Economia e gestione della banca
Dettagli del corso
Professore: Maurizio Baravelli
Inizio corso: 28-02-2017
Orari corso:
- Martedì 11:13 Aula 5
- Mercoledì 11:13 Aula 5
Modalità d'esame
Esonero probabile verso fine aprile, con secondo esonero che si conclude nella data del primo appello di giugno: 14-06-2017. Necessario 70% presenze.
Esame scritto il 06-07-2017 con risposte chiuse ed aperte. Possibilità di lavori di gruppo volontari.
Argomenti del corso
- Teoria dei modelli strategici e organizzativi della banca
- L'evoluzione dei modelli di business bancari
- Le performance dei modelli di business: la crisi della grande banca multibusiness
- Il futuro dei business bancari
- Concorrenza ed efficienza delle banche
- Regolamentazione, strategie e struttura dei sistemi finanziari
Introduzione
In questo corso focalizzeremo la nostra attenzione sulle decisioni strategiche che guidano la banca verso il conseguimento dei suoi obiettivi. Decisioni che dunque condizionano la vita della banca. La nozione di strategia aziendale deriva dall’arte militare: si aveva l’obiettivo di conquista-difesa, e conseguente scelta della strategia militare per il raggiungimento dell’obiettivo stesso. Tuttavia, noi ci occuperemo della strategia aziendale, nata negli anni '60-'70 in USA (Harvard) circa, e ci serve per capire come le banche competono nel mercato. L’obiettivo non è più conquistare territori, come nel caso della strategia militare, ma conquistare clienti, conquistare quote di mercato, mantenere ed aumentare la redditività. Per raggiungere tali obiettivi c’è bisogno di prendere decisioni strategiche:
- Scegliere in primis l’attività (area di business)
- In secundis c’è il come gestire l’attività per avere successo.
Tutto ciò fa parte di un insieme di concetti che saranno oggetto del corso. Focus generale: come guidare la banca verso il successo, verso il conseguimento degli obiettivi.
Definizione di strategia
Strategia = Insieme di decisioni, insieme coordinato delle politiche aziendali, politiche di impiego, di servizi, di credito, di raccolta per il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Le politiche sono il come raggiungere gli obiettivi. Strategia = Obiettivi + Politiche aziendali (scelte e decisioni che servono per raggiungere l’obiettivo).
La strategia può essere formalizzata (piano strategico) o non formalizzata; in quest’ultimo caso si tratta di decisioni prese di volta in volta rapidamente (Esempio Garibaldi). Studiare la strategia è importante per la banca, perché la strategia determina le performance, i risultati, il successo della banca. Performance misurata in termini di redditività del patrimonio, oppure rapporto rischi/redditività, oppure analizzando la quota di mercato, il tasso di sviluppo e tanti altri indicatori.
La strategia naturalmente si modifica in relazione al risultato, se i risultati non sono buoni cambio la strategia, ma anche se cambia il mercato o la condotta della concorrenza io sono costretto a cambiare strategia, infine c’è anche la regolamentazione che obbliga la banca a cambiare strategia. Strategia cambia costantemente.
L'importanza della strategia
Le strategie delle banche hanno l’effetto di determinare la struttura ed il funzionamento del mercato dei servizi finanziari. La struttura dei mercati cambia in funzione delle strategie, la struttura dei mercati è un risultato delle strategie, ecco perché è importantissimo studiare la strategia stessa.
Strategia si può insegnare, ma la si impara anche a seguito dell’esperienza, facendola. Imprenditore, capo d’azienda, come il condottiero. Ogni banca dovrebbe avere una strategia vincente. Se le banche falliscono è perché ci sono errori strategici, o mala gestione, in tal caso tuttavia si parla di un banchiere che ruba: rubare non è strategico. Noi parliamo di strategie che fanno crescere le banche.
Effetti della strategia
La strategia di una banca X ha degli effetti, quali l’aumento della capacità competitiva della banca, fare così in modo che la banca abbia un buon posizionamento sul mercato (quota di mercato), la strategia fa crescere la banca in termini di volume di servizi, di clienti, di depositi, di fondi intermediari, ed inoltre c’è la redditività aziendale.
Si può giudicare la strategia in base a questi 4 indicatori appena elencati:
- Capacità competitiva
- Posizionamento sul mercato (quota di mercato)
- Volume di servizi, di clienti, di depositi, di fondi intermediati
- Redditività aziendale
La strategia dal punto di vista sociale
Noi abbiamo visto la strategia dal punto di vista della banca, ma c’è anche la strategia dal punto di vista di chi controlla le banche, le autorità di vigilanza. Ecco che bisogna vedere cosa significa strategia sociale. Quando tante banche, ognuna con le sue strategie, si incontrano, il mercato funziona in un certo modo, perché come detto prima il mercato è l’insieme degli effetti delle strategie. Se i prezzi salgono, le banche si sono messe d’accordo per farli salire, quindi siamo interessati al grado di efficienza del sistema bancario: il sistema è efficiente se le strategie delle banche sono orientate alla concorrenza e miglioramento.
A noi dunque non interessa più la singola banca ma il mercato in generale. Studiare strategie è come studiare la concorrenza, il mercato. Il supervisore va a vedere se le banche producono concorrenza, se sono stabili, e ciò si riflette sul sistema. Giudicare il sistema significa dare un giudizio generale sul funzionamento del sistema. Banche in concorrenza tra loro. Non si può parlare di strategia senza parlare di concorrenza. I due termini sono collegati: senza concorrenza non c’è strategia, ma esiste un mercato senza concorrenza? No.
Parte storica
Nel 1950 o 1970 la concorrenza era bassa, in Italia, prima della nuova legge bancaria del 73, c’era la legge bancaria 36 ed il mercato non era concorrenziale perché la banca d’Italia stabiliva gli sportelli che le banche dovevano avere, le banche non potevano aprirli liberamente (famoso Piano sportelli = ogni 10 anni banca d’Italia stabiliva quanti sportelli aprire). Ogni banca aveva una sua competenza territoriale, poi c’erano gli stati che vietavano determinate operazioni. Quando non c’è concorrenza non c’è strategia, vivi in un mercato protetto.
Legge 1936: Regio Decreto Legge che ha regolato il sistema bancario italiano per 60 anni, sino al 1993 prevedeva una netta distinzione tra “aziende di credito” per operazioni di raccolta ed esercizio del credito a breve termine, ed “istituti di credito speciale” per raccolta e crediti a medio-lungo termine. La non concorrenza non ha indotto lo sviluppo di capacità strategiche. Si parla di atrofia strategica, i manager si atrofizzano.
Le banche italiane dagli anni 50 fino a quando l’autorità di vigilanza non ha favorito la concorrenza, non erano in concorrenza, non c’era strategia. Anche in USA concorrenza vista non positivamente. Struttura del mercato prima diretta dall’autorità di vigilanza, oggi dipende dalla strategia. Strategia diventa importante in una situazione competitiva. Oggi si studia strategia perché c’è concorrenza, una volta non se ne parlava. Strategia vuol dire competere.
La visione della banca
La direzione della banca, il management, che fa la strategia ha come obiettivo in primis l’efficienza interna e la redditività, quindi il management della banca con la strategia cerca di rispondere all’obiettivo della creazione di valore per gli azionisti, efficienza aziendale, interna. Strategia dovrebbe portare risultati agli azionisti, secondo un modello che vede gli azionisti come portatori di interesse (modello vigente in Europa, gli azionisti giudicano il management, azionisti approvano i piani, i manager se non vogliono andare a casa devono portare risultato agli azionisti). Tuttavia la banca deve generare anche efficienza esterna, ossia la banca deve favorire la crescita dell’economia, l’occupazione e far ridurre la povertà.
Duplice visione della banca:
- Le banche, secondo una visione istituzionale sono un’infrastruttura che ha il compito di favorire la crescita dell’economia. Banca dovrebbe essere una struttura a favore di altre strutture, quindi non dovrebbe lavorare per sé stessa. Non dobbiamo preoccuparci degli azionisti di quanto contribuiscono per migliorare l’economia. (Ruolo sociale, crescita e tutela risparmiatori, messo dinanzi al ruolo degli azionisti)
- Banca secondo una visione di impresa lavora a favore degli azionisti, banchiere cinico finanzia la speculazione, la bolla immobiliare, pur di incassare, anche se l’economia va a rotoli. Da prestiti a chi non li merita, ecc. Banchiere che fa gli interessi solo della banca dal punto di vista dell’efficienza interna.
NB: Banchiere che guarda all’esterno non ottiene un massimo del profitto, ma ottiene comunque un risultato soddisfacente. OGGI l’obiettivo dovrebbe essere quello di offrire la propria attività in modo da rispettare gli equilibri interni della banca ma anche di avere un effetto positivo sul mercato, sull’esterno. Giusto peso tra visione interna ed esterna. (Se do prestiti a basso prezzo per dare vantaggio all’economia muoio perché affronto costi maggiori dei ricavi, dunque non posso favorire solo l’efficienza esterna, tantomeno posso sbilanciarmi e pensare solo alla creazione di valore per gli azionisti serve un giusto peso) Dunque il banchiere si trova a decidere le strategie in una situazione conflittuale dal punto di vista emotivo e morale. Se tende alla santità va all’esterno ma gli azionisti lo bruciano, se ha zero moralità guadagnerà ma farà fallire il sistema. L’arte del banchiere non si insegna.
Regolamentazione e strategia
NB: Regolamentazione impedisce al banchiere di poter schierarsi nettamente da un lato (interno-azionisti) o dall’altro (esterno-sistema). Efficienza aziendale (interna), efficienza del mercato e dei servizi bancari (esterna-sistema). Per attuare la strategia, occorre un’organizzazione. Senza organizzazione non si può fare strategia. La banca ha bisogno di organizzarsi bene in maniera adeguata e coerente, quindi affronteremo anche il problema dei modelli con cui le banche si organizzano. Strategia e organizzazione vanno insieme, come con la concorrenza.
Modelli di business
Andando avanti su questa linea, viene fuori la parola modelli di business, intrinseca al titolo del corso. Cosa sono i modelli di business? I modelli di business sono sostanzialmente l’insieme della strategia e di come la banca si organizza. Sono gli assetti strategico-organizzativi, come la banca opera e come la banca funziona, come la banca produce risultati. Il concetto di modello di business è un concetto relativamente nuovo. Noi dovremmo parlare dei modelli di business con elementi di teoria, poi vedremo come le banche funzionano, e come si progettano modelli di business nel pratico.
Ci sono delle domande che dovremmo porci del tipo:
- Quali sono le aree di affari, di attività, di business? (Sinonimi).
- Come le banche competono?
- Come con la loro attività creano valore? Direzione della banca → strategia e organizzazione → modello di business
- Come si elabora una strategia ed un modello di business?
- Come si differenziano i modelli di business?
- Quali sono i fattori che determinano il successo dei modelli di business?
- In periodi di crisi, le banche come modificano le loro strategie e i modelli di business?
Strategia in periodi di crisi
L’evoluzione del contesto ambientale, l’aumento dei rischi, i cambiamenti della domanda hanno determinato un problema per le banche. Strategia in periodo di recessione è diversa dalla strategia in periodi di crescita. Tutto ruota attorno al ciclo economico, ora siamo in fase di declino, non vediamo una fase di ripresa, fase di depressione, italiana ed europea.
I modelli di business sono sostenibili nel tempo? I modelli attuali delle banche, passati, sono sostenibili? Producono reddito? Oggi per una banca la strategia è non fallire, stare in piedi. Le banche, in seguito alla crisi hanno registrato perdite e cali di redditività. Ed il problema della sostenibilità vuol dire che la banca può continuare a fare la banca con le teorie del passato? Problema che non interessa solo le banche, ma anche la vigilanza, il supervisore. Tema della sostenibilità al centro della BCE.
NB: BCE segue i gruppi bancari più grandi, BI segue i gruppi bancari minori.
Le tre questioni della strategia
- In quale area di business operare?
- Come competere con i singoli business?
- Come rendere sostenibili i modelli di business?
Fattori che influenzano la strategia
- Pratica ed esperienza del management
- Teorie e modelli di riferimento
- Regolamentazione
- Sistema di governance: due modelli di governance, azionisti che condizionano il management, si parla di “governance ristretta”, ma anche modelli di “governance allargata”, management tiene conto di azionisti, clienti, personale e de economica locale.
Riassunto finale
Noi parleremo di strategia e organizzazione della banca. Come si analizzano e progettano i modelli organizzati delle banche. Quali tendenze si riscontrano nei modelli di business bancari e quali cambiamenti sono attuati ai fini della sostenibilità. Quali relazioni tra modelli di business concorrenza ed efficienza dei sistemi bancari. Ed infine di come la regolamentazione influenza i modelli di business.
EGB2 Lezione 01-03-2017
Inizio del corso sull'area di business
Oggi cominciamo parlando dell’area di business: prendere una decisione strategica significa decidere, per prima cosa, in quale area di attività operare, perché sappiamo che esistono diverse aree di attività: si parla di aree strategiche di attività (affari) anche dette ASA, o anche aree di business, business unit. Dunque noi dobbiamo parlare oggi delle aree di attività.
Quali sono le questioni? Una banca si pone queste domande strategiche:
- In quale area di attività voglio operare? Potrebbe essere una banca che inizia l’attività, e l’imprenditore deve stabilire in quale area collocarsi, quindi una banca di nuova istituzione deve decidere l’ASA. Oppure sono una banca esistente, da anni, e voglio razionalizzare la mia gestione strategica e mi pongo una domanda oggi, anche se l’avrei dovuto fare in passato, e mi chiedo in quale ASA opero? Sto operando? Ciò accade perché si parla di pianificazione strategica nel mondo bancario, quindi di ASA, negli anni 90, prima non esisteva tale concetto di ASA. Quindi negli anni 90 banche esistenti si sono dovute chiedere in quali ASA erano operanti. (Prima degli anni 90 no concorrenza no strategia no ASA.)
- L’ASA è prospettica? Devo capire se opero in un’area con prospettive oppure no.
- Conviene operare in questa ASA? Devo capire se è conveniente operare in alcune ASA e uscirne in altre. Ciò dipende dal fatto che queste ASA portano guadagni e fanno guadagnare.
Noi sappiamo che una banca è un intermediario finanziario creditizio, perché creditizio? Perché fonda la propria attività sulla concessione del credito. Dal suo bilancio sappiamo che in attivo abbiamo i crediti, e i titoli, ed in passivo abbiamo i debiti, quindi depositi e obbligazioni, e il patrimonio, dato dal capitale sociale più le riserve. Banca intermediario creditizio anche monetario, perché svolge funzioni monetarie (solo nel caso di deposito e concessione del credito, modus operando banca tradizionale, banca commerciale). Banca crea moneta bancaria (assegni, depositi, “scriptural money”) insieme alla moneta legale creata dalla banca centrale.
Prospettive sulla banca
Per parlare delle ASA ci servono i concetti sulla banca? In realtà dobbiamo fare un salto e pensare alla banca come un’impresa di servizi creditizi. Quindi noi abbiamo due prospettive:
- Banca intermediario, che emette strumenti finanziari: quando creo un deposito creo uno strumento finanziario nelle mani del depositante, così come lo sono le obbligazioni e le azioni. Nell’attivo c’è il credito, un’attività finanziaria, uno strumento finanziario. L’ottica dell’intermediazione porta a ragionare sugli strumenti finanziari e sulle politiche in merito a raccolta e impiego. (Teoria intermediazione finanziaria)
- Banca impresa invece è un qualcosa di diverso: Banca impresa di servizi creditizi, bisogna ragionare come se la banca, che crea strumenti finanziari, soddisfa dei bisogni. Noi dobbiamo ragionare sui bisogni, non sugli strumenti. Strumenti e servizi soddisfano dei bisogni. Il servizio è un modo per soddisfare un bisogno, dal servizio nasce un’utilità per chi acquista lo strumento finanziario. Trasporto pubblico (servizio) soddisfa il bisogno del trasporto. Il bisogno di trasporto richiede un servizio di trasporto fatto in un certo modo, puntuale, con possibilità di sedermi.
Per la banca la banca offre un servizio intangibile. Il bisogno di investire da parte del risparmiatore, ha bisogno di qualcuno che gli assicuri questo investimento, con rischi bassi, quindi i depositi offrono un servizio di investimento ma offrono anche un servizio di liquidità. Se ho bisogno di un finanziamento, io impresa, vado in banca e la banca mi offre tale finanziamento. Oppure voglio collocare titoli e la banca lo fa per me.
Si passa dagli strumenti ai servizi finanziari. (Dagli strumenti ai bisogni). Lo strumento non basta per soddisfare il bisogno. Una volta che abbiamo il deposito, lo strumento finanziario per soddisfare il bisogno, occorre che la banca continui a lavorare, l’offerta del servizio.
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