia del territorio. Manca l'acqua, uno dei motivi per cui non c'è sviluppo dell'economia e le condizioni di vita sono indignitose. Ma l'Africa non è povera di risorse idriche: la piovosità è vicina alla media mondiale (grazie alle regioni equatoriali), così come la disponibilità complessiva di risorse idriche per abitante. Il problema è umano: l'Africa usa solo il 4,5% delle sue risorse idriche, mancando di pozzi, acquedotti e infrastrutture.
Risorse del sottosuolo
L'Africa è probabilmente il continente con le più grandi ricchezze minerarie del mondo, soprattutto nella parte centrale (Congo, Zambia e Sudafrica). Con oro, rame, cobalto, carbone, diamanti (soprattutto il Botswana, primo produttore al mondo) e uranio. Le risorse petrolifere e di gas naturale sono abbondanti nei paesi mediterranei (Algeria e Libia) e nel Golfo di Guinea. La mancanza di tecnologie e infrastrutture all'avanguardia non permette uno sfruttamento minerario completo (ad esempio, processi di lavorazione delle risorse in loco).
Demografia
L'Africa è un crogiolo etnico e linguistico, con almeno 3.000 etnie e 2.000 idiomi. È caratterizzata da:
- Ineguale distribuzione territoriale
- Crescita demografica continua dalla seconda metà del XX secolo
- Densità di popolazione bassa, ma con paesi come il Burundi e Ruanda con 300 ab/kmq
Caratteristiche antropiche:
La maggioranza della popolazione vive in villaggi legati alla coltivazione tradizionale della terra e all'allevamento del bestiame. È un continente ancora organizzato sulla fitta rete dell'insediamento rurale. Negli ultimi decenni è stata caratterizzata da una disordinata e intensa urbanizzazione, ma le città africane, cresciute troppo rapidamente, sono agglomerati caotici, inquinati e costituiti in larga parte da quartieri informali, baraccopoli.
Crescita demografica
Dal 1950 a oggi la popolazione è quadruplicata, raggiungendo la quota di un miliardo di abitanti. La forte e incontrollata crescita ha portato al sovrappopolamento. L'Africa è l'unica regione al mondo in cui la crescita demografica non corrisponde a una pari crescita economica o a un miglioramento delle condizioni di vita. Dalla metà del XX secolo una serie di interventi esterni ha abbattuto i tassi di mortalità (soprattutto in Egitto e Libia), ma la natalità non ha subito la stessa sorte. Il tasso di crescita dell'Africa ad oggi è del 2,24%, nove volte superiore a quello dei Paesi sviluppati.
Namibia, Botswana e Sudafrica hanno un Indice di Sviluppo Umano medio, gli altri paesi hanno un Indice bassissimo; in quasi tutti gli stati, circa il 50% della popolazione ha un'aspettativa di vita inferiore ai 50 anni. L'AIDS è molto diffuso, così come la malaria. Il grado di alfabetizzazione è scarso. Carestia e siccità hanno spesso spinto centinaia di migliaia di profughi ad abbandonare la patria in cerca di cibo.
Politica
Dopo decenni di dominazione straniera, oggi il continente africano per quasi la sua totalità ha raggiunto l'indipendenza dalle potenze coloniali (eccetto Ceuta, Sant'Elena). L'Africa si articola in 53 stati, sorti durante la decolonizzazione e anche in anni più recenti. Il colonialismo in Africa si affermò attorno alla metà del XIX secolo, quando le potenze europee effettuarono una vera e propria spartizione del continente, con l'occupazione commerciale, politica e militare di quasi tutto il continente. I colonizzatori erano: francesi (Africa occidentale e Madagascar), inglesi (Africa orientale e Africa australe), belgi (Congo), portoghesi, tedeschi e italiani (Libia, Eritrea, Somalia e Etiopia). Il periodo coloniale durò fino al secondo dopoguerra quando, anche attraverso violenti conflitti, la maggior parte dei paesi ottenne l'indipendenza.
Il passato coloniale e il successivo processo di decolonizzazione si riflettono ancora oggi sull'instabile situazione interna dei giovani paesi africani. I quali si sono trovati ad affrontare problemi complessi, quali l'organizzazione dello stato o la creazione dello stato-nazione. Infatti gran parte di essi ha conservato le frontiere tracciate arbitrariamente dagli europei (fine XIX secolo), che hanno diviso gruppi etnici omogenei o unito gruppi ostili.
Es. 1994 carneficine degli Hutu a danno dei Tutsi in Ruanda. Es. 2004 genocidio del governo arabo del Sudan a danno delle tribù africane del Darfur. Da allora l'Africa è stata sconvolta da continue guerre e conflitti civili; ha conosciuto spietate dittature e duri regimi militari di stampo personalistico. Inoltre, spesso anche i governi legittimi risultano assai lontani dall'essere democratici.
Debiti
Pur avendo cospicue risorse naturali, gli stati africani hanno pochi mezzi finanziari per sviluppare l'economia. I finanziamenti sono avvenuti attraverso banche e istituti di credito stranieri, soprattutto americani. Negli anni '70 infatti i prestiti erano incoraggiati dai governi occidentali, in particolare dagli Stati Uniti, i quali volevano evitare che i governi africani entrassero nell'orbita sovietica, quindi sollecitavano le banche. I finanziamenti hanno favorito però regimi equivoci e corrotti. I debiti accumulati hanno messo in crisi molte economie africane: nel frattempo, il prezzo delle merci importate è aumentato ma non il prezzo di gran parte dei prodotti esportati.
Africa orientale
Si affaccia sull'oceano Indiano, quindi è il lato più aperto a Islam e Oriente. Nel XV secolo erano già attive sulla costa una trentina di città sorte a breve distanza l'una dall'altra; alcune fondate dagli Arabi, altre dagli indigeni Bantu. Lungo la costa si parlava lo Swahili, una lingua Bantu modificata da influenze arabe. Le città sulla costa erano vere e proprie piazze commerciali, rese ricche dai traffici mercantili con il mondo arabo.
Etiopia
In Etiopia, a Nord, si era formato da secoli un regno abbastanza esteso. Gli etiopi sono di religione cristiana monofisita, ossia credono che la natura umana e divina di Cristo siano una sola. Parlano la lingua amarica.
Africa sahariana
Il Sahel è la zona di transizione tra il deserto e la savana. È la fascia che va dalle coste del Senegal al Ciad. Per la sua posizione, il Sahel è diventato un crocevia tra il Maghreb mediterraneo e le regioni affacciate sul Golfo di Guinea. Per questo, nella zona del Sahel, attorno al bacino del fiume Senegal e del Niger, si sono formati una serie di imperi molto ricchi. Gli imperi nigeriani erano ben noti per la loro ricchezza.
Africa occidentale
Comprende i paesi del Golfo di Guinea e l'Africa equatoriale. Comprende i territori dalle coste del Senegal fino alla punta meridionale del continente. Questi territori comprendono le foreste equatoriali (bordano le coste del Golfo di Guinea, il bacino forestale del Congo) e le savane che proseguono a sud fino al deserto del Kalahari. Nel Golfo di Guinea sfociano Niger e Volta. A causa dello sbarramento prodotto dalle foreste, gli abitanti di questa parte dell'Africa Nera sono stati più isolati. Oggi l'Africa che si affaccia sul Golfo di Guinea è conosciuta soprattutto per la ricchezza dei suoi giacimenti petroliferi, ma anche per le ricorrenti emergenze umanitarie per guerre e disastri naturali. All'arrivo dei Portoghesi, le zone erano abitate da Pigmei, Ottentotti e Boscimani, popoli della foresta e della savana, ma c'era anche il Reame del Kongo e il Regno di Benin. Qui c'era una scuola artistica di eccezionale livello.
Africa mediterranea
La parte più settentrionale che si affaccia sul mar Mediterraneo e sull'oceano Atlantico. Geograficamente ed economicamente è molto più vicina all'Europa e al Vicino Oriente che non all'Africa Nera. È la regione più sviluppata del continente, con livelli di vita nettamente superiori a quelli del resto del continente, pur essendo anch'essi bassi (PIL pro capite egiziano è un ventesimo di quello italiano).
Africa australe
Comprende i paesi dell'emisfero australe, con Madagascar e arcipelaghi dell'Oceano Indiano. In questa regione abbiamo i vari altopiani, aridi ed elevati, che dalla Repubblica Democratica del Congo si innalzano fino alla punta meridionale. Questi sono piatti ripiani coperti di savana o da grandi distese desertiche, come il Deserto del Kalahari. Sul fronte orientale invece troviamo il bassopiano del Mozambico e a sud i Monti dei Draghi. La popolazione ammonta al 15% di tutta l'Africa, 25 ab/kmq. Immense ricchezze del sottosuolo (diamanti).
L'AIDS è una piaga che accomuna questi Paesi. La Repubblica Sudafricana (emblema dello sfruttamento della popolazione nera) è oggi un paese emergente della nuova Africa; invece, Angola e Mozambico (ex colonie portoghesi) escono da anni di guerre civili, alimentate dalla contrapposizione fra Stati Uniti e Unione Sovietica, che li ha portati poi all'indipendenza; mentre nello Zimbabwe le tensioni continuano tutt'oggi.
America meridionale
Mosaico di popoli e culture
Frutto dell'incontro e della sovrapposizione di popoli e civiltà talora diversissimi. È una regione molto vasta e ospita alcuni dei paesi più popolosi: Brasile e Messico. Alcune delle più grandi metropoli (Città del Messico, San Paolo, Rio, Buenos Aires).
Morfologia
Si situa per la maggior parte nell'emisfero australe. Le coste sono uniformi e non molto articolate, ad eccezione delle coste cilene del Sud, dove i litorali sono incisi da profondi fiordi e insenature e sono presenti numerosi arcipelaghi. Gruppi insulari: Falkland e Galapagos.
La struttura geologica ricorda quella del Nordamerica:
- Settore orientale: antico e stabile
- Catene montuose: infatti la continua subduzione della Placca Pacifica ha dato origine alla Cordigliera delle Ande, che borda tutto il versante pacifico ed è intervallata da altipiani aridi. Nell'estremità meridionale del continente la Cordigliera arriva a diretto contatto con il mare, frastagliandosi e rompendosi in un gran numero di isole insenature (Cile). La costa occidentale fa parte della "cintura di fuoco circumpacifica", ed è una delle aree sismiche più attive al mondo. Qui si è registrato il terremoto più violento nel 1960 in Cile, con magnitudo 9,5.
- Settore occidentale: nuovo, inquieto e in piena attività orogenetica;
A nord-est vi sono terre molto antiche spianate dall'erosione, al centro vi sono enormi pianure alluvionali formate dai grandi fiumi (Rio delle Amazzoni, Orinoco, Paranà-Paraguay) e la Pampa, fertile pianura nel nord dell'Argentina. A sud (Argentina e Cile) si estende la Patagonia, piattaforma antica, boscosa ai piedi delle Ande e fredda e stepposa a sud.
Idrografia
L'idrografia è ricchissima, grazie alla presenza degli enormi fiumi che scendono dalle Ande: Rio delle Amazzoni (secondo fiume più lungo e bacino fluviale più ampio del mondo), possiede migliaia di affluenti; Orinoco, Paranà.
- Laghi: Lago di Maracaibo in Venezuela, e il lago brasiliano di Titicaca.
Clima
La suddivisione climatica è articolata a causa di:
- Estensione longitudinale
- Morfologia movimentata
- Cordigliera delle Ande
Clima equatoriale in Amazzonia: caldo e umido, senza stagioni e alta piovosità. Foresta pluviale. Clima tropicale (più a nord e sud): alternanza di una stagione secca e una umida. Arido nelle aree meno esposte ai venti oceanici. Clima temperato (più a sud): aridità spiccata a seconda della distanza dall'oceano (secche le regioni interne). Clima subpolare nell'estremo sud della Patagonia: freddo e secco.
Versante pacifico: Clima temperato nelle Ande ed equatoriale sulle coste. Il clima si raffredda a sud oltre la Bolivia, e i ghiacci raggiungono il livello del mare. Clima arido: più a sud il clima è segnato da una spiccata aridità lungo la costa (causata dalle correnti fredde). Fra Perù e Cile infatti si estende il Deserto di Atacama. Clima temperato nella zona centrale del Cile: breve fascia umida e coperta da estese foreste. Clima subpolare a sud. La catena Andina crea un effetto barriera per l'umidità del Pacifico. Questo causa anche la presenza dei salar in Bolivia, ossia enormi e piatte distese di sale.
Economia
L'economia sudamericana è stata caratterizzata in questi ultimi decenni da una bassa crescita e una bassa competitività rispetto ai ben più dinamici mercati emergenti di Cina e India. Tuttavia, a partire dal 2004 si è verificato un enorme aumento della crescita del PIL e anche della competitività. Sono configurate enormi differenze regionali e un'accentuata disparità nella distribuzione del reddito. La maggior parte della ricchezza è concentrata nelle mani di una minoranza della popolazione, mentre milioni di individui sperimentano livelli di privazione che raggiungono, in casi estremi, la povertà assoluta. Il divario economico tra ricchi e poveri, nella maggior parte delle nazioni del Sudamerica, è considerato superiore rispetto alla media dei paesi degli altri continenti. In Venezuela, Paraguay, Bolivia e molti altri paesi sudamericani, il 20% della popolazione più ricca detiene più del 60% della ricchezza nazionale, mentre il 20% della popolazione più povera ne possiede meno del 5%.
Questa realtà però non è omogenea in tutto il Sudamerica: esiste infatti un gruppo di paesi chiamati "del Cono Sud" (Argentina, Brasile meridionale, Cile e Uruguay), che presentano indicatori socio-economici più positivi e tassi più elevati di sviluppo umano, tali da classificarli nella categoria degli stati più sviluppati. In particolare, il Cile, l'Argentina e l'Uruguay vanno considerati come paesi pienamente sviluppati con bassi tassi di povertà e reddito medio-alto, e le loro capitali presentano indicatori socioeconomici molto simili ad alcune città europee.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Riassunto esame Geografia, Prof. Macchia, libro consigliato Il mondo e i suoi paesi, Macchia
-
Riassunto esame Geografia, prof. Macchia, libro consigliato Le città del mondo, De Matteis, Lanza
-
Riassunto esame Geografia, Prof. Macchia, libro consigliato Geografia della popolazione, Degradi
-
Riassunto esame Geografia, prof. Macchia, libro consigliato Cartografia nei secoli