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I fondamenti generali

La filologia è la disciplina che si occupa della ricostruzione dei testi, cercando di approssimarsi il più possibile alla volontà dell'autore. Si occupa in particolare di restaurare dei testi che sono arrivati a noi con dei guasti, a seguito delle trasmissioni. È un'esigenza avvertita soprattutto nei confronti dei testi della tradizione, che sono arrivati a noi attraverso documenti.

La disciplina si occupa anche di un altro aspetto: ad esempio, cercare l'autore di un'opera arrivata a noi anonima; a verificare la veridicità di appartenenza ad un determinato autore di un'opera. Si occupa, sempre nei confronti dei testi letterari, di cercare di capire la genesi di un'opera; il suo movimento interno, il suo formarsi, ad esempio attraverso lo studio degli appunti dell'autore stesso, se ci permangono, in quanto questi permettono di capire meglio il punto di arrivo di quel lavoro. Sono testimonianze che conservano traccia del percorso dell'autore che parte dall'idea di partenza alla pubblicazione finale.

Divisioni della filologia

  • Filologia di tradizione: Ricostruisce la storia di un testo; cerca di recuperare l'ipotetica verità d'autore. È un procedimento che giunge, comunque, a risultati ipotetici, dunque sempre invalidabili.
  • Filologia d'autore: Si occupa di cercare e di formare il percorso compiuto dall'autore. È una filologia che si esercita prevalentemente sugli autori moderni poiché è degli autori moderni che si conservano più frequentemente materiali originali.

Mentre la filologia d'autore dispone di documenti originali autografi, o stampe controllate dall'autore, per la filologia di tradizione spesso abbiamo delle copie.

Il manoscritto

Viene propriamente detto “manoscritto” qualsiasi documento scritto a mano. In filologia con questo termine ci si riferisce solitamente a un libro cartaceo o pergamenaceo realizzato a penna. Un sinonimo di “libro manoscritto” è codice.

All'epoca c'erano convenzioni geografiche molto diverse dalle nostre per quanto riguarda la grafia, che variavano anche da regione a regione. Una normalizzazione della grafia avviene molto più tardi; quando entra in uso la stampa come strumento fondamentale per divulgare il testo scritto. La grande innovazione della stampa è che, una volta preparata la forma, si possono stampare decine di copie tutte uguali; mentre prima dell'invenzione della stampa ogni testo è un individuo.

La diffusione e la produzione di esemplari dello stesso testo è lenta, è costosa e ognuno è diverso da tutti gli altri, perché prodotto in maniera individuale. Ogni testo è un unicum. I libri a stampa, invece, devono essere tutti uguali e poiché sono destinati a persone diverse devono anche avere una veste grafica comprensibile a tutti; in quanto il libro a stampa ha un lettore non identificato, un destinatario indefinito, numericamente ampio e diversificato per cultura e geografia. Prima della stampa, infatti, c'era un'enorme diversità di segni grafici e dei criteri ortografici, legata alla diversa biografia dei lettori, alla diversa regione di appartenenza, alla diversa cultura geografica.

Nel corso del Quattrocento alcuni umanisti sentirono la necessità di redigere delle schede che descrivessero il contenuto dei manoscritti. Dalla fine del Cinquecento, con lo sviluppo degli studi eruditi e la costituzione delle grandi biblioteche, questa pratica andò specializzandosi. I cataloghi di manoscritti forniscono un supporto importante agli studi filologici, sia per il reperimento dei materiali testuali, sia per la loro descrizione. Descrivere un manoscritto non è tuttavia compito esclusivo di chi redige un catalogo. L'edizione critica di un testo richiede obbligatoriamente la descrizione preliminare dei manoscritti e delle stampe su cui l'editore ha basato la sua ricostruzione.

Tipologie di manoscritti

Fino al XII secolo la produzione di libri manoscritti si era concentrata soprattutto nei centri scrittori dei conventi; gli scriptoria. Con la rinascita delle città, diventarono queste i luoghi più avanzati della vita culturale in Europa. Al mondo delle città è legata la trasformazione delle scuole monastiche in università, la cui istituzione rispondeva al bisogno di conoscenza di una borghesia socialmente ed economicamente in ascesa.

  • Il libro da banco: L'insegnamento e lo studio universitario richiedevano una grande produzione e circolazione di libri. Intorno alle università si svilupparono, di conseguenza, corporazioni di copisti di professione. Il libro universitario ha precise caratteristiche formali: formato grande, testo disposto su due colonne, ampi margini sui lati e sulla parte inferiore della pagina per far spazio al commento, scrittura gotica, ricchissima di abbreviazioni per accelerarne i tempi di esecuzione e fare economia di spazio. La classificazione di libro scolastico è anche detto libro “da banco” in quanto per le dimensioni è impossibile tenere tra le mani o sulle ginocchia. Questo formato è solitamente scritto in lingua latina, ma può talora prestare il suo modello al libro volgare.
  • Il libro da bisaccia: L'interesse per la riscoperta dei testi dell'antichità classica, che si manifesta nel XIV secolo e conosce il suo culmine nel secolo successivo, porta ad affiancare al libro di grande formato un'altra tipologia, ispirata per dimensioni, messa in pagina, tipo di scrittura alle caratteristiche dei dissepolti manoscritti di età carolina degli autori antichi. Il formato è più piccolo del libro da banco, il testo è a tutta pagina con margini ristretti, la scrittura può essere gotica dai contrasti addolciti. Sono in genere libri di studio prodotti per singoli dotti, di materiale cartaceo o pergamenaceo, ora di grande o media eleganza ora trasandati. È il libro umanistico, detto “da bisaccia” per la sua portabilità.
  • Il libretto da mano: La diffusione della cultura anche tra i ceti popolari che accompagna lo sviluppo delle città dal secolo XIII fa nascere l'esigenza di un libro di basso costo che risponda a interessi pratici o abbia finalità religiose. È il libro popolare, di piccole dimensioni, definito perciò “da mano”, cartaceo, generalmente in scrittura mercantesca, di poca o nessuna eleganza. Gran parte della letteratura in volgare dei primi secoli è consegnata proprio ai libri di questo tipo. La realizzazione dei libretti da mano è dovuta in genere a copisti non professionali.

Questa classificazione è di comodo e non dà conto di possibili soluzioni intermedie, legate alle pratiche pro

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/05 Filologia classica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher tinotina di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filologia italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi "Carlo Bo" di Urbino o del prof Arbizzoni Artuso Guido.
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