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La condizione postmediale

Introduzione

In questa breve introduzione, l’autore ci anticipa che nel suo libro tratterà la condizione postmediale in cui noi attualmente viviamo, ovvero ci troviamo in una società che ha superato i cosiddetti media otto-novecenteschi. Oggigiorno sono presenti nella società idee, concetti e modelli radicalmente nuovi rispetto a quelli che nel passato ci hanno aiutato a fare i conti con i media e a regolare le nostre relazioni con essi. Racconta della pubblicità del 1984 per il lancio del Macintosh da parte di casa Apple. Egli indica l’avvento di questo nuovo prodotto come l’inizio della fine dei media. Con quel commercial, la Apple volle da un lato presentare un prodotto innovativo, molto più tecnologico rispetto ai personal computer che fino ad allora venivano utilizzati solo per il calcolo; furono introdotti un sistema di finestre e il poco conosciuto mouse. Dall’altro fu presentato come non solo uno strumento utile ai calcoli ma anche un mezzo di comunicazione.

Nascita, ascesa e declino dell’impero

1. L’insetto e l’hacker

Il romanzo “Il conte di Montecristo” fu pubblicato da Dumas tra il 1844 e il 1846 ed è ambientato nella prima parte del secolo. In questo libro troviamo uno dei primi “hacker” della storia della comunicazione, ovvero il conte di Montecristo rende pubblica, attraverso un telegrafo, la falsa notizia di un imminente colpo di stato. Questo ci mostra come la società del primo Ottocento fosse una società delle reti, capace di integrare i flussi di informazione con le dinamiche economiche e politiche in atto. Tuttavia la società di Dumas non è ancora una società dei media in senso moderno, ciò che gli manca è “Il conte di Montecristo” romanzo, ovvero un media che entri nella vita quotidiana e si diffonda in maniera capillare nel tessuto sociale. La storia dei media può essere articolata in tre grandi fasi.

2. La fase di insorgenza: i media meccanici (1850-1914)

Le condizioni tecnologiche, sociali ed economiche necessarie affinché nascesse un sistema di comunicazione di massa in senso moderno iniziò verso la metà dell’Ottocento in USA e Europa, all’interno della seconda rivoluzione industriale. Due furono i fenomeni salienti: il primo fu lo sviluppo della produzione di vari prodotti industrialmente e serialmente; il secondo è rappresentato dalla metropoli moderna che diviene un nuovo scenario di vita ed esperienza. Anche la produzione culturale fu affetta da questo contesto: il settore maggiormente coinvolto fu la riproduzione della parola scritta. Nasce un nuovo pubblico urbano, “di massa”, in cui si svilupparono nuovi generi per ogni fascia di lettori (bambini, donne, adolescenti etc.). Ovviamente si sviluppò molto la stampa quotidiana e periodica, dove i quotidiani si focalizzavano sulla diffusione di notizie sensazionalistiche e trovò un potente mezzo di diffusione nella pubblicazione di romanzi a puntate, detti d’appendice. Altrettanto importante la nascita di forme di racconti “in serie” come la saga (un unico racconto tendenzialmente infinito) o la “serie” (vari racconti in cui il protagonista è sempre lo stesso).

A partire dagli anni novanta dell’Ottocento diventa importante anche l’utilizzo delle immagini: queste diventano sempre più presenti nei vari libri e altrettanto nei giornali e periodici; fino a che si vennero a sviluppare i primi fumetti o le prime pubblicità, dove l’industria si mescola con l’abilità creativa grafico-artistica. Nel 1895 i fratelli Lumière offrono in Francia la prima dimostrazione del cinematografo, differente dall’invenzione di Edison, il Kinetoscope, che voleva cercare di riprodurre suoni e immagini in movimento; cosa che non fu possibile fino al tardo Novecento, ma comunque il campo della riproduzione musicale si sviluppò con il grammofono. Tutte queste trasformazioni, ci mostrano come la nascita dei media moderni è determinata dall’introduzione di specifici dispositivi: in primo luogo si tratta del vero senso della parola, dispositivi tecnologici che entrano in simbiosi con l’individuo e in secondo luogo si tratta delle condizioni sociali che gli hanno permesso di svilupparsi, il consumo dei prodotti mediali diventano al tempo stesso seriali e di massa (ognuno ha accesso a queste esperienze). La più grande invenzione della modernità sono i dispositivi e con essi nascono i media.

3. La fase di consolidamento: i media elettronici (1915-1980)

Questa fase successiva rappresenta la maturazione e la stabilizzazione del mercato dei media. Ci si concentra sulla distribuzione, ovvero i modi mediante i quali i prodotti culturali raggiungono i propri pubblici. Un esempio fu il cinema, che iniziò come fenomeno frammentato e che con gli anni Venti e Trenta diventò una vera e propria industria rigidamente organizzata. Le sale furono adibite appositamente come luoghi per fruire il film e con il sonoro furono allestite con il massimo dei confort: quindi come prima logica di distribuzione abbiamo una dislocazione dei soggetti rispetto agli spazi di lavoro e di vita quotidiana. Come seconda logica troviamo la diffusione prima della radio e poi della televisione. La radio rappresentava l’ultima e più avanzata espressione di una distribuzione dei messaggi mediante reti che penetravano capillarmente negli spazi sociali e in particolare in quelli casalinghi. David Sarnoff ebbe un’idea rivoluzionaria: sfruttare la tecnologia di trasmissione di segnali attraverso le onde hertziane non per comunicare da punto a punto, ma per trasmettere messaggi da un unico punto di emittenza a infiniti punti di recezione: nasce la rete broadcasting. Nel 1920 iniziano a formarsi le prime stazioni radiofoniche che segnarono l’avvento della televisione. Questa rappresenta la seconda fase di sviluppo dei media, inizialmente partiti come testo (romanzi etc..) per poi diventare con la rete broadcasting, un flusso ininterrotto di suoni e/o immagini. Il flusso occupa tendenzialmente tutte le 24 ore, aderisce al fluire del tempo sociale e domestico e influenza i gusti dei soggetti sociali, le loro ideologie, i consumi etc.

4. La fase di vaporizzazione: i media digitali (1984-oggi)

Il 1984 è una data indicativa ma sta a sottolineare l’esplosione di due fenomeni che nel loro complesso hanno prodotto la fine dei media. Il primo fenomeno è la moltiplicazione esponenziale dei canali di erogazione dei prodotti mediali, si parla infatti di “saturazione” e “ridondanza” (canali sul segnale hertziano, cavo, satellite etc.). Al tempo stesso l’individuo è liberato dai vincoli spaziali e temporali grazie ai nuovi apparecchi (videoregistratori, videocassette, DVD, on demand, download…). Nel 1989 Tim Berners-Lee pensa al sistema di condivisione dati tra vari computer, che fino ad allora era per uso militare, a convertirlo anche per uso civile, arrivando così al World Wide Web: una rete di documenti contenenti una serie di rimandi ad altri documenti, all’infinito, collegando la comunicazione broadcasting monodirezionale a quella del telefono bidirezionale.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/04 Estetica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher cecconimarta96 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Estetica del cinema e dei media e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi Roma Tre o del prof Carocci Enrico.
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