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Il romanticismo e il suo contesto storico

Il Romanticismo è un movimento filosofico, letterario e artistico che nasce alla fine del ‘700 in Germania e che trova la propria massima fioritura nell’800 in Europa. Esso si colloca nel secolo della borghesia e dei cambiamenti economici, politici, culturali e sociali; nella crisi e nella delusione prodotta dalla sconfitta di Napoleone; nella Restaurazione; nella seconda rivoluzione industriale inglese e nell’urbanesimo. La patria di questo movimento è la Germania.

Ci sono due interpretazioni della definizione di Romanticismo: la prima, che privilegia esclusivamente l’aspetto letterario ed artistico lasciando da parte quello filosofico, lo definisce come “esaltazione del sentimento” che si concretizza nei rappresentanti del circolo di Jena e in tutti i letterati anticlassicistici; la seconda lo definisce come una situazione mentale generale che si riflette sull’arte, la filosofia e la letteratura e come un fenomeno culturale basato su idee che sorgono in relazione a situazioni socio-politiche.

Ma dare una vera e propria definizione esauriente e delineare le caratteristiche della visione del mondo (Weltanschauung) di questo movimento è difficile, poiché il Romanticismo è un orientamento culturale molto complesso. Esso non è un fenomeno unilineare e automatico: al contrario, è formato da ambivalenze e contraddizioni, anche se tutte scaturite da atteggiamenti tipici di questo periodo, come, ad esempio, la polemica contro l’intelletto illuministico.

Inoltre, essendo il Romanticismo non solo un movimento filosofico, ma anche letterario e artistico è bene cercare le sue caratteristiche anche attraverso la letteratura e l’arte. Infatti, lo stesso Schlegel, per esempio, proclama e teorizza lo stretto collegamento tra la poesia e la filosofia romantica.

Ambivalenze

  • Esaltazione del sentimento & celebrazione idealistica e hegeliana della ragione dialettica. Entrambe, però, mirano al ritrovamento di una via per l’Assoluto.

Gli albori del romanticismo tedesco: il circolo di Jena

Il Romanticismo nasce a Jena e i suoi esponenti principali sono: F. von Schlegel (teorico della corrente), A. W. von Schlegel, K. Michaelis e F. von Hardenberg, detto Novalis.

Il primo strumento di diffusione delle idee romantiche è la rivista Athenaeum, fondata da F. von Schlegel nel 1797. La paternità ideale del Romanticismo è stata attribuita dagli Schlegel a Fichte, conosciuto dai due fratelli a Jena nel 1796.

Entra in contatto con il Romanticismo anche Hegel che, seppur polemizzi contro il primato del sentimento ed altre posizioni del circolo, risulta influenzato dal clima romantico e, infatti, ne condivide il tema dell’infinito (che però secondo lui si può cogliere solo in virtù della ragione dialettica e non con il sentimento o la fede).

Il circolo di Jena si scioglie nel 1801, alla morte di Novalis, ma le sue idee si diffondono molto velocemente, prima nelle città tedesche e poi in tutta Europa.

Caratteristiche e temi tipici

  • I Romantici non ripudiano del tutto la ragione come si può pensare: i Romantici polemizzano solo contro la ragione Illuministica, incapace di comprendere la realtà profonda dell’uomo, dell’universo e di Dio. Essi credono che la via empiristico-scientifica non sia sufficiente alla ricerca della conoscenza: per i Romantici non si può cioè ridurre l’uomo alla ragione, perché l’uomo è anche passione, istinto, intuito, ecc. e perciò cercano nuove vie di accesso alla realtà e all’infinito.
  • Viene ribaltata l’idea di Kant per cui con l’intelletto si conosce il mondo finito e per cui la ragione è da criticare se va oltre i suoi limiti nel campo della conoscenza. L’intelletto per i romantici è astratto, per astrae il particolare dalla totalità, il finito dall’infinito: esso limita la possibilità di conoscere il mondo nella sua totalità.
  • A differenza dell’intelletto di Kant, la ragione romantica può pensare l’assoluto che si può cogliere per intuito diretto o per via razionale, attraverso una ragione speculativa (come quella di Hegel), cioè una ragione che si pone dal punto di vista della realtà come totalità, che si pone cioè dal punto di vista dell’assoluto, a differenza dell’intelletto scientifico e kantiano che, invece, pensa alle cose nella loro determinateness e finitezza.
  • C’è quindi, comunque, una componente basata sulla ragione.
  • Il sentimento è visto come l’organo migliore per rapportarsi alla vita e conoscere l’essenza dell’universo, soprattutto in virtù dello Sturm und Drang (movimento letterario-politico che significa letteralmente “tempesta e impeto”) che denuncia l’impossibilità.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/06 Storia della filosofia

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