Fondamenti di critica testuale
La vita francese di Sant'Alessio
Manoscritto L: Il primo manoscritto proviene dall'abbazia benedettina di Lambspringen abitata dai monaci inglesi. Scritto nel XII sec., il manoscritto è costituito da un calendario, da venti miniature bibliche, una miniatura rappresentante Sant'Alessio che si congeda dalla fidanzata, del poemetto dal quale fanno seguito e alcune preghiere in latino e un frammento di traduzione di San Giorgio. È compilato senza gli a capo ed è da un copista piuttosto intelligente però alterna la forma linguistica dell'autore con la sua e compie una serie di errori.
Manoscritto A: Il secondo manoscritto, pur non essendo meno antico, è inferiore in quanto il copista ignora la grammatica, scrive parole senza senso. Di questo manoscritto è stata fatta una revisione che peggiora ulteriormente le cose e nel ritoccare il manoscritto lo ha reso illeggibile.
Manoscritto P: È stato scritto nel XII – XIV sec. in Inghilterra da un copista negligente che tralascia versi e strofe intere.
Manoscritto S: Scritto da un copista francese e contenente una miniatura di Sant'Alessio morto circondato dal Papa e dagli altri imperatori in preghiera.
Ritrovare la forma originale di un'opera classica è generalmente più semplice rispetto a un'opera del medioevo in quanto i copisti del primo caso si sforzano di copiare fedelmente il testo. Per quanto riguarda le opere volgari ritroveremo:
- Rinvigorimento delle forme
- Rimaneggiamento tenendo conto che spesso i manoscritti hanno subito dei ringiovanimenti da parte del copista, si tiene conto del manoscritto più vicino nel tempo all'autore.
Obiezione al metodo Lachmann
Il Lai de l'Ombre è un testo del medioevo. A questo sono state applicate tutte le tecniche di edizione, cosa che rende questo testo unico. Il lai de l'Ombre ci viene trasmesso da sette manoscritti che contengono 1700 varianti. Come fare a risalire all'originale?
Gli umanisti si affidavano al loro intuito e sceglievano il manoscritto migliore. Dal 1930 si utilizza il metodo Lachmann. Nel 1890 Bédier studia la tradizione manoscritta del lai de l'ombre con il metodo di Lachmann e ne disegna lo stemma codicum. Paris, recensendo il suo lavoro, sostiene la falsità dello stemma, che tutta la ricostruzione è sbagliata; invece che derivare da due famiglie la tradizione manoscritta del Lai deriverebbe da tre famiglie distinte.
Nel 1913 Bédier osserva che tutti gli schemi da lui copiati e conservati non sistematicamente sono a due rami, che tutte le tradizioni arrivano ad avere due rami soltanto. Perché succede questo: all'inizio chi prepara un'edizione di un'opera parte da una tradizione con più rami, ma nel momento dell'ultima operazione trova sempre qualche motivo per arrivare a due sole famiglie, come se volesse liberarsi dalla rigidità del sistema. In effetti, applicando alla lettera il metodo di Lachmann, le combinazioni sarebbero infinite. La soluzione di Bédier è quella di non toccare il manoscritto ma di mandarlo in stampa così com'è, correggendo solo gli errori evidenti.
Critica dei testi classica e romanza
Vi è il pericolo di rimanere prigionieri di una tradizione del testo consolidata e di non cercare alternative e quindi di aggiungere solo senza innovare. Il Barbi studiò 396 loci critici della Divina Commedia che dovevano servire ad esaminare numerosi testimoni. Questo progetto però si arenò. Il Vandelli, su suggerimento del Rajna, fece una storia delle lezioni di ogni singolo passo dei manoscritti più antichi cosa che non portò a nulla di importante.
Il metodo dei loci selecti porta a innumerevoli accoppiamenti e non richiederebbe nessun concreto contributo alla qualificazione dei testimoni nella loro interezza. Questo metodo aumenta la confusione. I critici spesso nelle introduzioni alle loro lezioni fanno riferimento all'archetipo. La tradizione di un testo può essere:
- Quiescente - si verifica soprattutto con le opere classiche greche e latine, con le quali il copista si confronta in modo più reverenziale.
- Attiva - quando il copista agisce sul testo in modo attivo, ad esempio nei testi romanzi.
La critica testuale come studio di strutture
Gli errori...
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