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FINANZA

AZIENDALE

PRIMO

PARZIALE

FINANZA AZIENDALE E OBBIETTIVI DELL’IMPRESA (1)

Decisioni di investimento e finanziamento per operare un’impresa ha bisogno di una pressocché

infinita varietà di attività reali. Tangibili: impianti, stabilimenti e uffici

Intangibili: tecnologia, brevetti, marchi

per ottenere il denaro necessario un’impresa vende dei pezzi di carta chiamati attività finanziarie

l’azienda si sta finanziando. Finanziarsi non vuol dire solo raccogliere denaro, ma anche rispettare

delle clausole dei finanziamenti ricevuti nel passato da banche, obbligazionisti e azionisti.

Un’impresa deve restituire il finanziamento alla sua scadenza oppure diventa insolvente o fallisce

Le decisioni di investimento vengono a volta chiamate decisioni di capital budgeting o di capital

expenditure. Gli investimenti di oggi generano flussi di cassa futuri. Ma non è sempre così

I financial manager sanno che i ritorni non sono garantiti. Un investimento può essere un

formidabile successo o un triste fallimento. Nel momento che un investimento genera guadagni

solitamente questi non sono di enorme entità, ma il fallimento di un investimento può causare il

fallimento dell’azienda.

Decisioni di finanziamento: 2 strade: mi indebito (1)

Raccolgo denaro tra i miei azionisti (2)

1) I creditori forniscono risorse finanziarie e in cambio l’impresa promette di restituire loro il denaro

ricevuto e di pagare un interesse predeterminato.

2) Gli azionisti che forniscono il denaro non ricevono un ritorno predeterminato, ma detengono quote

delle azioni dell’impresa e di conseguenza ricevono una quota dei suoi utili e flussi cassa futuri

Azionisti: investono nel capitale di rischio Creditori: la remunerazione è un obbligo

 si assumono parte del rischio di impresa, dell’impresa. Se l’impresa non può

se i dividendi non vengono pagati (spesso 

remunerare il prestito fallisce

accade) nulla accade 

Il ruolo del financial manager: evidenzia il flusso dei fondi che va dagli investitori all’impresa

e di uovo dall’impresa agli investitori (fungono da intermediari)

1) i titoli vengono emessi nel mercato per

raccogliere denaro

2) il denaro è usato per acquistare le attività

reali necessarie

3) se le attività reali saranno in grado di generare denaro in misura maggiore del loro costo.

4a) il denaro potrà essere reinvestito.

4b) il denaro potrà essere restituito agli investitori che avevano comprato l’emissione originaria di

titoli.

la figura ci riporta alle domandi fondamentali a cui deve rispondere il financial manager:

Come raccogliere le risorse necessarie

In quali attività dovrebbe investire per gli investimenti?

un’impresa? Decisione di finanziamento

Decisione di investimento

Quando viene identificata un’opportunità di investimento, il financial managar si chiede se il progetto

valga più del capitale necessario per intraprenderlo. I mercati finanziari costituiscono semplicemente

una fonte di finanziamento per le imprese Grazie ai mercati l’impresa non deve occuparsi degli

Azioni, obbligazioni possono orizzonti temporali e delle preferenze per il rischio dei

essere scambiate suoi azionisti. L’impresa può perseguire il semplice

obbiettivo della massimizzazione del valore

Chi è il financial manager? chiunque sia responsabile di una significativa parte delle decisioni

di investimento o di finanziamento di una impresa. Nelle piccole imprese l’unico dirigente è spesso

il direttore amministrativo e si occupa di contabilità, bilanci, auditing, imposte, banche, gestione

liquidità... nelle grandi imprese il discorso cambia.

CFO: direttore finanziario a cui

devono rispondere: Tesoriere: persona più

direttamente convolta nella

ricerca dei finanziamenti,

nelle relazioni con le banche e

nella gestione della liquidità

Controller: gestisce il processo di P.C., della

contabilità dei costi, dell’analisi degli scostamenti e

dei sistemi di budget, del processo di formazione del

capitale 

Separazione fra proprietà e controllo: la separazione fra proprietà e controllo porta vantaggi

evidenti: cambino i proprietari delle azioni senza che ciò interferisca con l’operatività di un’impresa

e consente che le imprese siano gestite da manager professionisti. Porta anche però problemi se

manager e azionisti hanno obbiettivi diversi Lavorare solo per massimizzare i loro bonus.

Evitano decisioni impopolari, costruire imperi

con i soldi degli azionisti oppure evitare di

Rapporti fra principal e agent investire in progetti rischiosi

Gli azionisti vogliono che i manager aumentino il valore dell’impresa per diventare più ricchi, ma i

manager potrebbero voler essere loro quelli che si arricchiscono. I costi di agenzia nascono quando i

manager non cercano di massimizzare il valore dell’impresa e gli azionisti devono sostenere costi per

controllare e influenzare i loro comportamenti.

I costi di agenzia possono anche manifestarsi

nei finanziamenti. In tempi normali, le banche

e tutti i creditori sono uniti con gli azionisti nel

volere che un’impresa prosperi. Ma quando

l’impresa entra nei guai le banche pensano solo

a come riavere il proprio denaro e non

gradiscono che un’impresa faccia cambiamenti

rischiosi. Pensate al valore di un’impresa come

a una torta che deve essere divisa tra diversi

pretendenti 

Costi di agenzia Maggiori oneri che gravano sulle società quando non vi è coincidenza tra

proprietà e management. corporate governance: insieme

di strumenti, regole, relazioni,

Caratteristiche che dovrebbe possedere un apparato di processi e sistemi aziendali

corporate governance al fine di assicurare che i manager finalizzati ad una corretta ed

abbiano cura dei portafogli dei loro azionisti efficiente gestione dell'impresa

1) Obblighi legali e regolamentati: i manager hanno dovere legale di agire responsabilmente

e negli interessi degli investitori.

2) Piani di remunerazione: i manager vengono spronati da schemi di incentivi che

prevedono rendimenti elevati se gli azionisti guadagnano, ma rendimenti nulli in caso

contrario. 

3) Consigli di amministrazione: viene eletto dagli azionisti e ha obbligo di rappresentarli

Le imprese secondo la SOX devono collocare Accade spesso che i consigli vengano

più consiglieri indipendenti all’interno del c.d.a. dipinti per fare gli interessi dei manager

in modo tale che non siano collegati con il

managmant

4) Monitoraggio: anche gli analisti finanziari interni, che consigliano agli investitori di

comprare o vendere azioni e le banche, monitorano i comportamenti del management

5) Acquisizioni: le imprese che ripetutamente non riescono a massimizzare valore,

costituiscono gli obbiettivi naturali di acquisizione da parte di altre imprese o di raider

Fondi di investimento specializzati nel rilevare e ristrutturare aziende che ottengono scarsi risultati

6) Pressioni degli azionisti: se gli azionisti credono che il lavoro dal c.d.a. e da management

siano svolti in modo errato, possono eleggere dei propri consiglieri

Wall street walk: se un numero sufficiente di Danneggiamento reputazione e

azionisti devide di vendere, il prezzo delle compenso top manager

azioni diminuisce 

obbiettivi della corporate governance: come possono essere sicuri gli azionisti che i manager

non pensino solo ai loro interessi: esistono sistemi di corporate governance.

È giusto che i manager si predano cura degli interessi degli azionisti?

Quando diciamo che l’obbiettivo di un’impresa è la massimizzazione della ricchezza degli azionisti,

non sosteniamo che tutto sia concesso in vista di tale obbiettivo; la legislazione impedisce che i

manager prendano decisioni manifestatamente disoneste, ma la maggioranza non si preoccupa solo

di rispettare alla lettera le leggi

Stakeholder o stockholder?

Stakeholder Ciascuno dei soggetti direttamente o indirettamente coinvolti in un progetto o

nell'attività di un'azienda; sono stakeholder i dipendenti, i clienti, i fornitori, lo

stesso stato. 

stockholder Soggetto o gruppo di soggetti, detto anche shareholder che detiene parte del

capitale di una società. La proprietà conferisce diritto di voto e di rimunerazione

mediante dividendi ed eventuali capital gains.

Creare valore per gli stockholder spesso non significa creare valore per tutti i portatori di interesse

Il capitale che le imprese usano Tutti si aspettano la remunerazione del loro

non è fornito solo dagli azionisti prestito entro certi criteri prestabiliti

VALORI ATTUALI E PRINCIPI DI VALUTAZIONE FINANZIARIA (2)

Capitalizzazione e attualizzazione: In maniera molto semplice possiamo definire l'operazione di

attualizzazione come il procedimento inverso della capitalizzazione

un euro oggi vale più di un euro in futuro per diversi motivi: Inflazione, consumo corrente e incertezza

Inflazione Il potere di acquisto del denaro viene eroso

Consumo corrente gli individui preferiscono il consumo corrente al consumo futuro

incertezza Vi è incertezza associata al flusso di cassa disponibile nel futuro

Tre regole governano il valore nel tempo:

Solo valori disponibili

Per spostare un flusso di Per spostare un flusso

nello stesso istante di

cassa indietro nel tempo di cassa nel tempo si

tempo possono essere

lo si deve attualizzare o deve capitalizzare

confrontati o combinati

scontare

Il tasso di attualizzazione (o di sconto, o di capitalizzazione) è il tasso di interesse al quale i flussi

finanziari presenti e futuri sono scambaiti. Esso rappresenta:

1) Un costo opportunità (il ritorno ottenibile investendo altrove a parità di rischio).

2) Un rendimento atteso dell’investimento corrente,

La conversione di un flusso di cassa o di un calore corrente

nell’equivalente futuro si ottiene capitalizzando. La

conversione di un flusso di cassa o di un valore futuro nel suo

valore equivalente corrente si ottiene attualizzando

Valore futuro: metodo di valutazione di un'attività basato sulla capitalizzazione dei flussi al fine

di poter comparare investimenti che hanno manifestazioni numerarie diverse nel tempo

Valore futuro =valore corrente + interesse

Supponiamo di investire €1.000 a

un tasso di interesse del 5% per un

periodo (ad esempio, 1 anno).

Alla fine del periodo l’investimento avrà generato €50 di interessi (= €1000 x 5%), e il valore futuro

sarà pari a 1050€, €1.050 = €1.000 + 5% x €1,000.

Se gli interessi di €50 sono prelevati alla fine del periodo e il capitale è

Interesse semplice mantenuto investito per un secondo periodo allo stesso tasso, il regime di

capitalizzazione è detto semplice

Se sia il capitale che gli interessi sono mantenuti investiti, al termine del

Interesse composto secondo periodo gli interessi del primo periodo avranno generato ulteriori

interessi, e il regime di capitalizzazione è detto composto

Consideriamo ora che i periodi siano 2 e non più uno solo. Avremo che:

FV = PV + Interesse per. 1 + Interesse per. 2 FV = PV + PV × r + PV × r + (PV × r) × r

PV Investimento, valore corrente o attuale, pari a 1000€

PV × r + PV × r Interessi semplici, 50 nel primo periodo più 50 nel secondo

(PV × r) × r Interessi su interessi maturati, pari a 50€ × 5% = 2,50€

Per determinare il valore futuro in regime di

capitalizzazione composta quando il numero di

periodi è superiore a 2 è sufficiente generalizzare:

N è il numero di periodi di capitalizzazione, e ogni periodo è l'unità di tempo dopo la quale

vengono pagati gli interessi al tasso r.

Il fattore è il fattore di capitalizzazione, ossia il tasso di cambio tra valore corrente e futuro

(1 + r) 

Valore futuro a tassi non costanti: Abbiamo ipotizzato uno stesso tasso di interesse, r. Possiamo

estendere il calcolo di un valore futuro per ammettere tassi di interesse diversi nel tempo.

Ad esempio, supponiamo che un investimento

di €10.000 paghi il 5% durante il primo anno e

il 4% durante il secondo.

Alla fine del primo anno, il valore è di €10.000 (1 + 5%), o €10.500. Durante il secondo periodo,

*

questi €10.500 generano interessi al tasso del 4%.

valore attuale: è la quantità di denaro che nel periodo in corso si dovrebbe investire nei mercati

mobiliari per uguagliare il flusso di denaro che ci si aspetta di incassare al termine di un investimento

nell'economia reale Valore futuro FV = €5000

Qual è il valore corrente (o attuale) di un flusso Periodo N = 2

di cassa pari a €5.000 disponibile tra 2 anni? Tasso di interesse R = 5%

Svolgendo i calcoli otterremo che saremmo disposti a scambiare oggi €4.535,15 in cambio di €5.000

tra 2 anni, a un tasso di interesse del 5% all'anno.

Il termine "1/(1 + r)^2" è il fattore di sconto o di

attualizzazione; viene utilizzato per convertire un

valore futuro nel suo valore attuale equivalente.

Flussi di cassa multipli: Nelle applicazioni (in finanza e in valutazione) è pressoché sempre

necessario determinare il valore attuale di una serie di flussi di cassa.

Supponiamo di considerare 3 flussi di cassa a un tasso di interesse del 5% annuo

Valore futuro, all’anno 2, al tasso del 5% Valore attuale, all’anno 0, al tasso del 5%

Vi è una relazione tra il valore futuro e il valore attuale. I due sono sostanzialmente la stessa cosa.

L’uno è l’altro a cui applichiamo il fattore di capitalizzazione o sconto appropriato.

Rendite perpetue costanti: In diverse applicazioni, specialmente nella valutazione d'impresa, si

prevede che i flussi di cassa siano perpetui.

Una serie di flussi di cassa Il PV di un flusso di cassa periodico

a intervalli regolari, per e costante CF, a un tasso di

sempre, è una rendita attualizzazione di r per periodo è

perpetua, o perpetuity.

Supponiamo di considerare un investimento che promette un flusso di cassa di €100 all'anno per

sempre, e che il tasso di interesse annuo sia il 5%. Calcoliamo la sua perpetuity e otterremo che:

PV = €100/5% = €2.000

Rendite perpetue crescenti: Un altro caso di perpetuity rilevante in finanza e in valutazione è

quella in cui i flussi di cassa sono crescenti. I flussi di cassa crescono al tasso g e CF è il flusso di

cassa atteso al termine del prossimo periodo.

Supponiamo di considerare un investimento che promette un flusso di cassa di €100 al termine del

prossimo anno, e in seguito i flussi saranno crescenti a un tasso annuo del 3%. Il tasso di

attualizzazione è del 5% all'anno. PV = €100/(5% –3%) = €5.000.

Fattore di rendita: una rendita finanziaria è una successione di importi, chiamate rate, da

riscuotere (o da pagare) in epoche differenti, chiamate scadenze, ad intervalli di tempo determinati.

Il fattore di rendita è individuato da 3 argomenti: e n

,

Rata da riscuotere o da pagare alla scadenza

Scadenza, momento all’interno del k-esimo intervallo in cui è riscossa o pagata la rata

n Numero totale di rate

PV di una rendita unitaria per T periodi

Ammortamento di un prestito: La formula della rendita è molto utile nell'ammortamento di un

mutuo a rata costante. Consideriamo un mutuo di €100.000 da rimborsare in in4 rate annuali (alla

fine di ogni anno) a un tasso di interesse del 6% all'anno.

1) calcoliamo l'ammontare della rata costante: €100.000 = CF * A(4; 6%).

2) dato che il fattore di rendita è pari a 3,46511, la rata annua costante ammonta a:

CF = €100.000/3,46511 = €28.859,15.

3) Possiamo calcolare l'importo degli interessi e il rimborso del capitale associato a ciascun

pagamento del prestito utilizzando un piano di ammortamento. Interessi diventano sempre

meno mano a mano che le

rate vengono pagate

Rappresentazione

grafica risultati ottenuti

Tassi di interesse e rendimenti: Un problema comune è il confronto di finanziamenti o

investimenti i cui tassi di interesse sono definiti secondo una diversa frequenza temporale.

Esempio: L'investimento A paga un interesse annuo del 10% semestrale, mentre l'investimento B

paga un interesse annuo del 10% trimestrale. Il tasso annuo effettivo è il "vero" rendimento in un dato

periodo di tempo perché tiene conto della capitalizzazione degli interessi.

Investire €100 in A genera alla fine dell'anno: Investire €100 in B genera alla fine dell'anno:

€100 * (1 + 5%) ^ 2= €110,25. €100 * (1 + 2,5%) ^ 4= € 110,38

L'investimento B offre il rendimento annuale effettivo più elevato (10,38% vs. 10,25%), a parità di

rendimento annuo nominale (10% per entrambi gli investimenti). Se il rendimento nominale r nominale

è composto k volte l'anno (k = 2 per la capitalizzazione semestrale, k = 4 per la capitalizzazione

trimestrale, ecc.), la formula di conversione per il rendimento annuo effettivo (r ) è:

effettivo

k tasso effettivo

1 10%

2 10,25%

3 10,34%

4 10,38%

6 10,43%

Il rendimento effettivo è influenzato dalla frequenza di 12 10,47%

composizione. Nel caso di capitalizzazione continua, il 365 10,52%

tasso effettivo diventa: Reffettivo= e ^ (Rnominale –1). La 8760 10,52%

capitalizzazione giornaliera è una buona approssimazione

di quella continua. inf 10,52%

ANALISI FINANZIARIA (3)

Quozienti finanziari: devono essere costruiti al fine di misurare se un’impresa è in grado di

raggiungere l’obbiettivo della creazione di valore per gli azionisti. La capacità di creare valore per gli

azionisti dipende da buone decisioni di investiment

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/09 Finanza aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher MicheleDiCarlantonio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Finanza aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Sandri Sandro.
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