Estratto del documento

Principi di economia

N.G. Mankiw – M.P. Taylor V ed. italiana

I dieci principi dell'economia

La parola economia deriva dal greco oikonomos e significa “chi si occupa della famiglia”. Famiglie e sistemi economici hanno molte cose in comune, per esempio, ogni famiglia deve allocare risorse scarse tra i propri membri, tenendo conto di capacità, impegno e desideri di ciascuno. Così come le famiglie, anche la società deve prendere molte decisioni. Una volta attribuite le varie mansioni ai singoli individui, la società deve allocare i beni e servizi prodotti: deve decidere chi mangia caviale e chi pane e cipolle, chi viaggia in Ferrari e chi in autobus ecc.

Gestire le risorse è importante perché le risorse sono scarse. Scarsità vuol dire che la società dispone di risorse limitate e non può produrre tutti i beni e i servizi che i suoi membri desidererebbero. Proprio come in una famiglia, nessuno ha sempre esattamente ciò che desidera, in una società non si può garantire a ciascuno il massimo tenore di vita a cui aspira. L'economia, quindi, studia i modi in cui la società gestisce le proprie risorse scarse. Gli economisti studiano le decisioni dei singoli individui: quanto lavorano, cosa consumano, quanto risparmiano e come impiegano i propri risparmi. Gli economisti si occupano anche dell'interazione tra individui e analizzano le forze e le tendenze che influenzano l'economia nel suo complesso.

Lo studio dell'economia presenta sfaccettature diverse, ma tutte accomunate da alcuni concetti fondamentali.

Le decisioni individuali

Tutti sanno cosa sia un’economia, cioè un gruppo di individui che interagiscono reciprocamente nello svolgimento delle proprie attività quotidiane.

Principio 1 – Gli individui devono scegliere tra alternative (trade-off)

Per ottenere qualcosa che piace, di solito si deve rinunciare a qualcos’altro. Prendere decisioni significa scegliere fra alternative. Un trade-off molto importante che la società deve affrontare è quello tra efficienza ed equità. L'efficienza è ciò che permette alla società di ottenere il massimo risultato possibile, date le risorse scarse di cui si dispone mentre l'equità è ciò che le permette di ripartire tra i propri membri secondo giustizia i benefici che derivano dall'uso di tali risorse. In altre parole, l'efficienza si riferisce alle dimensione della torta dell'economia e l'equità al modo in cui è suddivisa.

Riconoscere che gli individui devono scegliere tra alternative non basta a stabilire quali decisioni essi vogliano o debbano prendere. Riconoscere i trade-off della vita è importante perché è più facile prendere le decisioni giuste se si sanno comprendere le alternative con cui ci si confronta.

Principio 2 – Il costo di qualcosa è ciò a cui si deve rinunciare per ottenerlo

Dovendo fronteggiare dei trade-off, per prendere decisioni corrette gli individui sono chiamati a confrontare i costi e i benefici di comportamenti alternativi. Ma in molti casi il costo di una determinata azione non è così ovvio come potrebbe apparire a prima vista.

Considerate, per esempio, la decisione di iscriversi all'università. I benefici che ne derivano sono l'arricchimento intellettuale e le migliori opportunità di lavoro; ma qual è il costo? Per la maggior parte degli studenti la retribuzione a cui si deve rinunciare per frequentare l'università rappresenta il costo più elevato dell'istruzione. Il costo-opportunità di un bene è ciò a cui si deve rinunciare per ottenerlo. Nel prendere qualunque decisione si deve sempre considerare il costo-opportunità delle alternative a disposizione.

Principio 3 – Gli individui razionali pensano “al margine”

Nella vita di ogni giorno capita raramente di dover scegliere tra bianco e nero; di solito la gamma delle possibilità è costituita da diverse gradazioni di grigio. Per descrivere le variazioni incrementali rispetto ad un piano d’azione già definito, gli economisti usano il termine variazioni marginali. Gli individui e le imprese possono prendere decisioni migliori pensando al margine. Chi decide razionalmente intraprende un’azione se, e solo se, il beneficio marginale che ne trae è maggiore del costo marginale che sostiene.

Principio 4 – Gli individui rispondono agli incentivi

Dato che gli individui prendono decisioni sulla base di costi e benefici, il loro comportamento cambia se i benefici si modificano. Ciò significa che gli individui rispondono agli incentivi. Nell'analizzare leggi e provvedimenti si devono prendere in considerazione non solo gli effetti diretti ed evidenti, ma anche quelli indiretti che si esplicano attraverso gli incentivi. Se cambia il sistema degli incentivi, cambia sicuramente anche il comportamento degli individui.

L'interazione tra individui

Principio 5 – Lo scambio può essere vantaggioso per tutti

Quando un membro della famiglia è in cerca di un'occupazione, compete con i membri di altre famiglie per gli stessi posti di lavoro; le famiglie competono l'una con l'altra nel fare acquisti, dal momento che ciascuna desidera procurarsi i beni migliori al prezzo più conveniente. In questo senso, all'interno di un sistema economico, ogni famiglia è in concorrenza con tutte le altre.

Nonostante la concorrenza nessuna famiglia trarrebbe vantaggio dall'isolarsi dalle altre. Se lo facesse, dovrebbe coltivare ciò che mangia, confezionare ciò che indossa e costruire la propria casa. È quindi chiaro che tutte le famiglie traggono vantaggio dalla possibilità dello scambio. Lo scambio permette a ciascun individuo di specializzarsi in ciò che sa fare meglio, che sia coltivare la terra, confezionare vestiario o costruire case. Attraverso gli scambi ogni famiglia può ottenere una maggiore varietà di beni e di servizi a costi più contenuti.

Le nazioni, esattamente come le famiglie, traggono beneficio dalla capacità di intrattenere rapporti di scambio, potendosi in questo modo specializzare in ciò che sanno fare meglio e avendo accesso, allo stesso tempo, ad una maggiore varietà di beni e servizi.

Principio 6 – I mercati sono di solito uno strumento efficace per organizzare l'attività economica

Oggi la maggior parte dei paesi a economia pianificata sta tentando di sviluppare un'economia di mercato. In un'economia di mercato alle decisioni dei pianificatori si sostituiscono le decisioni di milioni di individui e di imprese: le imprese decidono chi assumere e cosa produrre; gli individui a chi offrire il proprio lavoro e cosa acquistare con il reddito che ne ricavano. Imprese e individui interagiscono nei mercati, fondando le proprie decisioni sui prezzi e l'interesse personale. Le economie di mercato hanno dimostrato la propria efficacia nell'organizzare l'attività economica in modo da promuovere il benessere economico generale.

Nel 1776, in “Un'indagine sulla natura e le cause della ricchezza delle nazioni” l'economista Adam Smith enunciò il più celebre principio di tutta la storia dell'economia: “individui e imprese che interagiscono in un mercato si comportano come se fossero guidati da una mano invisibile, che li conduce verso il migliore risultato possibile”.

Principio 7 – A volte l'intervento dello Stato può migliorare il risultato prodotto dal mercato

La “mano invisibile” ha bisogno di uno stato che la protegga: i mercati funzionano correttamente solo se i diritti di proprietà sono tutelati. Sebbene i mercati siano di solito un ottimo strumento per organizzare l'attività economica, questa regola ha alcune importanti eccezioni. Due sono le ragioni per cui lo Stato può intervenire nell'economia: per promuovere l’efficienza e per promuovere l'equità. In altre parole, l'obbiettivo degli interventi di politica economica è ingrandire la torta dell'economia o cambiare il modo in cui viene suddivisa.

La mano invisibile di solito porta il mercato ad allocare le risorse in maniera efficiente, ma in determinate situazioni non riesce a farlo. Per indicare tali situazioni, gli economisti usano il termine fallimento di mercato. Una possibile causa di fallimento di mercato sono le esternalità, cioè gli effetti non compensati dell'azione di un individuo sul benessere di un altro individuo non direttamente coinvolto. Un classico esempio di esternalità è l'inquinamento. Un'altra possibile causa di fallimento del mercato è il potere di mercato, ovvero la capacità di un soggetto (o di un ristretto gruppo di soggetti) di influenzare sostanzialmente e indebitamente i prezzi di mercato.

La mano invisibile non garantisce che la prosperità economica sia distribuita equamente tra tutti i membri della società né garantisce che tutti abbiano cibo a sufficienza, un vestiario dignitoso e un'assistenza sanitaria adeguata: l'obbiettivo di molte istituzioni – come la tassazione del reddito e la previdenza sociale – è proprio quello di arrivare ad una più equa distribuzione del benessere economico. Affermare che lo Stato possa a volte migliorare i risultati di mercato non significa essere certi che sia sempre in grado di farlo.

Il funzionamento dell'economia nel suo complesso

Uno dei concetti chiave di questo capitolo è quello di crescita economica, l'aumento percentuale della quantità di beni e servizi prodotta in un dato periodo di tempo, di solito corrispondente a un trimestre o all'anno solare.

Principio 8 – Il tenore di vita di un paese dipende dalla sua capacità di produrre beni e servizi

Il PIL pro capite è il valore di mercato di tutti i beni e servizi finali prodotti in un paese in un dato periodo di tempo, diviso per la popolazione, in modo da ottenere un dato medio per cittadino. Gran parte delle economie avanzate ha un reddito pro capite relativamente elevato ma appena ci si sposta dai paesi avanzati si cominciano a rilevare delle marcate differenze nel reddito e nel tenore di vita. Non sorprende che a queste forti differenze corrisponda una disuguaglianza altrettanto pronunciata della qualità della vita e del tenore di vita. I cittadini dei paesi ad alto reddito si nutrono meglio, godono di un'assistenza sanitaria migliore e hanno un'attesa di vita maggiore rispetto agli abitanti dei paesi a basso reddito.

Come si possono giustificare divari così ampi nel tenore di vita di paesi diversi e in diversi momenti storici? Quasi tutti questi divari sono dovuti a differenze di produttività, cioè dalla quantità di beni e servizi prodotti da un individuo nell'unità di tempo (generalmente un'ora). Nei paesi dove il singolo lavoratore riesce a produrre grandi quantità di beni e di servizi per unità di tempo, la maggior parte della popolazione gode di un tenore di vita elevato; nei paesi dove i lavoratori sono meno produttivi, la maggior parte dei cittadini conduce un'esistenza più misera. Analogamente, il tasso di crescita della produttività di un paese determina il tasso di crescita sul suo reddito medio.

La relazione tra produttività e qualità materiale della vita è semplice, ma ha implicazioni di ampia portata. Se la produttività è la principale determinante del tenore di vita, le altre variabili devono essere di importanza secondaria. La relazione tra produttività e tenore di vita ha profonde implicazioni anche per la politica economica. Nel valutare gli effetti di un provvedimento legislativo sul tenore di vita della popolazione, occorre esaminare l'impatto che avrà sulla capacità dell'economia di produrre beni e servizi.

Principio 9 – I prezzi aumentano quando lo Stato stampa troppa moneta

L'inflazione, cioè la crescita del livello generale dei prezzi in un sistema economico, è stata spesso un grave problema economico.

Da cosa è provocata l'inflazione? Nella maggior parte dei casi di inflazione elevata o permanente, il colpevole è sempre lo stesso: la crescita della quantità di moneta. Se lo Stato stampa quantità eccessiva di moneta, il valore di questa è destinato a crollare.

Principio 10 – Nel breve periodo i sistemi economici si confrontano con un trade-off tra inflazione e disoccupazione

Quando un governo aumenta la quantità di moneta presente nell'economia, uno dei risultati che ottiene è l'inflazione. Un altro risultato, almeno nel breve periodo, è un più basso livello di disoccupazione. La curva che descrive il trade-off di breve periodo fra inflazione e disoccupazione è detta curva di Phillips, dal nome dell'economista della London School of Economics che per primo ha analizzato questa relazione.

In un periodo di uno o due anni, molti provvedimenti di politica economica spingono l'inflazione e la disoccupazione in direzioni opposte. I responsabili della politica economica devono misurarsi con questo trade-off indipendentemente dal fatto che il livello di partenza dell'inflazione e della disoccupazione siano elevati, contenuti o a un qualunque livello intermedio.

Il trade-off fra inflazione e disoccupazione è solo temporaneo, ma può durare per svariati anni. La curva di Phillips è fondamentale per l'analisi del ciclo economico: le fluttuazioni tanto marcate quanto imprevedibili dell'attività economica, misurata dal numero degli occupati o della produzione di beni e servizi.

Pensare da economista

L'economista come scienziato

Gli economisti cercano di affrontare lo studio della propria disciplina con obiettività scientifica. Il loro approccio non è molto diverso da quello di un fisico alla materia o di un biologo alla vita: formulano teorie, raccolgono dati e poi li analizzano nel tentativo di convalidare o confutare le teorie così formulate.

Il metodo scientifico: osservazione, teorizzazione e ancora osservazione

L'interazione tra teoria e osservazione esiste anche in economia. Gli economisti formulano delle teorie e le sottopongono a verifica come fanno tutti gli altri scienziati, ma devono fare i conti con un ostacolo che rende il loro lavoro particolarmente delicato: la difficoltà della sperimentazione in campo economico. Un economista che studia l'inflazione non può pretendere di modificare la politica monetaria di una nazione con il solo intento di generare dati utili. Gli economisti, di solito, devono accontentarsi dei dati che il mondo mette a loro disposizione.

Non potendo sperimentare in laboratorio, gli economisti dedicano molta attenzione agli esperimenti naturali offerti dalla storia. Lo studio degli eventi e dei loro esiti in diversi periodi di tempo è detto "analisi intertemporale".

Il ruolo delle ipotesi

Gli economisti formulano ipotesi per semplificare una realtà complessa e facilitarne la comprensione.

I modelli economici

Anche gli economisti ricorrono ai modelli per descrivere il mondo, ma i loro modelli sono composti da grafici ed equazioni e non comprendono ogni singolo aspetto del sistema economico. Tutti i modelli semplificano la realtà al fine di migliorare la nostra capacità di comprenderla. Per formulare validi modelli economici bisogna decidere quali caratteristiche del mondo reale cercare di cogliere nel modello e quali invece rappresenterebbero un dettaglio superfluo. La decisione sui dettagli da includere o escludere dipende in misura determinante dalla finalità a cui il modello è destinato.

Il nostro primo modello: il diagramma di flusso circolare

La figura 2.1 presenta in forma grafica un modello del sistema economico detto diagramma di flusso circolare. Secondo tale modello, nel sistema economico agiscono due tipi di soggetti: individui ed imprese. Le imprese producono beni e servizi utilizzando elementi quali il lavoro, la terra e il capitale (immobili e impianti), detti fattori di produzione. Gli individui sono i proprietari dei fattori di produzione e consumano tutti i beni e i servizi prodotti dalle imprese.

Imprese e individui interagiscono in due tipi di mercati. Nei mercati di beni e servizi gli individui sono i compratori e le imprese i venditori; nei mercati dei fattori di produzione gli individui sono i venditori e le imprese i compratori. Il diagramma di flusso circolare descrive in maniera semplice l'organizzazione di tutte le transazioni che intercorrono tra individui e imprese in un sistema economico.

L'anello interno del diagramma di flusso circolare rappresenta il flusso dei beni e dei fattori di produzione tra individui e imprese: gli individui offrono alle imprese l'uso della terra, del lavoro e del capitale nel mercato dei fattori di produzione; le imprese, a loro volta, utilizzano questi fattori per produrre beni e servizi, che vengono venduti agli individui nel mercato dei beni e dei servizi. Dunque i fattori di produzione fluiscono dagli individui alle imprese, mentre beni e servizi fluiscono dalle imprese agli individui.

L'anello esterno del diagramma del flusso circolare rappresenta il corrispondente flusso di moneta: gli individui spendono denaro per acquistare beni e servizi dalle imprese; queste utilizzano parte del ricavo per acquistare fattori di produzione; ciò che rimane è il profitto, distribuito ai proprietari delle imprese, che sono a loro volta individui. Quindi la spesa per l'acquisto di beni e servizi fluisce dagli individui alle imprese, mentre il reddito – in forma di salari, rendite e profitti – fluisce dalle imprese agli individui.

Il diagramma di flusso circolare qui rappresentato è un semplice modello di un sistema economico: come tale, è utile per analizzare alcuni principi basilari sul funzionamento dell'economia, ma non tiene in considerazione alcuni dettagli, che sono sotto altri aspetti significativi.

Anteprima
Vedrai una selezione di 10 pagine su 174
Riassunto esame Istituzioni di economia politica, prof. Solimene, libro consigliato Principi di Economia, Mankiw Pag. 1 Riassunto esame Istituzioni di economia politica, prof. Solimene, libro consigliato Principi di Economia, Mankiw Pag. 2
Anteprima di 10 pagg. su 174.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Istituzioni di economia politica, prof. Solimene, libro consigliato Principi di Economia, Mankiw Pag. 6
Anteprima di 10 pagg. su 174.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Istituzioni di economia politica, prof. Solimene, libro consigliato Principi di Economia, Mankiw Pag. 11
Anteprima di 10 pagg. su 174.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Istituzioni di economia politica, prof. Solimene, libro consigliato Principi di Economia, Mankiw Pag. 16
Anteprima di 10 pagg. su 174.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Istituzioni di economia politica, prof. Solimene, libro consigliato Principi di Economia, Mankiw Pag. 21
Anteprima di 10 pagg. su 174.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Istituzioni di economia politica, prof. Solimene, libro consigliato Principi di Economia, Mankiw Pag. 26
Anteprima di 10 pagg. su 174.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Istituzioni di economia politica, prof. Solimene, libro consigliato Principi di Economia, Mankiw Pag. 31
Anteprima di 10 pagg. su 174.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Istituzioni di economia politica, prof. Solimene, libro consigliato Principi di Economia, Mankiw Pag. 36
Anteprima di 10 pagg. su 174.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Istituzioni di economia politica, prof. Solimene, libro consigliato Principi di Economia, Mankiw Pag. 41
1 su 174
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ilaria.possenti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di economia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Solimene Laura.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community