Da cosa è segnato il pensiero di Foucault?
L’adolescenza di Foucault è profondamente segnata dell’esperienza della guerra che
determinò in lui un forte senso di angoscia e che lo indirizzò alla vita intellettuale. Vive
una difficile situazione psicologica che lo porterà due volte a tentare il suicidio.
Nel 1948 e nel 1950 si laurea rispettivamente in filosofia (studiando con Merleau-
Ponty) e psicologia. In questo primo periodo vive sotto l’influenza di due poli:
uno segnato dall’influenza della psichiatria fenomenologica di Binswanger e l’altro
dal marxismo ortodosso che in accordo col Partito Comunista Francese (PCF) al
quale aderisce per qualche anno.
Una visione d’insieme del suo pensiero?
metafisica implicita,
Il discorso foucaultiano è segnato da una nascosta nelle pagine
empirica
delle sue opere, tuttavia egli ha sempre un’attenzione che si rileva in un
pensiero dell’esperienza (ovvia l’influenza kantiana). Foucault non parla mai
effetto
direttamente di filosofia ma la trama filosofica emerge come un della sua
riflessione di carattere storico.
→ L’interesse principale è l’attualità storica e politica che contrasterà fortemente con
il suo pensiero: rifiuta la società borghese-capitalistica ma anche quella marxista
promuovendo l’interiorità e la cura di sé.
Egli si discosta dall’altro grande intellettuale dell’epoca, Sartre, il cui pensiero avevo
uno stampo più universale mentre Foucault ha vari interessi specialistici.
L’importanza del sogno? Sogno ed Esistenza
Foucault scriverà l’introduzione al saggio di Binswanger dalla
quale emerge il suo pensiero riguardo al sogno. Il sogno ricopre un ruolo cruciale nel
campo dell’esegesi attorno al problema del significato dell’esistenza. Attraverso il
altra
sogno l’uomo può accedere ad una dimensione che lo trascende e grazie alla
quale è possibile rintracciare i significati più puri sospendendo il linguaggio ordinario.
Il sogno è un fenomeno tra conscio e inconscio che restituisce un mondo di purezza, la
logica tragica).
verità fondamentale che non è ma
Tematiche che Foucault eredità dalla corrente fenomenologica (disciplina
trascendentale fondata da Husserl che valorizza l’intuizione e dunque il fenomeno dal
quale muove una riflessione epistemologica per giungere, per astrazione, all’essenza
delle cose) e surrealista (che rimeditava quella romantica incentrando la riflessione
sul sogno e l’inconscio).
L’influenza di Char, Blanchot e Bataille?
Char fu un poeta amico e seguace di Breton teorico del surrealismo e del quale
Foucault fu profondo ammiratore, ma le due figure centrali nella formazione del
pensiero di Foucault furono i due maggiori esponenti del filone antisovietico e non
comunista (antisartriano) dell’intellettualità francese: Blanchot e Bataille.
A Blanchot attribuisce il merito di avergli fatto conoscere Heidegger e Bataille, a
quest’ultimo il merito di avergli fatto conoscere Nietzsche.
In Francia avvenne una sintesi coerente tra Heidegger e Nietzsche nonostante la
lontananza riguardo all’ontologia: N. è distruttore dell’ontologia, Heidegger un
pensatore dell’essere → entrambi saranno parti attive nel pensiero di Foucault.
Blanchot e l’idea di una rivoluzione interiore?
Riflessioni sul surrealismo
Dal di Blanchot emerge l’impossibilità della rivoluzione
comunista di rispondere al problema della totalità dell’esistenza → la rivoluzione
marxista non è che una premessa a quella vera rivoluzione interiore che permette
all’uomo di affrontare integralmente il senso della propria esistenza: non nei beni
materiali o nel lavoro l’uomo raggiunge la propria ed autentica libertà.
In altri saggi Blanchot affronta l’idea di totalità come rapporto fra uomo, mondo e
comunità e di rivoluzione totale attraverso la poesia (rifacendosi all’esperienza
surrealista).
→ la letteratura ha il potere di trasformare sé stessi.
Il pensiero di Bataille contro il comunismo? La parte maledetta
Riprendendo gli scritti di Blanchot, Bataille pubblica in cui, dando
voce al filone anticomunista, descrive l’impossibilità che l’Unione Sovietica possa
essere luogo di realizzazione di un’esistenza autentica e totale infatti non era
conciliabile l’esigenza di una vita non pianificata attraverso l’esigenza del lavoro con
le restrizioni e le costrizioni che il lavoro stesso impone.
Emerge ancora una volta l’impossibilità di una rivoluzione attraverso il cambiamento
dei rapporti di produzione (politico) → il vero cambiamento deve essere quello
interiore.
Il progetto di Foucault?
Collocandosi nel filone Blanchot-Bataille egli vuole impostare un progetto di
liberazione e di realizzazione dell’esistenza umana attraverso la letteratura: un
rinnovamento possa inverare l’esistenza umana autentica.
Perché un interesse per la follia?
Foucault vive un’esistenza infelice (lo testimoniano i tentati suicidi) e vive anche una
situazione politica difficile: la Guerra Fredda minaccia una Terza Guerra Mondiale e va
distruggendo stabilità politiche ed intellettuali, inoltre la Repubblica francese vive una
crisi in seguito alle sconfitte conseguite nelle guerre coloniali algerina e indocinese.
Nasce così l’esigenza di “dar voce” a temi filosofici meno canonici e a coloro che i
protagonisti della società borghese hanno sempre emarginato. Dai vari movimenti,
specialmente il surrealismo, Foucault eredita l’idea di rivolta interiore , della
trasformazione di sé in quanto il soggetto vive un’ alienazione , ed è tale
alienazione che si condensa nella figura del folle.
folle?
Perché il
Non è nel proletario che si può compiere la rivoluzione ma nel folle: la follia è una
categoria con cui leggere e scandire la società borghese per giungere alla pienezza di
un’esistenza libera. È necessaria una critica alla scienza psichiatrica che ha ridotto al
silenzio la follia ma è necessario ri-trovare un linguaggio che possa darle voce.
Non può essere la politica a compiere la liberazione dell’uomo ma i modelli che l’arte
e la letteratura forniscono → il folle è proprio colui che si oppone radicalmente alla
società costituita → è il romanticismo a vedere nel folle e l’alienato la propensione al
genio artistico e che nella poesia e la filosofia trova gli strumenti espressivi per
rovesciare i valori della civiltà borghese.
tragico follia?
Il concetto di
Il concetto di follia non è solo psichiatrico (follia/normalità) ma specialmente
filosofico: apollineo e dionisiaco vengono trasposti in ragione/sragione. Ed è
tragica
proprio dalla lacerazione di questo connubio che nasce la storia del mondo
La nascita della tragedia)
occidentale (Foucault riprende → il progresso richiede una
separazione tra il logos razionale e il dionisiaco, ma così facendo si va a perdere il
senso autentico dell’essere e del mondo che risiede nella totalità infinita (dionisiaca).
Attraverso l’instaurazione di limiti (lecito/illecito, bene/male, ecc.) si sono via, via
repressi i valori vitali più autentici della totalità dionisiaca ed il segno di questa
scissione a favore del logos è proprio il linguaggio.
In che momento avvenne la cesura?
Foucault fa coincidere la cesura con l’avvento della società borghese, in particolare
classicismo
con il francese del secolo di Luigi XIV (Re sole, 1600-1700); Nietzsche
invece vedeva l’autore di ciò in Socrate.
un’archeologia del silenzio?
Perché
Se il linguaggio è espressione del logos come è possibile parlare di quella follia che vi
vuoto
è antecedente? Come fare una storia di ciò che non è storico? Solo il di ogni
parola può rendere la totalità di questa follia, di questo dionisiaco ed è solo la poesia,
che sfuggendo da un linguaggio razionale, può accedere a questa dimensione folle.
assenza d’opera?
La follia come
Prefazione basi metafisiche
Nella (che poi eliminerà perché palesava troppo le del suo
assenza d’opera:
discorso) Foucault si rifà a Blanchot e all’idea di nell’opera letteraria
oltre
vi è una dimensione la sfera della volontà e della coscienza rispetto all’autore
semi-cosciente).
(l’opera è il risultato di un’attività L’opera letteraria si compie proprio
dell’incompiutezza: non lavorato →
nel silenzio nel per questo la follia è assenza
utile compiuto
d’opera proprio perché polo opposto al logos del lavoro e , è quel caos,
quella totalità dionisiaca, che il lavoro e il logos hanno storicamente represso ma che
precede la storia stessa → la critica al lavoro è ovviamente sintomo di un sentimento
di insoddisfazione nei confronti del capitalismo.
Storia della follia?
Come è strutturata
Stultifera Navis
Il primo capito descrive il trattamento che la follia riceve alla fine
dell’epoca medievale e nel Rinascimento ponendo attenzione al fatto che mentre sul
tragico dionisiaco,
piano artistico figurativo la follia mantiene il suo significato e in
campo letterario-filosofico la follia viene soggiogata dalla ragione e dalla morale
Elogio alla follia).
cristiana (come nel caso di Erasmo nel suo
La seconda parte dell’opera descrive la follia nell’età del classicismo francese.
dell’internamento ospedale
La terza parte narra del passaggio al moderno psichiatrico
e l’autore chiarisce che nell’Hospital General non vi è alcuno scopo terapeutico e non
va da considerarsi un antenato del moderno manicomio. → non vi si rinchiudono
persone a scopo medico bensì per preservare l’ordine sociale infatti sono rinchiusi
anche delinquenti e prostitute → la follia è una categoria ampia che solo con
l’ospedale psichiatrico viene ristretta alla sola malattia mentale.
Lo scopo dell’opera? Il cerchio antropologico,
Solamente con l’ultimo capitolo, viene esposto il programma
antipsichiatrico, la volontà di ribaltamento della società borghese, l’appello alla
chiusura dei manicomi e l’idea di rivoluzione. Ciò avviene svelando il momento della
separazione tra follia e non follia → è da questa divisione, la cui figura cardine è
Cartesio, che si è sviluppato il linguaggio della ragione condizionando l’intero
Occidente. → se tale divisione venne data per scontata ora è necessario indagarla: il
dualismo ragione/sragione è una categoria con cui leggere la storia e l’attualità →
occorre un’archeologia del silenzio della follia che è stata storicamente mutata e le
va ridata voce.
Quale idea di storia ha Foucault?
Rifacendosi alla scuola storica degli Annales è convinto che esista per ogni epoca una
mentalità collettiva che faccia sì che la percezione degli eventi sia percepita in
modo omogeneo dalla società. Ogni società va infatti percepita come un tutto
strutturalismo).
organico di strutture, sovrastrutture ed ideologie (una sorta di L’idea
attori
di una storia di protagonisti incoscienti in cui i veri sono le strutture materiali e
mentali poste al di là del controllo dell’individuo
Ogni valore esistendo ne vela qualcun altro, lo riduce al silenzio → l’archeologia deve
negato non senso
svelare questo attraverso una dialettica tra apollineo e dionisiaco. Il
risollevato
di fondo deve essere ma non può essere direttamente conosciuto se ne
storia
può solo dare una dei movimenti → la storia non può essere continua e
esplosioni discontinuità
totalmente razione ma fatta di e a cui è impossibile dare un
senso.
Come declina questa visione nel caso della follia?
Il grande internamento
Nel capitolo il passaggio dal Rinascimento all’Età Classica non
è qualcosa di conscio ma un cambiamento semi-cosciente da cui nasce un nuovo
sentire
modo di la follia: la svalorizzazione etica della miseria e del non lavoro (quindi
dei folli) in seguito alla Riforma protestante non è altro che l’altra faccia del nascente
capitalismo.
La follia va analizzata nei gesti e nelle istituzioni (prima che nel pensiero): per
esempio nella società pre-capitalista (ante-riforma) la povertà era un valore e non un
peccato in contrasto con un’etica del lavoro protestante → Foucault mette in luce
come la follia sia impossibilità di lavorare e pertanto incompatibilità con la società.
Lo stato assoluto di Luigi XIV è la formalizzazione del razionalismo iniziato da Cartesio
ed esteso al potere politico: in questo periodo la sragione, la follia è vista come una
combattuta
parte di sé che va e ciò è diverso dalla visione moderna in cui il medico
nega la follia al punto da volerla curare.
Importante notare come per Foucault non siano ideali illuministici a mutare l’idea di
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