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misurazione soprattutto dei caratteri, la geometria del volto. Egli, attraverso la misurazione del

cranio, alcune ossa, disegna e progetta la scheda che viene utilizzata in ambito giudiziario. Viene

poi abbandonato come strumento in seguito ad un caso di schedatura di un prigioniero (con il no-

me simile ad un altro e misure fisiche e foto identiche) e sostituito dall’impronta digitale. Con

l’antropologo Galton, cugino di Darwin, abbiamo il termine eugenismo, cioè un’ideologia che pro-

pone la migliore condizione di sviluppo progresso e selezione delle qualità umane. L’eugenetica dà

l’avvio per la legittimazione e tutta un’altra serie di cose come l’eugenismo di razza o pratiche

coercitive per limitare la riproduzione di soggetti indesiderabili, ecc. Alcuni studiosi in Italia so-

stengono che l’unico modo per migliorare le qualità umane, e quindi la razza, è aumentare le pro-

babilità delle cosiddette nascite buone, cercando di contrastare la nascita di qualsiasi forma di in-

giustizia sociale. Tuttavia, Mussolini, che aveva l’intento di portare l’Italia a costruire

un’eugenetica tutta sua, avvia una battaglia per il potenziamento demografico vietando il matri-

monio tardivo, punendo le pratiche contraccettive e l’interruzione di gravidanza. L’eugenetica fu

anche uno degli elementi importanti dell’ideologia nazista con la quale si sviluppa l’idea di una raz-

za superiore. Vengono, di conseguenza, annientati deboli, disabili, emarginati, ecc. (Discipline co-

me organologia, fisiognomica, eugenetica, ecc. sono tutte affini alla biometria, riguardano rappor-

to, misurazione degli elementi delle caratteristiche della vita di una persona o del suo corpo. La fi-

siognomica è lo studio dei caratteri, la fisionomia, utilizzata anche dagli apparati giudiziari per

schedare e individuare determinate caratteristiche di criminali, assassini, psicopatici, ecc. Per

esempio chi ha lo zigomo pronunciato, la fronte larga è più soggetto a livello comportamentale ad

attivarsi determinati ambiti devianti ecc.)

Quando la biopolitica analizza il comportamento politico e studia le origini delle aggregazioni poli-

tiche, fa riferimento alla biologia evoluzionista, all’etologia e alla sociobiologia. Quest’ultima è una

branca che si sviluppa nella seconda metà del 900, dopo la seconda guerra mondiale. E’ influenza-

ta dall’evoluzionismo darwiniano ed è lo studio sistematico delle basi biologiche di tutte le forme

del comportamento sociale in tutti gli organismi. Se un individuo si comporta in una certa maniera

è ovviamente dovuto a particolari forme di adattamento biologico che hanno portato a quel de-

terminato comportamento. La sociobiologia studia anche perché una caratteristica fisica compare

o no come carattere. Es.: I denti del giudizio servivano anticamente per la masticazione della carne

cruda, cartilagine, ecc. ora man mano stanno scomparendo o vengono estratti, si tratta di un adat-

tamento biologico in base al contesto sociale, culturale del tempo. Ad un certo punto si assiste ad

una critica antropologica alla sociobiologia basata sul fatto che è possibile analizzare l’agire uma-

no, in quanto atto, istituzione o convinzione, all’interno di un processo evolutivo biologico; ma nel-

lo stesso tempo, la biologia non è sufficiente per parlare dell’uomo come essere culturale.

identità

In biopolitica, il concetto di è associato a quello di persona e comprende non solo

l’individualità ma anche la soggettività giuridica. L’identità personale è un insieme di caratteristi-

che fisica e psichiche che rendono una persona unica e diversa da ogni altra. L’identità biometrica

comprende caratteristiche biometriche anatomiche o fisiologiche, basate su misurazioni effettuate

su caratteristiche fisiche di ogni essere vivente e caratteristiche comportamentali. La caratteristica

biometrica anatomica più conosciuta è l’impronta digitale ma ne esistono anche altre che si distin-

guono in base al livello di affidabilità. L’unica impronta ineccepibile è il DNA, poi retina, iride, geo-

metria della mano e tratti somatici del volto. Il trattamento del DNA è illegale in tutti gli stati, per-

ché trattare il DNA significa trattare l’elemento costitutivo dell’essere umano. Le altre, invece,

vengono utilizzate per svariati motivi legati alla sicurezza sul lavoro, accessi in un determinato ter-

ritorio, ecc. Le impronte biometriche sono impronte che ci appartengono, sono uniche. In Europa

per il passaporto viene richiesta solo l’impronta digitale. (stanno scritte nell’ultimo capitolo). Ec-

cetto il DNA, gli altri elementi non sono affidabili al 100%. Per essere più affidabili, affianco al de-

posito di una impronta biometrica tipo impronta digitale, alla persona ne viene richiesta un’altra.

O ancora, le tecnologie attuali permettono di verificare se un’impronta biometrica digitale corri-

sponde ad una persona viva o meno, attraverso la lettura di impulsi elettrici. Le impronte restano

invariate per tutta la vita, eccetto casi in cui subentrano incidenti che causano l’alterazione dei dati

registrati (bruciature, amputazioni, ecc.). I caratteri biometrici comportamentali comprendono il

andatura, postura, la voce, la firma, ecc. Quest’ultima non è facile da falsificare su un dispositivo

che, per esempio, analizza picchi, intensità e inclinazione ma soprattutto da dove parti, è un com-

portamento biometrico che corrisponde solo ad un singolo individuo. Queste caratteristiche sono

meno invasive perché guardano il comportamento della persona e non la sua fisiologia. Esistono

dei software sofisticati che non invadono la privacy in grado di rilevare il comportamento biome-

trico ed eventualmente segnalare un allarme.

Etica e metodo biometrico è tutto incentrato tra il rapporto degli elementi di natura dialettica e di

natura catalettica. Nel metodo biometrico, nel momento in cui ci si limita a fare semplici indagini

statistiche abbiamo a che fare con un rapporto di natura catalettica, soggetti fermi, non c’è alcun

accoppiamento strutturale con nessun sistema di riferimento perché non c’è comunicazione.

Quando invece l’osservazione si pone tra persone, il rapporto è di natura dialettica, poiché una

persona può acquisire un’informazione in maniera del tutto soggettiva.

tecnoscienza

Il primo ad utilizzare il termine è il filosofo belga Gilbert Hottois, poiché si assiste ad

una profonda mutazione dei rapporti tra scienza e tecnica. Egli sostiene che la scienza non possa

essere ridotta solo agli scienziati e la tecnologia ai tecnologi, ma entrambe fanno parte di un com-

plesso sistema integrato dell’agire sociale. Per Latour si deve solo parlare di tecnoscienza perché la

scienza, come attività della conoscenza, non esiste più. In età classica scienza e tecnica sono sem-

pre apparse separate, a partire dalla rivoluzione scientifica tutto cambia e si assiste alla loro fusio-

ne (Scienza esatta diventa scienza applicata?).

Il rischio è una questione che pienamente nell’analisi biopolitica degli aspetti che riguardano la si-

curezza pubblica. Vengono utilizzate tecniche biometriche per poter garantire sicurezza ma quan-

do si parla di sicurezza si parla anche di rischio. La sicurezza è una dislocazione del rischio. Ogni

volta che si utilizzano metodiche biometriche, si osserva qualcosa e si cerca di misurarlo, anche se

l’iniziativa parte in maniera virtuosa, ecc. prima o poi assume una connotazione distopica e questo

è avvenuto anche nell’era digitale, era in cui tanto i soggetti privati quanto le istituzioni possono

acquisire informazioni e dati sui singoli o gruppi di individui per finalità differenti da quelle per cui i

dati biometrici sono stati inizialmente raccolti. Nicklas Luhmann, con la teoria dei sistemi sociali, si

chiede quali siano le istituzioni in grado di risolvere il problema del rischio che non può essere os-

servato secondo semplici calcoli statistici. Egli afferma non ci sia distinzione tra rischio e sicurezza

perché tutte le misure per la sicurezza sono un rischio e non è possibile determinare quanto sia si-

cura la sicurezza. Al contrario, c’è una distinzione tra rischio e pericolo, quest’ultimo inteso come

la probabilità di un danno futuro che se si verifica, non può essere evitato. Il tempo è rischio e il ri-

schio è tempo cioè ogni cosa che implica tempo è rischiosa. Nell’attraversare una strada, quanto

più distante è il lato A dal lato B maggiori sono i rischi, perché maggiore è il tempo di percorrenza.

Altra parte del rischio è il concetto di knowledge, cioè quando un individuo riesce ad avere contez-

za di quel percorso, dei temi e delle cose, nel suo attraversamento ci sarà un momento in cui acce-

lererà il passo, si fermerà, continuerà lentamente, ecc. Non perché abbia eliminato il rischio ma

perché conosce tutta una serie di dinamiche che riguardano quel percorso di attraversamento. La

fine del secolo scorso segna l’inizio di un processo di internazionalizzazione del crimine organizzato

e del terrorismo. Le forme organizzate di terrorismo si sviluppano nel corso dell’800 attraverso la

formula dell’attentato, iniziando dai moti rivoluzionari russi fino ad arrivare agli attentati della se-

conda metà del 900 in Francia, Italia, Spagna e Stati Uniti.

Inizialmente si pensava che la biometria comportamentale potesse essere un elemento fortissimo

per la lotta alla criminalità e il contrasto ad altre forme, cybercriminalità, ecc. Il problema è che

l’evoluzione del terrorismo impone automaticamente il ripensamento dei dispositivi di sicurezza.

Dopo gli attacchi terroristici del 2001, per esempio, in Europa, viene creato il Sistema Informativo

Schengen, con lo scopo di introdurre strumenti di controllo immediato alle frontiere, dogane e al-

tri luoghi. O alcuni anni dopo, viene introdotto un nuovo strumento, il Passenger Name Record, un

sistema in grado di raccogliere dati e informazioni di tutti i cittadini e residenti che viaggiano in ae-

reo all’interno dell’Unione Europea per poter eventualmente rilevare modelli di comportamento

sospetti. Questo sistema però, è stato approvato dal Parlamento europeo solo a condizione che

venissero rispettato le norme e i principi sulla privacy. Il rischio ovviamente è che una simile rete di

dati, per quanto segreta, possa essere rubata o addirittura venduta per esempio a grandi aziende,

multinazionali per fini commerciali.

Hardpower softpower

e sono 2 formule comunicative che si traducono in atteggiamenti politici

concreti, per esempio la campagna di Obama è stata orientata sul soft power, quella di Trump

sull’hard power. Il termine soft power è stato utilizzato per la prima volta dal politologo statuni-

tense Joseph Nye per descrivere l’abilità di un potere politico di persuadere, convincere, attrarre

l’altra parte tramite risorse intangibili quali cultura, valori e istituzioni della politica. Hard power,

invece, corrisponde alla pratica opposta. La nascita e lo sviluppo del soft power è spesso fatto cor-

rispondere con la nascita della globalizzazione. Lo Stato ha ovviamente il compito si assicurare

l’applicazione di norme giuridiche per garantire la sicurezza e l’ordine anche mediante l’uso legit-

timo della forza e quindi l’hard power. Una politica che sia efficace nella lotta contro il terrorismo

e che garantisca nello stesso tempo la legalità, deve necessariamente articolarsi su più livelli e

combinare diverse strategie. La principale strategia del softpower, per esempio, consiste

nell’eliminazione dei possibili incentivi che creano vantaggio al terrorismo. In altre parole con il

soft power troviamo la condivisione, ci si lega ad altri paesi attraverso rapporti commerciali, mate-

rie, ecc. per poter contare su un largo appoggio all’interno della comunità internazionale.

di internet

Con l’avvento ci sono una serie di vantaggi: si comunica velocemente, trasferimento

veloce di dati, si sono abbattuti i costi, ecc. L’economia di mercato attuale, internet e il livello di

globalizzazione raggiunto, hanno fatto si che tecniche, tecnologie, modalità, dispositivi, ecc. fosse-

ro fruibili e disponibili immediatamente da tutte le fasce di popolazione del mondo. Così facendo

però, anche le organizzazioni criminali e terroristiche sono state agevolate. La comunicazione e la

mole di informazioni e dati, se non gestita bene, può avere effetti negativi. Nel caso del jihad, la

potente disponibilità di dati e informazioni in rete agevola la condivisione di documenti ideologici

e di propaganda a sostegno del jihad, facilita il reclutamento, l’organizzazione di attentati, sempli-

fica le metodiche per la costruzione di dispositivi e ordigni, contribuisce alla spettacolarizzazione di

atti terroristici, ecc. Può, in breve, contribuire allo sviluppo del cyberterrorismo. Le tecnologie

hanno natura ambivalente, secondo quanto detto da Kranzberg non sono né buone, né cattive e

né neutrali, sono come un Giano bifronte, dipende dal loro utilizzo, sono solo strumenti, cose.

Habeas corpus è un concetto che riguarda il corpo fisico di una persona. Si sviluppa con la Magna

Charta Libertatum, con la quale nasce la protezione della persona nel suo essere corpo. Prima del-

la Magna la persona poteva facilmente essere messa al rogo, torturata, ecc. Successivamente que-

sto concetto si sviluppa non riferendosi più solo al corpo ma anche a tutto ciò che gli appartiene

all’interno (sangue, fluidi, ecc.) e all’ esterno. Questo perché tutto ciò che il nostro corpo produce

contiene informazioni sulla nostra fisiologia, quindi fa parte del nostro habeas corpus. Nel tempo,

affianco al corpo e agli elementi che appartengono ad esso, si sviluppano ulteriori concetti: le

emozioni, le idee, lo spirito, carattere, espressioni. ecc. Difatti nella Costituzione è presente un ar-

ticolo in cui si parla di tutela fisica e psicofisica. Anche se caratteristiche quali emozioni, carattere,

ecc. non si vedono fisicamente, si possono comprendere attraverso strumenti comunicativi. Quin-

di attraverso la comunicazione possiamo conoscere l’altra forma dell’autodeterminazione. Per

esempio se viene rubata una borsa contenuta nel portabagagli della propria auto con tutti glie ef-

fetti personali dentro, il primo capo d’accusa è violazione della privacy legata a violazione del do-

micilio, ecc. Ovviamente più ci si allontana dal corpo minore è la pena. Con l’avvento di internet

data.

accade qualcosa di inedito, nasce la forma dell’habeas Se tutte le cose prima erano determi-

nabili in un contesto identificabile in termini spazio-temporali, con l’avvento di internet tutto ciò

che riguarda il corpo, le manifestazioni di pensiero, ecc. avviene in rete. Vengono meno le due co-

stanti spazio e tempo, posso comunicare con qualcuno e fare contemporaneamente qualcos’altro

o trovarmi in un posto e comunicare con chi si trova dall’altra parte del pianeta. In rete diritto alla

privacy e all’informazione spesso si confondono. In definitiva, con l’avvento di internet, l’habeas

data, diviene la forma di autodeterminazione della stessa persona però in digitale. Tutto ciò che

riguarda il nostro corpo descritto e analizzato in termini di 0-1, codice binario. Se noi ci iscrivessi-

mo su un social è come se fossimo presenti con il corpo. Nel social ci si offende, ci si attacca, pro-

prio come nella vita reale. Dunque, questa forma di autodeterminazione va garantita e tutelata.

diritto alla privacy,

Il diritto immediatamente collegato ad habeas data è il rispetto della forma

privata dell’interiorità spirituale, morale, religiosa, politica, ecc. ovvero dati sensibili ma anche in-

teriorità corporale come dati sanitari, genetici e biologici, tutti dati ultrasensibili. Altro diritto mol-

diritto

to importante, che nasce e si sviluppa in maniera prepotente, biometrica, pericolosa è il

all’oblio (dimenticanza). Un caso è la morte di una giovane donna, 30 anni, filmata durante un

rapporto sessuale tra lei e l’ex ragazzo. Questo video è diventato virale. Hanno iniziato già da qual-

che anno a normare, regolamentare la posizione della persona che si trova ad evocare il diritto

all’oblio. Questa ragazza, la donna l’aveva fatto. Il legislatore deve fare in modo che quel video

venga rimosso e in Europa per farlo ci si serve delle autorità garanti, cioè autorità che svolgono un

ruolo in settori delicati nei quali il legislatore non può svolgere la sua ordinaria funzione perché la

situazione giuridica va al di fuori della sfera. Inoltre, se il video viene rimosso e qualcuno l’ha salva-

to e lo usa è imputabile perché lo usa illegittimamente. Questo provvedimento non è avvenuto

subito perché Facebook, Instagram, Twitter, hanno sede legale altrove ed hanno quindi normative

differenti, per farli adeguare c’è voluto del tempo. Il diritto all’oblio è una cosa che si deve manife-

stare subito perché se viene garantito dopo più di un mese non è più diritto all’oblio.

dati personali, dati sensibili dati ipersensibili.

Nella privacy esistono forme differenti: e Ogni for-

ma di dato di informazione ha trattamento differente. Esiste la direttiva madre europea del 1995,

un documento vincolante per gli stati membri in cui sono contenuti dei principi sulla privacy che i

professionisti della comunicazione, tutta l’Europa deve comunque considerare: il primo dice che

ogni dato trattato, che sia esso personale, sensibile ipersensibile genetico ecc. dev’essere lecito;

dice che il trattamento dev’essere finalizzato; il terzo, il più importante, è quello della proporziona-

lità. In sostanza, l’informazione richiesta dev’essere lecita per uno specifico motivo e dev’essere in

proporzione a ciò che si fa. Per esempio: per prendere presenze in aula mi basta la firma, è lecito,

finalizzato e proporzionale.


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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Filosofia Politica, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Preite: Politica e Biometria, Gianpasquale Preite. Gli argomenti trattati sono i seguenti: parte introduttiva lezioni (MOLTO IMPORTANTE), cenni su: antropologia, biopolitica, diritto alla privacy, diritto all'oblio, habeas corpus, habeas data, eGovernment, policy/polity, governance/government, ecc.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione
SSD:
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Saxbrina97 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Salento - Unisalento o del prof Preite Gianpasquale.

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