Filologia germanica. Lingue e culture dei Germani antichi
Di che cosa tratta la filologia germanica
La filologia germanica si occupa delle lingue germaniche antiche, studiandone i testi che le documentano, generalmente rientranti nel periodo compreso tra le origini, risalenti alla tarda antichità o all’Alto Medioevo, fino all’età moderna. Dunque, pur potendo comprendere lo studio delle radici o l’evoluzione di una lingua fino in età moderna, la filologia germanica si occupa del periodo medievale delle lingue, comprendente le fasi antiche e medie di inglese, tedesco, olandese, frisone, danese, svedese, norvegese, islandese, gotico e longobardo.
Il termine ‘filologia’ significa analisi testuale, in particolare critica del testo con lo scopo di verificarne l’autenticità, la correttezza, le radici, il metodo di trasmissione nel tempo dall’originale alle copie attraverso i vari manoscritti, le fonti ed infine le circostanze della sua stesura. Al fine di compiere questo lavoro la filologia si configura come scienza dei testi e delle lingue in cui sono scritti. La linguistica germanica si occupa delle caratteristiche delle varie lingue e dialetti germanici e delle relazioni che li legano, cercando di classificarle, di definirne il funzionamento, la struttura e la loro posizione rispetto al gruppo germanico. Inoltre, ne segue l’evoluzione nel tempo.
Lo studio della filologia serve dunque a meglio chiarire quello della lingua germanica moderna, dandogli prospettiva storica, spessore scientifico e un inquadramento linguistico più ampio. La ricerca e lo studio filologico prescindono dal valore artistico o letterario dei testi, poiché anche quello più insignificante è una testimonianza diretta ed importante di un determinato momento storico-linguistico.
Storia della disciplina
Essa nacque come scienza agli inizi dell’800 grazie agli interessi romantici per le origini, ma in realtà già a partire dall’Umanesimo vi era stata la riscoperta dei testi antichi e le loro prime interpretazioni, cosa che continuò nel 700 con l’amore per l’erudizione. Infine, solo con l’acquisizione di una metodologia rigorosa la filologia può dirsi una scienza a tutti gli effetti.
Possiamo considerare Grimm uno dei più importanti fondatori della filologia germanica moderna, poiché si occupò degli aspetti linguistici e dell’edizione dei testi, insieme allo studio dell’antico diritto germanico, della mitologia e del folklore germanico. Contemporaneamente Lachmann operava in Germania, assumendo il ruolo di fondatore della moderna critica del testo e dando vita a fondamentali edizioni critiche delle grandi opere letterarie tedesche medievali.
Infine nel XX sec. la filologia germanica era ormai sempre più specializzata, raccogliendo oggi al suo interno tutte le lingue germaniche e i loro dialetti, le loro attestazioni, i loro sistemi di scrittura, le letterature antiche, su un’area geografica comprendente i paesi germanici attuali e quelli dove i popoli antichi possono essere migrati nel corso dei secoli.
Breve profilo storico dei popoli germanici
Il territorio abitato nei primi secoli a.C. dai popoli germanici era compreso nella cosiddetta cerchia nordica, composta da Scandinavia meridionale (Svezia e Norvegia meridionali), l’attuale Danimarca (penisola dello Jutland e isole danesi), e la pianura della Germania settentrionale. Si pensa che quest’area sia la culla dei Germani antichi poiché non vi sono nomi di luogo appartenenti a uno strato linguistico diverso da quello germanico.
Dalla Germania settentrionale diverse tribù migrarono verso sud occupando la parte occidentale dell’attuale territorio tedesco. Cesare, nel De Bello Gallico, accennò di sfuggita ai Germani, mentre Tacito gli dedicò un intero trattato, De Origine Et Situ Germanorum, in cui ne descrive usanze, cultura, religione, struttura socio-giuridica delle tribù, permettendoci di avere un quadro approssimativo di questi popoli. Tacito suddivide i Germani in tre gruppi:
- Ermìnoni (Herminones). Oggi identificati con i Germani dell’Elba;
- Ingèvoni (Ingaevones). Oggi sono identificati con i Germani del Mar del Nord;
- Istèvoni (Istaevones). Oggi identificati con i Germani del Reno-Weser.
L’età delle migrazioni o delle cosiddette invasioni germaniche va dalla fine del IV sec. a.C., circa il 375, anno della morte del re ostrogoto Ermanarico, fino al VI sec. a.C., circa il 568, anno dell’arrivo dei Longobardi in Italia.
I Germani orientali
Questo gruppo è transitato lungo le coste del Baltico nelle pianure dell’attuale Germania orientale e Polonia. Comprende:
- Burgundi. È probabile che provengano dall’isola di Bornholm. Giungono al Reno nel 407, dove si stanziarono temporaneamente, per poi superarlo nel 437 e fondare un regno nella valle del Rodano, tra Francia e Svizzera attuali, regione che ha preso il nome di Burgundia, da cui il francese Bourgogne e l’italiano Borgogna. Tuttavia, nel 534 vennero vinti e inglobati nel regno franco.
- Gepidi. Si spostarono verso sud-est raggiungendo la riva sinistra del Danubio e stanziandosi nella regione dell’antica Pannonia, l’attuale Ungheria. Nel 570 verranno sopraffatti dalle invasioni di popoli asiatici, gli Avari, in migrazione verso occidente.
- Vandali. Attraversarono rapidamente la Francia e la penisola iberica per poi attraversare guidati dal re Genserico lo stretto di Gibilterra e impossessarsi delle odierne Algeria e Tunisia. Il loro regno era centrato su Cartagine e arrivò a comprendere le Isole Baleari, la Sardegna e la Corsica. Nel 455 arrivarono a saccheggiare Roma via mare, e tanto grandi erano le loro spedizioni marittime che nell’epica tedesca antica si parla del Mediterraneo come del “mare dei Vandali”. Vennero sconfitti definitivamente nel VI sec. a.C. da una forza militare bizantina inviata da Giustiniano.
- Goti. Lasciarono le coste baltiche e la pianura tra l’Oder e la Vistola verso la fine del II sec. a.C. dirigendosi verso sud-est attraverso le pianure dell’Europa orientale, arrivando infine sul Mar Nero. Durante l’ultima fase di migrazione, essi si divisero in Ostrogoti, o Goti dell’est, e Visigoti. Queste popolazioni ebbero rapporti alterni con Bisanzio.
- Visigoti. Nel 378 sconfissero l’imperatore Valente ad Adrianopoli. Nella regione a sud del Danubio era stanziato un gruppo di Visigoti definiti Goti minores, che durante il IV sec. iniziarono a convertirsi al cristianesimo grazie alla predicazione di Wulfila, capo spirituale e vescovo, che tradusse il Vangelo in gotico. Tuttavia, la versione di Cristianesimo da lui adottata era quella ariana, che successivamente verrà condannata come eretica. Nonostante ciò, i Visigoti trasmisero l’arianesimo ad altri popoli germanici, quali Ostrogoti, Vandali e in parte Longobardi.
La maggior parte dei Visigoti si spostò verso occidente, arrivando in Italia nei primi anni del V sec., guidati dal re Alarico. Vi furono diverse incomprensioni con l’imperatore d’occidente Onorio, in seguito alle quali i Visigoti saccheggiarono Roma nel 410. Volendo arrivare in Africa, continuarono la loro marcia, ma in Calabria Alarico morì, ponendo fine a questo progetto.
In seguito, i Visigoti arrivarono nella Gallia meridionale, dove formarono il regno di Tolosa e successivamente quello di Toledo. Il primo terminerà con il dominio franco nel 507; il secondo ebbe vita più lunga, favorito anche dalla conversione al cattolicesimo. Vennero sterminati dall’arrivo degli Arabi in Spagna nel 711.
- Ostrogoti. Nel IV sec. erano stanziati nella pianura ucraina e nelle coste del Mar Nero, ma con l’arrivo degli Unni dovettero premere sull’impero romano d’Oriente. Nel V sec. la famiglia regnante degli Amali intrattenne rapporti alterni con l’imperatore d’Oriente e con gli Unni, di cui fu anche alleata per un certo periodo. Alla fine del V sec. l’imperatore bizantino inviò gli Ostrogoti in Italia a combattere il re barbarico Odoacre. Dopo la vittoria, Teodorico, capo degli Ostrogoti, conquistò definitivamente il regno Italico, che rimase nelle sue mani per circa 60 anni. Infine, l’imperatore Giustiniano mandò numerose truppe per mettere fine al regno ostrogoto, con la lunga guerra greco-gotica, che vedrà vincitori i Bizantini.
I Germani settentrionali
È composto dai popoli scandinavi, i quali rimasero nelle loro sedi originali molto a lungo, per poi iniziare l’espansione verso la fine dell’VIII sec. Comprendono:
- I Danesi, insediati nell’attuale Svezia meridionale e sulle isole danesi. Nel V/VI sec. comprenderanno la penisola dello Jutland.
- I Geati, insediati nella Svezia meridionale nel VI sec.; furono successivamente conquistati dagli Svíar, abitanti della Svealand.
- I Norvegesi vivono prevalentemente lungo i fiordi per poi spostarsi verso nord.
- Nel nord della Scandinavia troviamo invece i Lapponi, popolazioni di origine asiatica.
Nel IX sec. inizia l’età vichinga, periodo di grande espansione marinara per gli Scandinavi. Il termine vichingo non indicava propriamente un nome di popolo, ma significava “pirati, navigatori che cercano fortuna oltremare” e deriva dal nordico vík, baia. L’espansione vichinga si delinea lungo tre direttrici:
- In direzione ovest alla ricerca di terre da colonizzare, ad opera dei Vichinghi norvegesi, i quali occuparono le isole atlantiche a nord della Scozia, prima le Shetland, poi le Orcadi, le Ebridi, le Fær Øer, che vengono affidate a dei jàrl, nobili con funzione di governatori, dipendenti dalla corona norvegese. Arrivarono inoltre sulle coste della Scozia e a loro si deve la denominazione della regione del Sutherland. Attaccarono inoltre l’Irlanda e le coste occidentali dell’Inghilterra.
Dall’874 numerosi gruppi di Norvegesi si spostarono verso l’Islanda, lasciando la Norvegia per ragioni politiche, dovute al processo di unificazione sotto il potere centralizzato di re Harald Bellachioma. Una volta arrivati in Islanda, fonderanno la più antica repubblica d’Europa, amministrata da un’assemblea generale annuale, chiamata Allthing. Dall’Islanda nel X sec. partì una spedizione guidata da Erik il Rosso con lo scopo di colonizzare la Groenlandia, sulle cui coste sono stati trovati resti archeologici che documentano l’esistenza di due colonie vichinghe, sopravvissute fino al XIV sec.
- In direzione sud-ovest, in imprese di conquista, da parte dei Danesi. Essi attaccarono nel IX sec. le coste francesi e inglesi, riuscendo ad impadronirsi di East Anglia e Northumbria. Furono poi fermati dagli Anglosassoni guidati da re Alfredo, che gli impedì di invadere le regioni sud-occidentali, sancendo il patto con il tratto dell’886.
Nelle regioni da loro occupate vigeva la legge danese, Danelaw, in norreno Danelagu. Con il tempo, gli Scandinavi diventarono residenti fissi e costituirono un regno con capitale York, infine si mescolarono con la popolazione anglosassone. La loro presenza è testimoniata da numerosi toponimi di origine scandinava. Nel frattempo, a causa dei numerosi attacchi alla Francia, il re franco fu costretto a cedere un feudo ai Vichinghi, cioè l’intera regione della Normandia, la terra degli uomini del nord, i Normanni. Non passò molto tempo prima che si francesizzassero per lingua, costumi e istituzioni, tanto che quando il duca normanno Guglielmo conquistò l’Inghilterra, portò fortissimi influssi francesi. Una parte si diresse alla conquista dell’Italia meridionale.
- In direzione est, a scopo commerciale, da parte dei Vichinghi svedesi, detti anche Variaghi o Vareghi. Attraversarono il Baltico, risalendo i fiumi della Russia, dove fondarono importanti empori commerciali. Nel corso del IX/X sec. raggiunsero il Mar Nero e il Mar Caspio, arrivando a commerciare con Bizantini e Arabi, tanto che l’imperatore di Bisanzio assunse un corpo scelto di mercenari scandinavi, la guardia varega. Con la fine dell’XI sec. si chiude l’epoca vichinga. In Scandinavia si sono consolidati i regni di Norvegia, Danimarca e Svezia, mentre l’Islanda rimase indipendente fino al 1262.
I Germani occidentali
Sul continente si trovano una serie di tribù germaniche stanziate fra il Reno e l’Elba, nei primi secoli d.C., appartenenti al gruppo occidentale. Un gruppo di tribù centrali, situate tra il medio e basso Reno e la Weser costituisce il nucleo degli Istèvoni. Tra le tribù, quella dominante è quella dei Franchi, i quali fin dal III sec. iniziarono a premere sui confini dell’Impero Romano, divisi in due gruppi:
- Franchi Salii, stanziati sul basso Reno fino al mare. Nel IV sec. d.C. sconfinarono oltre il Reno occupando il Belgio e costituendo il primo regno franco sotto Childerico. Clodoveo arrivò ad inglobare quasi tutta la Gallia, tranne il regno burgundo. Il Paese viene chiamato Francia, da Franchi, e il francone occidentale, il dialetto germanico degli invasori, viene assorbito dal latino locale, ma lascia tracce sia nella lingua che nella toponomastica.
Nel 496 il re Clodoveo si convertì al cattolicesimo, acquisendo il favore del clero e dell’aristocrazia locale. Successivamente anche gli Alamanni situati a est del Reno vennero inseriti all’interno del regno franco. A questo punto, è il maggiore dei regni barbarici d’Occidente, includendo tutta la Germania centro-meridionale, e tutta la Francia, compresa la parte visigota, a partire dal 507, e dal 534 anche la parte burgunda. Inoltre, i Franchi fermarono un’incursione araba, battendoli nella battaglia di Poitiers nel 732.
Con l’ascesa al trono di Carlo Magno i confini verso la Spagna musulmana furono rafforzati, insieme all’opera di espansione, che porterà alla creazione dell’impero carolingio. Carlo Magno riuscì a dominare Sassoni, Frisoni e Longobardi, consolidando il proprio potere anche in Baviera e sconfiggendo gli Avari in Ungheria. Gli successe Ludovico il Pio. I suoi figli spartiranno il regno nell’834 in tre parti, la parte tedesca, francese e italiana. Nonostante la presenza franca, la lingua neolatina prevale in Francia.
- Franchi Ripuari situati lungo il medio corso del fiume.
Il gruppo situato lungo le coste del mare del Nord si riferisce agli Ingèvoni, i Germani del Mare del Nord. Di questo gruppo fanno parte i Frisoni, gli Angli, gli Iuti e i Sassoni.
- Anglosassoni. Nel 408 le legioni romane avevano lasciato la Britannia, cosa di cui approfittarono verso la metà del V sec. i Sassoni, gli Angli, Iuti e gruppi di Frisoni che iniziarono a migrare dalle sedi originali dello Jutland e dalle coste della Germania e Olanda attuali. Si stanziarono dunque sulle coste e nelle pianure dell’Inghilterra sud-orientale. Il nome Inghilterra deriva da Englaland, paese degli Angli.
Nel VI sec. la penetrazione di queste popolazioni all’interno del territorio è sempre più forte, e mentre le lingue celtiche vengono ben presto spazzate via, a favore di quelle germaniche, le varie tribù si uniscono, formando il popolo degli Anglosassoni. Si organizzano in vari regni: Kent, Sussex, Essex, Wessex, East Anglia, Mercia, Northumbria, lasciando ai Celti la Scozia, il Galles e la punta di Cornovaglia. Inoltre, ebbero numerosi contatti commerciali con i Franchi, i Frisoni, i Sassoni germanici e la Scandinavia. Si convertirono al cristianesimo, diffondendo una cultura latino-cristiana.
Durante i primi tempi, tutti questi regni si trovavano in guerra tra di loro, cercando di espandersi verso ovest. Il VII/VIII sec. vide prevalere politicamente i regni di Northumbria e poi Mercia; nel sec. successivo invece prevalse il Wessex. Nel IX sec. le invasioni vichinghe tentano di conquistare questi regni, ma saranno tenute a bada dal re del Wessex, Alfredo il Grande. Dopo diverse vicende, nel 1036 ritornò al trono una dinastia anglosassone, grazie alle quale l’intera Inghilterra venne unificata in un unico regno. Successivamente, nel 1066 con un’unica vittoriosa battaglia ad Hastings, Guglielmo duca di Normandia si impadronì dell’Inghilterra, ponendo fine al periodo anglosassone con la dinastia normanno-francese.
- I Frisoni. Erano stanziati nei primi secoli d.C. nell’attuale Olanda settentrionale e lungo le rive del Mare del Nord, fino alla base dello Jutland, comprese le isole costiere. Il loro territorio era privo di barriere naturali e per questo sempre esposto al contatto con i popoli vicini. Nell’Alto Medioevo essi diventarono i maggiori mercanti dell’Europa settentrionale, dominando le vie commerciali tra il Reno, il mare del Nord e la Scandinavia. Successivamente, a causa delle continue pressioni da parte dei Danesi e dei Franchi, la loro regione venne inglobata nel regno franco e poi carolingio, non avendo una forza politica da contrapporre.
- I Sassoni. È probabile che il loro nome derivi dal termine sax, che indicava un’arma probabilmente una sorta di pugnale. Nel V sec. presero parte alla spedizione in Inghilterra, sebbene un gruppo rimase sul continente, definito antichi Sassoni. Non si organizzarono in un vero e proprio regno ma annualmente tenevano un’assemblea generale. Furono conquistati da Carlo Magno dopo un lungo periodo di lotte, infine minacciati e deportati, entrarono a far parte dell’impero Franco, piegandosi al cristianesimo. Dopo la divisione dell’impero carolingio nell’843, la Sassonia rientrò nella parte orientale, col resto della Germania.
Ed infine i Germani dell’Elba corrispondono agli Ermìnoni. Essi sono stanziati lungo il corso di questo fiume e comprendono varie tribù, la più importante quella degli Svevi, a cui sono spesso associati.
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