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Riassunto esame filologia italiana, prof. Zaccarello, libro consigliato: L’edizione critica del testo letterario

Riassunto per l'esame di Filologia italiana basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Zaccarello: L’edizione critica del testo letterario. Primo corso di filologia italiana.
Argomenti pricipali:
Fenomenologia dell'originale; - Fenomenologia della copia; Fasi preliminari e caratteristiche dell'indagine filologica; -La filologia del... Vedi di più

Esame di Filologia italiana docente Prof. M. Zaccarello

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ESTRATTO DOCUMENTO

Il modello della carolina influenza anche le scritture corsive: la progressiva inclina-

zione a destra segnerà l’italica, tipologia di grande e lunga fortuna.

Descrizione del manoscritto

Descrizione:

1. Segnatura, riassunta con una sigla:

a. Luogo in cui il codice è conservato

b. Biblioteca di conservazione

c. numero di collocazione

2. Supporto: supporto cartaceo (cart.) o pergamenaceo (perg.)

3. Datazione approssimativa

4. Misure: espresse in millimetri

5. Numero di carte presenti (cifre arabe) con le abbreviazioni c. e cc.

6. Tipo di legatura: se antica o moderna, il materiale di cui è fatta: pergamenza

cuoio…

Sigla Es. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 3793, c. 3r

Elementi utili per la datazione

In assenza di date esplicita nel codice si ricorre a:

• Esame paleografico

• Patina linguistica e fenomeni linguistici

• Filigrane (se ne ha)

La datazione del codice riveste la massima importanza nel collocare il manoscritto

nel suo contesto storico e culturale.

Testi poetici

La dottrina della quantità sillabica e in generale del ritmo poetico.

Prosodia:

Tradizionalmente prosodia è un termine della metrica classica, dove designa lo

studio del verso.

Il testo poetico ha regole definite, per la struttura, la prosodia e le rime.

Le forme istituzionali della poesia italiana sono riconoscibili nel verso (i più usati

sono endecasillabo e settenario) e nello schema metrico (la successione delle rime)

Sonetto

Probabilmente un’invenzione di Giacomo da Lentini. Formata da una fronte di 8 en-

decasillabi e una sirima di 6.

Sinalefe: Caratteristica tecnica versificatoria del genere comico: la tendenza a ren-

dere i testi scorrevoli con la sinalefe: unione prosodica di vocale finale e vocale ini-

ziale successiva.

Dialefe Caratteristi tecnica versificatoria comune nella lirica di tono elevato. Consi-

:

ste nella lettura prosodica separata di vocale finale e iniziale.

All’interno di parola:

Dieresi: vocali solitamente pronunciate insieme vengono separate. Es. me-ri-di-a-no

Sineresi: vocali pronunciate separatamente vengono pronunciate insieme. Spesso in

Dante. Es. par-tia

 Mediante segni diacritici l’editore deve segnalare tali anomalie.

 Le regole prosodiche e metriche possono svolgere una funzione di controllo

della lezione accettata al testo.

Metodo stemmatico

Recensio

La recensio si suddivide in una serie di operazioni successive:

individuazione dei testimoni

L'insieme dei testimoni che trasmettono l'opera in forma integrale o parziale costi-

tuisce la tradizione di un'opera. La tradizione si distingue in:

 tradizione diretta: complesso di manoscritti e stampe che trasmettono l'o-

pera in quanto tale

 tradizione indiretta: in presenza di commenti, citazioni imitazioni e tradu-

zioni…

 recensio (o censimento e valutazione): raccolta, confronto e valutazione dei te-

stimoni, che possono essere integrali o parziali, diretti o indiretti.

Una tradizione può essere rappresentata da più testimoni o da un testimone solo. Se

c'è un solo testimone il procedimento è relativamente più semplice. In presenza di

una tradizione a più testimoni, si procede con:

collatio (confronto, sulla base di un esemplare di collazione), operazione che fa

 ancora parte della 'recensio'; è il mero riconoscimento delle parole (per il quale è

importante la paleografia).

Lachmann applicava a questa fase il concetto del recensere sine interpretatione, ossia un

procedimento meccanico di confronto, mentre i suoi successori (Sebastiano Timpanaro, ad

esempio) e l'esperienza generale dimostrano come sia necessario già da questa fase com-

piere un tentativo di comprendere il testimone, giudicando le lezioni corrette, sospette o er-

ronee. Comparare significa confrontare i testimoni parola per parola.

La collazione mette a fuoco le varianti sostanziali offerte dalle testimonianze, indivi-

dua gli errori guida, che possono essere:

• LECTIONES SIGULARES : innovazioni che compaiono una sola volta

• INNOVAZIONI CONDIVISE: utili per individuare le relazioni genealogiche

Il risultato di questo confronto è la registrazione delle differenze dei vari mano-

scritti. Tale confronto può essere condotto:

per saggi (loci critici)

• per tutta l'opera (molto difficile per un'opera imponente);

È utile ricordare alcune premesse fondamentali della filologia:

la testimonianza di tutte le copie (o apografi) di un unico testimone (anti-

• grafo) conta per uno, ai fini della ricerca, fatti salvi naturalmente i casi di con-

taminazione.

la norma prudenziale recentiores non deteriores, ovvero un testimone crono-

• logicamente tardo non è necessariamente meno affidabile di uno più antico.

eliminatio codicum descriptorum (eliminazione delle copie);

Il criterio della eliminatio codicum descriptorum ("eliminazione dei codici copiati")

consente di lasciare da parte, sulla base di analisi delle caratteristiche fisiche del ma-

noscritto, i testimoni apografi verosimilmente copiati da codici antigrafi di cui dispo-

niamo; ai fini della sola constitutio textus, infatti, tenere in conto un codice copiato

da un altro posseduto risulterebbe poco utile perché questo apografo conterrebbe

certamente tutti gli errori presenti nel suo antigrafo, più altri di propria innovazione.

Eccezioni possono verificarsi quando ad esempio un codex descriptus(copiato) ri-

porta porzioni di testo perdute nell'antigrafo. In quel caso bisogna presumere che

abbia copiato da qualche altra fonte, e che cioè gli antigrafi siano più di uno. Solita-

mente in questa fase è possibile ridurre il corpus della tradizione recensita.

 determinazione delle relazioni tra i testimoni

per stabilire come si raggruppano i testimoni non bisogna fondarsi sulle lezioni che

hanno in comune (concordanze): mentre le parti uguali possono essersi mantenute

indipendentemente nei diversi rami, è improbabile che certi tipi di errori si siano

prodotti indipendentemente. Bisogna perciò basarsi sugli errori significativi, che pos-

sono essere separativi o congiuntivi.:

1) Errori congiuntivi : "La connessione fra due testimoni (B e C) contro un terzo (A)

viene dimostrata per mezzo di un errore comune ai testimoni B e C, che sia di tal na-

tura, che secondo ogni probabilità B e C non possano essere caduti in questo errore

indipendentemente l'uno dall'altro".

2) Errori separativi "La indipendenza di un testimonio (B) da un altro (A) viene dimo-

strata per mezzo di un errore di A contro B, che sia di tal natura, che, per quanto ci è

dato sapere riguardo allo stato della critica congetturale nel tempo intercorso fra A

e B, non può essere stato eliminato per congettura in questo spazio di tempo".

Stemma codicum stemma codicum (

Tale operazione conduce alla compilazione di uno albero ge-

nealogico della tradizione manoscritta) in cui si individuano:

un archetipo, cioè il capostipite dell'intera tradizione posseduta, solitamente

• indicato con la lettera Ω, la cui esistenza è dimostrata dalla presenza di al-

meno un errore congiuntivo comune a tutta la tradizione;

uno o più codices interpositi, cioè testimoni interposti tra l'archetipo e i ma-

• noscritti posseduti, solitamente indicati con lettere dell'alfabeto greco;

uno o più codici posseduti, solitamente indicati con lettere dell'alfabeto la-

• tino.

Si giunge così alla individuazione di più rami (o famiglie o classi) della tradizione: lad-

dove una lezione sarà attestata nella maggioranza dei rami (e NON nella maggio-

ranza dei codici posseduti), questa, secondo il metodo meccanico lachmanniano,

sarà verosimilmente la lezione corretta.

Emendatio

Fase della recensio, in cui si apportano correzioni e si scelgono le varianti.

DUBBI SUL METODO STEMMATICO

• CODEX INTERPOSITUS postulazione di un passo

• RELAZIONI GENEALOGICHE SONO TROPPO UNIVOCHE E LINEARI semplificano

la storia di un testo

Pubblicazione

PRIMA DIFFUSIONE STAMPA

Nell’era del manoscritto, le pratiche di diffusione dei tsti permettevano allautore di

partecipare attivamente non solo all’invenzione e elaborazione della sua opera, ma

anche alla realizzazione degli esemplari che avrebbero dovuto farla conoscere

all’estero. Quindi l’autore aveva sotto controllo diretto l’allestimento delle copie.

Scribal publication anche con l’arrivo del mezzo tipografico, non sarà diffi-

cile trovare autori che preferivano pubblicare prima il testo in un circuito ri-

stretto di pubblicazione manoscritta, per controllarne la qualità e aggiungere

un pubblico qualificato.

DOPO INTRODUZIONE STAMPA

Dopo l’introduzione della stampa a caratteri mobili in occidente nel 1455 da parte di

Gutemberg (già presente in Cina dal 1000 ca.):

• Aumento esponenziale di libri

• Soprattutto cambia il rapporto fra autore, opera e manufatti che la diffon-

dono:

o Diffusione del testo con maggior efficacia

o L a priorità diventa il commercio, che ne determina modi e tempi della

pubblicazione

I difetti della stampa erano le maestranze poco alfabetizzate, in mano alle quali il

testo poteva essere diffuso in un assetto poco fedele alla formulazione originaria.

Quando l’invenzione del libro a stampa giunge in Italia è in mano a tipografi di area

germanica, umili artigiani che non conoscevano l’italiano.

Fasi del lavoro tipografico

Fasi che maggiormente influenzano la resa tipografica.

1. Il manoscritto veniva segnato in corrispondenza delle sezioni di testo che co-

stituivano le forme di stampa.

2. Composizione. Il testo veniva passato al compositore, che prelevava i singoli

caratteri di piombo e li allineava su uno strumento detto compositoio, da cui

le righe venivano riversate nella forma di stampa. Poi la forma veniva im-

pressa al torchio. Il progresso del lavoro quindi dipendeva dalla velocità

dell’artigiano nel pescare i caratteri.

3. Inchiostrazione. La forma di stampa veniva inchiostrata sbattendovi sopra dei

mazzi (potevano togliersi alcuni caratteri). Dopo di che vi si appoggiava il fo-

glio che veniva pressato.

4. Revisione. Le bozze di stampa erano controllate dal personale interno alla

stamperia, e le relative correzioni erano ospitate da un elenco detto errata

corrige in calce al volume.

Possibili correzioni in fase tipografica: varianti di stato

Le correzioni tipografiche sono definite della forma tipografica:

i cancellandum sono le porzioni di testo precedenti la correzione, i cancellans sono

le stesse porzioni corrette.

Queste variazioni potevano avvenire sia per motivi accidentali che per modifiche in-

tenzioni dell’autore.

Per questo è importante ricostruire le varie fasi del procedimento, che può rivelare

un intervento di autore non documentato.

Le varianti di stato entrano nella constitutio textus e andranno interpretate.

(Il supporto (carta o pergamena) era la voce di spesa più onerosa, quindi i fogli di

stampa sbagliati non venivano scartati, ma coesistevano con quelli successivi. )

NB A questo proposito è stato definito il concetto di esemplare ideale: che rappre-

senta lo stato più avanzato dei fascicoli, ovvero una ricostruzione storica della forma

delle copie.

Nuova definizione della volontà autoriale

L’avvento della stampa impone una nuova e diversa definizione di volontà d’autore:

l’autore è obbligato ad intervenire solo sulla sostanza del testo. I suoi orientamenti

linguistici verranno presi in considerazione solo la prima volta che il suo manoscritto

viene utilizzato. Ogni revisione d’autore dovrà essere oggetto di edizione a sé stante.

Volontà d’autore

L’autore licenza spesso versioni non definitive della sua opera o che ritiene tali con il

passare del tempo.

Motivi:

• Licenza artistica

• Rapporto con il contesto (morte di un dedicatario, urgenza di trattare un argo-

mento,

• Ritocchi espressivi e cambiamenti strutturali

Es. adelchi, manzoni

Ma non sempre la nuova versione cancella la precedente: spesso si intrecciano e so-

vrappongono.

Variante d’autore: le lezioni introdotte dall’autore per modificare una determinata

parte del testo. Non sono necessariamente autografe. Possono essere:

• Sostitutive: se l’autore le indica chiaramente come superamento delle versioni

precedenti

• Destitutiva: se elimina il testo senza proporre alternative

• Alternative: se lascia in piedi due o più alternative senza approdare ad una

scelta definitiva

Ma l’attribuzione dei vari interventi è molto difficoltosa, pertanto occorre dare il

massimo rilievo a momento in cui l’autore ha posto un consolidamento a causa delle

esigenze di pubblicazione.

Nell’era del manoscritto le scadenze erano imposte da mecenati o committenti, ai

tempi dell’officina tipografica la concorrenza imponeva ritmi più veloci.

(anche per questo nel secondo Quattrocento si sviluppano violente invettive contro

gli stampatori, visti come avidi e ignoranti).

Ambedue le tipologie hanno l’effetto di sottrarre il testo all’esclusivo controllo dello

scrittore.

ERA DELLA STAMPA

Le varie fasi dell’elaborazione dell’opera letteraria hanno un importante valore di di-

scrimine (separazione): l’autore infatti spesso assume le edizioni precedenti come

supporti per sviluppi ulteriori o rielaborazioni.

o / Ma un autore che abbia già sorvegliato l’edizione di un testo a stampa e

prende quell’edizione come riferimento per il lavoro successivo, raramente ri-

controlla minuziosamente la stampa in ogni suo punto: così ne ‘legittima’ gli

errori e manchevolezze.

Il passaggio tipografico con il tempo verrà affrontato sempre più con disinvoltura;

fra Otto e Novecento alcuni scrittori consegnavano agli editori testi ancora allo stato

di abbozzi. In tali condizioni è difficile ricostruire l’effettiva stratificazione degli inter-

venti autoriali. La “fenomenologia della volontà d’autore”.

Il percorso delle variazioni è spesso tutt’altro che lineare, e una distinzione fra le di-

verse fasi di elaborazione rischia di rivelarsi incerta e approssimativa.

In alcuni casi, l’autore non licenzia la sua opera, lasciandola incompiuta, o in assetto

provvisorio per vari motivi.

La volontà d’autore richiede strumenti e metodi diversi da quelli della tradizionale

critica del testo.

filologia d’autore

La è l’indagine finalizzata alla ricostruzione e rappresentazione

dell’iter compositivo di un’opera. È una disciplina di fondazione italiana.

Tipologie dell’intervento autoriale, cioè delle varianti d’autore:

o All’interno del medesimo manufatto

o Fra diversi testimoni

Una distinzione difficile da formulare è quella fra:

• Stesure: diverse sessioni correttorie che si risolvono in un assetto conserva-

tivo del testo, mantenendone le coordinate strutturali

• Redazioni: fasi di elaborazione in cui il testo è licenziato per la pubblicazione.

Le redazioni successive quindi potranno non condividere le coordinate strut-

turali o formali (es. revisioni di carattere linguistico).

NB alcune delle opere più importanti della letteratura italiana sono attestate in re-

dazioni multiple d’autore (es. Orlando furioso di Ariosto e Promessi Sposi di Man-

zoni).

QUINDI le varianti accumulate nel corso di una stesura sono di norma rappresenta-

bili in modo sovrapponibile

Nella redazione, al contrario, si mette in discussione proprio la griglia sequenziale

delle varianti, e quindi non possono essere rappresentante in apparato. Però la re-

dazione diventa talvolta il lavoro compiuto, e quindi idoneo alla circolazione. È la vo-

lontà ultima.

Fattori di influenza nella volontà d’ autore

o Censura

In alcuni casi la volontà d’autore devi fare i conti con un contesto ostile che ne con-

dizionano o distorcono l’espressione, come la censura o la forzatura ideologica.

Nel cinquecento controriformato, ad esempio, sono molti gli autori che introducono

tagli o ampie correzioni nel timore di non ricevere l’imprimatur della Chiesa o di ri-

correre alla condanna ecclesiastica.

(es. Torquato Tasso- Gerusalemme liberata)

Il clima di paura e intransigenza della Controriforma diede origine a vari fenomeni di

autocensura.

In altre parti d’Italia la censura operava con motivazioni diverse da quelle religiose.

• L’autore compie quindi delle correzioni coatte, cioè imposte per forza.

o Ragioni di opportunità o leggi di mercato

QUINDI le correzioni imputabili a tali pressioni andrebbero tenute distinte dal flusso

di autonoma elaborazione del testo, anche se autografe.

Edizione critica

Prodotto finale del lavoro di ricostruzione del testo.

L’edizione critica deve rappresentare la migliore approssimazione alla lezione origi-

naria, offrire cioè una motivata ipotesi su come doveva essere il testo originale per-

duto; ma anche offrire un’efficace sintesi dei dati tradizionali di partenza, desunti

dalla documentazione superstite.

L’obbiettivo fondamentale è quindi quello di offrire un reading text quanto più pos-

sibile fondato. Ma la validità del lavoro è quindi segnata dalla natità e quelità dei

dati offerti.

Duplice obbiettivo

Deontologia dell’attività editoriale

L’editore deve compulsare (consultare con minuziosità) tutte le testimonianze utili,

e deve mettere a disposizione del lettore tutti gli elementi necessari per un possibile

controllo dell’operato.

Attraverso:

Un’introduzione in cui si spiega l’attività istruttoria del filologo (in collane

1. orientate ad un pubblico generale può bastare una nota al testo)

Apparato: collocato in posizione immediatamente confrontabile (a piè di pa-

2. gina o nel margine), raccoglie le varianti di tradizione che l’editore ritiene utili

ala giustificazione delle scelte compiute.

▪ Negativo

▪ Positivo

Se l’edizione adotta un testo base (testo privo di varia lectio), è buona regola segna-

lare graficamente le parte del testo che non rispecchiano questa fonte. In questo

tipo di edizione il corsivo è adottato per segnalare tali parti. E le parentesi quadre

indicano le integrazioni.

Es. in sua merze[de] m’ave riceputo

Problema dell’omogeneità linguistica tradizioni romanze

Problema che si applica soprattutto alle , in cui regioni vicine

impiegano varietà linguistiche divergenti che hanno inoltre un rapporto instabile fra

grafia e pronuncia.

Con testimonianze tanto eterogenee non esistono metodi efficaci per restituire la

patina linguistica originaria.

La soluzione adottata è di solito quella di adottare il sistema di rappresentazione di

un unico testimone, il ‘ bon manuscrit’ (sia pure con un margine di oscillazione e po-

limorfia), distinguendo graficamente le porzioni di testo in cui esse viene corretto

con altri testimoni, solitamente in corsivo. Conviene per queste edizioni critiche sce-

gliere il testimone più conservativo o comunque più “qualificato” dal punto di vista

linguistico e seguire quello. (analogie con il metodo del testo base).

Apparato critico

Collocato in posizione immediatamente confrontabile (a piè di pagina o nel mar-

gine), raccoglie le varianti di tradizione che l’editore ritiene utili alla giustificazione

delle scelte compiute.

Esso fornisce per ogni luogo del testo una mappatura delle varianti disponibili nella

tradizione. L’apparato critico si pone come corredo alla lezione via via messa a testo.

Forme:

• Apparato negativo: comprende solo le varianti che divergono dalla lezione ac-

colta a testo. Usato quando i numeri di testimoni è elevato.

• Apparato positivo: da conto anche delle testimonianze che concordano con la le-

zione accolta a testo. Una mappatura completa della varia lectio. Usata quando i

testimoni sono pochi.

Di norma l’apparato può omettere lectiones singulares, che rappresentano innova-

zioni sorte in un determinato testimone e quindi prive di autorità.

Interventi linguistici

Può avvenire che teti antichi diano disponibili solo in trascrizioni di epoche succes-

sive, in questi casi nel rispetto della lingua dell’originale, editore potrà decidere di

sostituire aspetti linguistici incompatibili con il sistema linguistico dell’autore, se ben

documentato. Es. Trecento novelle -Sacchetti.

Apparato genetico

Qualora l’edizione sia basata su materiali direttamente risalenti dall’autore, l’appa-

rato genetico riporta le varie fasi dell’intervento autoriale, ricostruendo dove possi-

bile la cronologia relativa alle varianti d’autore.

L’apparato evolutivo invece definisce le varianti che costituiscono sviluppi della le-

zione a testo.

Editoria digitale

Il passaggio al supporto digitale ha cambiato la fruizione e ha trasformato in profon-

dità il metodo della raccolta dei dati e della relativa interpretazione.

Le strategie di rappresentazione di testi e varianti devono essere articolate in una

sintassi compresa e rappresentata dal computer (machine readable form). Ossia il

testo deve essere accompagnato da informazioni che esprimano esattamente il

modo in cui esso debba essere conservato e rappresentato: questo sono definite

tramite etichette (tag) associate ai singoli componenti del testo; collettivamente il

codifica testuale

loro inserimento è definito .

Ne risulta un modello di descrizione che prescinde dalle categorie interpretative

della ricerca letteraria (progressivo, discontinuo e non gerarchico); che è in contra-

sto quindi con il modello epistemologico rappresentato dall’edizione critica, caratte-

rizzato dalla progressiva selezione dei materiali di partenza e dall’adozione di proto-

colli metodologici.

Questa presenza di modelli del tutto diversi ha colpito il senso stesso della ricerca

filologica, in tesa come passaggio dall’indagine analitica su dati storici e materiali

auna sintesi motivata e formulata, che offra un’ipotesi testuale valida.

Codifica testuale : la rappresentazione di un testo su un supporto digitale in un

formato comprensibile ad un elaboratore elettronico, cioè in una machine readable

form.

I linguaggi di codifica sono: SGML, HTML, XML linguaggio più usato.

-È spesso legato ad un DTD o Schema, una definizione degli elementi che costitui-

scono un particolare testo.

Il problema di fondo è che è necessario una interpretazione soggettiva dello stu-

dioso che effettua la codifica, il quale deve interpretare la funzione delle varie strut-

ture fisiche tipografiche o manoscritte.

Però la piattaforma digitale riesce ormai a dare espressione a vari aspetti del lavoro

filologico, non solo quelli finalizzati all’edizione critica di una singola opera.


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Riassunto per l'esame di Filologia italiana basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Zaccarello: L’edizione critica del testo letterario. Primo corso di filologia italiana.
Argomenti pricipali:
Fenomenologia dell'originale; - Fenomenologia della copia; Fasi preliminari e caratteristiche dell'indagine filologica; -La filologia del testo a stampa; -- La filologia d'autore; - L'edizione critica: strumenti e metodi di lettura; - L'edizione digitale.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lettere
SSD:
Università: Pisa - Unipi
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher baby_kissyou di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filologia italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Pisa - Unipi o del prof Zaccarello Michelangelo.

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