Corso di economia politica (A.A. 2018-2019)
Introduzione
La parola economia deriva dal greco oikos (dimora, famiglia) e nèmein (amministrare) e allude, quindi, alla gestione della famiglia. L’etimologia potrebbe sembrare strana ma in realtà i due sistemi economici “famiglia” e “società” hanno molto in comune. In entrambi i casi occorre utilizzare le risorse disponibili al fine di soddisfare i bisogni umani. Fare economia implica problemi di scelta perché le risorse non sono mai sufficienti per risolvere ogni tipo di problema. L’economia è quindi una scienza che studia il modo in cui gli individui compiono le loro scelte. Si definisce economia il modo in cui una società gestisce le risorse scarse. Essa si articola in due filoni: la microeconomia si occupa del comportamento dei singoli individui; la macroeconomia si occupa del sistema economico nel suo complesso.
Capitolo 1: I dieci principi dell’economia
L’economia si può introdurre in dieci principi di cui i primi sette riguardano la microeconomia e i tre restanti la macroeconomia.
- Gli individui devono affrontare scelte alternative. Ogni decisione comporta un trade-off: per ottenere qualcosa, solitamente, siamo costretti a rinunciare ad un’altra cosa e ciò a causa della scarsità delle risorse. Ad esempio, per comprare un pacco di sigarette devo rinunciare ai soldi che utilizzo per comprarle. O ancora scegliendo di andare all’università rinuncio al tempo che potrei utilizzare per rilassarmi o per andare a lavorare. Il tempo è la risorsa scarsa per eccellenza. Nell’ambito dell’economia l’efficienza si ha quando vi è il minor spreco possibile e quando si ottiene il massimo dalle proprie risorse; l’equità e la distribuzione equa delle risorse. L’aumento dell’equità porta la diminuzione dell’efficienza e viceversa.
- Il costo di qualcosa è ciò a cui si deve rinunciare per ottenerla. Un individuo è razionale se si mette nelle migliori condizioni per raggiungere i propri obiettivi. Essi, posti dinnanzi ad una scelta, valutano i costi e i benefici. Il costo di una scelta dipende da ciò a cui si deve rinunciare per portare avanti quella determinata scelta. Il costo di frequentare l’università è: perdere sonno, non lavorare e pagare anche affitto, libri, risorse primarie.
- Gli individui razionali pensano al margine. Gli individui regolano le loro scelte in base a costi e benefici marginali. Si decide di portare avanti un’azione solo nel caso in cui ci si rende conto che il beneficio marginale è più alto del relativo costo marginale. Una compagnia aerea che finanzia un volo per 200 persone a 100.000 euro spera di ricavare 500 euro per ogni passeggero. Nel momento in cui, però, prima della partenza restano 10 posti vuoti e si presenta un passeggero disposto a pagare solo 300 euro, la scelta più saggia è accettare l’offerta del passeggero (invece di perdere 500 euro ne perde solo 200).
- Gli individui rispondono agli incentivi. Un incentivo è un mutamento dello status quo che comporta anche il cambiamento della scelta dell’individuo. Dire, ad esempio, che in caso di assenza ingiustificata gli studenti non potranno presentarsi all’appello d’esame successivo è un incentivo che porta alla diminuzione degli assenti.
- Lo scambio può rappresentare un vantaggio per tutti. Gli individui riescono a trarre beneficio dalle situazioni di scambio perché hanno la possibilità di specializzarsi in un determinato settore e di vendere i propri prodotti all’estero con prezzi maggiori.
- I mercati rappresentano uno strumento efficace per organizzare l’attività economica. Definiamo mercato l’incontro tra domanda e offerta, cioè tra acquirente e venditore. Questo incontro determina il prezzo di un prodotto. L’economia di mercato è determinata dall’agire degli individui. Essi decidono a chi offrire il proprio lavoro e cosa acquistare col reddito ricavato; le imprese decidono chi assumere e cosa produrre. Si tratta di un processo non guidato da nessuno ma indipendente. È quello che Adam Smith definisce mano invisibile. La libertà può essere benefica perché gli individui perseguendo il loro interesse perseguono, in un certo senso, anche quello dello Stato.
- L’intervento pubblico, a volte, può migliorare il risultato del mercato. La libertà assoluta nell’ambito del mercato creerebbe delle ingiustizie ed è per questo motivo che lo stato interviene nell’economia. Esso toglie a chi possiede di più per dare a chi possiede di meno cercando di raggiungere l’equità. Lo Stato deve inoltre garantire il diritto di proprietà. Il diritto di proprietà è il diritto di un individuo di possedere le risorse e di controllare come queste siano utilizzate. Il mercato fallisce quando non si raggiunge l’efficienza. Uno dei motivi del fallimento potrebbe essere il monopolio delle risorse che porta all’attribuzione arbitraria dei prezzi.
- Il tenore di vita di un paese dipende dalla sua capacità di produrre beni e servizi. Più alto è il reddito e maggiore sarà il tenore di vita degli individui. I paesi con un reddito basso sono quelli che dispongono di pochi beni ed infrastrutture per soddisfare i bisogni degli individui. La produttività (dipende da competenze, attrezzature…) è uno dei fattori determinanti dell’altezza del tenore di vita. Maggiore è la produttività, maggiore il tenore di vita.
- I prezzi aumentano quando lo stato produce troppa moneta. La troppa produzione di moneta porta alla svalutazione della moneta stessa e ciò provoca l’aumento dei prezzi.
- Nel breve periodo la società si confronta con un trade-off tra disoccupazione e inflazione. L’aumento dei prezzi, della produzione e dell’inflazione porta ad una maggiore richiesta di forza-lavoro e porta alla diminuzione della disoccupazione.
Capitolo 2: Pensare da economista
L’economia può essere considerata una scienza perché utilizza il metodo scientifico. Quest’ultimo consiste nell’osservazione di un fenomeno, nel porsi delle domande, nel formulare ipotesi per poi verificarle e nell’elaborare, infine, una propria teoria. Questo metodo è il modo in cui la scienza indaga sulla realtà. L’economia è una scienza sociale perciò non si può portare la realtà in laboratorio e l’analisi diventa difficile. Talvolta per prevedere il comportamento del mondo reale gli economisti usano modelli. Tra questi ricordiamo, ad esempio, il diagramma del flusso circolare. Esso descrive l’interazione tra le famiglie e le imprese: le famiglie possiedono i fattori e li cedono alle imprese e poi usano i beni ricavati per comprare i beni prodotti dalle imprese. Le imprese a loro volta usano i fattori per produrre beni che poi rivendono alle famiglie.
Un altro modello importante è la frontiera delle possibilità di produzione (FPP o PPF). Si tratta di un grafico che mostra le combinazioni di produzioni efficienti che un sistema economico può raggiungere con le risorse che ha a disposizione. Prendiamo ad esempio due beni (grano e computer), una risorsa (il lavoro) e 50.000 ore di lavoro disponibili per la produzione. La produzione di un computer richiede 100h di lavoro, la produzione di una tonnellata di grano 10h di lavoro. Supponendo di impiegare tutte le ore disponibili per la produzione di computer, produrremo 500 computer (50.000/100) e 0 tonnellate di grano. Se impiegassimo 40.000h per la produzione di computer e 10.000 per la produzione di grano, produrremo 400 computer (40.000/100) e 1000T di grano (10.000/10).
Costruiamo un grafico relativo all’esempio. Considerati i punti F e G, sarebbe possibile per l’economia produrre secondo questa combinazione i due beni? Sarebbe una combinazione efficiente? Il punto F si trova al di sotto della frontiera delle possibilità di produzione quindi è una combinazione possibile ma non efficiente; il punto G si trova al di sopra della frontiera delle possibilità di produzione (occorrerebbe un numero maggiore di ore rispetto a quelle disponibili nel sistema economico) quindi non è una combinazione possibile.
Abbiamo già detto che il costo opportunità di qualsiasi bene è dato da ciò a cui bisogna rinunciare per ottenerlo. La società deve quindi scegliere tra le diverse alternative ed è chiaro che la scelta di aumentare la produzione di un bene di un’unità comporta il sacrificio di una parte dell’altro bene. Il costo opportunità di un bene in termini dell’altro bene è rappresentata dalla pendenza della FPP. La pendenza è il rapporto tra la variazione Δy (asse delle ordinate) e la variazione Δx (asse delle ascisse). In questo esempio, quindi, il costo opportunità di un computer è pari a 10 tonnellate di grano (-1000/100=-10).
Se aumentano le ore di lavoro o migliorano le tecnologie, il sistema economico può aumentare la produzione e di conseguenza anche la frontiera si alza. La frontiera può essere rappresentata da una linea retta o da una linea curva: se il costo opportunità rimane costante la linea è retta; se il costo opportunità di un bene non resta costante ma cresce all’aumentare della quantità prodotta allora la linea sarà curva e concava verso il basso.
Nel punto A quasi tutti i lavoratori sono impegnati nella produzione di grano. Per aumentare le unità di computer è necessario che i lavoratori impiegati per il grano passino alla produzione di computer. Nel punto B la maggior parte dei lavoratori, invece, lavora per la produzione di computer.
Capitolo 3: Interdipendenza e benefici dello scambio
Nel nostro quotidiano usiamo beni e servizi che provengono da diverse parti del mondo. Gli individui, infatti, possono trarre beneficio dagli scambi sia perché si specializzano nella produzione di un determinato bene e sia perché ciò consente di ridurre notevolmente i costi. Prendiamo come esempio gli scambi tra gli USA e l’Italia riguardo computer e grano. Qual è la quantità di beni che possono produrre e consumare in assenza e in presenza di scambio?
Gli USA hanno a disposizione 50.000h di lavoro per la produzione dei due beni. La produzione di un computer si svolge in 100h mentre quella del grano in 10h. Se gli USA utilizzano metà delle ore per i computer e metà delle ore per il grano produrranno 250 computer (25.000/100) e 2500T di grano (25.000/10). Supponiamo che in Italia si abbiano a disposizione 30.000h di lavoro per la produzione di grano e computer e che per produrre un computer ci vogliano 125h mentre per produrre il grano 25. Se tutte le ore fossero destinate alla produzione di computer si realizzerebbero 240 computer (30.000/125) mentre se tutte venissero utilizzate per il grano si produrrebbero 1200T di grano (30.000/25). Se l’Italia usa metà delle ore per i computer e metà delle ore per il grano produrrà 12 computer (15.000/125) e 600T di grano (15.000/25). In assenza di scambio l’Italia e gli USA producono e consumano i beni sopraelencati.
Vediamo cosa avviene in presenza di scambio. È necessario, per calcolare ciò, sapere qual è il numero delle esportazioni e quale quello delle importazioni. Supponiamo che l’accordo tra Italia e USA preveda che questi ultimi producano 3400T di grano e 160 computer e che l’Italia si dedichi solo alla produzione di computer. Gli USA esporteranno 700T ed importeranno 110 computer. Qual è la quantità consumata e prodotta di beni? L’apertura agli scambi migliora il tenore di vita degli individui.
Cosa determina la produzione e il commercio? Innanzi tutto la presenza o meno di un vantaggio assoluto nella produzione. Un vantaggio si dice assoluto quando un paese ha una maggiore produttività rispetto all’altro e impiega meno fattori nella produzione di un bene. Nell’esempio sopracitato gli USA hanno un vantaggio assoluto nella produzione di grano rispetto all’Italia perché impiegano solo 10 ore di lavoro anziché 25 ore. Gli USA hanno vantaggio assoluto anche nella produzione di computer. Se il paese che ha vantaggio assoluto si specializza nella produzione di quel bene allora entrambi i paesi trarranno vantaggio. Due paesi, però, possono trarre beneficio dallo scambio in presenza di un vantaggio comparato. Uno dei due paesi produttori produce con costi-opportunità minori (deve rinunciare a meno unità di un bene per aumentare le unità dell’altro). Nell’esempio l’Italia si specializza nella produzione di computer perché ha un vantaggio comparato nella loro produzione. Gli Usa devono rinunciare alla produzione di 10 tonnellate di grano per aumentare di un’unità la produzione di computer mentre l’Italia deve rinunciare a solo 5 tonnellate di grano.
Abbiamo appurato che la specializzazione e lo scambio portano benefici. Ma da cosa dipende il prezzo dei beni? Esso deve collocarsi tra i costi-opportunità dei due venditori.
Capitolo 4: Le forze di mercato della domanda e dell’offerta
La domanda e l’offerta sono le forze che fanno funzionare l’economia di mercato. Il mercato, infatti, è considerato come l’insieme dei compratori (domanda) e dei venditori (offerta). Un mercato si dice concorrenziale quando ci sono tantissimi soggetti economici che partecipano. Dal lato del venditore la concorrenza riguarda la conquista del compratore; dal lato del compratore la concorrenza consiste nell’accaparrarsi un bene. Il mercato concorrenziale per antonomasia è la concorrenza perfetta. Parliamo di concorrenza perfetta quando siamo in presenza di beni sostituti, cioè di beni identici che possono prendere l’uno il posto dell’altro, e ancora quando i partecipanti al mercato sono price taker, ossia non riescono ad influenzare i prezzi. L’opposto della concorrenza perfetta è il monopolio. Siamo in presenza di un solo individuo che produce quel bene e che è un price maker.
Il concetto di domanda. La quantità domandata è la quantità di un bene che i compratori vogliono e possono acquistare. Maggiore sarà il prezzo di un bene e minore sarà la domanda dello stesso.
| Prezzo | Quantità |
|---|---|
| 0.00 | 16 |
| 1.00 | 14 |
| 2.00 | 12 |
| 3.00 | 10 |
| 4.00 | 8 |
| 5.00 | 6 |
| 6.00 | 4 |
Se nel mercato ci sono più persone la quantità di domanda (Qd) è data dalla somma delle quantità in corrispondenza del prezzo.
| Prezzo | Caterina | Nicola | Quantità domandata |
|---|---|---|---|
| 0 | 16 | 8 | 24 |
| 1 | 14 | 7 | 21 |
La curva di domanda mostra come il prezzo influenza la quantità domandata di un bene. Al variare dei fattori che influenzano la domanda si verificano spostamenti lungo la curva che possono essere espansivi (verso destra) o contrattivi (verso sinistra).
Uno dei fattori che influenzano la domanda è il reddito, cioè la disponibilità economica degli individui. Più ricchi si è, più possibilità di acquisto si hanno. Un bene si dice normale quando l’aumento del reddito comporta un aumento della domanda dello stesso; viceversa si dice inferiore quando l’aumento del reddito provoca una diminuzione della domanda. Un altro fattore che influenza la domanda è il prezzo dei beni correlati. Due beni si dicono sostituti quando riescono a soddisfare lo stesso bisogno; si dicono complementari quando un bene non può fare a meno dell’altro (ad esempio la macchina non può fare a meno della benzina). Altri elementi che influenzano sono le preferenze (il cambiamento dei gusti provocherà spostamenti della curva di domanda) e le aspettative.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Riassunto esame Fondamenti di economia politica, Prof. Buonanno Paolo, libro consigliato L'essenziale di economia, …
-
Riassunto esame Economia politica, Prof. Degli Antoni Giacomo, libro consigliato L'essenziale di economia, N. Grego…
-
Riassunto esame Economia politica, Prof. Tassinari Mattia, libro consigliato L'essenziale di economia , Mankiw
-
Riassunto esame Istituzioni di economia politica, prof. Solimene, libro consigliato Principi di Economia, Mankiw